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30 Dic 2007

ROCCADASPIDE. “Derby” fra le superiori cittadine. Il liceo battuto…

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Parmenide e Valitutti uniti nello sport

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13 Apr 2007

Roccadaspide, 15 aprile concerto classico alla Natività

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L?amministrazione comunale di Roccadaspide, in collaborazione con l?associazione ?Euterpe o.n.l.u.s.? guidata dal M° Sabina Martiello, ha organizzato un concerto per organo e percussioni nella Chiesa della Natività a Roccadaspide. Durante l?esibizione, che si terrà il 15 aprile alle ore 20 nella Chiesa della Natività, si esibiranno il M° Gilberto Scordari all?organo ed il percussionista Pasquale Benincasa, entrambi provenienti dal Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli.

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01 Apr 2007

Roccadaspide, magistratura indaga sulla riapertura della discarica

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Sulla discarica di Roccadaspide, il ministero per l’ambiente conferma le indagini della magistratura. La sollecitazione è di Stefano Salvi
Roma, 28 marzo 2007

Caro Salvi,

ti scrivo in relazione alla discarica rinvenuta nel Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, oggetto della tua inchiesta e per la quale il ministro Alfonso Pecoraro Scanio ti aveva annunciato un suo interessamento.

Posso confermarti che il Ministro ha subito attivato il Comando Carabinieri per la Tutela dell?Ambiente e ora abbiamo ricevuto dal Nucleo Operativo Ecologico di Salerno alcune informazioni.

Il Nucleo operativo ci informa che la realizzazione della discarica comunale risale agli anni ?80. Si tratta di un?area di 5.600 mq di superficie con un volume dell?invaso di 22.000 mc circa ed è posta in zona 2 del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, nonché è stata individuata come area S.I.C. (Sito d?Interesse Comunitario).

La discarica era stata ufficialmente dismessa nel marzo del 1999. Successivamente, nel marzo 2003, i carabinieri del Noe di Napoli, in collaborazione con i carabinieri locali, avevano ispezionato l?area, accertando violazioni in materia ambientale comunicate all?Autorità Giudiziaria.

Nel settembre del 2006 la discarica è stata posta sotto sequestro dal Corpo Forestale di Capaccio, proprio perché, come hai potuto constatare di persona, pur trattandosi di un impianto ormai chiuso da diversi anni, nei fatti continuava a fungere da deposito per i rifiuti del comune di Roccadaspide.

I Carabinieri ? anche con riferimento ai contenuti della tua denuncia – ci informano che la bonifica e la messa in sicurezza non è mai stata attuata in quanto i sindaci che si sono succeduti nel tempo non hanno mai provveduto ad accantonare nei bilanci comunali somme sufficienti da destinare agli interventi.

La Regione Campania ha attivato un piano regionale di bonifica delle discariche dismesse affidando proprio ai Comuni interessati il compito di provvedere preliminarmente alla verifica analitica dei singoli siti.

Questo è il quadro informativo. In attesa degli sviluppi di questa vicenda che, come vedi, è oggetto di attenzione anche da parte della Magistratura, ti confermo che continueremo a seguire il caso della discarica di Roccadaspide per verificare la possibilità di contribuire alla positiva soluzione del problema.

Buon lavoro e grazie per l?attenzione che poni nel denunciare le aggressioni al territorio.

Giovanni Nani
dell’Ufficio Stampa del Ministero dell’ambiente

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03 Nov 2006

ROCCADASPIDE. Il Consiglio di Stato sospende sentenza TAR

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ROCCADASPIDE – lL CONSIGLIO DI STATO “SOSPENDE”

Il Consiglio di Stato, V sezione di Roma, presieduta dal dottor Santoro, accoglie la richiesta di sospensiva sulla decisione del TAR di Salerno che aveva invalidato le elezioni comunali di cinque mesi fa. Riconosciuto un forte “fumus” positivo nelle ragioni adotte dal sindaco Auricchio. Questa sera, alle 18, consiglio comunale “straordinario” per discutere della vicenda.

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31 Ott 2006

Roccadaspide, giovedì la decisione del consiglio di stato

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Il ricorso inoltrato dall’amministrazione comunale di Roccadaspide, avverso alla decisione del Tar di Salerno che ha invalidato le ultime elezioni comunali, verrà discusso GIOVEDI’ prossimo. Lo si apprende da autorevole fonte solitamente bene informata sui fatti. Non è imminente la nomina di un commissario ad acta. Alla comunità montana non ci dovrebbero essere immediati contraccolpi.

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28 Ott 2006

ROCCADASPIDE, DECISIONE CHOC DEL TAR SULLE ELEZIONI

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Per il Tar, tribunale amministrativo regionale, le ultime elezioni comunali tenutesi a Roccadaspide, sono state inficiate dagli errori commessi dai presentatori della lista ?L?Alba? che arrivò seconda, staccata di oltre il 53%, eventi allora non rilevati allora dalla commissione elettorale mandamentale. Il gruppo, guidato dal commercialista Claudio Pignataro, non aveva correttamente corredato dei documenti di accompagnamento l?elenco dei sottoscrittori e andava esclusa dalla competizione che vide trionfare Girolamo Auricchio, eletto con il 71% dei voti con la sua ?Insieme per Roccadaspide. L??Alba?, vicina ad Alleanza Nazionale, arrivò al 16,9%, staccando l?altra lista, ?Collegialità e partecipazione? al 13% , guidata da Donato De Rosa, già presidente della comunità montana ed esponente dell?Udeur, di 211 voti. L?effetto più importante di quel voto è stato quello di aver impedito a Donato De Rosa di potere essere il rappresentante dell?opposizione nell?ente montano.
Ora arriva il colpo di scena. Per il Tar sono nulle la proclamazione dei risultati elettorali e la convalida degli eletti effettuata nella prima seduta del consiglio comunale. L?amministrazione comunale ha già proposto ricorso al consiglio di stato: ?Se ne discuterà già martedì prossimo e ? preannuncia l?assessore ed avvocato Gabriele Iuliano ? sicuramente sarà sospeso perchè noi restanti 17 consiglieri mai siamo stati investiti della controversia e quindi non abbiamo avuto la possibilità di difenderci. C?è stata la completa assenza di contraddittorio?. C?è anche la circostanza che nessuna ombra c?è sulle modalità di voto e sullo stesso risultato elettorale.
Costernazione e rabbia sono anche nelle parole del sindaco Girolamo Auricchio: ?La questione riguarda le due liste di opposizione e non è giusto far pagare ad un?intera collettività l?eventuale disattenzione di chi allora dimenticò di mettere delle spillette a dei fogli sciolti. Perchè è di questo che si tratta?.
Soddisfazione esprime Donato De Rosa, già presidente dello scorso consiglio comunale, che a colpi di sentenze del Tar sta portato avanti un?ardita strategia per non farsi estromettere dalle leve del potere locale. Si arricchisce di un altro capitolo la lotta, spasmodica, fra un impiegato alla comunità montana, Girolamo Auricchio, ex assessore provinciale nella prima giunta Andria ed il decennale presidente dell?ente, il dirigente assicurativo Donato De Rosa. In mezzo c?è anche denuncia per ?mobbing?. De Rosa è accreditato di un sesto senso politico di grande raffinatezza che gli permette di resistere ai marosi più grandi . Da Clemente Mastella ha assorbito la capacità di manovra nella scena politica ?seducendo? uomini dalle ideologie, dai caratteri e dagli appetiti multiformi. E? dal 1988 che Roccadaspide assiste alla lotta politica fra De Rosa ed Auricchio.
Intanto alla comunità montana del Calore Salernitano, con il voto a favore di 31 consiglieri ed una marea di assenze e astensioni, l?assemblea generale ha ripetuto il voto a favore del nuovo presidente Mario Miano e dei suoi assessori.

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27 Ott 2006

ROCCADASPIDE, SENTENZA DEL TAR SULLE ELEZIONI

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COMUNITA’ MONTANA “Calore Salernitano”
Rieletto presidente e giunta, avvicendata la rappresentanza di
Capaccio. L’Assemblea generale toglie “la materia del contendere” al
Tar e rimette l’ente “nella normalità”, eliminando l’anomalia dei “due
presidenti”.

CASTEL SAN LORENZO
Vendemmia da paura. Buco da 2 milioni di euro alla cooperativa. Solo 120
soci su 920 sottoscrivono l’aumento di capitale sociale. Inapplicabile
l’ipotesi Mucciolo di intervento regionale.

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13 Set 2006

ROCCADASPIDE, Girolamo Auricchio per l’autonomia del DISTRETTO 107

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Prot. 9351

Egr. Sig.
DIRETTORE GENERALE
DELL?A.S.L. SA/3
= VALLO DELLA LUCANIA (SA) =

Egr. Sig.
DIRETTORE SANITARIO
DELL?A.S.L. SA/3
= VALLO DELLA LUCANIA (SA) =

Egr. Sig.
PRESIDENTE DELLA CONFERENZA DEI SINDACI
DELL?ASL. SA/3
= VALLO DELLA LUCANIA (SA) =

Egr. Sig.
ASSESSORE ALLA SANITA? DELLA REGIONE CAMPANIA
= NAPOLI =

Egr. Sigg. ri
SINDACI DEL DISTRETTO ?107?
DI ROCCADASPIDE
= SEDE =

Oggetto: Distretto sanitario di Roccadaspide ? proposta di rimodulazione dell?ambito territoriale ai sensi dell?art. 3, comma 1- bis e 3 ? quater D.L.vo 502/92 e ss.mm.ii..

La necessità di procedere ad una riorganizzazione dei Distretti sanitari, nell?ottica del completamento del processo di aziendalizzazione dell?intero servizio sanitario regionale, impone necessariamente una riconsiderazione delle proposte formulate fino ad oggi relativamente alla rimodulazione dei Distretti sanitari dell?ASL SA/3, alla luce delle indicazioni e dei criteri generali fissati sia dal P.S.R. che dal D. L.Vo 502/92 e ss. mm. ii., nonché dalle direttive e degli indirizzi stabiliti dalla Regione Campania, contenuti nella D.G.R. n. 1364 del 30/03/2001, in relazione alle particolari condizioni dell?ambito territoriale del Distretto di Roccadaspide.
Come noto, i principi e i criteri cui l?A.S.L. deve rapportarsi per l?individuazione degli ambiti territoriali dei Distretti sanitari sono indicati dall?art. 3 – quater del D.L.vo 502/92 e ss.mm.ii., che rimanda, quanto ai criteri da rispettare, al successivo art. 2, comma 2-sexies. Con tale provvedimento legislativo il Legislatore ha demandato alle Regioni la disciplina degli indirizzi per l?adozione dell?atto aziendale e l?individuazione dei criteri per l?articolazione delle unità sanitarie locali in Distretti.
Orbene, la suddetta disposizione (art. 3-quater D.L.vo 502/92), di carattere ovviamente generale, impone che: ?..nella predisposizione dell?atto aziendale, l?A.S.L. debba individuare i Distretti sanitari garantendo una popolazione di almeno 60.000 abitanti, salvo che la Regione in considerazione delle caratteristiche geomorfologiche del territorio o della basa densità della popolazione residente, disponga diversamente??.
Gli stessi criteri fissati dal richiamato art. 2, comma 2-sexies, lett. c) sono articolati tenendo conto delle diverse esigenze e condizioni territoriali. Tanto che la citata norma prevede, appunto, che: ?? la Regione definisce i criteri per l?articolazione delle unità sanitarie locali in Distretti, tenuto conto delle peculiarità delle zone montane e a bassa densità di popolazione?.
In osservanza a quanto stabilito dalle legge nazionale, la Regione Campania con propria deliberazione (D.G.R. n. 1364 del 30/03/2001, recante ?Principi e criteri direttivi, per l?adozione da parte delle Aziende Ospedaliere e delle Aziende Sanitarie Locali dell?atto aziendale concernente l?organizzazione ed il funzionamento dell?azienda stessa?), ha approvato i principi, i criteri e gli indirizzi per l?adozione dell?atto aziendale, nonché i principi ed i criteri di organizzazione delle AA.OO. e delle A.S.L. (All.ti n. 1 e 2), stabilendo che: ?il Distretto deve comunque comprendere una popolazione di almeno 60.000 abitanti, fatte salve le eccezioni previste per le zone montane, per le aree estese a bassa densità di popolazione residente..? (cfr. All.to n. 1) prevedendo, altresì, che ?gli ambiti territoriali dei Distretti sono individuati dall?A.S.L. sulla base di quanto disposto dall?art. 3-quater del D.Lvo 502/92 e s.m.i., sentito il parere della Conferenza dei Sindaci o dei Presidenti di Circoscrizione? (Cfr. All..to n. 2).
Infine, sempre con il citato provvedimento regionale (All.to n. 2) è stato stabilito espressamente che: ?Deroghe al limite stabilito dal decreto legislativo sono previste in considerazione della specificità territoriale e delle caratteristiche geomorfologiche delle seguenti aree:
1. zone montane, coincidenti con una o più Comunità Montane, nelle quali gli aspetti morfologici e culturali assumono particolare rilievo, caratterizzando anche gli aspetti economici e sociali, soprattutto per la prevalenza delle fasce anziane della popolazione;
2. aree estese, a bassa densità di popolazione residente e ad elevata presenza di Comuni con dimensioni demografiche molto ridotte: in queste aree, analogamente a quelle montane e isolane, la dispersione abitativa e le discontinuità territoriali determinano difficoltà di collegamento e di accesso ai servizi di assistenza primaria alla persona, richiedendo quindi adeguati interventi a salvaguardia della peculiarità delle esigenze delle comunità locali?.
In tale esatto contesto normativo di riferimento va inquadrata la peculiare situazione relativa al distretto sanitario di Roccadaspide, a cui deve aggiungersi la corretta valutazione delle oggettive condizioni geomorfologiche del suo territorio (interamente montano, di estensione notevole, privo di idonei collegamenti con centri di maggiori dimensioni) e della sua peculiare condizione economico-sociale (aree fortemente degradate, con bassissima densità di popolazione, prevalentemente anziana, e con basso reddito pro capite), circostanze queste che riflettono inequivocabilmente le esigenze di tutela e salvaguardia di cui alle su richiamate disposizioni normative.
In considerazione di tali particolari ed oggettive condizioni territoriali, il precedente D.G. dell?A.S.L. SA/3 nell?adottare il precedente atto aziendale, con la deliberazione n. 1214 del 30/06/2006, richiamando le ragioni di cui alle suddette disposizioni normative, in particolar modo in tema di deroghe per le zone montane e con bassa densità di popolazione, oltretutto prevalentemente anziana, rimodulava i Distretti sanitari dell?ASL SA/3 in numero di cinque, e segnatamente:
? Distretto di Roccadaspide;
? Distretto di Vallo della Lucania;
? Distretto di Agropoli-Capaccio;
? Distretto di Sapri-Camerota;
? Distretto di Polla-SalaConsilina;
Tale determinazione, come detto, veniva motivata dalla necessità di rispettare le disposizioni normative di riferimento per ciò che riguardava la scelta dei criteri da utilizzare nella individuazione degli ambiti territoriali dei distretti sanitari. In particolar modo, per il Distretto di Roccadaspide, avente una popolazione inferiore a 60.000 unità (circa 33.000), come del resto quasi tutti gli altri Distretti che non raggiungevano e non raggiungono il citato parametro di densità di popolazione, il precedente D.G. motivava la sua determinazione di mantenimento del Distretto di Roccadaspide come sede autonoma sulla scorta del fatto che tale Distretto costituiva, per le più volte richiamate caratteristiche territoriali, una chiara eccezione di deroga prevista dalla Legge, dai principi generali e dai criteri ed indirizzi regionali, dal momento che aveva un territorio con particolari caratteristiche geomorfologice (territorio interamente montano), con una scarsa densità di abitanti per chilometro quadrato, una notevole estensione territoriale, nonché per il fatto che esisteva una notevole distanza tra i Comuni e la carenza di adeguate infrastrutture che non consentivano (e non consentono) l?istituzione di Distretti con maggiore aggregazione di Comuni e di popolazione.
E? appena il caso di far rilevare che tali argomenti e ragioni sussistono e restano attuali ed inalterati, essendo incontestabile ed inopinabile quanto già sostenuto ed affermato dal D.G. nella sua deliberazione sopra richiamata, nonché le condizioni innanzi descritte dell?intero ambito territoriale.
Del resto ? a conferma della legittimità e, al tempo stesso, della congruità e coerenza nella individuazione degli ambiti distrettuali che garantiscano il perseguimento dell?obiettivo della massima territorializzazione dei servizi sanitari e socio-sanitari, da perseguire mediante l?adozione di modelli organizzativi ispirati a criteri di efficacia, efficienza, economicità e razionalizzazione nell?erogazione di risposte appropriate rispetto alle rilevate esigenze della popolazione ? esistono già cristallizzate in Regione Campania numerose situazioni di deroga al limite di 60.00 abitanti di cui all?art. 3-quater D.Lvo 502/92.
Emblematica sotto tale profilo l?individuazione dell?ambito territoriale del Distretto di Lauro (ASL AV/2), comprendente soli 7 comuni, per una superficie territoriale totale di 104,10 Kmq., ed una popolazione di soli 14.945 abitanti (SIC!), e che pur tuttavia è stato considerato e qualificato come una chiara ipotesi di deroga di cui al predetto art. 3-quater D.L.vo 502/92, pur essendo il suo territorio non già montano, bensì semplicemente collinare, con una scarsa rete viaria e caratterizzato da precari collegamenti, oltre che con una bassa densità della popolazione e da condizioni socio-ambientali ?particolari? (cfr. delibera di G.R.C n. 1386 del 2/07/2004).
Non solo! Tale Distretto ha ottenuto anche l?autorizzazione all?acquisizione di area per la costruzione della nuova sede di Distretto, interamente finanziato dalla Regione Campania per un importo di ?uro 2.065.887,00, così come risulta dalla delibera di G.R.C. n. 878 del 23/06/2006.
Altre eccezioni sono costituite dai Distretti di Morcone e San Bartolomeo in Galdo (ASL BN/1), composti, rispettivamente, da una popolazione di 24.057 e 24.553. Tali distretti, peraltro, presentano un rapporto di densità abitativa che è rispettivamente di 61,84 ab/Kmq. e di 55,53 ab/Kmq.. Ancora, nella stessa direzione, si trovano i Distretti di Roccamonfina (ASL CE/1) 21.559; Distretto di Alife (CE/1), 25.616; Distretto di Caiazzo (CE/1) 15.107.
Rispetto a tali eccezioni già consolidate e riconosciute da altre A.S.L. della Regione Campania, va evidenziato che l?ambito territoriale del Distretto di Roccadaspide è quello che più di ogni altro (forse l?unico in Regione Campania) presenta le condizioni per accedere alla deroga prevista sia dalla legge nazionale, che dalle direttive regionali di recepimento dei criteri generali fissati dal Legislatore.
Invero, comprende ben 16 comuni tutti interamente montani; molto distanti tra loro (in media 25 Km.), sparpagliati in un area avente una estensione territoriale di oltre 650,00 Kmq.; senza una rete viaria di collegamento degna di questo nome, con carenze infrastrutturali notevoli ed in condizioni socio?ambientali davvero deficitarie, oltre che caratterizzato da una popolazione prevalentemente anziana e con bassissima densità abitativa (39,77 abitanti per Kmq.), tutte ragioni queste oggettivamente verificabili e costituenti, senza dubbio, motivo di deroga rispetto al limite di 60.000 abitanti, siccome prevista dalla legge nazionale, dai principi generali e dalle direttive regionali in materia.
Senonché, pur in presenza di tali oggettive condizioni il Distretto di Roccadaspide inizialmente individuato come autonomo per quanto detto, è stato successivamente, con deliberazione del precedente D.G. n. 1449 del 04/08/2004, accorpato al Distretto di Capaccio, inizialmente aggregato ad Agropoli, con ciò creandosi una evidente disparità di trattamento rispetto ad altre realtà, quali quelle innanzi dette, che pur non presentando tutti i parametri e le condizioni di deroga sancite dalle direttive regionali e dalla normativa nazionale, si sono invece viste riconoscere la condizione di deroga e, quindi, l?assegnazione della sede di Distretto autonoma.
Pertanto, immutato il quadro normativo di riferimento, ed immutate le condizioni relative all?ambito territoriale di Roccadaspide, l?inopinata scelta del precedente D.G. di stravolgere la prima rimodulazione dei Distretti, adottata con la delibera n. 1449 del 04/08/2004, attraverso la quale, come detto, si è accorpato il Distretto di Roccadaspide con quello di Capaccio, rinominandolo in Distretto di Roccadaspide-Capaccio, appare del tutto incongrua e contraddittoria, causa di notevolissimi danni per le popolazioni residenti, e va quindi interamente riveduta, ripristinando la precedente formulazione con una nuova rimodulazione degli ambiti territoriali che veda il distretto di Roccadaspide come autonomo rispetto agli altri Distretti, e che accorpi, se del caso, comuni che hanno tra loro una condizione geografica uniforme, una naturale vocazione economico-sociale, oltre che una contiguità geomorfologia essendo infatti tutti comuni costieri e non montani, distanti tra loro pochissimi chilometri e con una facilità di collegamento notevolissima, anche in considerazione delle plurime infrastrutture esistenti.
Di contro, mantenere l?attuale assetto organizzativo, e quindi l?accorpamento di Capaccio con Roccadaspide, anche in considerazione della futura necessaria scelta della sede fisica dove allocare il Distretto, significherebbe costringere le popolazioni dei comuni ricadenti nell?ambito del precedente distretto di Roccadaspide (n. 107) a sopportare notevolissimi e, per certi versi, insormontabili problemi di spostamento, stante la carenza di collegamenti con il Comune di Capaccio, oltre che ingiustificabili e rilevantissimi aggravi di spesa, che devono, in questa fase, essere assolutamente scongiurati.
Non senza considerare, infine, il danno che ne deriverebbe, sul piano economico-sociale, per il Comune di Roccadaspide.
In considerazione di quanto sopra esposto e richiamate tutte le ragioni e gli argomenti già condivisi dal D.G. dell?ASL SA/3 nella sua deliberazione n. 1214 del 30/06/2006, prima formulazione, nonché quelli innanzi esposti, il sottoscritto

chiede

e propone alla S.V.Ill.ma, di voler provvedere, nella predisposizione dell?atto aziendale ad adottarsi, alla rimodulazione dei Distretti sanitari dell?ASL SA/3, prevedendo che Roccadaspide mantenga la sede di Distretto autonomo, siccome inizialmente esistente, anche in considerazione del fatto che era già sede di ex U.S.L., nonché della particolare condizione geomorfologia del territorio che caratterizza tale Distretto (interamente montano), della notevole estensione territoriale dello stesso (650,00 Kmq.), della scarsa densità abitativa (39,77 ab./Kmq.), della notevole distanza tra i comuni ricadenti in tale ambito territoriale (25 km. in media l?uno dall?altro), della carenza totale di adeguate infrastrutture, in particolar modo della sede viaria, della mancanza di idonei collegamenti (totalmente inesistenti) con Capaccio ed altri centri della zona costiera, della criticità delle condizioni socio-economico-ambientali, che riflettono il più basso redito pro capite degli abitanti.
Si confida, pertanto, nell?accoglimento della proposta suddetta, coerente e perfettamente in linea con le prescrizioni, le direttive e i criteri regionali e con le disposizioni normative generali di carattere nazionale, al fine di ripristinare condizioni di equità, di uguaglianza e di giustizia per le popolazioni di un territorio già fortemente penalizzate dalle avverse condizioni socio-ambientali.
Doverosamente devesi portare all?attenzione della S.V. Ill.ma che nella denegata ipotesi di non accoglimento di tale obiettiva e corretta soluzione si attiveranno, necessariamente, tutte le iniziative di legge volte a ripristinare condizioni di equità e di giustizia per le popolazioni ricadenti all?interno del territorio del Distretto di Roccadaspide.
Certo che la sensibilità e l?oculatezza che caratterizzano la Sua azione non tradiranno in alcun modo le aspettative delle comunità locali e delle popolazioni rappresentate di vedersi restituite condizioni di parità e di giustizia, nonché di vedere soddisfatte le peculiari loro esigenze di tutela sanitaria, e che tale certezza si tradurrà nell?accoglimento della proposta sopra formulata, cordialmente porgo distinti saluti.
Con doverosa osservanza.
Dalla sede comunale, il 05/09/2006

Girolamo Auricchio

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09 Set 2006

ALTAVILLA-ROCCADASPIDE. Oggi e domani si ricorda operazione "Avalanche"

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Oggi e domani si ricorda l?operazione Avalanche
Tutto nasce da un?idea di Antonio De Rosa, per tutti ?Tonino il proiettile?, collezionista di tutto ciò che ha avuto a che fare con l?operazione ?Avalanche?, lo sbarco degli Alleati a Paestum ed in tutto il golfo di Salerno, avvenuto nella notte dell?8 settembre 1943. Ecco ?Cime di libertà?, che si apre oggi a Tempalta, la frazione di Roccadaspide ai confini con Albanella. L?organizzazione è della Pro Loco di Roccadaspide diretta da Nicola Molinaro, con il concorso delle amministrazioni comunali dei comuni più coinvolti dagli eventi. Furono giornate intensissime, ne seguì un bagno di libertà, ma alto fu il prezzo pagato per i bombardamenti e combattimenti che tanti morti fecero anche fra la popolazione civile. Fred. L. Walker, comandante della 36a divisione Usa, il 24 settembre del 1943 annota sul suo diario: «Sono passato di nuovo da Altavilla oggi. Le case sono distrutte, le strade sono bloccate dai detriti, c’è ancora puzza di cadaveri. Il bombardamento di questa città, piena di famiglie abbandonate, fu brutale, e senza alcuno scopo. La popolazione è poverissima, inconsapevole, molto religiosa; tutta immersa in un immane dolore, con il terrore sui volti». E? il 24 settembre del 1943. Al centro della manifestazione odierna è un campo militare ricreato a Tempalta di Roccadaspide, al confine con il comune di Albanella, ?trasformato? per riprodurre lo scenario storico dell?epoca. Torrette, carri armati, autoblindo e molto altro armamentario sarà esposto in un vero e proprio museo all?aperto nato dalla passione e dai sacrifici di Antonio De Rosa. Domenica mattina un?autocolonna, di mezzi d?epoca, giungerà ad Albanella, in Piazza Garibaldi, dove sarà accolta dalle autorità locali. Si riparte per Altavilla Silentina, dove in località Piano delle Rose, alla quota 424, avvennero i combattimenti più aspri e dove sorge un cippo monumentale che ricorda tutte le vittime. Di ritorno al campo di Tempalta, ci sarà la proiezione di filmati d?epoca a cura di Angelo Pesce, autore della monumentale pubblicazione che con migliaia di foto ricorda quello che è l?evento più importante della storia moderna del salernitano.

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22 Ago 2006

ROCCADASPIDE. Comunità Montana da "liberare", dice Mario Miano

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?Restituite l?agibilità democratica alla comunità montana del Calore Salernitano. Diversamente saremo costretti ad alzare la voce assumendo iniziative clamorose?, dicono un nutrito gruppo di sindaci e consiglieri comunali che vanno in Procura a denunciare e chiamano i carabinieri ad acquisire la relativa documentazione. I fatti: una nuova maggioranza composta da Margherita, Ds e socialisti chiede di subentrare alla giunta ?istituzionale? guidata da nove anni dal mastelliano Donato De Rosa, per altro non più delegato dal suo comune, ma Ernesto Passaro, presidente del consiglio, fa ostruzionismo e non convoca l?assemblea generale dell?ente montano con sede a Roccadaspide. La situazione ha spinto Mario Miano, l?esponente della Margherita designato alla presidenza da 34 su 56 consiglieri assegnati all?ente, a redigere un esposto inviato in prefettura, presso la procura della Repubblica del tribunale di Salerno, nonché allo stesso Passaro. ?Domani occuperemo pacificamente l?aula consiliare dell?ente se la situazione non sarà sbloccata e le regole democratiche ripristinate?, annunciano gli esponenti politici firmatari del documento a sostegno della nuova presidenza Miano. ?La giunta è legittimamente in carica, non ci sono i presupposti giuridici per la messa all?ordine del giorno della questione?, è quello che ha messo nero su bianco Ernesto Passaro, ex sindaco di Giungano. ?Siamo di fronte ai sottoscrittori di una nuova maggioranza che chiede di sostituire un presidente decaduto dalla carica. Il consiglio dev?essere obbligatariamente convocato e Passaro non può continuare a sfuggire ai suoi impegni, non facendosi vedere sulla sede dell?ente e, addirittura, negandosi al telefono?, dicono i sostenitori della nuova maggioranza. ?Passaro difende anche la sua carica, sa che lo revocheremo?, aggiunge Miano. ?Poi nell?ultimo consiglio comunitario del 28 luglio, quando abbiamo comunicato che una nuova maggioranza si era formata, sia Donato De Rosa, ammesso da Passaro alla riunione senza diritto di voto quale presidente uscente della giunta, che lo stesso presidente del consiglio, proponevano di ritirare dall?ordine del giorno due argomenti, poiché essi erano da demandarsi alla valutazione della nuova maggioranza in pectore. Ora hanno cambiato idea. Non avendo i numeri per governare si producono danni rilevanti al territorio. Faccio appello al loro senso di responsabilità?.
Il consiglio generale doveva essere convocato entro il 10 e svolgersi entro la fine di agosto. Ma così non è stato. ?Sta operandosi un atto di forte protervia e palesemente antidemocratica?, scrive Miano nell?esposto fatto arrivare alla Procura di Salerno. ?La gestione in prorogatio è fortemente limitativa dei poteri gestionali, invece occorre una gestione efficiente e funzionale?. Da qui la richiesta al prefetto di assumere i poteri sostitutivi e convocare l?assemblea generale.

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