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14 Gen 2008

CAPACCIO. Il nuovo presidente di Alleanza Nazionale è Francesco Sica

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01 Feb 2007

Capaccio, Sica incassa la solidarietà di Cirielli che sconfessa i suoi uomini

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L’ultimo scontro, quello decisivo, è stato giocato sulla gestione dell’ultima fase del Puc, il piano urbanistico comunale. Luigi Barlotti, presidente del consiglio comunale ed esponente di An , voleva portarlo a termine in proprio, d’intesa con gli oppositori Desimone e Paolino, tanto da ipotizzare “15 giorni di vacanza”, da concedere al sindaco in carica, Enzo Sica. Quest’ultimo non ne ha voluto sapere e così la lunga partita fra Alleanza Nazionale e Forza Italia locale è diventata una valanga raccogliendo, sul suo percorso, tutti i risentimenti accumulati in due anni e mezzo di gestione amministrative. Dopo le dimissioni consegnate e protocollate da 11 consiglieri comunali si cominciano a vedere i primi effetti dello tsunami politico che Capaccio ha vissuto in questi giorni. Niente sarà più uguale a destra come a sinistra. Di “operazione piratesca” parla la presidenza provinciale salernitana di Alleanza Nazionale, aggiungendo “peraltro provocata anche per colpa di due consiglieri comunali di An”, e dichiara piena solidarietà all’ex sindaco di Enzo Sica. Cirielli fa di più, oltre la “stima e fiducia” annuncia che Alleanza Nazionale è pronto a sostenerlo nelle future consultazioni elettorali. Conseguenza logica appare essere quella dell’esplusione dal partito dei due reprobi, Luciano Farro e Luigi Barlotti, ed una nuova organizzazione del partito ripartendo dall’ex assessore Pasquale Mazza e da storiche figure della destra capaccese, quali Peppantonio Taddeo e Nunzio Daniele, messe da parte negli ultimi anni dalla nuova guardia aennina. Per Luciano Farro si profila una candidatura a primo cittadino, diretta espressione della componente non di sinistra degli 11 consiglieri “scioglisti”, così come sono stati ribattezzati. Sul suo nome confluiscono le simpatie di Rosario Francia e Giuseppe Bruno ed il sostegno del sodale Luigi Barlotti, già presidente del consiglio comunale. Farro è un ex socialista, uomo di buone letture, tollerante e dialogante, avvocato in forza agli uffici regionali e con ampie competenze amministrative. E’ un nome forte, non destinato ad essere travolto velocemente dagli eventi. Il centrosinistra ha di fronte diverse opzioni. Nella componente più centrista il nome che emerge con forza è quello di Nicola Ragni, 52 anni, da qualche anno laureato anche in scienze politiche, imprenditore nel settore dei carburanti ed altro ancora, presidente dell’associazione degli ex allievi del seminario di Vallo della Lucania, già assessore “forte” nelle due amministrazioni guidate da Pasquale Marino. Ragni, già protagonista di aspri scontri con Marino nell’ultimo anno di amministrazione, farà di tutto perchè questi non possa tornare a guidare il comune. I ds sono divisi al loro interno: alla componente che fa riferimento ad Antonio Vecchio, presidente della locale banca di credito cooperativo, si contrappone il gruppo, che unisce anche Rifondazione Comunista, che ha già messo in pista il docente universitario Luigi Di Lascio. Altri nomi, altre coalizioni, verranno sicuramente allo scoperto nei prossimi giorni.

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29 Gen 2007

Capaccio. Undici consiglieri comunali mandano a casa Sica

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Capaccio. Undici consiglieri comunali sfiduciano Sica

Stop all?amministrazione Sica. Capaccio torna a votare. A meno che di ripensamenti ed altri colpi di scena dell?ultimo minuto, sempre possibili nei dintorni dei templi, ora è fatta. Sono 11 le firme dei consiglieri comunali che vogliono dare il benservito agli amministratori della città dei templi. Verso lo scioglimento il consiglio di Capaccio. Alleanza Nazionale aggiunge le sue firme a quelle delle opposizioni e così martedì, verrà depositata presso la segretarie generale del comune la mozione che sancisce l?autoaffondamento di un?altra amministrazione di centrodestra nel salernitano. Se appare scontata la voglia di rivincita di Paolo Paolino (Udc) , Nicola Ragni (Dfc), Piero Cavallo (Idv), Pietro Desimone (socialisti), Pasquale Quaglia (Udeur), Lorenzo Tarallo (Margherita), eletti nelle due coalizioni dell?opposizione, un certo clamore hanno destato Luigi Barlotti (presidente del consiglio comunale) e Luciano Farro, che pur non avendo mai nascosto le loro critiche all?operato della giunta Sica, si sono aggiunti alla sinistra capaccese. E’ sfumata l’adesione è quella di Pasquale Cetta, originariamente in forza alla locale Democrazia Cristiana così come quella di Angela Mucciolo. Hanno firmato anche i consiglieri Francia e Bruno, altri dissidenti interni alla maggioranza. L?ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la nomina di Sergio Butrico, fedelissimo di Sica, a vicesindaco e conservando la delega sui lavori pubblici che già aveva. Qualche giorno prima Sica aveva nominato assessore Melchiorre Marrazzo, un altro uomo notoriamente a lui vicino. Cetta, non aveva mai fatto mistero di volere un incarico di maggiore rilievo. Oltre alla nuova composizione della giunta, ritenuta eccessivamente schiacciata sul sindaco, gli altri capitoli della lunga guerra che non ha mai dato pace ad Enzo Sica portano i nomi dell?ex Parmalat, con divisioni feroci fra chi voleva favorire il progetto per impiantarvi un grande centro commerciale e chi lo ha avversato in nome della tutela del piccolo commercio locale. L?ultimo ?fuoco? si è acceso a poca distanza dall?abitazione del sindaco, al Cafasso, con il progetto dell?imprenditore Caprino che vuole ricavare nell?ex tabacchificio un centinaio di appartamenti, villette, e la completa trasformazione urbanistica della zona. Un affare da decine di milioni di euro. Nonostante gli scontri accesi di un paio di mesi fa, Gaetano Fasolino, il deputato di Forza Italia, ha fatto di tutto per impedire quest?epilogo ad una delle più importanti giunte targate Cdl del salernitano. Non c?è stato però niente da fare. La situazione è comunque molto elettrica e non si esclude che Sica possa mettere in atto un colpo di coda all?ultimo minuto, intervenendo sostanziosamente sulla composizione della sua squadra

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17 Ott 2006

Capaccio, va via anche Catarozzi. Sica solo al comando?

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ORESTE MOTTOLA
Va via anche il terzo vicesindaco di Capaccio. Da ieri Rosario Catarozzi, esponente di Forza Italia, ha depositato le sue dimissioni da numero due di Enzo Sica. Segue gli abbandoni di Italo Voza, che si dimise all?inizio di dicembre dell?anno scorso e di Mimmo Nese, dimissionato d?autorità in primavera. Catarozzi ufficialmente se ne va da solo ma Alleanza Nazionale ha alzato le barricate contro di lui, con i manifesti sui muri e decise prese di posizione in consiglio comunale. Al fianco di Rosario Catarozzi è schierato il deputato Gaetano Fasolino che non ci sta a sacrificare il suo coordinatore di collegio e che ha chiesto a Sica di ?congelare? ogni decisione. Ma gran parte dei consiglieri comunali di maggioranza di Forza Italia ha condiviso la presa di posizione di An e quindi per Catarozzi non ci sono stati più margini di manovra. Il volitivo Catarozzi è accusato di aver avuto eccesso di decisionismo individuale su alcune vicende quali la redazione del regolamento per gli stabilimenti balneari e di aver debordato dalle sue competenze per aver instaurato rapporti con i redattori del Puc, il piano urbanistico comunale. Luciano Farro e Luigi Barlotti, i consiglieri di An, si sono spinti oltre riferendo di uno sfogo di Gaetano Fasolino che in una riunione di maggioranza riferì dei contatti di Catarozzi con Villani per ?traghettare? pezzi importanti della maggioranza verso la Margherita. Catarozzi ha poi smentito ma la reazione di Fasolino: ?O dice la verità, oppure devo pensare che dall?altra parte non li hanno voluti?, ha agito come fattore di delegittimazione.
Fallita la trattativa per una giunta istituzionale che doveva coinvolgere i consiglieri di opposizione come Desimone, Ricci, Paolino e Quaglia, per il deciso stop impresso da Gaetano Fasolino ora Sica conta sulla ritrovata intesa con Angela Mucciolo che porta ad 11 i voti in consiglio. In una situazione d?attesa è Giuseppe Bruno, mentre Rosario Francia è ormai lontano dalla maggioranza.
Di fronte ad una maggioranza divisa c?è un?opposizione dove non c?è unità d?intenti. Paolino, Desimone, Ricci e Quaglia provano a formare ?un tavolo dei volenterosi? che faccia da cuscinetto rispetto ad un?autosufficienza della maggioranza sempre più inesistente.
E proprio in quest?area si accendono i fari per individuare chi sarà il successore di Rosario Catarozzi. Si fa sempre più insistente l?ipotesi Donato De Rosa, esponente dell?Udeur e co-presidente della comunità montana del Calore Salernitana, con poltrona sub ? iudice a metà con Mario Miano. L?altra ipotesi è tutta interna all?attuale giunta Sica, con la promozione di Sergio Butrico, attuale assessore ai lavori pubblici.
Mentre va avanti il tourbillon dei nomi la giunta ha riaperto il sito di Cannito, per lo stoccaggio provvisorio dei rifiuti. L?opposizione, memore delle battaglie del 2001, chiama alla mobilitazione e definisce ?scellerata? l?iniziativa.

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20 Lug 2006

20 LUGLIO. Sica su Legambiente e situazione rifiuti

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Enzo Sica, sindaco di Capaccio, interviene su due questioni ?aperte?
VICENDA OASI DI LEGAMBIENTE

?Il comune è stato sempre vicino, e continuerà ad esserlo, all?associazione ambientalista, per tutte quelle attività che attengono alla valorizzazione, tutela, e recupero del territorio. Sono in corso programmi, in partenariato, per la diffusione dell?endemia floricola del giglio mare e d?altra vegetazione di tipo psammofilo. Tuttavia dagli uffici comunali non risultano mai essere state autorizzate attività di tipo specificamente commerciale fini a se stesse eventualmente portate avanti nella zona di Torre di Mare in affidamento all?associazione. Quello di Legambiente non può definirsi, pertanto, come un?attività balneare come ce ne stanno a decine sul nostro litorale. Prendo atto che i responsabili locali dell?associazione sostengano che si trattava solo di prestazioni interne agli associati al fine di recuperare le spese di gestione e per far fronte al pagamento del canone ricognitorio. Ci sarà quindi il tempo ed il modo di chiarire l?esatta natura della questione. Ribadisco però che tutte le attività naturalistiche in corso nell?Oasi Dunale di Torre di Mare devono proseguire secondo i programmi e le direttive concordate?.

?ALTRE 48 ORE E SARA? RISCHIO EPIDEMIA?, Appello a Bassolino per la questione rifiuti
?Ci sono 11 nostri camion con 150 quintali di rifiuti pieni che non sappiamo dove andare a scaricare. Paestum è oggi piena d?immondizia che non sappiamo più dove raccogliere. Nel fine settimana la situazione è destinata a degenerare?. Questa mattina Sica, insieme con il sindaco di Castellabate, e con il mandato dei colleghi di Eboli ed Agropoli, sono andati in Prefettura a rappresentare la gravissima situazione della prima parte delle località balneari a sud di Salerno. ?Il mio appello è al cuore dell?uomo di governo Bassolino ? dice Sica ? mettendo da parte ogni questione d?appartenenza politica. Ogni attività di promozione turistica intrapresa è vanificata dai cumuli di rifiuti che siamo costretti a vedere crescere ai lati delle strade. La Regione trovi i modi per scongiurare una situazione che già oggi è al limite dal punto di vista della compatibilità igienico ? sanitaria e andrà fuori controllo già fra qualche giorno quando non potremo più mettere altro nei nostri camion?. Il primo cittadino di Capaccio ritiene che già oggi siano gravissimi gli effetti sull?economia turistica locale. Oggi a Paestum siamo nel periodo del ?tutto esaurito? per alberghi, camping e case in affitto.?Se ne vanno i turisti singoli, esteri o del nord Italia, che ritengono intollerabile passeggiare con le mascherine per le nostre strade e spiagge. Ripeto, che devo fare a fine settimana ? sostiene Sica – quando non potrò più stoccare nei camion i rifiuti? Noi sappiamo che adesso fanno scaricare i camion di Napoli, Bassolino intervenga subito affinché il disagio sia spalmato con più giustizia e si guardi con occhio di riguardo alle località turistiche dove la Regione Campania, usando i fondi europei, spende ingenti risorse per attività d promozione che sono vanificate da questa ormai endemica incapacità di gestire l?emergenza rifiuti?.

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20 Giu 2006

Capaccio. Sica si è dimesso, azzerata la giunta.

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Lasciano gli assessori ed il sindaco.?L?azzeramento totale degli incarichi? era stato richiesto da tre consiglieri di Forza Italia: Angela Mucciolo, Giuseppe Bruno e Rosario Francia, che avevano polemicamente abbandonato il consiglio comunale di lunedì sera e, seguiti dagli otto consiglieri comunali dell?opposizione, avevano determinato la mancanza del numero legale. ?Domani mattina vedrò cosa fare. Verificherò se ci sono le condizioni per poter ripartire e, soprattutto, su quali programmi ed obiettivi?, commenta il sindaco, Enzo Sica, alla chiusura del consiglio comunale. ?Trattativa sì, ma solo in presenza di atti scritti e protocollati del sindaco che sanciscano l?azzeramento degli incarichi interni ed esterni?, aveva polemicamente ribadito Angela Mucciolo, già capogruppo consiliare di Forza Italia. E così è stato. Il ?casus belli? è rappresentato dalla recente nomina di Rosario Catarozzi a vicesindaco e responsabile dell?urbanistica, gli incarichi detenuti da Mimmo Nese, già numero due di Sica, e ?dimissionato? dal primo cittadino. Catarozzi non è consigliere comunale e ciò ha scatenato le furie di alcuni componenti della maggioranza del parlamentino della città dei templi. Divisa la maggioranza, anche l?opposizione non parla la stessa lingua. Di ?amministrazione istituzionale e a termine? sono disposti a parlare, ?alla luce del sole, in consiglio comunale?, gli ex sindaci Pietro Desimone e Paolo Paolino, ?dimissioni subito? invece chiede Lorenzo Tarallo, esponente della Margherita.

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15 Mag 2006

CAPACCIO. NESE ATTACCA ALL’ARMA BIANCA SICA

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Una risposta c?è… e come se c?è!
L’ex visesindaco di Capaccio chiarisce la sua posizione politica

Avrei preferito restare in silenzio, ma visto che da più parti mi si chiede di fare chiarezza, ho deciso di intervenire in segno di rispetto di quanti hanno sostenuto questa amministrazione e degli elettori tutti.
Ritengo che il sindaco Sica, prima con il suo fare da saltimbanco della politica e poi speculando artatamente su qualche episodio, ha carpito la buona fede dei cittadini ed ora con il suo comportamento ondivago sta mortificando tutto il popolo capaccese, ma soprattutto i mille e più voti di Mimmo Nese, Italo Voza e Gerardo D?Angelo.
Il sindaco con la revoca a Mimmo Nese da assessore ai LL.PP. ha affermato di nuovo la sua prevaricazione rispetto a tutta la coalizione di maggioranza e soprattutto dei consiglieri di Forza Italia minando alle basi un partito fatto grande con l?impegno di pochi.
Infatti, dopo aver sostenuto ?questo sindaco? con tutto il partito con lealtà ed impegno, dopo essermi prodigato per la buona riuscita dell?attività politico-amministrativa, dopo aver cercato di farlo riflettere sui reali problemi del paese, sull?isolamento totale in cui vive quest?amministrazione e sulla incapacità di ascolto, sono costretto, mio malgrado, ad allentare la presa per non essere travolto da infausti eventi, per non continuare a fare brutte figure con i dipendenti comunali e coi cittadini e non essere complice della distruzione del partito a cui sono fiero di appartenere.
Ho dovuto, così, dare ragione a quamti già da tempo affermavano di questo sindaco il camaleontismo e pressapochismo umano e politico, l?incoerenza, l?indecisionite acuta, l?incapacità a gestire risorse umane ed amministrative, la mancanza di fiducia ? stima rispetto degli altri, la megalomania, l?onnipotenza, le menzogne e l?individualismo.
Uno scontro tra pragmatismo e vivace fantasia. Questa è la realtà. La risposta: la mia revoca delle deleghe, dopo aver ridimensionato già da tempo il mio assessorato dando deleghe a tutti e privandomi di tutte le competenze.
Un?esortazione: liberiamo presto la città dall?immobilismo e dalla mistificazione.
Chi non concorda con me, aspetti pure ma non sono rose, per cui non fioriranno!.
Al massimo possono fiorire rose canine.
MIMMO NESE

Il sindaco Sica in un’ormai celebre vignetta di Giuseppe Guarracino

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10 Mag 2006

Capaccio. Sica rivoluziona la giunta. Catarozzi assessore

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Farà l?amministratore a tempo pieno. L?equitazione, la caccia e la buona cucina sono i suoi hobby

Il dopo Nese ha il volto di Rosario Catarozzi
Farà l?amministratore a tempo pieno. Caccia, equitazione e buona cucina sono i suoi hobby

Soluzione lampo della crisi al comune di Capaccio avviata dalla defenestrazione di Mimmo Nese, vicesindaco ed assessore ai lavori pubblici. L?accelerazione è arrivata dai gruppi consiliari di Forza Italia e degli Azzurri per Capaccio, che con la sola eccezione dell?ex capogruppo Angela Mucciolo, ha designato Rosario Catarozzi, coordinatore forzista nella Piana del Sele. Catarozzi si occuperà del demanio, delle Finanze e del personale. Fabio Scariati, già responsabile del bilancio, viene spostato al turismo ed alle politiche giovanili. Ai lavori pubblici, già retti da Nese, arriva Sergio Butrico che lascia la pubblica istruzione a Maurizio De Rosa. Pasquale Mazza, Giuseppe Mauro ed Alfonso Santomauro hanno conservato le deleghe che già avevano. La ?new entry? è quella di Rosario Catarozzi, dirigente della Simb, società di recupero crediti del gruppo Morgan Stanley. ?Appena ho avuto la proposta ho avuto una notte agitata?, confessa. A Sica ha dovuto promettere il ?tempo pieno? e quindi dovrà chiedere l?aspettativa dal lavoro. Laureato in giurisprudenza, è molto vicino al deputato Gaetano Fasolino, con un incarico di prestigio nella Fondazione Banco di Napoli, hobby da bon vivant: equitazione, ma della variante western alla Jhon Waine, l?esercizio della caccia e soprattuto la buona cucina. L?avvocato, ma non esercita, ama stupire i suoi amici con lauti pranzetti a base di capra cotta con la pasta a tubetti.
Catarozzi non è nuovo all?impegno politico. Agli inizi degli anni Novanta è alla guida del partito Socialista locale. Il suo arrivo nella giunta rischia di provocare una vera a propria rivoluzione dentro Forza Italia con il ridimensionamento del ruolo di Angela Mucciolo, nominalmente capogruppo consiliare ma da tempo in rotta proprio con Catarozzi. Fra i due c?è un episodio che pesa. Una riunione finì a parole grosse fra di loro. ?Ha usato arroganza e parole volgari?, raccontò poi la professoressa ai giornali. Amareggiata, rimise il mandato di capogruppo consiliare nelle mani del partito, dichiarandosi ?in una fase di riflessione? mai terminata.
Alla soluzione della crisi manca l?ultimo tassello, la nomina del vicesindaco. Si aspetta il ritorno da Roma di Gaetano Fasolino per concordare una nomina. Gli indizi portano tutti verso Rosario Catarozzi, ma se ne riparlerà nelle prossime settimane.

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27 Apr 2006

Capaccio, Sica allontana Nese

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“Il suo lavoro all’Asl non gli permette di avere quella disponibilità di tempo necessaria per portare avanti le attività dell’assessorato”. Il sindaco di Capaccio ha revocato le deleghe che aveva assegnato a Domenico Nese, suo vicesindaco, nonchè titolare dell’assessorato ai Lavori e Opere Pubbliche, Urbanistica, Servizi e Forniture. ?Incompatibilità sulla conduzione dell’assessorato ai Lavori e Opere Pubbliche, Urbanistica, Servizi e Forniture. Non c?è nessun altro motivo?, fa dire un Enzo Sica insolitamente muto al telefono, che comunica affidandosi a canali ufficiosi. ?La mia decisione non ha nessun legame con le vicende personali dell’assessore che spero si risolvano al più presto e bene”, aggiunge ancora il primo cittadino. L?ultimo riferimento è all?inchiesta ?Agricamorra?, avviata dalla Procura salernitana, che ha visto Nese, dirigente dell?Asl Sa3, indagato per degli episodi legati al rimborso regionale per gli allevatori di bufale trovate ammalate di brucellosi.
Prima di Nese, un altro vicesindaco, Italo Voza, anche lui eletto con Forza Italia, alla fine dell?anno scorso, aveva lasciato, lui però volontariamente, l?amministrazione Sica.
La giubilazione di Nese non arriva del tutto inattesa. Da tempo il sindaco aveva annunciato di voler procedere ad una verifica dell?operato dei singoli assessorati. A sorpresa, il primo atto è stato quello della rimozione dagli incarichi, per l?uomo di fiducia di Gaetano Fasolino, il potente deputato di Forza Italia, sotto la cui ala protettiva era nata l?amministrazione comunale di centrodestra della città dei templi.
Sica imputerebbe al suo secondo l?immobilismo sul riavvio delle procedure del varo del nuovo Puc riaffidato all?urbanista Francesco Forte e di una serie di altre iniziative che dovrebbero segnalare alla cittadinanza l?effettiva capacità operativa dell?amministrazione.
Nese è un politico di lungo corso. Ha iniziato l?attività politica nel Cilento, precisamente ad Orria, il suo paese di nascita, dove si è candidato ed è stato eletto al consiglio comunale già nel 1975. A Capaccio è diventato consigliere comunale, nelle file di Forza Italia, dal 1999. Dal 2001 al 2004 è stato assessore alla Comunità montana Calore-Salernitano. Per diversi anni è stato presidente della sezione di Forza Italia di Paestum e presidente dei Lions di Paestum.

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09 Gen 2006

CAPACCIO. L’ingegnere Granato scrive al sindaco Enzo Sica

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Già altre volte, di recente, ho espresso, al Sindaco di Capaccio, la mia stima e simpatia per la passione e l?impegno con cui egli assolve il gravosissimo compito di amministrare un Comune così vasto e complesso come quello di Capaccio. Ed è anche vero che i problemi che egli si trova ad affrontare, oltre che gravosi, sono problemi antichi che nessuna delle Amministrazioni che si sono succedute in questo paese, negli ultimi anni, ha saputo risolvere o almeno avviare a soluzione. Sono i problemi di sempre, dunque, che riguardano le infrastrutture e i servizi di base, come le strade di comunicazione interne ed esterne al Comune, i sottopassi urgenti, come ad esempio, quello, importantissimo, della ferrovia a Paestum, mai realizzati, la fornitura di acqua ancora oggi del tutto precaria nel Capoluogo, durante tutta la stagione estiva, il ritiro dei rifiuti solidi urbani del tutto inadeguato agli standard di un Comune come quello nostro, a forte vocazione turistica, gli edifici scolastici ancora da realizzare dopo anni ed anni di attese, il recupero del centro storico, ancora tutto da affrontare, ecc. ecc.
Noi capaccesi siamo più adusi alle critiche che all?elogio, e spesso propensi anche a critiche infondate e premature: così da cittadino che vive, ormai prevalentemente in questo paese, ho potuto notare che gli stessi elettori che consegnarono nella primavera del 2003 un successo brillantissimo al dottore Vincenzo Sica, hanno già da tempo cominciato a criticarlo anche aspramente.
Ora io credo che il Sindaco stesso sia il primo a rendersi conto che quest?anno, appena iniziato, sarà un anno cruciale, per la sua Amministrazione, anche perché è in agenda, proprio nei prossimi mesi, l?approvazione delle modifiche al Piano Regolatore Generale, di cui la massima importanza non può certo sfuggire a nessuno.
E purtroppo, proprio recentemente, il dott. Italo Voza, che rappresentava il più autorevole e prestigioso collaboratore del Sindaco, sia per il ruolo che rivestiva nella compagine Amministrativa, sia per le sue indiscusse e riconosciute capacità personali, ha dovuto dimettersi per motivi di salute.
Noi, nell?augurargli di superare presto, felicemente, questo momento critico, non sappiamo, peraltro, se ci siano stati anche altri motivi a spingere il dott. Voza ad una decisione così importante, come pure qualcuno ha ipotizzato. Se così fosse, io riterrei, da un lato, di dovergli tributare un grande encomio per la sobrietà e la grande dignità del suo comportamento, e dall?altro lato, vorrei però sollecitare il dottore Sica ad una soluzione tempestiva e coraggiosa della situazione venutasi a creare con queste dimissioni. Non mancano, nel nostro Comune, personalità di grande spessore culturale ed umano, che potrebbero, se opportunamente sollecitate ridare nuovo slancio e prestigio alla nostra Amministrazione, senza alterarne la connotazione politica, proprio perché non impegnate direttamente nell?agone elettorale: penso al prof. Mario Mello, ad esempio; penso al Maestro Bruno Bamabacaro, o al prof. Sergio Vecchio; penso anche, perché no, al dott. Domenico Tanza, che, in virtù della sua cultura, e della sua competenza specifica, potrebbe essere un ottimo assessore al turismo, spettacolo e sport.
Io, e con me, ne sono certo, tutti coloro che hanno un forte legame affettivo con questo paese, ci attendiamo proprio una scelta coraggiosa e innovativa di questo genere.
Coraggio, Sindaco, e buon anno!

Antonio Granato

Capaccio 7 gennaio 2006

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