Archivio Tag 'silentina'

28 Gen 2009

Su Facebook un gruppo tutto per me. Manca però il mio parere…

Filed under Primo piano


Convinciamo ORESTE MOTTOLA a candidarsi a sindaco di Altavilla Silentina

Globale

Informazioni di base

Tipo: Interessi Comuni - Cause e ideali
Descrizione: - E’ un giornalista affermato
- Scrive libri di successo
- Conosce il territorio come pochi altri
- Ha sempre dimostrato di tenere fortemente all’etica
- Ha l’età giusta
- E’ autonomo dai vari schieramenti locali

Informazioni di contatto

E-mail:

Notizie recenti

www.mottolaoreste.blog.tiscali.it
collinadegliulivi.blogspot.com
www.unicosettimanale.it
www.ilmattino.it

Membri

Visualizzati 8 di 47 membriMostra tutti

Carlo Iannuzzi
Ivan Rufo
Rosanna Rori
Mario Cammarota
Antonio Domini
Anna Sofia Paolantonio
Mattia Antonio Carpinelli
Rodolfo Sabelli

Bacheca

5 di 23 messaggi in bacheca visualizzati.Mostra tutti

Giovanna Baione ha scritto
alle 2.00 di iericiao oreste,ci servirebbe proprio un cambianento radicale dei politici altavillesi, ci serevirebbe qualcuno aperto nel dialogo con i cittadini, e penso che tu saresti la persona ideale,capace di amministrare il nostro paese…spero che le buone riflessioni ti portino alla scelta più giusta.
Scrivi sulla bacheca di Giovanna - Segnala
Elvira Rita Gorga ha scritto
alle 18.47 del 31 Gennaio 2009Ci conosciamo poco ma sono assolutamente sicura che potresti fare solo del bene per il nostro amato paese!!!
Scrivi sulla bacheca di Elvira - Segnala
Antonio Domini ha scritto
alle 18.26 del 31 Gennaio 2009Sappi che sarà dura fare il sindaco, ma è un’esperienza unica. Se davvero accetti e ti candidi sostegno totale. Buona fortuna
Antonio Domini
Scrivi sulla bacheca di Antonio - Segnala
Rodolfo Sabelli (Italy) ha scritto
alle 20.09 del 30 Gennaio 2009Se ti decidi, e io spero di sì, ti vengo a sostenere. 
Se vuoi facciamo un comizio insieme!!!
Scrivi sulla bacheca di Rodolfo - Segnala
Mattia Antonio Carpinelli ha scritto
alle 18.58 del 30 Gennaio 2009credo che saresti un ottimo sindaco e io cambierò la mia cittadinanza se ti candidi….


11 commenti

24 Dic 2007

CAMPAGNA. Commosso ricordo delle studentesse per Antonio Mottola

Filed under Argomenti vari

Articolo tratto da “La Città” del 23 dicembre 2007 

Continua la lettura »

Commenti disabilitati

25 Ott 2006

Altavilla Silentina, le politiche sociali

Filed under Senza categoria

Altavilla Silentina (SA)

in programma attività per disabili ed anziani

L?impegno dell?amministrazione comunale di Altavilla per garantire l?efficacia delle Politiche Sociali, e quindi interventi rivolti alle categorie sociali maggiormente bisognose di attenzioni, non è ma stato occasionale o sporadico. Lo dimostra una serie di attività poste in essere negli ultimi anni a sostegno di personale anziani e disabili, che, tuttavia, non escludono altri tipi di interventi mirati all?interesse globale della cittadina retta da Antonio Di Feo. Il più ambizioso degli obiettivi, in linea con le finalità del Piano di Zona Ambito S/5, cui Altavilla fa riferimento, è quello di mettere al centro dell?attenzione generale gli anziani: per raggiungerlo, l?amministrazione, che ha affidato il difficile compito di gestire le politiche sociali alla dinamica Romilda Nigro che opererà in collaborazione con Giancarlo Peduto, ha inteso ideare il progetto definito ?Centri sociali polivalenti per anziani?, che prevede attività rivolte all?integrazione degli anziani, con la realizzazione di attività mirate a favorire la socializzazione, sventando il rischio di solitudine ed emarginazione. La visita al teatro Verdi di Salerno, che si è svolta il 20 ottobre scorso e che ha visto 50 anziani recarsi ad assistere ad una commedia, risponde in pieno a questa finalità, ma tuttavia non è certamente l?unica azione finalizzata a questo obiettivo.

In questo modo, ed attraverso ulteriori iniziative, gli anziani hanno la possibilità di socializzare, anche mediante la funzione di un centro sociale, che sorge in centro, e che fa da scenario ad incontri ed iniziative ad essi indirizzati, quali attività culturali, attività di animazione, oltre a gite e visite guidate. In un?ottica di integrazione sociale, il comune di Altavilla intende essere da supporto alla famiglia dell?anziano, sviluppare un?immagine positiva dell?anziano, e promuovere l?idea che l?anziano è una risorsa per tutti.

Attenzione sugli anziani, dunque, ma non mancano interventi mirati all?integrazione degli immigrati, che sono sempre più numerosi, ai disabili, per i quali è di recente ideazione il progetto ?Centri diurni socio-educativi?, che punta al raggiungimento, da parte dei beneficiari di ?adeguati standard di autonomia personale attraverso le attività educative che consistono, prevalentemente, nel facilitare la comprensione dei vari momenti funzionali della giornata. La maggior parte delle attività saranno rivolte all?autonomia comunicativa, all?orientamento ambientale, al sostegno nell?alimentazione, nell?abbigliamento e nella cura personale. Le attività del centro socio-educativo saranno incentrate in prevalenza su azioni a carattere ricreativo-occupazionali che saranno articolate attraverso l?attivazione di appositi laboratori?.

Il servizio sarà rivolto a 40 persone disabili e vedrà l?attivazione di tre centri, uno per il capoluogo, gli altri due per le frazioni di Cerrelli e Borgo Carillia.

Fonte: Ufficio Stampa del Comune di Altavilla Silentina

3 commenti

29 Apr 2006

Altavilla Silentina, le liste per il consiglio comunale

Filed under Senza categoria

Lista 1 ?Uniti per Altavilla?Candidato a sindaco: Francesco Cembalo
Candidati al consiglio comunale: Anacleto Belmonte, Fausto Bolinesi, Claudio Bonfrisco, Francesco Cennamo, Domenico Cimino, Germano Di Chiara, Sabato Di Lucia, Sergio Di Masi, Gerardo Lettieri, Antonio Marra, Antonio Peduto 1958, Giuseppe Polito, Gianfranco Ruscinito, Giovanni Russo, Gianfranco Ugolini, Franco Vairo

Lista 2 ?Insieme per continuare?
Candidato a sindaco: Antonio Di Feo
Candidati al consiglio comunale: Salvatore Arietta, Vincenzo Baione, Maria Sofia Chiumiento, Rosario Crisci, Pasquale Doto, Marcello Gallo, Enzo Giardullo, Adelfio Guerra, Fernando Iuliano, Angelo Marra, Giovanni Mottola, Romilda Nigro, Antonio Peduto 1972, Carmelo Pingaro, Carmine Rizzo, Alfredo Sabia

Lista: ?Progetto per Altavilla? – Candidato sindaco: Rosario Gallo

Candidati al consiglio comunale: Sonia Di Feo, Emiliano Acito, Diego Belmonte, Salvatore Caruso, Edi Cembalo, Oscar Del Fiore, Alessandro Fusco, Gerardo Guerra, Antonio Iorio, Giuseppe Iuliano, Marco Mordente, Pasqualino Perillo, Angelo Polito, Arduino Senatore, Fiorenzo Stoppiello, Alessandro Tomasino

6 commenti

11 Apr 2006

Il voto ad Altavilla Silentina

Filed under Senza categoria

SENATO

Comune ALTAVILLA SILENTINA

Votanti Totali 4122 Maschi 2107 Femmine 2015

Unione Federalista Meridionale 2; Alleanza Nazionale 638; Alternativa Sociale 81; Pensionati Uniti 7; Partito Repubblicano 13; Dc- Nuovo Psi 119; Fiamma Tricolore 52; Udc 173; Lega Nord 3; Ecologisti Democratici 8; Forza Italia 1111; Solidarietà 3; Lega Sud 2; Pcmli 22; Insieme con l?Unione 71; Ds 318; Rosa nel Pugno 139; Udeur 596; Lista Consumatori Dc 3; Italia dei Valori 60; Partito Pensionati 9; Socialisti 3; Margherita 357; Rifondazione Comunista 147; Terzo Polo 3;

————–
CAMERA DEI DEPUTATI

Comune ALTAVILLA SILENTINA

Votanti Totali 4594 Maschi 2331 Femmine 2263

Terzo Polo 5; Alternativa Sociale 110; Dc ? Nuovo Psi 44; Alleanza Nazionale 747; Ambientalisti democratici 7; Forza Italia 1346; Lega Nord 3; Mov. Sociale Fiamma Tricolore 57; Udc 210; No Euro 3; Pensionati Uniti 9; Italia dei Valori 49; Udeur 654; Partito dei Comunisti Italiani 58; Rifondazione Comunista 163; Rosa nel Pugno 156; Verdi 52; Partito Pensionati 7; L?Ulivo 706; I socialisti 3; Solidarietà 3;

Commenti disabilitati

10 Nov 2005

AD ALTAVILLA SILENTINA QUANDO FIORIVA L?ULIVO

Filed under Senza categoria

AD ALTAVILLA SILENTINA QUANDO FIORIVA L?ULIVO

San Germano ha in mano un ramoscello d’ulivo, simbolo di pace, che nel giorno della sua festa, nell’ultima domenica di maggio, fatto prodigioso, rinverdiva. Da oltre vent’anni l’evento non si ripete più. A partire dal terremoto del 1980 la chiesa che l’ospitava, S. Biagio, per i danni patiti dal sisma, è rimasta chiusa e la popolazione non ha potuto onorarlo. Con l’imminente riapertura del luogo di culto e per anticipare il recupero di una così bella tradizione, l’amministrazione comunale di Altavilla Silentina (Sa) e le associazioni “Pro Loco” e “Altavilla Viva”, hanno già organizzato una visita guidata alla reliquia di San Germano Martire. E? stato così possibile rivedere i resti del martire cristiano estratto dalle Catacombe ed entrare dentro un affascinante mistero storico, antropologico e culturale. Fu il cardinal Borghese, nel 1779, a volere l’invio dei sacri resti di San Germano ad Altavilla Silentina. Il destinatario era il parroco Giuseppe Perotti, amministratore delle proprietà dei Borghese nel salernitano. Grazie all’opera, ed all’onestà, del sacerdote le rendite della celebre famiglia aristocratica s’erano decuplicate. Nello stesso periodo la Chiesa “usava” molto lo strumento della diffusione delle reliquie come mezzo per affermare il suo ruolo. L’Europa era già alle prese con i prodromi della rivoluzione francese e l’influsso protestante si faceva sentire. Il corpo del Santo arrivò qui via nave, imbarcato da Civitavecchia, fino al porticciolo alla foce del Sele. Da qui fu messo su di un carro trainato da buoi. Arrivati nella Piana di Altavilla uomini e animali si fermarono per una sosta. I pochi abitanti di quella zona (dove ora risiede gran parte della popolazione) rimossero l’urna con San Germano dal carro e fecero festa. Ciò mise in agitazione l’intero paese e quando San Germano arrivò fu festa grande. Dalla vicina Casina Reale di Persano il Re mandò dei musici, l’intero abitato fu addobbato da “apparatori” specializzati arrivati da Salerno. La Chiesa di San Biagio fu, eccezionalmente, ricoperta da centinaia di lucernette ad olio. Una cronaca del tempo rende noto che fu organizzata una festa grandiosa. Così lo storico locale Giuseppe Galardi descrisse la reliquia: “E’ lo scheletro di un uomo discretamente alto, semidisteso sul lato destro, con la zona temporale aggrappata sul palmo della mano destra. Appare come un legionario romano, dormiente. Racchiuso in una guaina di seta con supporti metallici, è ricoperto da un’argentea lorica con squame a contorni rossi su di una tunica di seta celeste. E’ appoggiato su di una materasso di seta bianca guarnito da merletto dorato. La serica tunica, di colore celeste, ha maniche di seta bianca: il tutto con trine dorate. Ad entrambe le estremità ha guanti e calzari confezionati con fili aurei metallizzati. Alle spalle ed in testa ha un drappo di seta rossa”. Nella speranza, nel mese di maggio, della rifioritura, nonostante l?11 settembre, del ramoscello di ulivo, bisognerà aspettare. Il prossimo anno o l?altro ancora. Quando preannunzierà l?imminente ritorno della pace nel mondo.

ORESTE MOTTOLA

Commenti disabilitati

15 Set 2005

Ritrovate a Gragnano, Napoli, due motozappe rubate ad Altavilla Silentina

Filed under Senza categoria

GRAGNANO Ruba due macchine agricole Aveva nascosto nel suo garage due motocoltivatrici risultate rubate nel salernitano. Un pregiudicato è stato denunciato per ricettazione. I carabinieri, ieri mattina, hanno effettuato una perquisizione nel garage di Francesco Longobardi, pregiudicato di 33 anni, residente in via Croce e hanno rinvenuto due motocoltivatrici risultate rubate il 9 settembre ad un agricoltore a Altavilla Silentina in provincia di Salerno. L’uomo è stato denunciato in stato di libertà con l’accusa di ricettazione.

Commenti disabilitati

19 Ago 2005

1789, Altavilla Silentina nel Gran Tour

Filed under Senza categoria

Altavilla, “Luogo, dove nulla v’ha di bello, se non se la vista”. Illuminista, pacifista, antiborbonico ed an che un pò “proto leghista? il nobile comasco Della Torre di Rezzonico arriva nel nostro paese nel 1789. La scoperta, nel 1754, dei templi dorici di Paestum, e il Real Casino di Caccia di Persano, aggiungono altre tappe obbligate al Tour dei giovani nobili ed intellet tuali europei. Tra Persano e Paestum, su una collina fuori mano c’è Altavilla. Vi fa tappa, con la sua allegra comitiva, la compagnia comprendente l’Abate Zarillo, il Conte Pastorino, l’ingleselady Templetown con le sue figlie Carolina ed Elisa. Della Torre di Rezmnico tiene un diario molto particolareggiato del viaggio, che sarà poi pubblicato nel 1819, col titolo Giornale del Viaggio di Napoli. E’ grazie al “Mattino” se oggi, quei preziosi frammenti, vengono di nuovo alla luce, pubblicati nel volumetto ?Paestum ed il Cilento?, allega to al quotidiano napoletano. Lo scritto, un pamphlet. alterna toni caustici a vere e proprie invettive.
Il conte comasco, da osservatore attento, è inorridito dalle condizioni di vita in zona. Verso Eboli nota come : ” I colli, che tutta fiancheggiano la strada fino ad Eboli. Sono cavernose ed offrono un sicuro asilo ai pastori, ed à masnadieri.( …) Se ne formano varie spelonche, le quali fra loro comunicano, ed a me ricordano le primitive case degli uomini assai più antiche delle capanne”. Insomma, le caverne preistoriche. Della Torre di Rezzonico non si accontenta nemmeno di ciò che trova a Persano. “Si vide Persano,. la casa del Re nulla ci offerse di magnifico, nè di bello di architettura, o per mobili. Le corna degli uccisi cervi, i denti dè cignali vi S()no in gran numero, evi è scritto il nome di chi gli ammazzò, e l’anno ed il giorno. La strage fatta di questi animali, e dè miseri volatili dal Re don Carlo, e da suo figlio è sì grande, che supera ogni credenza. I Filosofi amici delle bestie inorridisco no, veggendone qui le spoglie ammonticchiate per barbaro trofeo della ferocia dè cacciatori: non è maraviglia poi, se si sparge talvolta a torrenti il sangue nelle guerre, giacché per divertimento si avvezzano gli uomini a rallegrarsi versando quello degli innocenti augelli e dè timidi danni, nè s’impieto siscono à gemiti d’una moribonda cervetta”. Si sentono già gli impeti animalisti delle fanciulle inglesi, di buon grado condivisi dal nostro Conte. Si dirigono poi verso Altavilla: “Attraversato il bosco di Persano si passa il fiume Calore; di là di varj pascoli e campagne, dove sono le razze de’ cavalli, si giunge al piede dell’erto colle, su cui pende Altavilla. Montammo a cavallo, e per dirupati e sassosi sentieri
ascendemmo al luogo, dove nulla v’ha di bello, se non se la vista. Godemmo nel salire di quella del tramontar del sole, che nella marina di Pesto discese tutto raggiante, e tinse di viva porpora e d’azzurro le nuvole, che galleggiavano in poca quantità per l’aria. La campagna affatto priva d’alberi lasciava godere d’un sì vivo spettacolo, che sempre mi recò sommo diletto, ed è pieno di maestà, di bellezza, di sommovimento interno per le vaste idee, che suoi destare nella mente dè Filosofi, e di Poeti. Fummo incontrati alla soglia della casa di Vecchi dall’abate Altavilla, e dà suoi fratelli con tanta solennità ed allegrezza, come se arrivasse il Re. Volevano suonar le campane, e dar segni pubblici di venerazione e di esultanza, che la nostra modestia non volle accettare; e parvemi allora assai riprensibile il sistema d’eguaglianza introdotto dagli entusiastici Francesi a danno dell’Aristocrazia. di cui godevano i privilegi spontaneamente accordatici da quella buona gente. Fummo trattati con sommo splendore in què luoghi si lontani dal commercio delle genti, e le cure degli ospiti si estero fino a spedir uomini per riattare di notte tempo un pezzo di strada, che convenne allargare, tagliando le sponde dell’A quosa, fiumiciattolo senza legge, affinché vi passassero le carrozze senza rischio per l’angustia del margine putrido e limaccioso. La stanchezza poi aggiunse pregio ai letti che trovammo preparati per tutta la compagnia. Alla mattina per tempo s’avviò tutta la brigata verso le rovine Pestane; i campi che si attraversano non ricordano certamente le antiche delizie, ed i rosai due volte fiorenti, e l’ubertosa copia di biade, che qui vedevasi lussureggiare, ed il favore attestano di Cerere e di Bacco, i quali sulle medaglie Pestane s’incontrano effigiati, o da loro simboli a chiare note espressi ” . Ma credete che gli altavillesi si salvino dalla terribile penna di Della Torre di Rezzonico? No. Al sentir il racconto della leggenda secondo cui le statue di Paestum si animavano annuì subito il buon prete don Vecchi, Evidentemente il sacerdote disse che era tutto vero, anche per una questione di cortesia verso gli ospiti.. E la conclusione di Della Torre parla subito di : “somma ignoranza e superstizione, in cui giacciono tuttavia le genti lontane dalla città, e nelle città medesime la minuta plebe. le donnicciuole, e tutte le perso ne, che non hanno coltivato le lettere, e la filosofia alcun poco.. “. Ed anche quello che era uno dei pochi altavillesi colti è sistemato. Insieme a tutti i compaesani. Tutto, per essere stati troppo gentili!

Oreste Mottola
oreste@unicosettimanale.it

Commenti disabilitati

17 Ago 2005

Storia delle donne di Altavilla Silentina – prima parte

Filed under Curiosità

L’altra Altavilla: donne tra storia, letteratura e folclore
GLI ESEMPI DI VITTORIA BELMONTE, UNA DELLE PRIME A LAUREARSI IN MEDICINA E DELLA “PROF” UNIVERSITARIA CARMELA DI AGRESTI.
La storia delle donne ad Altavilla comincia da lontano. Da quelle nostre antenate che fortunosamente
scampate alla strage ordinata, del 1246, da Federico di Svevia, e che ripopolarono il paese dopo che i maschi – uomini: e bambini – furono tutti passati per le armi. Ci volle allora davvero una gran forza per far ripartire)a vita nel nostro paese e – probabilmente – da quella terribile prova viene la straordinaria forza e tenacia delle nostre donne.
Molto spazio hanno avuto le nostre donne anche nella letteratura: dalla Sofia che incanta il giovane seminarista Antonio Bennato alla bella bionda adolescente che strega il maturo don Aurelio Pipino, mentre appaiono tranquille, assennate e gran lavoratrici le donne de “Le novelle dell’Acquafetente”.
Ma tra le figure di maggior spessore e determinazione ci sono quella Mariangela Cantalupo che nel 1799 sposerà un ufficiale francese facendo tre giri intorno all’Albero della Libertà in piazza Umberto I e la
“briganta ” Francesca Cerniello che – oltre ad esserne stata l’amante – sarà anche il vero “uomo forte” della banda di Gaetano Tranchella.
Dopo la storia delle donne diventa un fatto più corale e meno individualistico. S’intreccerà con la prima guerra mondiale e gli inizi dell’emigrazione verso l’ America, eventi che proietteranno le donne altavillesi sempre più verso il mondo del lavoro per sostituire gli uomini assenti. Con il fascismo sono di nuovo risospinte verso il tradizionale ruolo di “produttrici di figli” ed arriverà poi la tragedia dell’ultimo conflitto con il suo corollario di figli, mariti e fidanzati stroncati dalla follia bellica e – nel settembre del 1943 – i tristi bombardamenti su Altavilla con donne, bambini ed anziani uccisi dalle bombe.
Ma qualche anno prima è una giovane altavillese tra le prime ad infrangere il tabù che vedeva le donne escluse dalla professione medica. E’ la dottoressa Vittoria Belmonte, madre del docente universitario Renato Aymone. Sarà anche lei la prima donna ad affacciarsi – sfortunatamente – sulla scena della vita politica locale. Tenterà infatti, nel 1948, con la lista del Mulino, d’infrangere il duopolio tra Mottola e Galardi. Di lì a qualche decennio, grazie ai sacrifici dell’emigrazione e ad una situazione sociale più aperta, anche ad Altavilla le donne conquistano posizioni nel mondo della scuola e della società nel suo complesso. Un nome su tutte: Carmela Di Agresti, che diventa dapprima docente ordinario presso l’Università di Bari e poi preside di una Facoltà della LUMSA di Roma.
LA MALA NOMEA DELLO SCIVOLIATURO. Un tempo Altavilla Silentina era un paese soprannominato “lo scivoliaturo” sia per l’accidentata conformazione urbanistica ed alti metrica del suo centro antico che per alludere ad una supposta e tutta da dimostrare abitudine alla trasgressione – nei tempi andati – in fatto d’amore delle sue giovani donne. Quel che oggi resta di questo pregiudizio sono due filastrocche che dimostrano cose diverse. La prima è diffusa nel Cilento interno (sconosciuta ad Altavilla) e dice: “Me sò partuto apposta ra la Puglia, Pè me veni a nzurà a l’Autavilla. ‘Nzinga arrivato ‘nge fici ‘na imbroglia, I ‘mbrugliai la mamma cò tutta la figlia. Te preo bella mia nun te fa ‘mbrug1iare, Ca l’uomini sò tutti ‘ngannaturi”.
La strofetta fa pensare alla generosità delle nostre donne che capitolano davanti “all’erba più verde del giardino del vicino sconosciuto” che ad altro. La poesiola vorrebbe dimostrare che sono sempliciotte, fino al punto di farsi imbrogliare a due…l’esperta madre e la giovane figlia!
Le altavillesi si riscattano poi con un canto del Sette! Ottocento, arrivato fino a noi grazie al libro del 1898 dei fratelli Ferrara e che veniva cantato dalle nostre donne mentre lavoravano nei campi.
“Oh uocchi niuri, core di diamante, Nun ti pozzo luvare da sta mente; lli nimici tuoi ni ricino tante! E vonno ca ti lasso ntortamente. I prego Diu e tutte l’aute sante, ca resse lume a tutta chesta gente.
Quannu ti vego, mi scappa lu chiantu, I Lu sape st’arma mia che pena sente. ” E sono sempre i Ferrara a descrivercele, fin de siecIe, ad Ottocento tramontante come: “piuttosto economiche, laboriose, religiose fino alla superstizione ed eminentemente gelose del proprio onore, ma piace loro di abbigliarsi caricandosi di gingilli d’oro e di corallo, e hanno il peccatuccio di essere molto ciarliere”.
Chi si è applicato sull’argomento come il medico – sociologo – cantante Aniello De Vita a mettere, in un certo senso, le mani avanti, in suo studio sull?area cilentana afferma: ”L’immagine di donna ciIentana che viene fuori è poco edificante: oggetto, umile, obbediente, passiva, disponibile, sottoposta e sottomessa all’uomo ed alle sue voglie e desideri. In netto contrasto con questa immagine di schiava succube, senza anima e senza volontà. Alcuni canti, detti proverbi ed indovinelli ci propongono una donna attiva, libidinosa, provocante, insaziabile, divoratrice di uomini, che, come tanti bacucchi, stanno tutti al suo comando. C’è da restar molto perpIessi di fronte a queste due donne cosi distanti, anzi, agli antipodi fra di loro. E qual’è delle due la donna cilentana? “E l’altavillese?

Oreste Mottola
oreste@unicosettimanale.it

Commenti disabilitati

17 Ago 2005

Giovanni Rocco, "sagrestano maggiore" di Altavilla Silentina

Filed under Argomenti vari

Il bello di un paese/ comunità è anche questo. Per essere benevolmente ricordati non occorre aver necessariamente fondato fabbriche, scritto libri, fatto imprese mirabili o calcato la scena politica. La nostra storia è fatta anche di vicende umane “minime” che, tuttavia, costituivano e costituiscono la vera anima del paese. Accade così di ritrovare nella memoria collettiva il ricordo di persone che sono poi diventate archetipi. A chi, ad Altavilla, non è capitato di sentirsi dire “somigli a Giovanni Rocco” solo per un innocente distintivo appuntato all’occhiello?
C”era una volta un simpatico ed innocuo vecchio ragazzo che si aggirava per i negozi, le cantine (oggi soppiantate da anonimi bar) della vecchia Altavilla. Il primo a raccontarlo e ad evocarlo è stato il prof. Renato Aymone, docente universitario e critico letterario d’origine altavillese (figlio della mai dimenticata dottoressa Belmonte). Lo presenta così: “Del messo infernale Giovanni Rocco aveva l’aspetto ed insieme il temperamento. Un berretto a visiera con la scritta “Sagrestano Maggiore” su una canuta e scarruffata capigliatura gli dava ufficialità. Baffoni, barba lunga; tranquillo ma scorbutico, rincorreva con oscene invettive, scagliando pietre, i monelli che spesso lo tormentavano”.
La vita di Giovanni Rocco cominciò subito in salita. Lui era ancora in fasce ed il padre se n?andò in America e da quel momento se ne persero completa mente le tracce. Giovanni crebbe da solo con la mamma. E maturò un tale debito con la vita che non riuscì mai a colmare. Non si sposò e visse libero e spensierato
in un paese che tra Fascismo, Guerra e Ricostruzione si trasformò in maniera tumultuosa. Morì intorno alla metà degli anni Sessanta e tutto il paese lo pianse come un parente stretto. E sono in tanti ad avere ancora nelle orecchie la sua esclamazione preferita: “A faccia ri uagliuni”, dove si allude al suo stato di scapolo. ‘Uaglione”, nel dialetto altavillese si riferisce al giovane che non si è ancora accasato. Perché il nostro Giovanni Rocco si sentì sempre giovane. Un ragazzo. In un ideale “Amarcord” altavillese di un nostrano Federico Fellini avrebbe certamente un posto di primo piano, a fianco di don Ulderico Buonafine, naturalmente.
Ed è per questo che Padre Candido Gallo nelle sue “Novelle dell’ Acquafetente “, suggestivo viaggio/sogno nell’ Altavilla di quegli anni, gli ha dedicato un’intera pagina. Lo ricorda così: “Era personaggio di colore di grande notorietà in paese a quei tempi, servizievole e balordo, e dotato di grande forza; amava le medaglie e s’adornava la giaccona, tutta sbrendoli, di patacche che sembravano un medagliere. “Medaglie al merito”, si diceva, di non so quale ordine cavalleresco, cui anche il berretto con visiera rigida ascriveva. Annunciava anche la morte della gente. “Giuà, chi è muort ? ” scendevano tutti per strada a domandare quando egli attraversava il paese, in lungo ed in largo, suonando il campanello ai tempi in cui non v’era altro mezzo d’informazione per notizie del genere”.
Racconta ancora Renato Aymone: “Giovanni Rocco me lo penso sui prati d’asfodelo inseguire un branco di scugnizzi, presente come il selvaggio cacciatore Orione che seguita in questi territori a rincorrere le sue prede. Oppure accudire i cani di Proserpina, la triste regina dell’ Ade”. Aymone si riferisce agli scherzi che i ragazzacci dell’epoca facevano al buon Giovanni Rocco. Il più celebre è quello dell’inchiostro. Ai tempi di quando la Bic non andava ancora per la maggiore e si scriveva con il pennino e calamaio, Giovanni Rocco era stato incaricato del trasporto di un?enorme cassa d?inchiostro per conto del Comune (che era allora nel Centro Storico) che poi l’avrebbe distribuita ai vari scolari del paese. E vedendolo avanzare curvo sotto il peso e a passetti decisi ma attenti alcuni monelli presero a spinger/o e a sfotterlo come al solito. Lui protestò debolmente ma avvertì che se la cassa cadeva avrebbe inguaiato tutta via Municipio. Non lo credettero e continuarono a spintonarlo fino a quando cadde con la cassa che portava che andò in frantumi e l’inchiostro, a rivoli arrivò fino a Piazza Antico Sedile. Ma lui non si arrabbiava affatto, tranne durante la Festa della Madonna del Carmine, quando agli scherzi ed ai lazzi rispondeva semplicemente: “Lassate stà u ‘sacrestano maggiore: tene a festa n’cuoddo”.
La sua vita era scandita dagli orari della vezzosa “Cristalliera”, la “station wagon” che i Belmonte rivestirono di legno e vetri e che per decenni sbuffando e sobbalzando sulle buche delle strade sterrate collegava il paese con la stazione d?Albanella. All’andata con i giovani che prendevano il treno per andare a fare il soldato o per emigrare ed al ritorno pochi viaggiatori ma con il sacco della Posta. Al capolinea della Fratta si faceva trovare Giovanni Rocco che afferrava il baule con le lettere ed i pacchi (che, spesso, pesava più di un quintale) e tutto di un fiato /o portava all’ufficio postale di Piazza Antico Sedile. E la mattina era sempre lui a portare alla corriera la posta in partenza. Poi ci pensava Giovannino Perito, il postino del paese, a distribuire quelle lettere che venivano dal fronte prima della Guerra e poi dell’emigrazione e che cominciavano invariabilmente ?Cara moglie, ti faccio sapere??. Ma i telegrammi no. C?era Giovanni Rocco. Dopo aver portato i sacchi ai negozi andava dal direttore dell’ufficio postale, Antonio Cennamo Mazzaccara, che gli consegnava i telegrammi da por tare alla gente di Altavilla. Si rimetteva in cammino non senza aver sostato nelle cantine di Peppe Di Matteo e Paolo Molinara per trangugiare il consueto bicchiere di vino, che gli veniva sempre generosa mente offerto da qualcuno.
A tal proposito racconta ancora Padre Candido “Beveva, eccome, ma il bere gli dava forza e asciugava il sudore quando trasportava sulla ricurva schiena enormi pesi e casse voluminose dalla piazza grande, per viuzze e strettule , ai magazzini disseminati dappertutto nel paese”. La merce allora giungeva in Piazza Castello a bordo di pesanti carri, trainati da muli e cavalli… e lì sostava per lo smistamento. Giuseppe Gallo, Fiorentino Iorio, Vincenzo Bassi e Biagio Jannuzzi, che tornavano da Salerno con i pesanti carichi di pasta e farina, di ferramenta e baccalà, di zolfo e verderame per le viti e quant’altro poteva occorrere per la vita della comunità cittadina. Erano mitiche quelle figure di carrettieri e utili per la vita del paese, e quando giungevano in piazza, dopo aver dimezzato il troppo pesante carico sul Ponte Canale, prima della ripida salita sotto il Muraglione, costituivano il fatto nuovo nei sonnacchiosi pomeriggi paesani.
Le strettule di Via Municipio e Via Solimene, anguste e ripide, che appena consentivano il passaggio di un asino con sporte non permettevano, infatti, di fare arrivare la merce fin a Piazza Antico Sedile, dove allora era il centro del paese. E qui, ancora una volta, scattava l’intervento di Giovanni Rocco. I suoi “datori di lavoro” erano Gaetano Guerra, il mugnaio don Ulderico Buonafine, Silvio e Placido Guerra, Alessandro Belmonte … Non aveva tariffe e voleva essere pagato con quelle monete che si sceglieva lui stesso tra quelle più nuove di conio e lucide e mai, a memoria d’uomo, volle toccare delle banconote di carta. E quei soldi venivano riposti (con nastri, medaglie e mostrine) nel suo baule che custodiva gelosamente. Qualche lira la dava volentieri però per Renato, Gerardo, Ennio ed Annamaria, i bambini di sua nipote Annunziata Di Stefano…

Oreste Mottola
oreste@unicosettimanale.it

DA CONSULTARE:
l Renato Aymone “Tra lampi e suoni” in a cura di Oreste Mottola, “La collina degli Ulivi”, 1992, Altavilla Silentina
2 Padre Candido Gallo Le novelle dell’ Acquafetente, 1993, Ed. Storie del Parco, Altavilla Silentina (Sa)

Commenti disabilitati

Articoli precedenti »