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13 Apr 2007

CAPACCIO. Sinistra inquieta: scontri dialettici fra Di Lascio, De Rosa e Gnazzo

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A destra tutto è stabilito e così Troncone e Farro marciano sì divisi ma con l?intesa di non farsi male visto che il nemico è a sinistra. Alessandra Mussolini sarà qui sabato mattina per incontrare gli elettori e dare la sua benedizione proprio a Farro, ex di An che Cirielli ha messo ai margini del partito. Le tre coalizioni della sinistra sono invece più inquiete. L?accordo fra De Rosa e Luigi Di Lascio sembrava cosa fatta quando è arrivata la decisione del medico di optare per la corsa da solo. ?Ad Antonio De Rosa Di Lascio ha offerto le più ampie garanzie programmatiche e di composizione dell?eventuale giunta. Io ? amico di entrambi – ne sono testimone. Non comprendo cosa abbia poi determinato la decisione di Tonino De Rosa per un percorso autonomo. Sapevano che non poteva chiedere a Di Lascio di rinunciare a correre da sindaco? ?, questa di Pietro De Rosa, di professione manager nella grande distribuzione, è l?unica reazione che esce dalle fila di Luigi Di Lascio sulla vicenda. La consegna è quella di tenere la bocca chiusa. ?Parlo su tutto, anche sulla falsa meteorite che dicono sia caduta qui a Capaccio, ma su cosa stia in testa ad Antonio De Rosa ed ai suoi mi esprimerò solo ad elezioni comunali concluse?, dice Di Lascio mentre è impegnato nella riunione di ?Non me ne sto in disparte?, la sua lista tutta al femminile. Al professore universitario brucia più la controversa posizione politica di Mauro Gnazzo, oggi segretario provinciale del Pdci, che con Di Lascio mosse i primi passi in politica alla fine degli anni Settanta, proprio a Capaccio: ?A Salerno auspica la riunificazione della sinistra più autentica in un unico soggetto politico, mentre nel suo paese natale, non trova di meglio che mettere tre suoi candidati in una colizione di sole liste civiche?. Di Lascio incassa il sostegno di Rifondazione, i Verdi, la lista delle donne , i ds della mozione Mussi della civica di ?Città Futura?.

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11 Apr 2007

Capaccio, ecco De Rosa un altro candidato a sindaco

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by Oreste Mottola
“Ho già con me trenta magnifici nomi, uno più competitivo dell’altro, pronti ad affiancarmi nella battaglia per rendere finalmente moderna Capaccio ? Paestum. Tanti altri aspettano soltanto di sapere che c’è un capitano al timone”. Dopo tante incertezze ecco l’annuncio pubblico dello scioglimento delle riserve da parte del medico Antonio De Rosa, già consigliere comunale repubblicano, giornalista pubblicista, già direttore di “Menabò”, il quindicinale che segnò la storia dell’informazione locale capaccese dal 1987 al 1998. De Rosa capeggerà l’area moderata del centrosinistra locale, quella che fa capo all’Udeur, all’Italia dei Valori e agli ex assessori di Pasquale Marino che lo abbandonarono durante l’ultimo anno della sua amministrazione. Marino tiene la memoria lunga e non vuol consentire più a Nicola Ragni, Antonio Orlotti e Gerardo Rega di esercitare potere di condizionamento sulla sua coalizione. Lo stesso discorso vale per l’agricoltore ? vivaista Pasquale Quaglia, leader locale dell’Udeur e presidente del consorzio di bonifica di Paestum: ha troppo potere vista l’ingente quantità di lavori pubblici che gestisce. Doveva essere proprio la lista dell’Ulivo, che si andava ad affiancare a Marino, il contenitore di queste personalità. Marino fa muro e oppone veti ad personam. “Da Salerno possono ancora fermare la frammentazione della sinistra. Dovevano chiedere ? dice De Rosa – a Marino di togliere i suoi niet. Lo stesso poteva fare e non ha fatto il mio amico Gigino Di Lascio. Se ognuno pensa di fare la sua prova di forza, eccoci qui anche noi. Su Di Lascio siamo però pronti pubblicamente a convergere al secondo turno e lo stesso ci aspettiamo da lui con noi”. Su De Rosa aveva fatto delle avancès anche Fasolino, così come Cirielli, tramontata l’ipotesi della ricandidatura di Sica aveva sondato anche il giornalista Nicola Nigro. Allora De Rosa si era affrettato a smentire: “La mia storia politica è nota, sono stato un militante della sinistra repubblicana, sono di centrosinistra”. Antonio De Rosa, uomo conteso fra i vari schieramenti, è fra i più stimati medici di famiglia di Capaccio e guida l’associazione medica “Prometeo”. Fin dai primi anni Settanta ha animato diversi circoli culturali ed attualmente è particolarmente impegnato nella frontiera dell’assistenza sanitaria agli extracomunitari . Tonino De Rosa, così come lo chiamano i suoi tanti amici, per rispondere alla chiamata della politica ha il cruccio di dover abbandonare l’idea, ripetutatamente accarezzata negli ultimi tempi, di un ritorno al giornalismo attivo. Per un medico che guadagna il centro della scena un altro, Enzo Sica, si colloca volontariamente ai margini della campagna elettorale: “Mi è stato fatto pagare caro il prezzo del rifiuto a chi voleva usare il potere per gli affari personali: ne sono fiero”, ha scritto in calce ad un manifesto significativamente intitolato: “Il paese che consegno al mio successore”.

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02 Apr 2007

CAPACCIO. Per costruire il futuro bisogna essere presenti di Pietro De Rosa

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Il futuro del passato è nel futuro ,il futuro del presente è nel passato e il futuro del futuro è nel presente, scriveva J. Mehtalle. Ciò è vero, sempre!
Ciò è vero a Capaccio-Paestum, nell? imminenza del rinnovo del Consiglio Comunale.
Dopo lo scioglimento, avvenuto agli inizi di febbraio, nei due mesi successivi c?è stata la corsa a destra e a manca per accasarsi da qualche parte per ottenere, forse, un posto in Consiglio Comunale. A guidare gli schieramenti da una parte o dall?altra, in prima persona o sotto l?egida, ritroviamo gli stessi personaggi che hanno gestito nel passato producendo l?attuale presente.
Possono gli stessi fare cose diverse, in avvenire?
Possono ancora una volta chiedere il consenso ai cittadini solo trincerandosi dietro ad una sommatoria di sigle vuote o a contenitori di futuribili partiti, cosiddetti nuovi ma che sanno di vecchio e stantio?
Possono immaginare di progettare, elaborare, scommettere, loro che hanno il futuro dietro le spalle?
Per impedire di rimanere in un eterno presente, che guardi al passato, bisogna utilizzare il tempo che rimane, alla presentazione delle liste, per costruire un?alternativa valida che guardi al futuro.
Abbandonando egoismi, antagonismi, divisioni, schemi ideologici, il messaggio che deve condurre alla partecipazione e all?impegno è: Per costruire il futuro bisogna essere presenti, aggiungo, con Gigino Di Lascio, che auspica la ?rinascenza?, tramite un programma innovativo, orientato allo sviluppo del territorio e al benessere collettivo.
Non si può scegliere di andare dove, al momento, sembra che il vento soffia, auspicando una vittoria effimera, che sa di già visto.
Non si può assecondare chi ha altri obiettivi sul nostro territorio.
Non si possono regalare altri anni alla storia di Capaccio-Paestum.
Il futuro ci attende se siamo in grado di interpretare il presente. E il presente ci deve vedere impegnati a concorrere per un progetto alternativo e vincente.

Pietro De Rosa
demop@inwind.it

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11 Ago 2006

COMUNITA’ MONTANA.Passaro non vuole sentire parlare di sfiducia a Donato De Rosa

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COMUNITA’ MONTANA CALORE SALERNITANO

“Il documentro pro Mario Miano presidente è irricevibile”. Ernesto
Passaro, presidente del consiglio comunitario scatena la bagarre.
Mario Miano, designato alla presidenza da 33 consiglieri dell’Ente sui
56 assegnati va dai Carabinieri ed in Prefettura.

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28 Giu 2006

Donato De Rosa risponde a Iuliano: "Non ti agitare!".

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IL CONSIGLIERE AVV. GABRIELE IULIANO E? ?SERENO? MA NON TROPPO?!!!

Egregio Direttore,
il Consigliere della Comunità Montana Calore Salernitano Iuliano Gabriele, nell?ultimo numero (24) del Suo Giornale, si è ?sperticato? nel tentativo di impastire una motivazione giuridica che gli consentisse di affermare (per la sua gioia?finalmente!!) che io non sarei più Presidente della Comunità Montana.

Orbene, a parte ogni diversa considerazione sugli argomenti prospettati- a farsi eventualmente nelle sedi opportune- ritengo doveroso anche per il sacro rispetto del ?Territorio? formulare tre brevissime riflessioni:
1) l?art. 27 del TUEL 267/2000 che il collega Iuliano ha menzionato (ma che non ha letto bene probabilmente) recita testualmente: ?La Comunità Montana ha un Organo rappresentativo ed un Organo esecutivo composti da Sindaci, Assessori o Consiglieri dei Comuni partecipanti?.i Rappresentanti dei Comuni della Comunità Montana sono eletti dai Consigli dei Comuni partecipanti?.?, dove è scritto allora che per essere Presidente della Comunità Montana occorra necessariamente essere membro dell?Assemblea dei rappresentanti e cioè del Consiglio Generale dell?Ente Montano?!?! E? del tutto evidente invece, come la legge abbia distinto tra Organo rappresentativo alla cui elezione concorrono i Comuni partecipanti alla C.M. ed Organo esecutivo (Presidente e Giunta), eletto, quest?ultimo, esclusivamente dal primo e cioè dal C.G. senza che i singoli Consigli Comunali possano interferire.
Ne discende come l?unico status che il legislatore ha voluto sancire per il Presidente e gli Assessori della C.M. è quello di essere Sindaci, Assessori o Consiglieri di uno dei Comuni partecipanti. Basta sul punto, leggere nella loro corretta formulazione la disposizione legislativa, senza ricorrere a funamboliche interpretazioni ivi comprese quelle statutarie, peraltro di rango inferiore alla norma dello Stato.

2) il collega Iuliano dimentica che in virtù dell?istituto della ?prorogatio? (istituto di carattere generale se non diversamente disposto) il Presidente, semmai vi fosse decadenza (ma non vi è!) rimane comunque in carica sino ad una nuova elezione. La decadenza sostenuta da Iuliano è frutto di una interpretazione, peraltro abbastanza fantasiosa, delle norme statutarie, mentre è noto che l?istituto invocato, deve trovare espressa menzione sanzionatoria nelle previsioni di legge e di Statuto.
L?art. 26 dello Statuto vigente, richiamato dall?avv. Iuliano, disciplina le sole dimissioni del Presidente, ma tace sulle ipotesi di decadenza dello stesso, che pertanto diventano espressione di una libera interpretazione, che allo stato, rappresenta solo un contributo all?approfondimento giuridico del problema.
Intanto è da escludere la decadenza della Giunta in virtù di una coordinata lettura degli artt. 26 e 28 dello Statuto.
Dove ha trovato scritto dunque, nella legge e nello Statuto il collega Iuliano cose diverse in proposito?!?!
3) Sul piano politico (quella politica, dalla quale non rifuggo mai, che deve essere sempre sovrana a condizione che venga esercitata con democrazia, correttezza, lealtà e senso delle istituzioni che devono essere ad essa anteposte e laddove la partita è sempre aperta ) vorrei solo ricordare che l?Assemblea della Comunità Montana (il Comune di Roccadaspide esprime solo 5 Consiglieri dei 56 che la compongono) nel novembre 2004 mi confermò nell?incarico con ben 40 voti su 41 presenti, pur bastandone solo 29, né quel risultato rimane inficiato o sfregiato dalla recente vicenda elettorale di Roccadaspide della quale pure potremo discutere nelle sedi politiche, essendovi molteplici comprensibilità circa il risultato che, se contestualizzato, come deve essere ad un sereno esame, appare certamente dignitoso.
Al Consigliere Iuliano intanto intendo far notare che tanta conclamata serenità nel suo intervento non vedo, soprattutto in relazione ai toni ed alle espressioni usate, quanto piuttosto un malcelato livore che francamente trovo inopportuno e gratuito.
Le decadenze, invero, non vanno, a mio parere, denunciate e gridate (?con schiamazzo?) con frasi intimidatorie e talvolta ingiuriose o con atti di terrorismo politico, (in qualche paese del comprensorio mi risulta che siano state addirittura affisse sulle vetrine cittadine a cura ?incredibile dictu- dall?Amministrazione Comunale fotocopia dell?atto di diffida recapitato a Sindaci e Consiglieri), ma proposte nei modi legge e, se fondate, ?comminate? dai competenti Organi Amministrativi e/o Giurisdizionali; egli ritengo debba conoscere le strade giuste!!!
Per questa Comunità Montana in tanti abbiamo lavorato alacremente da circa dieci anni per rimetterla in piedi e farla camminare tentando di ridarle dignità istituzionale e ruolo politico, risanandola da un debito spaventoso, e non sarò certo io a sottrarle una millesima parte di quanto le è stato onorevolmente restituito nell?interesse delle popolazioni amministrate, ed è per questo che non accetterò alcuna provocazione né interverrò ulteriormente sul tema, ma attenderò serenamente il giudizio dell?Organo Giurisdizionale che mi consentirà di rientrare nel C.G., dal quale ad oggi non sono ancora fuori, rinviando a quell?esito ogni mia decisione che assumerò lasciandomi guidare dal senso di responsabilità verso le persone, le Istituzioni e la Politica.
Signor Direttore, La ringrazio per l?ospitalità che vorrà riservarmi.

Donato De Rosa
Presidente Comunità Montana Calore
Salernitano

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21 Giu 2006

Perchè Donato De Rosa deve lasciare la presidenza della comunità montana Calore

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Gentile Direttore,

mi consentirete alcune riflessioni sulla vicenda che riguarda Donato De Rosa, (ex)Presidente della CMCS.
Credo che l?(ex)Presidente De Rosa, forse in preda ad uno stato di confusione mentale derivante dal nefasto risultato elettorale conseguito, stia dando luogo ad uno spettacolo indecoroso, sostenendo tesi ed argomenti a dir poco insostenibili.
Su ormai più giornali, tra cui anche Il Vs., egli ha affermato che la sua posizione in seno alla CMCS sia ?legale? (SIC!).
Sul numero 22 del Vs. giornale del 16.06 u.s., addirittura è arrivato a sostenere che per poter far parte dell?esecutivo in CMCS è necessario essere consigliere comunale (SIC!), e che ?..diverso è il diritto a sedere in assemblea?.(SIC!)
Ebbene credo che egli stia vaneggiando completamente.
Al riguardo vorrei ricordargli, perché è il caso che qualcuno lo faccia, che per l?art. art. 26, comma 3, dello Statuto in vigore presso la CMCS, la Giunta Esecutiva è composta ??.dal Presidente e da un numero di assessori pari a 10, scelti tra consiglieri comunitari
Di talché quanto egli afferma costituisce un assurdo logico, prima che giuridico.
Mi consentirete, però, prima di ogni considerazione per così dire giuridica, una piccolissima, ma non secondaria, riflessione di carattere politico.
Io credo che l?atteggiamento assunto dal consigliere comunale di minoranza Donato De Rosa in seno alla CMCS sia un atto di vera e propria arroganza politica.
Egli ha dimostrato con tale comportamento tutta la sua insensibilità politica e democratica, e vorrei dirgli, serenamente, che quando si perde nel modo in cui egli ha perso, con una differenza di oltre 4.600 voti su 5.200; quando cioè l?elettorato boccia così fermamente e senza termini un candidato, come lui è stato bocciato, bisognerebbe avere l?onestà e la dignità di mettersi in discussione, rassegnando immediatamente le dimissioni da tutti gli organismi in cui, in virtù di precedente mandato, si era stati chiamati a ricoprire cariche.
Ed invece egli ciò non ha fatto, impegnandosi così strenuamente a ?resistere?, come egli ha affermato, sebbene non si capisca a cosa e a chi dovrebbe resistere, e soprattutto perché. Un don Chisciotte contro i mulini al vento. Ma tant?è!
Venendo poi al piano giuridico, ritengo, come detto, che ciò che afferma, in maniera per vero molto generica e vaga il consigliere De Rosa, e cioè che egli sia legittimato perchè consigliere comunale, sia qualcosa di giuridicamente indicibile, soprattutto da parte di uno che il diritto, invece, dovrebbe conoscerlo giacché avvocato.
Lo status di consigliere comunitario si acquisisce in virtù di una atto amministrativo e giuridico ben preciso, costituito dall?atto di delegazione in seno all?organismo comunitario da parte del proprio comune di appartenenza, membro della comunità montana.
In mancanza di tale atto presupposto e condizione, che Donato De Rosa ovviamente non possiede in quanto non è stato delegato dal comune di Roccadaspide, non si ha alcuna legittimazione a far parte del consiglio generale della C.M.C.S..
Nel caso di specie, poi, l?infondatezza di quanto egli afferma è resa ancor più evidente dalla semplice lettura delle disposizioni di legge e statutarie che, inequivocabilmente, sanciscono l?esatto contrario di quanto egli sostiene, e che integralmente riporto.
L?art. 9 dello Statuto vigente in merito alla composizione del consiglio generale stabilisce espressamente che: ?Il Consiglio generale della Comunità Montana è composto da rappresentanti dei Comuni membri eletti con le modalità e nel numero previsto dalla legge?, numero che: ?? resta immutato in n. 56?, aggiungendo, al comma 4, che: ??i delegati dei comuni restano incarica sino alla scadenza del loro mandato e comunque fino alla surroga?.
L?art. 12 sempre dello statuto dice che ?la surroga da parte del Consiglio generale avviene non appena il Comune di appartenenza provvederà a comunicare l?elezione del nuovo delegato?.
L?art. art. 26, comma 3, statuisce, come detto, che la Giunta Esecutiva è composta ??.dal Presidente e da un numero di assessori pari a 10, scelti tra consiglieri comunitari?. Sempre lo stesso art. 26, al comma 4), stabilisce categoricamente, che: ? in caso di dimissioni (o decadenza) del presidente, decade l?intera giunta esecutiva, che resta in carica fino alla nomina della successiva?.
L?art. 29 del ?Regolamento per la disciplina dell?organizzazione, il funzionamento e l?esercizio delle attribuzioni del consiglio generale?, statuisce che il sostituto nominato ??entra nell?esercizio delle funzioni ed acquista i diritti e le prerogative inerenti la carica all?atto della esecutività della deliberazione di nomina?.
Come emerge chiaramente, senza per questo dover essere necessariamente giuristi o cultori del diritto, dalla semplice lettura e combinato disposto delle norme richiamate, il consigliere Donato De Rosa, oggi, presso la Comunità Montana Calore Salernitano è il signor nessuno, essendo egli decaduto dalla qualità di consigliere comunitario e quindi, consequenzialmente, da quella di presidente, che per poter rivestire presuppone appunto quella di consigliere comunitario, dal momento che è intervenuta, da parte del comune di Roccadaspide, la sostituzione dei precedenti consiglieri con altri, tra cui non è stato indicato Donato De Rosa.
E per questo motivo che ho provveduto, quale membro del Consiglio Generale della CMCS, a notificare al De Rosa, unitamente ai membri della G.E., un atto di diffida, che sarà inviato in copia e per conoscenza anche al Prefetto di Salerno per l?adozione dei provvedimenti di competenza, con cui appunto è stato diffidato a non assumere più alcun atto presso la CMCS, attesa la sua totale carenza di poteri e di legittimazione, atti che se assunti saranno qualificati come contra legem e in assenza di poteri, con conseguente evidente consequenziale responsabilità penale per abuso d?ufficio.
Tanto dovevo per amore di giustizia.
Con osservanza
Roccadaspide, lì 21/06/2006
Gabriele Iuliano
Consigliere della CMCS

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06 Feb 2006

Maurizio De Rosa nominato assessore a Capaccio

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Maurizio De Rosa nominato assessore con delega allo
Sport, Agricoltura e Viabilità
La carica di vicesindaco va all?assessore ai Lavori pubblici Domenico Nese
In consiglio entrano Fiorenzo Grompone e Maria Vicidomini

A circa un mese dalle dimissioni dell?assessore e vicesindaco Italo Voza, il sindaco di Capaccio-Paestum, Vincenzo Sica, ha indicato il nome della persona che occuperà il posto rimasto vacante in giunta. Prima, infatti, si è atteso sperando che l?ex vicesindaco tornasse sulla sua decisione.
«I partiti, di cui ho rispetto, ?dichiara il sindaco Sica ? mi hanno indicato di continuare con il metodo dello scorrimento delle liste degli eletti. Non considero quello amministrativo come un mero incarico da assegnare, ma piuttosto come assunto di carico di lavoro e di responsabilità che vanno ad essere attribuite con l?assessorato. Ecco perché non riesco a sintonizzarmi con il dispiacere del caro amico Gerardo D?Angelo al quale avevo in mente di proporre un assessorato in cui da giovane imprenditore agricolo qual è, avrebbe potuto esprimersi nel migliore dei modi sulle problematiche del settore agricolo. Penso ad un settore che tocca quasi il 50 per cento dell?economia del nostro paese. Sono convinto che la calma porterà tutti a riflettere sulla necessità, invece, di operare in maniera obiettiva sulle problematiche dell?agricoltura». Il consigliere Gerardo D?Angelo, destinato ad entrare in giunta in sostituzione di Italo Voza, la scorsa settimana ha infatti deciso di dimettersi da consigliere e di non accettare l?assessorato che gli veniva offerto.
«Preso atto della sua indisponibilità, non c?è più tempo per temporeggiare. Le stesse deleghe sono state attribuite al consigliere Maurizio De Rosa (Agricoltura, Sport e Viabilità), mentre l?incarico di vicesindaco va all?assessore Domenico Nese. Terrò per me la delega al Turismo, forte dal lavoro già svolto dall?assessore Voza e della sua disponibilità, confermatami in più occasioni, a sostenere il nostro ruolo amministrativo. Già da oggi si spengono le inutili tensioni che nulla di positivo danno alla soluzione dei problemi del paese e mai un attimo in questi giorni abbiamo mollato rispetto ad una programmazione che sta già dando i suoi frutti».
In settimana l?ufficio Lavori pubblici provvederà ad occupare le aree destinate alla realizzazione dei parcheggi a Paestum. L?assessore provinciale ai Lavori pubblici Franco Alfieri, ha comunicato al primo cittadino di Capaccio che in settimana inizieranno i lavori per le aree di sosta in contrada Rettifilo, sono in corso i lavori per la realizzazione della rotatoria all?incrocio tra viale della Repubblica e via Procuzzi (nei pressi del mercato ortofrutticolo). Sono alla gara d?appalto i lavori per la rotatoria all?incrocio tra viale della Repubblica e via Gueglia, la sistemazione delle pompe di sollevamento a Varolato e per il servizio di raccolta differenziata, momento di svolta storica per i cittadini e per il turismo a Capaccio-Paestum.
«Sono soddisfatto della grande energia che viene dai gruppi politici a proseguire su questa strada e lo farò in onore del programma politico-amministrativo che la gente ha votato» conclude il sindaco.

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20 Set 2005

Aiutiamola a sbocciare, una fondazione per ricordare Rosa Gallo

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Una fondazione, un libro, ed una serata di gala a Verona. Sono le iniziative avviate per continuare il lungo e coraggioso cammino intrapreso da una ragazza di Altavilla Silentina, Rosa Gallo, morta prematuramente a 21 anni, dopo un trapianto multiorgano. La Fondazione ?Rosa GALLO? si propone di informare affinchè su una malattia rara la ?poliposi adenomatosi? ci sia l?informazione e la diagnosi precoce, il sostegno ai malati per tutta la vita, l?informazione ai medici, la ricerca scientifica e la terapia chirurgica. Di grande rilievo è il libro, edito dall?americana Springer, in 60 mila copie, dove contribuiranno tutti i maggiori specialisti mondiali della malattia. Il 20 e 21 aprile 2006, a Verona, ci sarà un congresso mondiale su Ipd e Paf con la presenza di 800 tra medici, infermieri e caposala ospedalieri. Durante il periodo natalizio è poi previsto un concerto al quale interverrà uno dei cori di Altavilla Silentina.

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17 Lug 2005

Santa Sofia. Il segreto della rosa di Albanella

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Il segreto della rosa di Albanella

ALBANELLA. Il segreto dell’eterna giovinezza e dell’avvenenza delle donne di Albanella, paese a 12 km dalla deviazione da Ponte Barizzo sulla Ss. 18, è nascosto quel lembo di cento ettari del bosco Camerine cresce rigogliosa la Rosa sempreverde, sempervirens per i botanici, di “Santa Sofia” dai locali. I petali di questa rosa vanno raccolti e fatti macerare nella notte che precede la notte di Santa Sofia, il 15 maggio, e con l’infuso ci si lava il viso il mattino seguente. Il risultato, assicura Antonietta Cerruti, giovane assessore al turismo, è garantito. La leggenda viene da lontano, da Costantinopoli, da dove Santa Sofia scappò, per fermarsi giusto ad Albanella. La rosa bianca, nasce da un ceppo spinoso e ritorto, ma è lo stesso da cui nacque Afrodite, nell’isola di Citera. La rosa quindi come simbolo della vita primitiva e rozza che si ingentilisce grazie alla bellezza, di cui Afrodite è la dea, e della sensualità che apporta sollievo alle difficoltà dell’esistenza. Ed anche ad Albanella quella negletta rosa selvatica, disprezzata perchè senza odore, diventa – anche col recupero di una mai abbandonata abitudine delle donne locali – una volta all’anno – una consuetudine ed un augurio. La svolta è arrivata nel 1995, quando il comune ha dichiarato riserva naturale l’intera zona affidandone la gestione al Wwf, l’associazione ambientalista. E’ Alberto Scorziello, guardia ed accompagnatore di turisti e scolaresche, ad averne la gestione quotidiana. E’ a lui (cell. 339 7007418) che occorre rivolgersi per visitare l’area. Sarà proprio a Bosco Camerine che, nel 2003, si terrà la festa annuale delle oasi italiane del Wwf. Nel frattempo i lavori, anche se siamo in un’oasi naturale, fervono. C’è da spostare, occultare e mimetizzare le reti dell’Enel e della Telecom che attraversano la macchia mediterranea. “Abbiamo stipulato un protocollo d’accordo – racconta Gaetano Ricco – che prevede interventi celeri per cancellare piloni e cavi appesi”. Intanto, tempo permettendo, si disegnano nuovi sentieri, si posizionano nuove tabellazioni con la cartellonistica d’indicazione e presto sarà una realtà anche il capanno per il centro – visite. L’intera zona, poi, è a metà strada dai siti turistici di Paestum e Castelcivita, e presenta anche altre straordinarie sorprese. Come un mulino ad acqua della famiglia Giardullo, funzionante, nonostante cinque secoli di vita documentati da un’iscrizione su di una vecchia porta di quercia, un vero e proprio museo dell’arte della molitura del grano. Ma torniamo dentro al bosco di Camerine. Emanuele Del Guacchio, giovane botanico salernitano, venne qui per redigere la sua tesi di laurea in scienze naturali. E’ stato lui a catalogare le 400 varietà di piante e fiori che vi crescono: dalla salsapariglia o stracciabraghe, dal tamo alla rosa di S. Giovanni. “Con l’oasi abbiamo consolidato il rapporto delle vecchie generazioni con la terra – racconta il sindaco Renato Josca – ed aiutato i giovani dei dintorni a capire e ad amare la natura”. E’ la grande lezione di Franco De Rosa, maestro elementare di tante generazioni, che della memoria della civiltà contadina ha fatto la sua personale religione. Ma le meraviglie di bosco Camerine sembrano non finire mai. E’ anche il limite meridionale fin dove attecchisce il garofano giallo o ferrugineus. Il fiore è riconoscibile per i fiori riuniti a mazzetto e, soprattutto, per quei petali vellutati, gli unici, tra i garofani selvatici italiani, ad essere giallastri. E i garofani gialli, nel linguaggio dei fiori, rappresentano la passione, lo sdegno e la gelosia. Tutte cose che ben s’accordano con l’amore, proprio nella terra dove le donne si mantengono sempre giovani e belle grazie ai petali della rosa di Santa Sofia. [Oreste Mottola]
oreste@unicosettimanale.it

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06 Lug 2005

Altavilla ricorda Eraldo De Rosa con un concerto bandistico

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Ospito volentieri questa intervista a Angelo Bavoso realizzata da Francesco Tesauro

Da sempre Altavilla ha una tradizione musicale che pochi paesi possono vantare ; una tradizione che negli ultimi anni ha raggiunto un grado di ?cultura musicale? eccellente grazie all?opera svolta dalle due Associazioni Musicali presenti sul territorio: ?Amici della Musica? e ? Accademia Vincenzo Bellini?.
Superato un primo momento di rivalità le due associazioni hanno instaurato momenti di cooperazione; i frutti di tale collaborazione hanno portato in primo luogo alla nascita della Scuola Civica Musicale intitolata a Piero Chiara, che nel suo romanzo ?Il Balordo? ha dato ampio spazio alle vicende musicali di Altavilla Silentina ; tale attività viene finanziata dall? Amministrazione Comunale.
Proprio pensando alla tradizione musicale, e agli anni passati a suonare in lungo e in largo nel nostro Cilento, i due Presidenti delle associazioni musicali, Angelo Bavoso per ?Amici della Musica? e Carmine Peduto per l?Accademia ?Vincenzo Bellini?, hanno organizzato il ?I° Raduno dei musicanti altevillesi?.
Intervistiamo ora uno dei promotori dell? iniziativa, Angelo Bavoso:

Com?è nata questa interessante iniziativa ?
Partendo dal presupposto che la tradizione bandistica altavillese non abbia bisogno di pubblicità essendo nota a tutti, l?idea nasce discutendo con amici (musicanti) davanti ad un caffè,tra cui Carmine Peduto, Enzo Tangredi e Marco Mordente; si ricordavano aneddoti che ci portavano alla vita passata nella banda e scherzando nacque l?idea di riunire ancora una volta tutti i musicanti senza distinzione di età in una serata per poter suonare ancora tutti insieme e riproporre quelli che sobno stati dei momenti che ci hanno accompagnati dall?infanzia alla maturità non solo musicale.


Sembrerebbe che i giovani altavillesi abbiano nel loro DNA una propensione per la musica?

Sicuramente! Ne abbiamo avuto la conferma attraverso la grossa partecipazione di ragazzi di età compresa tra gli otto e i tredici anni ai corsi musicali della Scuola Civica da cui è nata la banda cosiddetta ?dei bambini? che sta riscuotendo grande successo, non solo ad Altavilla , tant?è vero che probabilmente sarà presente al Giffoni Film Festival per Ragazzi che si terrà a luglio.

Avete deciso di dedicare il raduno al compianto Eraldo De Rosa. Perché?

Perché era uno di noi, un ragazzo che si faceva voler bene e che ripetutamente viene nominato nei ricordi da noi compagni musicanti e ci è sembrato doveroso da parte nostra.

In definitiva cosa vi aspettate da questo raduno?

Le risposte che goà abbiamo avuto sono tutte positive. Abbiamo già raccolto moltissime adesioni, oltra un centinaio per il momento. Ci aspettiamo una grossa partecipazione da parte di tutti, musicanti e non. Traspare il fatto che ogni famiglia altavillese ha o ha avuto un musicante in famiglia. L?idea è quella di far nascere un raduno bandistico nei prossimi anni.

In conclusione vuoi aggiungere qualcosa?

Vorrei ringraziare tutti coloro che spontaneamente si stanno adoperando alla buona riuscita della manifestazione.In particolare l?Associazione Culturale ?Arte e Musica Eraldo De Rosa? di Palomonte che sarà presente alla manifestazione.

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