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01 Giu 2007

CAPACCIO. Isndiscrezioni sulla giunta MARINO

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Prime indiscrezioni sulla nuova giunta che Pasquale Marino, sindaco di Capaccio, si appresta a nominare. Secondo ?Radio Marciapiede? Paolo Paolino sarà il nuovo presidente del consiglio comunale, mentre Lorenzo Tarallo sarà nominato vicesindaco consentendo così il ripescaggio del diessino Angelo Valletta, primo dei non eletti. Salvatore Nacarlo si occuperà di ambiente e sicurezza, mentre le attività produttive saranno competenza di Angelo Quaglia. Al turismo ed alla cultura sono alte le quotazioni di Marisa Prearo. Per l?urbanistica il nome che viene fatto con insistenza è quello dell?architetto Vito Scairati.

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01 Apr 2007

Roccadaspide, magistratura indaga sulla riapertura della discarica

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Sulla discarica di Roccadaspide, il ministero per l’ambiente conferma le indagini della magistratura. La sollecitazione è di Stefano Salvi
Roma, 28 marzo 2007

Caro Salvi,

ti scrivo in relazione alla discarica rinvenuta nel Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, oggetto della tua inchiesta e per la quale il ministro Alfonso Pecoraro Scanio ti aveva annunciato un suo interessamento.

Posso confermarti che il Ministro ha subito attivato il Comando Carabinieri per la Tutela dell?Ambiente e ora abbiamo ricevuto dal Nucleo Operativo Ecologico di Salerno alcune informazioni.

Il Nucleo operativo ci informa che la realizzazione della discarica comunale risale agli anni ?80. Si tratta di un?area di 5.600 mq di superficie con un volume dell?invaso di 22.000 mc circa ed è posta in zona 2 del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, nonché è stata individuata come area S.I.C. (Sito d?Interesse Comunitario).

La discarica era stata ufficialmente dismessa nel marzo del 1999. Successivamente, nel marzo 2003, i carabinieri del Noe di Napoli, in collaborazione con i carabinieri locali, avevano ispezionato l?area, accertando violazioni in materia ambientale comunicate all?Autorità Giudiziaria.

Nel settembre del 2006 la discarica è stata posta sotto sequestro dal Corpo Forestale di Capaccio, proprio perché, come hai potuto constatare di persona, pur trattandosi di un impianto ormai chiuso da diversi anni, nei fatti continuava a fungere da deposito per i rifiuti del comune di Roccadaspide.

I Carabinieri ? anche con riferimento ai contenuti della tua denuncia – ci informano che la bonifica e la messa in sicurezza non è mai stata attuata in quanto i sindaci che si sono succeduti nel tempo non hanno mai provveduto ad accantonare nei bilanci comunali somme sufficienti da destinare agli interventi.

La Regione Campania ha attivato un piano regionale di bonifica delle discariche dismesse affidando proprio ai Comuni interessati il compito di provvedere preliminarmente alla verifica analitica dei singoli siti.

Questo è il quadro informativo. In attesa degli sviluppi di questa vicenda che, come vedi, è oggetto di attenzione anche da parte della Magistratura, ti confermo che continueremo a seguire il caso della discarica di Roccadaspide per verificare la possibilità di contribuire alla positiva soluzione del problema.

Buon lavoro e grazie per l?attenzione che poni nel denunciare le aggressioni al territorio.

Giovanni Nani
dell’Ufficio Stampa del Ministero dell’ambiente

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29 Ago 2006

Durissima presa di posizione dell’Udeur sulla questione comunità montana

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Il fax è stato spedito dallo 0828 976148, corrispondente al municipio di Petina e rende nota la posizione del coordinamento Udeur degli Alburni.

Il coordinamento territoriale dell?Udeur in merito alla grave situazione politico ? istituzionale creatasi alla comunità montana degli Alburni, ritene doversoso puntualizzare e chiarire alcuni aspetti. La nostra responsabilità ci porta ad essere cauti anche quando sui giornali appaiono farneticanti interviste a personaggi che pur di apparire dicono tutto ed il contrario di tutto. L?ambizione di essere PRIMEDONNE li fa ritrovare in prima fila in ogni contesto e in ogni polemica, anche senza averne ogni titolo. Riteniamo di non dover perdere tempo ad inseguire le fantasie senza costrutto di tali personaggi. Ma poichè alcuni che hanno perso i buoi cercano ora le corna prendendosela con il nostro assessore Cennamo, che non ha la minima responsabilità di quanto è avvenuto. L?unica sua colpa è stata quella di sentire forte la responsabilità del territorio e ha cercato in qualche modo di dare un serio governo all?ente. Questo non è avvenuto proprio a causa di questi personaggi che oggi fanno i predicatori. A qualche illustre personaggio vorremmo ricordare che non è l?assessore Carmine Cennamo che predica bene e razzola male ma mentre Cennamo da anni va predicando l?unione del Centro ? Sinistra, gli altri preferivano Razzolare e basta. Al sindaco di Sicignano ricordiamo che se veramente teneva a cuore le sorti della comunità montana, non mandava un rappresentante da una parte e l?altro dall?altra. Questo significa voler stare con un piede in due scarpe, e non ci sembra serio. La verità va detta tutta non a metà. Non è corretto fare dichiarazioni ed elaborare teorie su mezze verità.
La posizione dell?Udeur è sempre stata chiara, fin dall?inizio. Abbiamo chiesto (da anni) di incontrarsi, di confrontarsi, di conoscere e decidere cosa fare per un futuro da costruire insieme, di produrre e condividere le responsabilità. Altri volevano solo che fossimo la stampella di questi personaggi così attaccati ad una poltrona che pur di non mollare hanno preferito il commissariamento.
Ci sembra alquanto singolare che chi aveva la responsabilità di governo accusi noi di aver fatto commissariare l?ente. Ci vuole proprio una gran faccia tosta. Ma l?arroganza menzognera di questi pseudo amministratori si concretizza bene nel manifesto (anonimo?) fatto affiggere in questi giorni mistificando puntualmente la realtà. Noi non abbiamo fatto alcuna scelta irresponsabile, ma irresponsabile ha dimostrato di esserlo chi ha portato la comunità montana al baratro. Strumentalizzazione politica, demagogia, falsità, arroganza e divisioni sono tutte logiche che calzano perfettamente agli autori del manifesto pseudo ? anonimo.
Ma quali progetti ha avuto questa ex maggioranza, quali attenzioni per il territorio?
Perchè non hanno avviato le procedure per accertare le responsabilità del debito fuori bilancio?
Da nove mesi non c?è maggioranza e non si ha la responsabilità politica di dimettersi. Noi non ci sottraiamo alle nostre responsabilità, ma è arrivato il momento che alcuni personaggi stiano un po? a casa. Siamo curiosi di capire il perchè di questo attaccamento a quelle poltrone, la paura del Commissario che a quanto ci è dato di sapere, non morde.
Si ha forse paura che si scoprano gli altarini? Chi non ha scheletri nell?armadio non teme nessuno. La gente è stanca di tutto questo, e questi personaggi invece di vergognarsi e meditare sul proprio fallimento, non trovano di meglio che accusare in modo arrogante e mistificatorio chi non c?entra affatto.
Il coordinamento Udeur degli Alburni

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02 Ago 2006

MONNEZZA. Situazione sulla Costa Sud Sele – Cilento

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Costa sud di Salerno, i rifiuti per strada affiorano a macchia di leopardo e seguono in maniera direttamente proporzionale l?impegno sul versante della raccolta differenziata delle varie amministrazioni comunali. Lungo via Sterpinia, il viale dei grandi alberghi capaccesi, è uno stillicidio di piccole e grandi discariche nate e gestite spontaneamente. Il blob dell?immondizia che ogni giorno cresce attenta gravemente alle prospettive di una stagione turistica che qui, a differenza di quello che succede altrove, affanna vistosamente. Nelle zone più rurali si risolve passando alle vie di fatto: un cerino, un po? di liquido infiammabile, qualche ora di sofferenza e la puzza sparisce. ?Vogliamo una soluzione per far sì che nel mese di agosto i comuni non debbano accogliere i turisti con l?immondizia per strada e in un secondo momento che si trovi una soluzione definitiva che prenda in considerazione l?ipotesi di una ?provincializzazione? del problema. Gli impianti della Provincia di Salerno dovrebbero essere utilizzati per i rifiuti di Salerno. Questo non perché non vogliamo aiutare Napoli ? precisano Sica, anche a nome degli sindaci a sud di Battipaglia ? ma al contrario perché intendiamo accogliere i napoletani, che rappresentano una buona parte dei turisti nelle nostre cittadine, nel miglior modo possibile e certo non con l?immondizia per strada?. ?Da noi è stato riaperto un sito di stoccaggio di fatto. In barba ad ogni normativa?. Protesta pubblica degli abitanti di via Fornilli, località adiacente a Capaccio Scalo, che con un manifesto attaccano duramente l?amministrazione comunale. E? solo questione di ore e Alfonso Santomauro, assessore all?ambiente, si prepara a rendere nota la decisione di aprire a Varolato, vicino al depuratore, uno staccaggio dei riufiuti dove ci sarà anche l?umido. Nel frattempo è capitato più volte che i camion pieni di immondizia stazionino a lungo all?interno dell?ex macello comunale.
?Il nostro lungomare, che è fra i più grandi d?Italia, è completamente senza cassonetti?, fa notare Antonio Domini, sindaco di Agropoli. Situazione sotto controllo nella cittadina cilentana dove la raccolta differenziata ?spinta?, che coinvolge già 13mila dei 22 mila abitanti, sottrae 60 quintali di rifiuti umidi al giorno dallo smaltimento ordinario. Il comune ha anche attivato, ai sensi dell?ex art. 13 della normativa in vigore, uno stoccaggio provvisorio nella zona di Borgo. ?Nel 2004 ? racconta ancora Antonio Domini ? di questi tempi la città produceva 1300 quintali di rifiuti al giorno, oggi siamo a 600. Abbiamo quasi dimezzato la quantità di rifiuti prodotti, il cambiamento culturale e di stili di vita è fortissimo?. A settembre, ci sarà ancora un?altra impennata della differenziata, che coinvolgerà anche nella popolosa zona vicina a via Pio XII.
L?ottimismo di Antonio Domini non è condiviso dagli amministratori di Castellabate. I grandi cumuli di rifiuti che facevano da sfondo ai panorami mozzafiati soprattutto di Santa Maria di Castellabate rimarranno a lungo nella memoria dei turisti. ?Noi siamo penalizzati anche dalle distanze ? fa notare il vicesindaco Luisa Maiuri ? con i nostri camion che a causa del grande traffico di questi giorni spesso devono saltare i rigidi turni per lo scarico e devono tornare indietro. La differenziata? I nostri cittadini, quando vedono gli spettacoli di questi giorni, sono fortemente demotivati?.

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10 Nov 2005

1- Borsa Archeologica, protesta di "Masseria Feudo" sulla scelta degli alberghi

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La Provincia di Salerno promuove l?ottava edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico che avrà a luogo a Paestum dal 17 al 20 novembre prossimi. Ospite d?onore della manifestazione quest?anno è l?Algeria.
La manifestazione intende favorire l?incontro tra domanda ed offerta turistica, puntando alla commercializzazione del ventaglio di opzioni disponibili nell?ambito delle attrattive di cui sono tanto ricchi in particolare il Mezzogiorno e la provincia di Salerno, come del resto l?intera regione. Enti istituzionali delegati alla promozione turistica in Italia e nei Paesi del bacino del Mediterraneo, tour operator, agenti di viaggio, albergatori e operatori del turismo all?aria aperta, saranno protagonisti delle quattro giornate.
L?articolazione della manifestazione è, comunque, più vasta. Il programma della Borsa prevede conferenze e workshop specialistici. Momento centrale resta in ogni caso la contrattazione di pacchetti turistici tra operatori del settore che animeranno le sedute della Borsa.

Domani, venerdì 11 novembre 2005, alle ore 10.30, nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Sant?Agostino avrà luogo la conferenza stampa di presentazione dell?ottava edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico in programma a Paestum dal 17 al 20 novembre p.v

Interverranno: il Presidente della Provincia Angelo Villani; l?Assessore Regionale al Turismo e ai Beni Culturali Marco Di Lello; il Presidente della Commissione Provinciale Turismo Luigi Giordano; il Soprintendente per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino e Benevento Giuliana Tocco; il Presidente della Camera di Commercio di Salerno Augusto Strianese; il Sindaco del Comune di Capaccio-Paestum Vincenzo Sica; il Direttore della Borsa Ugo Picarelli.

A seguire il Presidente Villani presenterà gli ?Itinerari alla scoperta della provincia di Salerno?, una produzione composta da 5 numeri speciali di Campania Felix-Edizioni Altrastampa e 4 Itinerari Archeologici in DVD Video, curati da Globe Vision Produzioni.

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DA “MASSERIA FEUDO” riceviamo e pubblichiamo:
Con preghiera di verificare e divulgare le mie rimostranze.Ho constatato che nel sito della Provincia collegandomi alla B.I.T.a Paestum esistono solo 16 Hotel omettendone almeno altri 2O oltre a svariati Villaggi Turistici, Pensioni, Agriturismi,Bed e Breakfast,Fittacamere ecc……Mi chiedo se questa Manifestazione la Provincia la organizza solo per pochi INTIMI o per tutti gli OPERATORI.Al Presidente Villani ho mandato un messaggio senza avere nessuna RISPOSTA.Nel far trarre a Voi le conclusioni e ringraziandoVI.Distintamente la saluto.

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07 Nov 2005

Enzo Di Riso sulla questione dell’informazione a Capaccio

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Il il grido – di Vincenzo Di Riso
ad Oreste Mottola di ?Unico?
pc. ad Angela Sabetta della ?Citta?

Caro Oreste, mi sembra doveroso risponderti, dopo il tuo brillante articolo-confessione ad Enrico Bisantis uscito nella pagina confronti&scontri del giornale Unico del n. 41
dell? 11 novembre 2005.
Certo che di carne a fuoco entrambi ne avete messa parecchia, visto che avete riempito una pagina, raccontando fatti e misfatti di questo nostro bel paese, con la ciliegina finale, sul giudicare politicamente i passati e l?attuale Sindaco di Capaccio, come voi due foste l?intera popolazione di Capaccio ?Paestum.
Il titolo ?Io re degli abusivi? dal dettato dell?intervista, mi ha imposto a dire la mia, visto che nel passato sono stato ideatore per la borgata di Ponte Barizzo di alcune edizioni del Carnevale di Capaccio-Paesutm, nonché partecipante e vincitore di una edizione del Carnevale organizzato da Enrico, che a me piaceva, lui lo ricorda.
Come nei miei nove anni da Amministratore sono stato nei limiti ?il ??rompiscatole? solo perché volevo e voglio bene al mio paese. Oggi sono fiero ancora di più, del mio operato, anche quanto tu Oreste facevi parlare i ???miei paesani (elementi pescati con l?amo), più astuti e più acculturati della borgata, sull?utilità della piazza costruita nella borgata, da te denominata ?Piazza Marocco?.
Quello che mi ha invogliato a scriverti è stato il tuo l?attacco strumentale ad Angela Sabetta, avendo letto la lettera n. 23 Bis di Enrico.
Conoscendo Enrico dal suo epistolare, il suo articolo, e il suo modo di scrivere, caro Oreste, reputo che hai girato la frittata?.. diretta a Paola Desiderio. La mia opinione, come quella di tanti cittadini, con cui ho commentato il caso è quella che Angela Sabetta piace perché non è una con il bavaglio, e non è quella che firma gli articoli??.della Desiderio, addetto stampa della Amministrazione di Capaccio (non capiamo perché a tutti i costi vuoi oltraggiare il lavoro di una professionista, scambiandogli i ruoli?).
Nella lettura della pagina di Capaccio-Agropoli della ?Città? leggo giornaliermente problematiche ambientali, abusivismo sul territorio, problematiche delle scuole, protezione del fiume Sele, fatti di cronaca nera, ed altro, come ho letto persino la pubblicazione della vendita della pineta; penso che perfino il Sindaco Sica, nutre amore odio della sua penna.
Ed ancora il grido dei cittadini sulle problematiche quotidiane o il grido dei tanti operatori turistici che non vedono più vacanzieri sul nostro territorio.
Io come Enrico leggo la ?Città? tutti i giorni e posso rassicurarti che non mi farei?? rimborsare i 90 centesimi del suo costo, forse perché mi sazio della proporzione,
tra il letto e il pagato.
Io sono uno di quelli, che legge quasi tutto di quello che fa opinione in questo paese, e ti posso riferire che solo alcuni giorni, in un mese, sono costretto a farmi delle fotocopie, per notizie del mio paese apparse su altri quotidiani, ?.. anche quelli firmati da te, e ??. scritti da altri, hai capito il rapporto tra voi e Angela Sabetta?
Quanto poi nella borgata di Ponte Barizzo dove tu Enrico ritieni che vi sono gli imbecilli, ??diciamola tutta, perché quando si è operato negli anni con serietà intervenendo con grandi opere:
della scuola, della piazza, dei (2) due ponti del Ciorlito: della strada prov. Barizzo-Foce Sele e la Comunale di via Stregara ed infine il depuratore, salvando così anche il Sele. Ma queste opere chi l?ha fatte ?.mio?. o tuo nonno?
Caro Enrico, io non sono un professionista laureato, ma ti posso assicurare che sono un ferroviere professionista, mezzo sindacalista, mezzo politico, ma diploma?.tico, e
il mio grido è ribadirti che a Ponte Barizzo il pegno l?ho pagato solo io, e non certo i cittadini come tu scrivi, visto che è da sempre la borgata dei furbi, dei sognatori, abbisognevoli solo di persone che barattono??.. per il solito andazzo??.
Sono uno, di quella categoria di orgogliosi e di onesti, e di quelli a cui non si propinano le pasticche, perché se ho qualcosa da dire o da far vedere ?..non lo conservo nei cassetti e perché??. non mi piacciono i ricordi.
Sicuramente se la salute ci sorregge tutti, i miei concittadini i conti se li faranno fra 20 anni, quando vorranno aderire di nuovo ad un paese confinante, come succedeva prima del 1995.
Caro Enrico il titolo dell?articolo è eloquente, perché si riversa sul tuo vivere quotidiano, e di quanti come te vivono in quella zona bellissima.
Però anche tu sfrutti condizioni che altri cittadini non si possono permettere, in
questa parte del territorio, nostro fiore all?occhiello,di Capaccio-Paestum.
Mi sorge un dubbio e una domanda mi viene spontanea -perché in quella tua zona voi tutti vi lamentate da 50 anni, dalla entrata in vigore della 220 ?Zanotti Bianco??
E poi si continua a costruire come tu dici ville e campeggi.
Negli anni passati come Amministratore, anch?io ho detto la mia sulla 220:
dalle mura fino a mt. 350, vincolo diretto, e nel restante perimetro, fino a mt. 1000, vincolo indiretto, con la possibilità di operare un piano di recupero sull?area.
Quindi non piangiamoci addosso se nel 2005 parliamo ancora di quello e non riusciamo a fermare una volta per tutte, le costruzioni abusive sull?area, che nascono ogni giorno come funghi.
Perché entrambi, in modo emblematico, non dite di cosa pensate della preparazione del progetto in corso di approvazione del sottopasso ferroviario in via Laghetto, distante
mt .600 dalla cinta muraria e che porterà l?allacciamento stradale della Prov. Capaccio-Paestum alla zona archeologica di Paestum, in pieno vincolo della 220?
Su questo progetto non ho sentito un opinione di alcun cittadino. Siete o no, cittadini di Capaccio! O lo siete, solo quando conviene a voi? E la 220 in quali casi si applica?
Per ricordare che siamo in zona vincolata, non ci vogliono certamente i satelliti spia
o la tutela dell?esercito!
Da cittadino e da ex Amministratore inviterei sempre, a quanti vogliono bene al nostro paese, nel sentirli dire la loro, perché il presente e il futuro è di tutti.
Mi auguro caro Direttore, che il testo venga pubblicato integralmente e senza alcuna censura. Vi ringrazio, cordialmente.

Vincenzo Di Riso,
ex consigliere comunale della Margherita
militante Udeur

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20 Set 2005

Report sulla situazione politica di Roccadaspide

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?Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica di aeronautica, il calabrone non può volare, a causa della forma e del peso del proprio corpo in rapporto alla superficie alare. Ma il calabrone non lo sa e perciò continua a volare?. Igor Sikorsky

Scommettiamo? A Roccadaspide, per le prossime elezioni comunali, finirà ancora una volta a ?Girolamo contro il resto del mondo?. E ?Donato?, ovvero De Rosa, presidente della comunità montana, guiderà la resistenza di Capuano contro la macchina schiacciasassi che è oggi l’Armata di Auricchio. Gli altri? Pignataro? Gorga? Si adegueranno ad una delle due fazioni o spariranno dalla scena. Chi ha il polso delle segrete cose (ma manco tanto) della politica rocchese non ha dubbi. Questo è un paese conservatore che non ama, e soprattutto, non crea le sorprese. Ed in politica nulla s?improvvisa. Quella che si vede oggi è inutile pretattica. Preliminari. Spreco di energie.”Chi si vuole impegnare non ha i voti. Chi ha già il consenso perchè deve scoprire le sue carte?”, di prima mattina, di domenica, in uno qualsiasi dei bar di Roccadaspide, ecco la sintesi, a misura di Sms, dell’attuale situazione politica. L’anno prossimo si vota. Giuseppe Capuano è il sindaco uscente. Girolamo Auricchio, è noto, lo sfiderà, vuole fortissimamente soffiargli il posto . Capuano comincia a tirare fuori le unghie: con interviste pepate e lettere aperte. Auricchio sventola più o meno presunte ?leggerezze? commesse dall?amministrazione comunale. “Eccezion fatta per quel che muovono tre o quattro fissati”, aggiungono altri interlocutori, ?qui è tutto fermo?. Fissati? “Adesso fanno riunioni, fondano giornali e recuperano associazioni culturali e quant’altro uno si possa immaginare. Ma si deciderà tutto negli ultimi 15 giorni. Dove prevarranno i soliti noti. I pesi massimi”. E le due “stelle” di riferimento, lo dicevamo all?inizio, saranno le stesse di cinque anni fa. L?ultima novità è sui quotidiani della mattinata. Tonino Cuomo, da Forza Italia, si è spostato con la Margherita. Il ?fiorellino? è qui Girolamo Auricchio e Mario Miano. E Cuomo ha un po? di truppe a Fonte che stavano nella fanteria di Capuano. Continueranno a restarci ? “Giuseppe Capuano ha sciolto la riserva. Sarà lui a sfidare di nuovo Auricchio”, racconta Franco Mauro, medico di base, al quale più di uno ha chiesto di candidarsi a primo cittadino. “Ho ringraziato chi l’ha fatto. La mia vanità era indubbiamente solleticata. L’attuale sindaco mi ha aiutato a non rivoluzionare la mia vita. A togliere tempo ed attenzioni alla mia famiglia ed alla professione. Diamo la possibilità a Peppino – aggiunge Mauro – di continuare il buon lavoro amministrativo fatto finora”. Lontano dalla politica è l’ingegnere Giuseppe Antonio Ricco, che sindaco lo è già stato. Un ottimo primo cittadino, il migliore, riferiscono in molti. Glielo ripetiamo. Sorride amaro. “Ah, dicono così? Lasciate stare. C’è stata davvero gara? Oggi sono un estraneo alla lotta politica. Io vedo un centro cittadino sempre più imballato. Se una parte importante dei negozi e delle attività sono gestite da persone che vengono da altri paesi io mi chiedo dov’è finita l’intraprendenza commerciale e l’orgoglio dei rocchesi?. C’è un severo esame da farci tutti. Mica tutto il bene ed il male viene dalla politica? C’entra pochissimo con la vita quotidiana delle persone. E vedo che le nostre zone rurali vanno per conto loro e tutto sommato si salvano”. Torniamo allo stato delle cose presenti. Auricchio vuole fare il sindaco perchè non lo è mai stato perchè, nel passato, ha amato dirigere dalle postazioni di segretario della sezione Dc, assessore comunale, presidente dell’Usl. Adesso, col nuovo sistema, tutto il potere è nelle mani del primo cittadino. Lui lo sa, e mai come questa volta non può permettersi di perdere. Un’altra sconfitta equivarrà alla cancellazione dal proscenio politico. Per lui quella che si prepara è la madre di tutte le battaglie. Mentre i tre galli (c?è e pesa De Rosa) si preparano alla zuffa, vuole conservare l’anonimato chi mi propone di rispondere ad un’altra domanda. “Diciamo sempre che siamo la capitale della Valle del Calore, il centro direzionale di un intero comprensorio che vorrebbe attrarre a sè anche le zone degli Alburni. Ma Aquara e Castel San Lorenzo, effettivamente, quanto ci riconoscono effettivamente questa primazìa? La Banca è di Aquara, la Cantina Val Calore è di Castello. Rocca cosa ha prodotto? L’ospedale? Le scuole superiori? Mica sono cose solo nostre… Non eravano la “capitale?”. Torna poi il discorso sulle occasioni perse: la zona industriale voluta in alta montagna, l’area commerciale a S. Antonio e l’aver negato a Fonte la possibilità di uno sviluppo industriale ordinato e rispettoso degli equilibri ambientali e paesaggistici. “Le nostre campagne nell’immaginario di molti di noi politici ?paesani?restano il luogo dove andare a procurarsi il capicollo, le fave ed i voti?. Tempi belli di una volta. Ora è Fonte a guidare l?economia del paese. Così come torna il ?disagio? di questo paese a riappropriarsi ed au utilizzare i tanti talenti che ha sparso in tutta Italia: da Ennio Rega e Massimo Venturiello, da Andrea D?Ambrosio a Raffaele Mancoletti, da Liliana Urti a Mario Tiso. Roccadaspide rimane un paese di bottegai, si diceva tempo fa, ora che i negozi passano verso mani ?forestiere? come la mettiamo?
Oreste Mottola

IL REGISTA

Andrea D?Ambrosio è nato a Roccadaspide (Salerno) nel 1975. Ha frequentato l?Accademia d?arte drammatica Pietro Sharoff di Roma. È stato assistente alla regia di Franco Zeffirelli, Amedeo Fago, Mario Monicelli, Andrea Zaccariello, Maria Antonia Avati. Attualmente collabora con l?Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico.

L?INFORMATICO
Raffaele Mancoletti, Co-Redattore Corso Visual C++, nato a Roccadaspide (SA) nel 1973.Maturità scentifica conseguita presso il locale Liceo Scientifico. Ha eseguito lavori di programmazione gestionali presso enti privati e pubblici di Roccadaspide, docente di informatica di Base e pacchetti Office presso la Emme Informatica di Roccadaspide. Sistemista Linux, Windows, Unix ed assemblatore presso la Emme Informatica. Impegnato nella configurazione del provider People.
Ha realizzato il software gestionale per la “CATERPILLAR” presso la IBM S.p.a. Segrate (MI) realizzato in Visual C++ 6.0. Attualmente dipendente della D.P.E. srl, software house di Salerno, proprietaria del Software A.I.S. x automatizzazione e realizzazione di infissi in Alluminio e programmi di Ottimizzazione Piana e Lineare. E’ raggiunbibile all’indirizzo e-mail: rafman73@yahoo.it

Oreste Mottola
oreste@unicosettimanale.it

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12 Ago 2005

Giovanni Miglino sulla situazione del fiume Solofrone

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Alla cortese attenzione del SIG. DIRETTORE
Lettera aperta a: prof. Liuccio

Negli ultimi numeri di ?Unico? ci sono stati degli articoli molto interessanti che mi hanno stimolato ad una serie di riflessioni.
Senza dubbio l? articolo del professore liuccio sul fiume Solofrone e? quello che piu? mi ha colpito poiche? questo fiume custodisce e racconta le storie di tante persone e puo? raccontare anche la mia storia dal momento che tra il fiume e casa mia c?e? soltanto una strada, quella che porta a Giungano. Io abito a varco cilentano.
Il Solofrone e? stato il compagno della mia infanzia , della mia giovinezza (oggi ho 50 anni), le sue acque mi hanno visto crescere, hanno osservato tutti i miei cambiamenti, io a lui ho raccontato le mie ansie , i miei sogni e in ossequio alla nostra amicizia sono andato a leggergli anche l? articolo che lo riguardava.
Ed allora, egli emozionatissimo e con voce sofferente ha cominciato a raccontare di quando, tanti anni fa, tanti animali andavano a bere le sue acque pure e brillanti e poi le donne con i cesti andavano a lavare i ?panni? e cantando alla cilentana, gli tenevano compagnia e poi lavavano anche le loro teste, i visi, le mani, le gambe robuste di contadine . sicuramente te ne ricorderai caro professore Liuccio!e mi ha raccontato di tutti i bambini che facevano il bagno e giocavano nelle sue acque argentee e trasparenti dove abitavano le rane, i loro figli ? i capuatti? (i girini), dove le anguille avevano la loro casa, e di quando quella volta?quella volta, la prima volta che fu violentato: avevano avvelenato le sue acque con i pesticidi e poi subito dopo con scarichi fognari, detesivi, e poi scarichi industriali ??. mi ha raccontato della sua sofferenza per la mancanza di ossigeno, della morte dei girini, delle anguille, e mi chiedeva perche? i bambini non andavano piu? a giocare con lui , perche? non gli ho fatto conoscere i miei figli ? che sciagurato che sono stato. Sono andato a prendere i miei due figli e ad essi e al fiume ho cercato di spiegare le mie vergogne per aver lasciato fare. Ho raccontato di tutte le cose che si sono succedute nel nostro territorio di cui io sono stato testimone inerme: ho visto politici incapaci che hanno solo saputo parlare , che mi hanno convinto che bisogna avere un santo in paradiso, che hanno amministrato per decenni senza lasciare un segno positivo, che non hanno saputo programmare niente.
non abbiamo rete fognaria e vogliamo fare turismo legato al mare. Il mare: una coacla a cielo aperto. Politici, istituzioni ed io non abbiamo visto per decenni gli abusi edilizi , non abbiamo visto quando rubavano la nostra pineta, le nostre spiagge, di quando violentavano i nostri territori, nessuno si e? mai accorto che paestum e? stata ulteriormente cementificata, che mentre un anfiteatro e? per meta? sotto la strada, le mura della citta?, patrimonio del mondo, sono violate in piu? punti da trattori, auto? mentre si continua a parlare di turismo legato agli scavi archeologici: anche nel deserto si scava per portare alla luce antichi reperti, noi a paestum sappiamo con certezza dove scavare e cosa troveremo pero? non si deve fare. Mi chiedo in quale altro paese al mondo , un territorio patrimonio dell? Unesco, potrebbe essere trattato come facciamo noi?
Il Solofrone, Paestum per similari ed altri motivi sono riflessi del Parco Nazionale del Cilento, della nostra regione e di tutta la nostra bellissima italia. io credo , prof. Liuccio, che noi italiani siamo un popolo generosissimo, laborioso, fantasioso, positivo, ma non abbiamo il senso del dovere e dei diritti e su questo i nostri politici hanno giocato e vinto, hanno fatto di noi dei disinteressati, amorfi, disillusi, ci siamo lasciati manovrare a tal punto da non sentire la puzza che emanano perche? siamo diventati come loro, noi questi politici meritiamo!
Io auspico che i giovani ed in particolare le giovani donne operino una rivoluzione culturale, comincino a partecipare, a rifondare e sostituire la classe politica attuale, ricomincino ad interessarsi ai fatti loro e nostri perche? fare politica , la politica con la p maiuscola, e? amministrare gli interessi di tutti, salvaguardare il presente, programmare il futuro, riprendere a sognare, a essere profumati di pulito.
Io mi impegnero ? in questa direzione per affrancarmi da tutte le stolture a cui ho assistito e non ho denunciato, per tutti i condoni che ho fatto, per tutte le raccomandazioni che ho chiesto, per tutte le volte che sono stato zitto e mi auguro che in giro si faccia un po di autocritica e si abbia la coscienza e la forza di fare cinque, sei passi indietro.
Al sig. direttore: se lo riterra? opportuno , la autorizzo a pubblicare questa mia lettera, compreso il mio nome e il mio indirizzo di posta elettronica, vi chiedo inoltre, eventualmente, di essere avvisato cordiali saluti
Giovanni Miglino
alimentaremig@tiscalinet.it

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09 Ago 2005

Raffaella Ferrè sulla polemica fra Carmelo Conte e Marco Travaglio

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La posta apposta

Nello spazio riservato alle lettere, su ?La Repubblica?, stamattina, martedì, c?è ?Un luogo e una data per parlare di Pozzuoli?, a firma Tito Fenocchio. Embè, penserete, che ci sta di strano. Nulla, se la pagina della posta non fosse stata la più letta, nell?ultima settimana. Giusto sette giorni fa, difatti, sul quotidiano è comparso un articolo, firma Marco Travaglio. Lui è, per intenderci, non solo un giornalista. E? quello portato in tivù da Luttazzi. Quello con il libro su Berlusconi, L?odore dei soldi, quello che ha scritto, non già un libro ma un manuale: Come delinquere e vivere felici. L?articolo comparso sulla Repubblica, invece, non è solo un Times New Roman da 7,5 punti. C?è scritto, si parla di Vincenzo De Luca, deputato diessino. Ci si chiede come mai l?Onorevole si (pre)occupi della vexata quaestio morale quando ha accolto, nel suo partito e nella sua città, Carmelo Conte, Giovanni Moscatiello e Nino Savastano, il primo ?sotto processo per 416 bis?, il secondo ?rinviato a giudizio, anche lui, per 416 bis? e il terzo ?chiamato in causa quale amico del clan D?Agostino?. Le risposte, mezzo posta, ovviamente, non si sono fatte attendere. Scrive Carmelo Conte ? ho commesso due errori?, risponde Travaglio, poi Bonadies ( il pm che ha condotto le indagini), e ancora, ripetiamo il giro. Di mezzo ci stanno passati presunti intrallazzi, indagini, cose tipo ?calunnia?, ?errore? ?agriturismo? (dove Travaglio ha presentato l?ultimo lavoro) e, al solito, Eboli.Che sta a guardare, meglio, a leggere.

Raffaella Rosaria Ferrè

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09 Ago 2005

Antonella Sammartino sulla mostra di Carmelo Di Feo a Padula

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?Scene Reali?: mostra di pittura di Carmelo Di Feo e Rupert Gredler dal 31 luglio al 27 agosto 2005 alla Certosa di San Lorenzo, Padula (Sa)

Carmelo Di Feo caratterizza le opere di questa mostra, allestita in collaborazione con il pittore Rupert Gredler, con un chiaro tratto mutuato dal realismo, l?individuo è il fulcro della narrazione.
La prima cosa che ti colpisce guardando i ritratti è lo stupore, lo stupore di uno sguardo colto nell?intimità delle mura domestiche, lo sguardo, a volte quasi sfuggente, come sorpreso dall?obiettivo di un fotografo di altri tempi.
La seconda cosa che noti è l?atemporalità, la mancanza di un appiglio, di uno sfondo reale, oggetti che definiscono il dove, il quando?solo il colore, sempre su toni tenui attentamente scelti, a catalizzare lo sguardo sul soggetto ritratto; è il colore a ricordarci che siamo in una terra del sud con le sue sfumature di sabbia e di alberi in fiore.
Ci sono grandi tele che hanno bisogno di spazio e luce per respirare e per avere la giusta valutazione, solo a distanza i colori si fondono, si compenetrano in maniera totale.
Ci sono piccoli blocchetti di legno con il ritratto di personaggi che sembrano colti per strada come da un osservatore dietro ad una vetrina, altri che invece sono in posa d?avanti ad un fotografo immaginario, nell?abito della festa?. Ed è il legno la superficie più suggestiva per questo lessico familiare, capace di dare il giusto rilievo alle storie narrate.
Di Feo ricostruisce storie, assegna valenze ad oggetti, a volte insignificanti nella vita reale, come agli zoccoli che compaiono in una composizione di tre tele, ove cambiano i tempi ma la sostanza resta invariata… il radicarsi della quotidianità, le cose e le persone che restano fedeli a se stesse, ma è sempre la figura umana al centro delle sue osservazioni, sotto al microscopio per coglierne gli impietosi cambiamenti dell?età.
Ed è la nostalgia, la sacralità della famiglia a guidare questo percorso attraverso i fotogrammi, la storia dei suoi cari che si impone sulla fantasia del pittore, perché Carmelo Di Feo è alla sua famiglia che guarda con occhio commosso e ritrae con lirismo e affetto volti e sguardi che bucano la tela.

Antonella Sammartino ? Officina Koinè

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