Archivio Tag 'sindaco'

28 Gen 2009

Su Facebook un gruppo tutto per me. Manca però il mio parere…

Filed under Primo piano


Convinciamo ORESTE MOTTOLA a candidarsi a sindaco di Altavilla Silentina

Globale

Informazioni di base

Tipo: Interessi Comuni - Cause e ideali
Descrizione: - E’ un giornalista affermato
- Scrive libri di successo
- Conosce il territorio come pochi altri
- Ha sempre dimostrato di tenere fortemente all’etica
- Ha l’età giusta
- E’ autonomo dai vari schieramenti locali

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5 di 23 messaggi in bacheca visualizzati.Mostra tutti

Giovanna Baione ha scritto
alle 2.00 di iericiao oreste,ci servirebbe proprio un cambianento radicale dei politici altavillesi, ci serevirebbe qualcuno aperto nel dialogo con i cittadini, e penso che tu saresti la persona ideale,capace di amministrare il nostro paese…spero che le buone riflessioni ti portino alla scelta più giusta.
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Elvira Rita Gorga ha scritto
alle 18.47 del 31 Gennaio 2009Ci conosciamo poco ma sono assolutamente sicura che potresti fare solo del bene per il nostro amato paese!!!
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Antonio Domini ha scritto
alle 18.26 del 31 Gennaio 2009Sappi che sarà dura fare il sindaco, ma è un’esperienza unica. Se davvero accetti e ti candidi sostegno totale. Buona fortuna
Antonio Domini
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Rodolfo Sabelli (Italy) ha scritto
alle 20.09 del 30 Gennaio 2009Se ti decidi, e io spero di sì, ti vengo a sostenere. 
Se vuoi facciamo un comizio insieme!!!
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Mattia Antonio Carpinelli ha scritto
alle 18.58 del 30 Gennaio 2009credo che saresti un ottimo sindaco e io cambierò la mia cittadinanza se ti candidi….


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11 Apr 2007

Capaccio, ecco De Rosa un altro candidato a sindaco

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by Oreste Mottola
“Ho già con me trenta magnifici nomi, uno più competitivo dell’altro, pronti ad affiancarmi nella battaglia per rendere finalmente moderna Capaccio ? Paestum. Tanti altri aspettano soltanto di sapere che c’è un capitano al timone”. Dopo tante incertezze ecco l’annuncio pubblico dello scioglimento delle riserve da parte del medico Antonio De Rosa, già consigliere comunale repubblicano, giornalista pubblicista, già direttore di “Menabò”, il quindicinale che segnò la storia dell’informazione locale capaccese dal 1987 al 1998. De Rosa capeggerà l’area moderata del centrosinistra locale, quella che fa capo all’Udeur, all’Italia dei Valori e agli ex assessori di Pasquale Marino che lo abbandonarono durante l’ultimo anno della sua amministrazione. Marino tiene la memoria lunga e non vuol consentire più a Nicola Ragni, Antonio Orlotti e Gerardo Rega di esercitare potere di condizionamento sulla sua coalizione. Lo stesso discorso vale per l’agricoltore ? vivaista Pasquale Quaglia, leader locale dell’Udeur e presidente del consorzio di bonifica di Paestum: ha troppo potere vista l’ingente quantità di lavori pubblici che gestisce. Doveva essere proprio la lista dell’Ulivo, che si andava ad affiancare a Marino, il contenitore di queste personalità. Marino fa muro e oppone veti ad personam. “Da Salerno possono ancora fermare la frammentazione della sinistra. Dovevano chiedere ? dice De Rosa – a Marino di togliere i suoi niet. Lo stesso poteva fare e non ha fatto il mio amico Gigino Di Lascio. Se ognuno pensa di fare la sua prova di forza, eccoci qui anche noi. Su Di Lascio siamo però pronti pubblicamente a convergere al secondo turno e lo stesso ci aspettiamo da lui con noi”. Su De Rosa aveva fatto delle avancès anche Fasolino, così come Cirielli, tramontata l’ipotesi della ricandidatura di Sica aveva sondato anche il giornalista Nicola Nigro. Allora De Rosa si era affrettato a smentire: “La mia storia politica è nota, sono stato un militante della sinistra repubblicana, sono di centrosinistra”. Antonio De Rosa, uomo conteso fra i vari schieramenti, è fra i più stimati medici di famiglia di Capaccio e guida l’associazione medica “Prometeo”. Fin dai primi anni Settanta ha animato diversi circoli culturali ed attualmente è particolarmente impegnato nella frontiera dell’assistenza sanitaria agli extracomunitari . Tonino De Rosa, così come lo chiamano i suoi tanti amici, per rispondere alla chiamata della politica ha il cruccio di dover abbandonare l’idea, ripetutatamente accarezzata negli ultimi tempi, di un ritorno al giornalismo attivo. Per un medico che guadagna il centro della scena un altro, Enzo Sica, si colloca volontariamente ai margini della campagna elettorale: “Mi è stato fatto pagare caro il prezzo del rifiuto a chi voleva usare il potere per gli affari personali: ne sono fiero”, ha scritto in calce ad un manifesto significativamente intitolato: “Il paese che consegno al mio successore”.

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25 Mar 2007

Serre, il sindaco Cornetta mentre soccorre una manifestante

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14 marzo a Serre, è successo anche questo

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11 Mar 2007

CAPACCIO: Dieci amici al bar cercano sindaco all’altezza per città dei templi

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Giovanni Galardi anima un tentavivo di democrazia diretta

Oreste Mottola

Il progetto è nato parlando con gli amici al bar. Parlando non di anarchia e libertà ma, più semplicemente, delle cose che a Capaccio non funzionano. “Cercasi sindaco colto, lungimirante, onesto, grintoso ma anche sempre pronto e disponibile al dialogo con i cittadini e rispettoso delle tradizioni”. E’ l’appello del gruppo civico “Le tre torri” che Giovanni Galardi, proprietario dell’omonimo e conosciutissimo bar al centro di Capaccio Scalo, ha messo su per protestare “contro i soliti cinquanta politici che da decenni hanno rovinato questo nostro paese”. Le tre torri?. “E’ lo stemma della città. Dietro di me ci sono una decina di amici che si sono innamorati della mia idea e che stanno girando tutte le borgate di questo paese alla ricerca di gente comune che non voglia assistere indifferenti allo sfascio nel quale siamo precipitati”. E’ l’osservatorio del bar al centro della dinamica Capaccio Scalo che a Galardi gli ha fatto venire lo sghiribizzo politico: «L’idea è nata mesi fa, ascoltando le tante voci dei miei clienti. Da noi c’è prima un candidato sindaco che si fa avanti e poi se trova consensi mette assieme dei gruppi. Noi, al contrario, vogliamo dare voce alle istanze che vengono dal basso». Manifesti e volantini diffusi a tappeto già pubblicizzano l’iniziativa. I nomi che scaturiranno da questa maxiconsultazione popolare, che prevede anche la presentazione di curriculum e programmi, saranno debitamente vagliati per arrivare alla decisione finale. Ma molti nomi sono già presenti nel dibattito sull’argomento. “Hanno tutti il difetto dell’autocandidatura espressa a prescindere dai programmi da realizzare. Sono i soliti noti. Io voglio andare oltre”, spiega Galardi. Troncone, il generale della Cdl, è una novità, non ha mai fatto politica: “Non lo conosco. Poi io con Fasolino, con la destra non ci tengo ad andare”. Spostiamo a sinistra con Di Lascio. “E’ un ottimo uomo di cultura, un vanto del nostro paese. Ma ha un difetto, vola troppo alto. Ci dobbiamo occupare di chi alla fine del mese non ci arriva proprio o fa i salti mortali per pagare le rate del mutuo”. Dicono che Galardi sia un simpatizzante di Marino e che è pronto a portare dalla sua parte il suo movimento civico? “E’ una sciocchezza. La prima giunta Marino, quella tutta civica con gli assessori giovani, è stata di quanto più positivo abbia espresso la politica a Capaccio. Poi Pasquale si è messo in mano ai partiti ed è stato la fine sua”. Italo Voza? “Un bravo medico”. Abbattuti tutti i politici già su piazza, rimane il nome prediletto dagli internauti di Capaccio che frequentano la piazza virtuale di paestum.it, l’avvocato Mario Tambasco: “Mario è una bella persona. Però io conosco anche agricoltori di modestissima cultura che saprebbero bene amministrare questo paese”. E Giovanni Galardi: “Il bar m’impegna anche oltre 16 ore al giorno. Non potrei fare il sindaco”. Così mentre Galardi ne cerca uno nuovo il bollettino politico di oggi segnala che Enzo Sica sta facendo a grandi passi il ritorno al centro della lotta da dove si era allontanato “schifato” dai “trasformismi e dall’affarismo”. A.a.a. cercasi sindaco per la città moderna cresciuta all’ombra della polis greca dove vennero inventati i primi meccanismi democratici. E se i dieci amici al bar facessero l’identica fine dei quattro cantati da Gino Paoli? “Pazienza, ci abbiamo provato”, sospira Galardi.

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14 Ago 2006

CASTELLABATE. Stop del sindaco Maurano a Libri&Libri di Marisa Prearo

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Libri&Libri 2006 chiude prima del previsto con disappunto di visitatori, studiosi e turisti abituati a ritrovarsi all?appuntamento annuale.

Libri&Libri, rassegna dell?editoria campana e del meridione, ormai consolidato appuntamento a Castellabate con il libro, avrebbe dovuto avere un periodo di apertura dal 29 luglio al 5 agosto con appuntamenti serali dedicati agli incontri letterari, alla presentazione e promozione delle località dell?area del Parco Nazionale del Cilento, alla divulgazione della produzione enogastronomia locale e dell?arte per poi proseguire come Centro Documentaristico fino al 31 di agosto consentendo alle case editrici aderenti la permanenza per l?intero periodo. L?invito del Sindaco del giorno 8 c.m. a liberare i 2 locali, all?interno del Castello dell?Abate, occupati dalla rassegna, ha colto tutti di sorpresa.

?L?invito è scaturito, molto probabilmente ? afferma Marisa Prearo, Presidente dell?associazione Icarus – dalla consapevolezza che l?immobile, ancora in fase di restauro, non gode della certificazione di agibilità e di tutti i requisiti di sicurezza previsti dalla legge, cosa che determina responsabilità civili e penali da parte dell?Amministrazione Comunale. Bisogna, comunque, prendere atto della disponibilità dimostrata fino ad ora e ringraziare il Sindaco per l?assunzione di responsabilità. Siamo riusciti a sgomberare i locali in due giornate di lavoro a pieno ritmo. Spero che lo stesso invito sia stato rivolto anche alle altre associazioni che attualmente occupano lo stesso immobile e che le stesse dimostrino altrettanta comprensione nei confronti dell?amministrazione.?

?Qualcuno ? continua Marisa Prearo ? ha insinuato che le attività delle altre associazioni proseguiranno senza alterazioni. In tal caso, sarei legittimata a pensare che l?invito del Sindaco rivolto all?associazione Icarus ha ben altre motivazioni e, molto probabilmente, l?evento dedicato al LIBRO non è apprezzato o condiviso dall?amministrazione comunale. I turisti, gli autori, gli editori e gli studiosi che da anni partecipano all?appuntamento estivo, sono rimasti sconcertati e, per il momento, l?unica comunicazione che posso fare è quella di auspicare una nuova sede per una manifestazione che merita certezze?.

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08 Ago 2006

"Napoletani venite a Sicignano". Appello del sindaco alburnino

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IL CASO-TORMENTONE DELL’ESTATE CONTINUA
Il sindaco di Sicignano degli Alburni invita i napoletani maltrattati da Vessicchio

Il polverone alzato dal giornalista agropolese, Sergio Vessicchio continua a riscuotere successi e reazioni. Stavolta a parlarne è il sindaco di Sicignano degli Alburni, Alfonso Amato, quest’ultimo affigge manifesti intitolati:”Turisti napoletani? Vengano a Sicignano degli Alburni”.
Sicignano non offre mare e turismo balneare, ma secondo Amato potrebbe essere meta consolatoria per i napoletani tanto attaccati da Vessicchio; il piccolo comune può offrire montagna e aria fresca. L’iniziativa del primo cittadino Amato è singolare e precisa, e soprattutto in maniera intelligente riesce a cavalcare, con questo invito ai napoletani, il tormentone Vessicchio; quale migliore idea: i napoletani cacciati virtualmente da Vessicchio, sconsolati e amareggiati potrebbero trovare rifugio tra le montagne di Sicignano.
La lettera- manifesto di Alfonso Amato, sarà affissa anche sui muri della città di Napoli, insomma una vera pubblicità turistica, arriverà per presa visione, anche a Domini.
Le parole di Amato ammaliano così:”Se non vi sentite graditi ad Agropoli, venite a Sicignano degli Alburni. Certo non abbiamo il mare , ma vi sentirete immersi nel meraviglioso verde della catena montuosa degli Alburni, con ghiacciai perenni e con sentieri che permettono a chiunque di raggiungere alte quote. Ma soprattutto sarete i benvenuti”.
Il sindaco Amato nella sua iniziativa, non solo propone un turismo alternativo in montagna, ma non può fare a meno di attaccare Sergio Vessicchio, ribadendo un pò quello che tutti pensano, agropolesi compresi: “E’ un attacco gratuito, ingeneroso e assolutamente ingiustificato ad un popolo che ognuno di noi sente vicino”, il sindaco Amato continua nelle sue considerazioni, afferma che l’attacco vessicchiano ai napoletani è piuttosto disonorevole per il giornalista stesso e per la città di Agropoli.
In tutto questo Sergio Vessicchio come vive questi giorni di continue reazioni? E’ sicuramente più presente per le vie di Agropoli, a qualsiasi ora del giorno e della notte; rimanendo fermo sulle sue affermazioni:” Non rinnego niente- conferma il giornalista- ribadisco tutto ciò che ho scritto”.
Daniela De Martino

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03 Mag 2006

Intervista a Franco Cembalo, candidato a sindaco di "Uniti per Altavilla"

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1- Come mai hai deciso di capeggiare la lista?
La mia candidatura nasce nel seno della realtà sociale ed economica del nostro Paese. Sono stato indicato dai rappresentanti della politica, del mondo economico, e della società civile di Altavilla.

2- Qual è stato il criterio di formazione della lista?
La lista è fondata sul criterio della rappresentatività delle componenti del mondo economico e sociale del Paese: agricoltori, artigiani, commercianti, professionisti, operanti su tutto il territorio Altavillese. Abbiamo scelto persone che vivono del loro, capaci di mettere a disposizione della collettività, la loro esperienza maturata nell?ambito della propria attività.

3- Di che cosa , secondo te, ha bisogno Altavilla Silentina?
Altavilla ha bisogno di tante cose. Il Paese è rimasto ?fermo? per troppi anni, abbandonato al suo triste destino. I giovani continuano ad emigrare. Il centro storico non è stato recuperato, e le sue antiche chiese ? Sant?Egidio e San Biagio – sono chiuse. Lo sviluppo urbanistico di tutto il territorio è avvenuto in modo disordinato e caotico. Altavilla ha bisogno della manutenzione delle strade esistenti e di nuove arterie di collegamento. Noi ci affacciamo sia sulla Piana del Sele più sviluppata e dietro abbiamo gli Alburni con le loro potenzialità turistiche. I progetti sbandierati dall?amministrazione uscente sono solo sulla carta, utili a pagare parcelle ai tecnici. Per l?economia il nostro imperativo sarà quello di fare tutto quello che è possibile affinchè gli imprenditori possano svolgere al meglio le loro attività creando così lavoro. Per la cultura vareremo delle iniziative concrete per valorizzare il nostro patrimonio pittorico ed archeologico?.

4- Quali i principali punti del vostro programma?
1.Sviluppo Economico. 2. Riorganizzazione amministrativa. 3.Recupero del centro storico e attivazione di una fiscalità di vantaggio (esenzione I.C.I., sgravi sulla T.A.R.S.U., mutui a tasso agevolato). 4.Urbanistica e opere pubbliche. 5. Ambiente, Ecologia e teeritorio. 6. Artigianato, Commercio, Turismo e Cultura. 7. Agricoltura. 8. Assistenza e solidarietà sociale. 9. Scuola. 10. Realtà giovanile. 11. Sport.
Per i dettagli, si rinvia al nostro programma, che sarà distribuito gratuitamente a tutte le famiglie.
4- Un giudizio sugli avversari.
Lascerei il giudizio agli elettori, in quanto sia Rosario Gallo che Antonio Di Feo hanno già ricoperto la carica di Sindaco, lasciando il paese nell?attuale stato di crisi.
5- Perché la gente dovrebbe votarti?
Nel corso degli anni ho maturato una buona esperienza amministrativa, che intendo mettere a disposizione della collettività. Penso che un buon sindaco sia come un buon padre di famiglia. Intendo inoltre inaugurare un nuovo stile nella gestione della cosa pubblica e ascoltare molto di più i cittadini, le esigenze, le aspirazioni, ed bisogni dei cittadini e delle associazioni presenti sul territorio.

6- Qual è il punto debole dei tuoi avversari?
Antonio Di Feo non è amato, e si è chiuso in se stesso, non rispondendo con una politica adeguata alle istanze dei cittadini. Spesso inoltre ha privilegiato gli interessi di determinati ?gruppi di persone?. La gestione di Rosario Gallo è stata allegra e superficiale, determinando gravi problemi per la finanza del nostro Comune.

7- Se vinci qual è la prima cosa che farai?

Riportare il Consiglio Comunale nel Capoluogo, e ridurre al minimo il compenso spettante agli amministratori.

8 ? E se perdi?
Farò un?opposizione costruttiva.
8- Un messaggio alla gente?Avere fiducia nelle potenzialità proprie e del Paese.
9 ? Un messaggio ai giovani?
?Avete un?idea? Un progetto? Venite a parlarne con me. Troveremo i modi per realizzarla. Bandirò clientelismi e favoritismi per avere sempre più un?amministrazione comunale moderna e trasparente. Fidatevi di me, io sono il più giovane dei candidati a sindaco?.

10 ? Un messaggio agli avversari?Ritengo che ad Altavilla vi sia una forte esigenza di cambiamento. I cittadini desiderano un miglioramento della gestione amministrativa. Il Comune deve costituire i presupposti per il progresso economico, sociale e culturale dell?intera cittadinanza, e diventare il ?volano? dello sviluppo delle attività sul territorio. L? amministrazione Di Feo ha rappresentato una delusione per la maggioranza dei cittadini altavillesi, non ha mantenuto le promesse fatte, ed ha tradito la fiducia che gli era stata accordata. La mia candidatura è nel segno di raccogliere la sfida per portare a compimento un vero rilancio per tutto il territorio.

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09 Gen 2006

CAPACCIO. L’ingegnere Granato scrive al sindaco Enzo Sica

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Già altre volte, di recente, ho espresso, al Sindaco di Capaccio, la mia stima e simpatia per la passione e l?impegno con cui egli assolve il gravosissimo compito di amministrare un Comune così vasto e complesso come quello di Capaccio. Ed è anche vero che i problemi che egli si trova ad affrontare, oltre che gravosi, sono problemi antichi che nessuna delle Amministrazioni che si sono succedute in questo paese, negli ultimi anni, ha saputo risolvere o almeno avviare a soluzione. Sono i problemi di sempre, dunque, che riguardano le infrastrutture e i servizi di base, come le strade di comunicazione interne ed esterne al Comune, i sottopassi urgenti, come ad esempio, quello, importantissimo, della ferrovia a Paestum, mai realizzati, la fornitura di acqua ancora oggi del tutto precaria nel Capoluogo, durante tutta la stagione estiva, il ritiro dei rifiuti solidi urbani del tutto inadeguato agli standard di un Comune come quello nostro, a forte vocazione turistica, gli edifici scolastici ancora da realizzare dopo anni ed anni di attese, il recupero del centro storico, ancora tutto da affrontare, ecc. ecc.
Noi capaccesi siamo più adusi alle critiche che all?elogio, e spesso propensi anche a critiche infondate e premature: così da cittadino che vive, ormai prevalentemente in questo paese, ho potuto notare che gli stessi elettori che consegnarono nella primavera del 2003 un successo brillantissimo al dottore Vincenzo Sica, hanno già da tempo cominciato a criticarlo anche aspramente.
Ora io credo che il Sindaco stesso sia il primo a rendersi conto che quest?anno, appena iniziato, sarà un anno cruciale, per la sua Amministrazione, anche perché è in agenda, proprio nei prossimi mesi, l?approvazione delle modifiche al Piano Regolatore Generale, di cui la massima importanza non può certo sfuggire a nessuno.
E purtroppo, proprio recentemente, il dott. Italo Voza, che rappresentava il più autorevole e prestigioso collaboratore del Sindaco, sia per il ruolo che rivestiva nella compagine Amministrativa, sia per le sue indiscusse e riconosciute capacità personali, ha dovuto dimettersi per motivi di salute.
Noi, nell?augurargli di superare presto, felicemente, questo momento critico, non sappiamo, peraltro, se ci siano stati anche altri motivi a spingere il dott. Voza ad una decisione così importante, come pure qualcuno ha ipotizzato. Se così fosse, io riterrei, da un lato, di dovergli tributare un grande encomio per la sobrietà e la grande dignità del suo comportamento, e dall?altro lato, vorrei però sollecitare il dottore Sica ad una soluzione tempestiva e coraggiosa della situazione venutasi a creare con queste dimissioni. Non mancano, nel nostro Comune, personalità di grande spessore culturale ed umano, che potrebbero, se opportunamente sollecitate ridare nuovo slancio e prestigio alla nostra Amministrazione, senza alterarne la connotazione politica, proprio perché non impegnate direttamente nell?agone elettorale: penso al prof. Mario Mello, ad esempio; penso al Maestro Bruno Bamabacaro, o al prof. Sergio Vecchio; penso anche, perché no, al dott. Domenico Tanza, che, in virtù della sua cultura, e della sua competenza specifica, potrebbe essere un ottimo assessore al turismo, spettacolo e sport.
Io, e con me, ne sono certo, tutti coloro che hanno un forte legame affettivo con questo paese, ci attendiamo proprio una scelta coraggiosa e innovativa di questo genere.
Coraggio, Sindaco, e buon anno!

Antonio Granato

Capaccio 7 gennaio 2006

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22 Dic 2005

Altavilla, sul sondaggio a sindaco. Perchè non tutti insieme?

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Il SINDACO IDEALE.

Oreste mi permetto di fare un?osservazione sul sondaggio da te proposto sul blog.
La scelta del Sindaco è vincolata anche alla ?squadra? cui appartiene e nel caso altavillese ciò ha una notevole rilevanza. L?esperienza di questi ultimi anni ha dimostrato che l?elettorato altavillese ha condannato solo il Sindaco uscente premiando invece, con una nuova rielezione, i collaboratori diretti (i compagni di merende) che si sono candidati, per salvarsi dalla disfatta, con la lista avversaria .
Ad esempio Antonio Di Feo ha stravinto le precedenti elezioni e in questi anni ha governato con una larga rappresentanza di consiglieri ed assessori provenienti dall?Amministrazione Cammarano.
Nelle precedenti elezioni, l?elettorato ha visto in Antonio Di Feo il volto nuovo, il sindaco del capoluogo, ma non ha considerato che molti candidati provenivano dall?amministrazione uscente.

Quando si amministra, le responsabilità, nel bene e nel male, vanno ripartite secondo i ruoli assunti dai diversi attori in scena e non ritengo sia giusto addossare tutte le malefatte al singolo amministratore.
Questa premessa mi sembra doverosa anche perché, secondo la campagna acquisti/cessioni degli esponenti politici locali, vi è un rischio molto alto che anche per le prossime elezioni il nuovo sia rappresentato solo dal simbolo di un partito, o (secondo le massime di Silvio) dal centravanti che dovrà fare il gol, ovvero cambia il capitano ma la squadra è retta (o meglio gestita) dal ?vecchio telaio?.
Esprimere una preferenza , significa individuare una persona che in questi anni abbia seguito da vicino le problematiche altavillesi, che si sia impegnato nel sociale, che sia stato promotore di particolari eventi ?. Cosa hanno fatto i consiglieri dell?opposizione, cosa hanno fatto i partiti politici e le associazioni altavillesi in questi 5 anni. Hanno pungolato l?amministrazione comunale ? Hanno ?controllato? l?operato della maggioranza ? Hanno monitorato l?efficienza dei servizi erogati dalla pubblica amministrazione?
Nessuno di loro ha mai prevenuto i disagi e le ?malefatte? di alcuni personaggi , si sono mossi solo dopo che il cittadino ha dimostrato il proprio malcontento verso alcune decisioni/interventi/provvedimenti emanati dalla maggioranza consiliare e/o il disservizio fornito da qualche ufficio comunale (vedi il taglio dei ferri della piastra parcheggio, vedi la gestione della raccolta dei rifiuti, vedi le inesattezze degli accertamenti dei tributi comunali e le cartelle pazze, ?) . Qualche consigliere comunale che ha appoggiato, poi, la protesta addirittura ha dimenticato di aver approvato qualche giorno prima quella decisione o avallato la procedura utilizzata nei confronti della cittadinanza .

La politica non si fa in piazza Castello esprimendo un momentaneo dissenso o un facile ?ammiccamento?. La politica è confronto con le istituzioni e le associazioni, è dialogo con i cittadini, è impegno sociale, è vigilanza sull?operato dei politici e dei responsabili degli uffici pubblici?e tutto ciò dev?essere fatto in modo continuativo nell?arco dei cinque anni ! Non è possibile che l?impegno politico altavillese si riduca solo ad un anno prima delle elezioni. L?elezione comunale dev?essere vista come il punto di arrivo di un gruppo di lavoro che, operando costantemente sul territorio, rappresenti per il cittadino il punto di riferimento per tutte le problematiche da risolvere ( e ad Altavilla sono tante) o che possono verificarsi nel tempo.

Non è possibile rimanere indifferenti ai metodi usati per la preparazione delle liste o delle coalizioni politiche che dovranno fronteggiarsi nella prossima campagna elettorale. Se la scelta dei candidati è fatta sempre e solo in base alla numerosità del nucleo familiare e/o al ?potentato? elettorale acquisito con l?esperienza amministrativa, ad aprile i partiti mostreranno in piazza il risultato di una campagna acquisti caratterizzata dai soliti personaggi con casacche invertite. Passa, così, in secondo piano tutto quello che la compagine politica intenderebbe fare nell?arco dei cinque anni, ovvero non viene proposto all?elettorato il programma concreto che si intende realizzare per lo sviluppo socio-economico di Altavilla. Da ciò nasce il solito ritornello elettorale nel quale sono evidenziati sempre i soliti e annosi problemi. E? un meccanismo dal quale non si riesce ad uscire, il volto nuovo appena eletto o chi ha intenzione di amministrare veramente viene subito emarginato e fagocitato dal sistema vigente.

Intanto il centro storico altavillese è disabitato, l?artigiananto è finito, il commercio (al capoluogo) tende a finire, quel poco di industria zoppica, la cultura è totalmente assente, il turismo latita, la disoccupazione è al massimo storico e l?emigrazione è diventata una triste realtà?

Purtroppo, e dispiace dirlo perché sono tutti amici, da altavillese (anche se residente a Roma, sono sempre altavillese!) , non individuo in questi candidati quello che potrebbe rappresentarmi istituzionalmente, nessuno di loro ha la bacchetta magica per risolvere da solo tutti i problemi altavillesi. Facciamoli confrontare, presentassero le propria squadra e soprattutto dicano come intendono gestire la cosa pubblica. Solo così è possibile esprimere il consenso verso il candidato ideale.

Una provocazione. Se ai 10 candidati a Sindaco stanno a cuore le sorti di Altavilla, e l?obiettivo principale è quello di risollevare le sorti del Comune, perché non si candidano tutti insieme nella stessa lista ? .

Bruno Di Venuta

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20 Set 2005

Il sindaco di Altavilla lascia la casa delle libertà

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Di Feo: ?Me ne sto andando nella Margherita?
Il sindaco di Altavilla lascia la casa delle libertà

?E? semplice. Il 31 dicembre scorso mi è scaduta la tessera dell?Udc. Non l?ho rinnovata?. Da questo punto in poi Antonio Di Feo, sindaco di Altavilla Silentina, alla conclusione del primo mandato, ha iniziato una veloce marcia di avvicinamento verso la Margherita. Così lui la racconta. E ci aggiunge di essersi preso ?un anno sabbatico con la politica?. La verità è che dai vertici salernitani del partito di Casini e Follini Di Feo è ?scollato? da tempo. Ed è da quasi otto anni che Alfonso Andria lo tenta e lui resiste. Il suo imprinting politico è a destra. Ma c?è un momento in cui gli argini si rompono. Lo ha fatto il suo amico Fernando Zara e Di Feo lo segue. Non nell?Udeur, ?mal frequentata? ad Altavilla. Last but not least, tra l?Udc ed Andria ci sono state anche un paio di ?infedeltà?. Verso Alleanza Nazionale, con il sostegno assicurato al ministro Alemanno (ultime europee) ed il voto alle Regionali ?ufficialmente? assicurato a Donato De Rosa, presidente della comunità montana. ?Per la verità la mia apertura di credito odierna è verso Alfonso Andria, che stimo. Io non ho cambiato opinioni politiche. E che sto rivalutando i rapporti umani. Alla fine rimane solo quello?, commenta il primo cittadino altavillese. Di Feo come Cuomo, allora? ?No. Io non c?entro con le scelte dell?uomo politico ebolitano?, aggiunge Di Feo. Se ne va da Andria, con l?eurodeputato impegnato a ?frenare? gli entusiasmi di Villani e Valiante per la recente adesione di Cuomo al Fiorellino. Vedremo così l?ex consigliere provinciale altavillese andarsi a sedere al ?tavolo? del centrosinistra altavillese impegnato a scegliere proprio il suo sfidante? ?Perchè ci sarà una scelta politica??, chiede con l?aria di chi la sa lunga. ?Io rimango cattolico. Statalista. Cultore del senso delle istituzioni? . Chi seguirà Di Feo? Lo sapremo nei prossimi giorni.

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