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04 Giu 2007

ALTAVILLA. Per droga nuovo arresto per Umberto Belmonte

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Operazione antidroga della GdF: arrestate nelle province di Salerno e Potenza 16 persone per spaccio di cocaina

Nell?ambito dell?intensificazione del contrasto al fenomeno del traffico di sostanze stupefacenti disposta e coordinata dal comando provinciale della guardia di finanza di Salerno, le Fiamme Gialle della compagnia di Eboli hanno portato a termine una ulteriore ed imporatante operazione antidroga denominata ?Celentano?s cheese?: l?ennesimo intervento che conferma l?elevata attenzione al fenomeno posta dalla Guardia di Finanza. La Compagnia della Guardia di Finanza di Eboli, al termine di una vasta ed articolata indagine antidroga operata nei confronti di un sodalizio criminoso operante nella Piana del Sele della Provincia di Salerno, dedito allo spaccio di cocaina, ha eseguito 16 misure di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari emesse dal G.I.P. del Tribunale di Salerno, Dr.ssa Giovanna Lerose, su richiesta dei Sostituti Procuratori della Repubblica Dr.ssa Valleverdina Cassaniello, della Direzione Distrettuale Antimafia, e Dr.Ssa Patrizia Gambardella della Procura Ordinaria alla stessa sede che hanno coordinato e diretto le indagini.

Associazione per delinquere finalizzata alla vendita di sostanze stupefacenti del tipo ?cocaina?, è il grave capo d’imputazione mosso dagli inquirenti ai componenti del gruppo criminale che, con base nella Piana del Sele, era riuscito a crearsi un canale preferenziale per l’acquisto dello stupefacente dal mercato milanese, attraverso la complicità di un noto pluri-pregiudicato calabrese che reperiva la merce direttamente in Spagna, e dal mercato napoletano grazie alla correità di pregiudicati dell?interland napoletano e dell?agro-Nocerino-Sarnese.

L?approvvigionamento della cocaina consentiva lo spaccio di centinaia di ?dosi? a favore dei numerosissimi consumatori individuati dagli uomini delle Fiamme Gialle nella Piana del Sele ed in particolare nei comuni di Battipaglia, Eboli, Capaccio e Agropoli. Lo stesso sodalizio, inoltre, provvedeva a rifornire non pochi quantitativi di cocaina a persone di fiducia che distribuiva la ?merce? a consumatori della provincia di Potenza.

L’attività di polizia giudiziaria, convenzionalmente denominata “Celentano?s cheese”, ha avuto inizio nel mese di febbraio del 2005 a seguito di una vasta attività info-investigativa condotta dal personale del nucleo mobile della Guardia di Finanza di Eboli nei confronti dei destinatari delle misure cautelari e si è protratta fino agli inizi del 2006.

L’intera attività investigativa si è articolata in tre delicate fasi. La prima ha consentito la individuazione dei vari consumatori e il sequestro di non pochi quantitativi di cocaina; nella seconda fase gli inquirenti hanno tratto in arresto in flagranza di reato 10 persone rei di aver acquistato la cocaina per il successivo spaccio. Nella terza fase, infine, gli inquirenti hanno delineato un quadro preciso circa la composizione del sodalizio criminale da cui si è potuto stabilire il ruolo di ciascuno, – distinguendo i ?leaders? dai ?gregari? – e il contributo che ognuno di essi dava per mantenere saldamente in vita l?organizzazione delinquenziale. ed è in tale contesto che gli uomini della Compagnia di Eboli, dopo lunghi mesi di attività investigativa e monitoraggio del territorio fatto di pedinamenti, osservazioni e controlli, sono pervenuti alla identificazione di Belmonte Umberto di Altavilla Silentina, Noce Domenico di Capaccio; Sicignano Michele di Eboli, Merola Vincenzo di capaccio, personaggio di spessore nel campo degli stupefacenti; Esposito Mario di Sant?Egidio del Monte Albino; Matrone Raffaele, originario di Poggiomarimo ma da anni residente ad Eboli; Amato Francesco, cognato di Matrone Raffaele, di Scafati; Abbate Paolo Salvatore, originario della provincia di Potenza ma da anni residente a Capaccio; Maiorano Marcello, di Capaccio; sono scattati i domiciliari per Bello Giuseppe di Capaccio; Minella Pasquale di Roccadaspide; Capacchione Alfonso di Eboli; Portofranco Raimondo, di Acerno; Auletta Nicola, di Potenza; Fiorillo Roberto di eboli; Pace Vito Antonio di Potenza.

Contestualmente all’esecuzione dei provvedimenti di cattura, sono state eseguite varie perquisizioni domiciliari nei confronti di altrettanti indagati. Per l? operazione sono stati impiegati oltre 60 militari della guardia di finanza e unità cinofile del comando provinciale di salerno. Proseguono, intanto, le investigazioni degli inquirenti, che potrebbero portare ad ulteriori sviluppi operativi.

4 giugno 2007

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01 Mag 2007

CAPACCIO. Pasquale Marino: "In otto mesi il nuovo Puc"

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Vuole che il vescovado torni a Capaccio per chiudere la ferita aperta alla fine degli anni Venti quando i presuli di Paestum scelsero Vallo della Lucania. Evoca Pasquale Silenzio, il suo fido segretario generale, “Pasquà dopo di te c’è stato il diluvio sul comune”. Poi registra: “Siamo l’unico paese dove in questa provincia corre una lista dell’Ulivo”, un soddisfatto Pasquale Marino si presenta così alla platea dei poco meno di trecento sostenitori e cento candidati accorsi a sostenerlo nella sua prima convention pubblica all’Ariston. Nelle prime file lo applaudono i consiglieri regionali Cuomo e Sica, l’assessore provinciale Corrado Martinangelo e poi Simone Valiante, capogruppo della Margherita a Palazzo S.Agostino. Marino fa così da contraltare al generale Giuseppe Troncone, l’alfiere della cdl, che chiede invece il voto “Per mandare a casa Prodi e Bassolino”. “Due anni e mezzo di storia perduta. Hanno combinato un macello. Ci lasciano un’ eredità catastrofica”, così Marino liquida l’amministrativa di centro destra portata avanti da Enzo Sica e che il generale vorrebbe continuare. “Il Puc dovrà essere redatto entro otto mesi dall’insediamento”, questo è il primo e più importante degli impegni assunti. Sempre in materia edilizia, l’impressionante contenzioso capaccese sarà preso di petto da Marino: “Le lettere ed i ricorsi anonimi ci hanno rovinato. Appena eletto mi farò ricevere dal presidente del tribunale di Salerno. Appresso avrò la fascia tricolore e se non avrò impegni per una celere definizione delle questioni sul tappeto, gliela lascerò lì”. Il decisionismo è il tratto distintivo della campagna elettorale di Marino. Promette di esercitarlo anche per la delocalizzazione del mercato ortofrutticolo. “Si deve spostare subito da dov’è. Al suo posto sorgerà la nuova cittadella scolastica. Il consorzio di bonifica dice che ha diritti sull’area? Noi ce l’andremo a prendere con la forza, basta con questi fardelli, loro non sono più nessuno!”. L’altro annuncio di Marino è sulla gestione del servizio dei rifiuti: “Devono sparire queste società fantasma”, evidente allusione ai contratti da decine di milioni di euro per la gestione, per sei anni, della raccolta differenziata e dell’intero ciclo dei rifiuti. Un programma che Marino stesso definisce di “pochi, salienti e buoni” capitoli di cose da fare. Poi c’è l’esplicita rivendicazione di “continuità” con l’esperienza salernitana di De Luca. Si comincerà con gli extracomunitari, presenza copiosa : “E’ mia intenzione creare una zona precisa da destinare al commercio di questi nostri ospiti che si dedicano a quest’attività”.
Promette in diretta, anche al minuto, Marino. Lo fa con “Bambolotto”, così chiama l’autotrasportatore Pecora, che rassicura sulla “sistemazione” della sua situazione al comune. Ironizza sul mancato tempismo di “un giornalista” al quale chiede “le scuse per l’interruzione”.

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16 Apr 2007

ALBURNI. Cennamo di nuovo presidente della comunità montana

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tratto da www.alburninet.it che ringrazio
COMUNITA? MONTANA, LE NUOVE CARICHE
Sembra trovato l?accordo per una nuova maggioranza all?ente montano, lunedì a Postiglione ci sarà l?insediamento della nuova giunta con Cennamo Presidente.
Passa il tempo, cambia la popolazione, cambiano le amministrazioni, cambiano le maggioranze, ma le persone no; sono sempre quelle. Carmine Cennamo ancora Presidente ma, il dato più sorprendente è che il vice-presidente è nientemeno che l?ex presidente: Nunzio Gaudioso. Nonostante chè, sino alla caduta della passata amministrazione e al commissariamento dell?ente i due vertici della nuova maggioranza siano stati i rappresentanti delle due opposte fazioni, e forse, facendo appello a quel senso di responsabilità più volte richiamato durante i passati consigli e sorretti da accordi di partito di levatura extra-locale, l?intesa è stata sancita, con buona pace di chi avrebbe voluto un vero cambiamento, non solo nei ruoli.
La situazione di stallo che aveva generato la crisi alburnina sembra oramai alle spalle, non più diciotto e diciotto, bensì ventiquattro consiglieri di maggioranza e dodici di minoranza. L?accordo ha generato i suoi frutti. L?unico che sembra aver pagato il conto per tutti è l?ex-vicepresidente Enzo Luciano. Una cosa è certa però: il Commissario è stato ben accetto e il suo operato ha soddisfatto le attese delle popolazione, soprattutto per quanto riguarda l?abbattimento dei costi per le indennità di carica. Anche nel nostro sondaggio su alburninet i cittadini hanno espresso una larga preferenza per un governo tecnico, segno questo che la politica qui negli Alburni non ha trovato la sua giusta dimensione. Molte le attese per la prossima cosiliatura e molte altre ancora le speranze per uno sviluppo territoriale che stenta a decollare.
Insomma, sul prossimo tavolo politico necessiterà amalgamare bene le vecchie pietanze con i nuovi ingredienti, onestamente di brodini riscaldati ne abbiamo già lo stomaco pieno.

Questa la nuova Giunta della Comunità Montana Alburni:
PRESIDENTE Cennamo Carmine UDEUR
VICE – PRES. Gaudioso Nunzio DS
ASSESSORE Rosolia Immacolata DS
ASSESSORE Tucci Alessandro DS
ASSESSORE Pecori Giuseppe MARGHERITA
ASSESSORE Poti Ettore MARGHERITA
ASSESSORE Tedesco Mario MARGHERITA
ASSESSORE Marino Biagio MARGHERITA
ASSESSORE Russo Ezio UDEUR
ASSESSORE Prezioso Pasqualina SDI
ASSESSORE Ruberto Giuseppe SDI

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02 Mar 2007

Pietro Caggiano è il nuovo presidente della Coldiretti di Salerno

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La Coldiretti, la principale associazione professionale degli imprenditori agricoli, ha un nuovo presidente che è succeduto a Luigi Scorziello. . E? Pietro Caggiano, 48 anni, agronomo, da sempre impegnato in prima linea per le battaglie in favore dell?agricoltura. Caggiano fino a ieri ricopriva la carica di presidente della sezione di Battipaglia. Ha al suo attivo alcuni corsi di perfezionamento di management aziendale presso il l?Isvor Fiat di Torino e la Formaper di Milano. Dal 1986 è presidente della Covimer di Battipaglia, azienda leader a livello nazionale nel settore del vivaismo ortofrutticolo. Fa parte del consiglio di amministrazione del Patto Territoriale Sele-Picentino e del consorzio Idea Natura di Battipaglia. E? responsabile del settore vivaismo della Camera di Commercio di Salerno. Dal 1990 Caggiano è presidente del laboratorio di analisi agrobiochimiche Agrobiochimica di Battipaglia Caggiano è è stato eletto ad unanimità dall?assemblea dei soci, alla presenza del direttore regionale Vito Amendolara, del presidente regionale nonché vice presidente nazionale Gennaro Masiello e del direttore provinciale di Salerno Francesco Cosentini. Caggiano ha ribadito la ?volontà di Coldiretti a essere forza sociale nel solco del processo di rigenerazione avviato a livello nazionale? L?organizzazione, infatti, è impegnata, negli ultimi anni, nella lotta per la sicurezza dei prodotti e per la tracciabilità (l?indicazione della provenienza sull?etichetta), al fine di proteggere il Made in Italy. Sulla difesa del territorio ha puntato anche il discorso di Vito Amendolara: ?Non dobbiamo dimenticare che lo sviluppo locale integrato è la prima condizione per lo sviluppo agricolo. Per questo Coldiretti è in prima fila nella lotta contro l?apertura di una discarica a Serre. Non siamo un?associazione corporativa, ma abbiamo siglato accordi con le associazioni dei consumatori?.

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01 Ott 2006

Forestale sequestra di nuovo l’Oasi di Legambiente

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CORPO FORESTALE DELLO STATO
COORDINAMENTO PROVINCIALE DI SALERNO
Comando Stazione di Foce Sele

Comunicato Stampa

OGGETTO: Restano sotto sequestro il tratto di spiaggia ed il casotto siti all’interno dell’oasi dunale di Torre di Mare, nel Comune di Capaccio ? Paestum, gestita dalla locale Associazione di Legambiente.
Sebbene l’Associazione ambientalista, abbia ottenuto dal Tribunale del Riesame il dissequestro, il G.I.P. della Procura di Salerno, a seguito del sequestro dello scorso 20 Luglio e convalidato dal P.M., ha disposto il sequestro preventivo.

Ad eseguire il provvedimento di dissequestro e la riapposizione dei sigilli sia al tratto demaniale che al casotto, il personale del Comando Stazione Forestale di Foce Sele, su disposizione del G.I.P. della Procura della Repubblica di Salerno. L’ordinanza di sequestro, eseguita a carico dei dirigenti e responsabili dell’associazione ambientalista di Paestum Pasquale LONGO e Lucio CAPO, ha riguardato l’area marittima ed il manufatto già precedentemente sottoposti a sequestro probatorio. Il manufatto e l’area risultano essere di proprietà dello Stato. Per quanto concerne il manufatto, le verifiche effettuate da questo Comando, hanno accertato che non vi è nessun contratto di locazione che giustifichi il possesso della struttura da parte di Legambiente. Non risulta infatti, nessuna registrazione relativamente ad un’eventuale contratto presso l’Ufficio della Agenzia delle Entrate. In ogni caso ? va precisato ? che comunque il contratto non avrebbe potuto essere stipulato in quanto attualmente è in corso un contenzioso tra il Demanio dello Stato ed alcuni privati che ne rivendicano la proprietà. Pertanto, sebbene il riesame avesse disposto il dissequestro, provvedimento richiesto da Legambiente, il G.I.P. della Procura di Salerno, a seguito del sequestro dello scorso 20/07/06 e convalidato dal P.M., ha proceduto con il sequestro preventivo. Il primo provvedimento di sequestro probatorio è scattato a seguito del riscontro di alcune irregolarità ed abusi. Nello specifico è stata accertata la delimitazione abusiva di un tratto di spiaggia e l’occupazione del casotto, l’utilizzo del quale non compare nella Concessione Demaniale rilasciata dal Comune. D’altronde l’uso del manufatto non poteva essere oggetto della Concessione a causa del contenzioso tra il Demanio dello Stato ed i privati, con i quali Legambiente sostiene di aver stipulato un contratto di affitto del quale non vi è traccia, come detto, presso l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

Per informazioni tel. 0828 861028

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26 Ago 2006

ALBURNI. Interviene di nuovo Corrado Martinangelo

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DICHIARAZIONE DELL?ASSESSORE PROVINCIALE ALL?AGRICOLTURA CORRADO MARTINANGELO IN MERITO AL COMMISSARIAMENTO COMUNITA? MONTANA ALBURNI

?Non era difficile immaginare, a causa di screzi, ripicche, battaglie personali, che dopo mesi di crisi politica si arrivasse al commissariamento della comunità montana degli Alburni, nonostante martedì 22 agosto presso la Provincia di Salerno, le forze politiche provinciali Ds, Margherita, Udeur, Sdi e Pdci avessero trovato un accordo indicando ai partiti locali degli Alburni del centro sinistra di dare vita a un forte governo.
Oggi, sento da più parti appelli al centro sinistra nonché, purtroppo, scambi di battute al vetriolo ( vedesi Storti-Luciano) che in entrambi i casi non risolvono la questione del danno provocato ai cittadini degli Alburni. Partendo anche dalle ultime dichiarazioni rese alla stampa dall?Assessore provinciale Cennamo, allo stesso e alle forze locali degli Alburni che vogliano ridare credibilità al progetto di centrosinistra faccio notare che non c?è che una soluzione: sottoscrivere, oggi, l?accordo politico locale tra le forze di centro sinistra come indicato dalle segreterie provinciali, da far valere sia nel caso di ricorso al Tar contro il provvedimento del commissariamento, sia nell?eventualità del post-commissariamento.
Quindi mi rivolgo e sollecito in tal senso innanzitutto i Ds degli Alburni, che con la presidenza Gaudiosi hanno ben lavorato sul territorio, per riprendere in mano le redini della politica convocando un tavolo politico locale, per ridare ai cittadini degli Alburni un governo forte di centro sinistra, facendo fare se necessario un passo indietro a chi continua ad anteporre questioni personali alla politica?.

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13 Lug 2006

PdCI: MAURO GNAZZO NUOVO SEGRETARIO PROVINCIALE

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PdCI: MAURO GNAZZO NUOVO SEGRETARIO PROVINCIALE

I Comunisti Italiani di Salerno hanno eletto il nuovo segretario provinciale: il comitato federale provinciale ha scelto Mauro Gnazzo per questo delicato ed impegnativo incarico.
Gnazzo, già coordinatore della segreteria provinciale, ha curato nei mesi scorsi l’organizzazione delle campagne elettorali per le politiche e le amministrative della città capoluogo.

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Chi è Mauro Gnazzo. Nato e vissuto a Capaccio, ha 45 anni, è sposato e padre di 2 figli. Una lunga militanza a sinistra, prima nel PCI e dal 2000 nei Comunisti Italiani.
Da sempre impegnato nel sociale, è tra i fondatori dell’associazione magrebina EL BADER, che ha messo insieme decine di migranti occupati nelle campagne della Piana del Sele.
Ambientalista militante, ha contribuito alla diffusione della UISP per conto dell’ARCI a Capaccio e nei comuni vicini. Ideatore, in collaborazione con il ministero dei Beni Culturali, dell’associazione nazionale “Città dei Sapori” per la valorizzazione dei prodotti tipici locali.
Impegnato nel Terzo Settore, ha realizzato molte iniziative di carattere sociale e culturale, anche in qualità di vicesindaco del Comune di Capaccio – Paestum, a tutela dell’infanzia e per l’assistenza domiciliare agli anziani ed ai diversamente abili.
Da consigliere comunale prima e da assessore al turismo, poi, ha seguito la richiesta dell’ingresso di Paestum nella Lista Unesco del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Ed attualmente è il responsabile Turismo della segreteria regionale dei Comunisti Italiani.

Salerno, 12 luglio 2006

Per informazioni:

Mauro Gnazzo
c/o Federazione provinciale del PdCI
via L. Guercio, 319 – 84100 – Salerno
cell.: 330.469578
email: info@comunisti-italianisalerno.it

LA MIA BIOGRAFIA

Mauro Gnazzo, storia di un vero comunista riformista
“Basta con il Comune: ci vadano i giovani”

“A Salvatore Paolino in un comizio a Spinazzo gli era scappata una parola in più, offendendo l’onore delle donne russe, almeno così ci raccontò il contadino Emilio Longo, un nostro compagno, quando ci chiamò allarmato. In fretta e furia organizzammo una risposta a tambur battente. E davanti al bar di quella borgata non s’improvvisava: se sbagliavi un riferimento storico, una data, un nome, uno di loro, sempre informatissimo, non esitava ad interromperti e a farti fare una figuraccia. Prima di parlare dovevi studiare”. Formidabili furono quegli anni di passioni intensamente vissute per dare dignità agli appartenenti alle classi più disagiate. I modi d’azione non erano sempre raffinatissimi ma fecero emergere una classe politica che ancora oggi fa parlare di sé. Mauro Gnazzo, classe 1960, sulla scena politica c’è, da protagonista, da quando aveva i calzoni corti. E’ stato anche vicesindaco ed assessore. Agli esordi è stato l’allievo e l’erede politico del professore universitario Luigi Di Lascio: “Lui è stato il politico più intelligente, pulito, lucido e lungimirante che Capaccio abbia mai avuto” come ci tiene a precisare riconoscente. Poi ci ha messo parecchio del suo. Segue l’annuncio a sorpresa: “Non mi candiderò più a consigliere comunale. Non ha senso essere il protagonista di tutte le stagioni”. E se dovesse vincere il ricorso al Tar per soffiare al diessino Angelo Valletta il posto in consiglio all’estrema sinistra dove oggi siede “Luigione” Barlotti? “Io ho esercitato un mio diritto. Le operazioni elettorali sono state portate avanti in un clima di confusione, tanto che dopo una settimana ancora non erano chiare le cifre delle preferenze personali. Può darsi pure che Valletta abbia ancora più voti di vantaggio nei miei confronti. Ecco, voglio solo mettere un punto a questa storia”. La storia dei comunisti a Capaccio non è stata facile. Questa è terra di socialisti che già dall’inizio del Novecento agivano nei vicoli del paese tra artigiani e contadini intraprendenti. Ed è storia di “dinasty” familiari: i Marino e i Paolino. Poi arrivò Fasolino. Ci misero ambizione, sacro fuoco della politica ed anche qualche disponibilità economica. Dall’altra parte della barricata l’aristocrazia e la borghesia, prima fascista e poi democristiana. Comunista fu “ab origine” Salvatore Paolino, ma quando il sindaco delle grandi lotte contadine nel 1951 disse di no a Togliatti, alimentando il primo fenomeno di dissidenza antistalinista nel Pci salernitano, a restare dietro alla bandiera con la falce e martello furono il gruppo dei maestri elementari: Ercole Longo, Maffettone, Bonfrisco, ebbero il sostegno del gruppo dei contadini di Spinazzo e non solo. “Tutte personalità: Eugenio Manzo, contadino – intellettuale, sempre informatissimo. E Raffaele Lanzara, che riparava biciclette. Antonio Foglia, il mugnaio. E poi Pierino Vitolo. Ed ancora i La Rocca, Zoccoli, Inverso”. Se sul municipio socialisti e democristiani continuavano a combattersi, anche perché nel frattempo Gaetano Fasolino si era fatto spazio ed era emerso prepotentemente, nelle piazze e nella società capaccese il vento del rinnovamento era portato dai comunisti. “Fu il nostro gruppo, quello guidato da Gigino Di Lascio, a lottare per il divorzio, l’aborto e il consultorio. Così nell’arena politica fecero ingresso un agguerrito gruppo di giovani e donne. Da Alfredo Di Marco a Marilisa De Palma. Qui maturò l’idea che la crescita edilizia dovesse avvenire in maniera regolata. Nacque così – racconta Mauro Gnazzo – l’avventura del Piano Regolatore affidato all’architetto Airaldi”. Accanto ai grandi temi Mauro Gnazzo, nel frattempo eletto consigliere comunale e di seguito nominato vicesindaco, comincia a declinare un riformismo comunista in salsa capaccese: “Aprimmo la biblioteca comunale e quattro asili. E rinnovammo i banchi di tutte le scuole. Con noi passò il principio che col sindaco e gli assessori si poteva andare a parlare, sul municipio e negli orari stabiliti, senza doverli inseguire davanti ai bar o nei loro ambulatori medici”. All’inizio degli anni Novanta quella grande storia d’impegno civile s’interruppe. Prima ancora aveva lasciato Gigino Di Lascio, fatto oggetto di gravi minacce per la sua idea di una politica come fattore di regolazione dell’uso delle risorse del territorio. “Facemmo in tempo a fare il megappalto per la rete fognaria. Un’altra grande operazione di civiltà. Poi si aprì una stagione fatta di lotte interne. Dove spesso abbiamo dato il peggio di noi stessi e smarrito quel filo rosso che ci legava al gruppo che si era forgiato nel dopo Salvatore Paolino e nelle lotte dei contadini per il prezzo del pomodoro ed il latte alla Parmalat. “La storia continua. Veniamo da lontano”. E’ lo slogan – guida di Mauro Gnazzo. Dopo un lungo periodo di “finestra” torna alla politica. Da “progressista” si candida a sindaco. Porta a casa poco meno di mille voti: un successo personale. E’ di nuovo in consiglio comunale. “L’amministrazione Marino da civica si sposta sempre più verso il centrosinistra. Con l’ultima crisi divento assessore. Sono io che cerco di avviare la raccolta differenziata, nonché ridurre e razionalizzare la spesa per i rifiuti. Metto perfino la taglia su coloro che spargono immondizia fuori dai cassonetti. Ho presentato alla Regione i progetti per arrivare alla definitiva bonifica della vecchia discarica di Cannito”. L’impegno di Gnazzo non basta e Sica, è storia recente, beneficia di quell’esigenza di rinnovamento che Capaccio reclama. A sinistra c’è chi capisce che va promossa una nuova classe dirigente. Tra questi c’è Gnazzo. “Il mio sogno? Investiamo tutto sui giovani. Ma costruiamo le condizioni perché uno come il professore Di Lascio possa stare con loro, tornare ad impegnarsi per il paese”. Il suo impegno politico Mauro Gnazzo lo vede proiettato verso una dimensione superiore. Alla Regione. “Sono un militante dei Comunisti Italiani, il partito di Diliberto. Nell’intero Cilento sono la figura di riferimento. Se Capaccio mi darà almeno duemila voti posso dare un seggio al partito ed essere così eletto. Del Pdci sarò il capolista. Da alcuni decenni un centro come il nostro, di rilevanza internazionale e sede d’investimenti regionali importanti, non ha un rappresentante regionale. Oggi chi va a rivendicare l’alta velocità delle ferrovie anche a sud di Pontecagnano?”. Il piccolo partito è un vantaggio, dice Gnazzo. Il suo sogno è anche il poter continuare l’impegno intrapreso con la kermesse di “Terra e libertà” con i paesi e le città italiane che hanno produzioni agroalimentari di qualità. “Mi piacerebbe restituire ai miei figli il sapore del nostro pane ricoperto con l’olio e sottrarli alla dittatura delle multinazionali delle merendine – schifezze”. Ecco Mauro Gnazzo: origini a Felitto e comunista, e riformista alla capaccese. Uno che ascolta la musica di “Radio Italia anni Sessanta”, ma è voglioso di dire la sua anche nel Terzo Millennio.

Oreste Mottola
oreste@unicosettimanale.it

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10 Lug 2006

Il dottore Maurizio Mottola, nuovo giornalista "made in Altavilla"

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Con deliberazione del 26 giugno 2006 il Consiglio dell?Ordine dei Giornalisti della Campania ha iscritto lo psichiatra e psicoterapeuta Maurizio Mottola come ?giornalista pubblicista?.
Napoletano, 55 anni, è figlio di Marcello Mottola -medico nato ad Altavilla Silentina- ed è nipote di Francesco Mottola, più volte sindaco fino alla morte avvenuta nel 1958.
Maurizio Mottola, rappresentante della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) nella Commissione del Ministero dell?Università e delle Ricerca (MUR) per la valutazione dell?idoneità delle scuole di formazione in psicoterapia, tra impegni di lavoro ed impegni istituzionali trova sempre il tempo per apprezzare la piacevole e rinfrancante quiete della campagna di Altavilla Silentina, a cui si sente legato anche perché varie generazioni dei Mottola vi hanno vissuto per alcuni secoli.
——
A Maurizio le mie più vive felicitazioni per questa ulteriore “medaglietta” che aggiunge ad una già prestigiosa carriera professionale.
Un’altra Mottola, mia nipote Marica, 12 anni, figlia di mio fratello Turindo, ha scritto i suoi primi due articoli per il suo giornalino scolastico “Pegaso” ed ha rivelato già buone doti di scrittura.
Insomma, noi Mottola di Altavilla con la penna riveliamo una certa congenialità. (or.mo.)</i>

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24 Gen 2006

CASTEL SAN LORENZO. PASQUALE MASI NUOVO PRESIDENTE DELLA CANTINA

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Pasquale Masi, veterinario, è il nuovo presidente della Cantina Sociale Val Calore di Castel San Lorenzo.

Ci sono 44mila ettolitri di vino di qualità eccezionale ancora nelle botti e da vendere, 965 soci conferitori, un indebitamento ancora tutto da quantificare così come calo nelle vendite. “La situazione della Cantina Valcalore è preoccupante ma non disastrosa”. Parole di Pasquale Masi, veterinario all’Asl Sa3, appena chiamato dalla maggioranza dei soci della cooperativa Val Calore alla guida del gigante produttivo della zona. Le pronuncia davanti ai nuovi consiglieri d’amministrazione, i sindaci, il presidente della comunità montana e i direttori delle banche locali ed il cronista di “Unico”. Il neopresidente sintetizza così la situazione dell’azienda che con i suoi quasi mille “proprietari” è fra le più grandi cooperative dell’Italia meridionale. “Resistere! Resistere! Resistere!”, come il giudice Borrelli, Masi urla la volontà degli eredi dei probi pionieri guidati da Donato Riccio di non vedere cancellata quasi mezzo secolo di storia di un sogno. Nell’ingresso degli uffici il suo busto e nomi e foto dei fondatori funzionano da monito. C’è da salvare una casa ancora senza fiamme ma dalla quale esce già tanto fumo. “Me li ricordo bene i nostri padri che a dorso di un asino portavano l’uva a valle”, racconta Giuseppe Tosi. “Io sono solo un veterinario. Una figura simbolica. Dobbiamo costituire una task force – propone Pasquale Masi – con dentro tutti coloro che vogliono il bene della Cantina. Dietro di me ci sono almeno 400 soci, forti e cocciuti, pronti a qualsiasi sacrificio, pur di far vivere quest’azienda. Più delle loro parole parlano i loro visi cotti dal sole. E’ a nome loro che chiedo alle Banche di aiutarci”. Maurizio Caronna, oggi è il sindaco di Felitto, ma nella Cantina ci ha lavorato a lungo e conosce la situazione: “Mettiamola così , la Cantina oggi non attraversa un momento brillante dal punto di vista finanziario”. Dal Banco di Napoli sarebbe arrivato un mutuo capace di rimettere in salute i conti, lo si è detto durante quest’infuocata campagna elettorale. “Meglio non parlarne”, chiude tranchant Caronna sull’argomento e passa a temi più generali. “La Cantina deve uscire dai confini di Castel San Lorenzo ed investire tutta la Valle del Calore. Poi vanno valorizzati i dipendenti, sono la prima corazza di questa società “. Michele Lavecchia, sindaco di Castel San Lorenzo c’è nonostante un serio taglio al cristallino dell’occhio:”Colpa di una ginestra dispettosa”, scherza. Poi si fa serio, quasi cupo. “Non vi manca il giudizio per trovare il giusto equilibrio con quell’altra metà dei soci che non vi ha votato. L’ultima volta che ho visto un vostro bilancio ho notato la grossa sproporzione tra le immobilizzazioni per investimenti ed il conto economico. Questo vuol dire che ci sono i margini per un serio piano industriale di rilancio. Fatelo e, al massimo tra un mese, recapitatelo a casa dei soci. Vedrete che metteranno mano alla tasca e vi sosterranno”. Disponibilità anche da parte di Enzo Voza, direttore di filiale della Bccc di Capaccio: “Vedo una grande serietà d’intenti. Avete i presupposti per uscire dalla crisi. Il gruppo dirigente della mia banca è pronto ad esaminare il piano di rilancio che appronterete”. Più complesso l’intervento di Tonino Marino, direttore generale della Bccc di Aquara: “In questi anni contro di noi sono state buttate carrettate di bugie. Non abbiamo mai risposto. Con i risultati dei vostri ex amministratori io mi sarei dimesso prima, non avrei aspettato le elezioni. E mi è sembrata assai strana la considerazione della quale essi hanno potuto godere fino all’ultimo. Non pagavano l’uva da tre anni, ed il “cavalier Ferrigno” ha persino lasciato cadere la nostra pubblica offerta di pagare il fitto di un locale a Salerno dove vendere il vino e l’olio della Val Calore. Ora Masi, prima ancora del piano industriale di rilancio, deve fare chiarezza. Poi vanno allargati gli orizzonti. A Castello dovete smettere di pensare che la Cantina sia il vostro pollaio. Noi l’abbiamo fatto e siamo quello che siamo. Sappiate che per competere sui mercati di oggi ci vogliono competenze. Scrivete un serio piano di rilancio e noi, come abbiamo sempre fatto, saremo al vostro fianco”. Poi la parola passa al commercialista Angelo Barboni. Masi comunica che lo assisterà in questa scommessa molto difficile. In zona il professionista, che ha uno studio a Capaccio, è conosciuto per aver gestito l’ultima fase di attività della società mista Helenia Paestum. I sindacati dei lavoratori, l’opposizione di Paolino e Desimone, lo ha accusato di aver premuto troppo l’acceleratore sulla direzione che portava alla fine dell’azienda. Ma questa di Castel San Lorenzo è tutta un’altra storia: “Non vi prometto i miracoli. Il mio impegno – dice Barboni – è per la redazione di check up completo della situazione a cui far seguire un piano industriale di ristrutturazione. Solo così le banche ci accorderanno la loro fiducia. Dobbiamo fare squadra, comprimere il più possibile le spese e riportare il punto vendita aziendale ai livelli di quando incassava oltre un miliardo delle vecchie lire”. Le conclusioni, mancando Mucciolo, sono state affidate a Donato De Rosa, presidente della comunità montana del Calore. “Ci doveva essere Gennaro Mucciolo, è ancora a letto per l’influenza”, comunica Masi. Parola a De Rosa: “Alle comunità montane hanno tolto ormai tutto. Dal mio ruolo istituzionale aspettatevi poco – premette De Rosa – ma a livello personale farò di tutto per dare una mano a quella che è l’orgoglio di questo territorio. Sarò parte attiva nel tavolo tecnico – istituzionale che verrà formato e che dovrà prendere la situazione in mano. Alle nostre banche dico di recuperare il loro dna associazionistico e di fare la parte che gli compete. Sappiate che questa è una terra sana e laboriosa. Qui i debitori onorano sempre i loro debiti. Insieme dobbiamo esaltare il tanto che qui c’è di buono”. Scendendo le scale captiamo un emblematico “Io speriamo che me la cavo”, con vistosa sottolineatura su “io”, pronunciato da uno degli ospiti di riguardo della serata. Gli “esterni” vanno via, con loro il cronista, ed il consiglio rimane per parlare dei contenziosi e della situazione delle società controllate.
Oreste Mottola

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14 Dic 2005

ALBURNI. Raffaele Reina nuovo presidente del consiglio

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E? Raffaele Reina, già manager in Asl napoletane, esponente della Margherita e dell?opposizione di Bellosguardo, il nuovo presidente del consiglio della comunità montana degli Alburni. E? stato eletto con i 19 voti della maggioranza composta dai Ds e parte della Margherita. Docente universitario, amico di Ciriaco De Mita, autore di un libro di imminente pubblicazione, Reina, fino a qualche mese fa, militava nell?Udc. Con il suo voto continua a reggersi la coalizione, imperniata su Ds e parte della Margherita, raccolta intorno al presidente Nunzio Gaudioso, nonostante lo ?strappo? recentemente consumato con Gugliemo Storti, sindaco di Controne e presidente del patto territoriale Alburni ? Calore e l?Udeur di Carmine Cennamo, sindaco di Postiglione e assessore provinciale. L?ultima riunone del consiglio generale della comunità montana si è tenuta all?interno del suggestivo convento di Santa Geltrude, a Castelcivita, già sede di clausura e ?location? del romanzo ?l?Ombra della sera? di Mario Posiglione. La sacralità del luogo non ha raffreddato gli animi dei due schieramenti, pur magistralmente tenuti a bada da Carmine Fasano, presidente ?pro tempore? dell?assemblea. ?Reina è un trasformista?, commenta Giorgio Opramolla, capogruppo dell?opposizione. ?Fino a qualche settimana fa stava con noi. E diceva di non stimare coloro che oggi l?hanno accolto tra le loro fila?. Opramolla ha puntato il dito anche sulla ?manovra? di bilancio di 25 mila euro, varata dalla giunta, necessaria per permettere di pagare 3090 euro di stipendio mensile al presidente e 1250 euro ai 10 assessori. Altre fiammate polemiche sul caso di Filippo Pugliese, rappresentante nella comunità montana del comune di Ottati. L?amministrazione comunale è stata sciolta, lui si era dimesso ? con un fax- anche dall?ente superiore. Pugliese, esponente della minoranza, poi ci ripensa. Non conferma più il fax di dimissioni, vuole restare finchè può. La maggioranza, sostenuta da un parere legale, gli intima di farsi da parte. ?Atto illegale?, gridano Franco Martino (Fi, sindaco di Aquara), Mario Mottola (Udeur, Corleto Monforte), Guglielmo Storti (Margherita) e Giorgio Opramolla (Udc). ?E? in atto intimidatorio. Faremo ricorso alla procura. Rischiate così di far saltare tutte le ultime deliberazioni?. Maggioranza compatta, si vota. Pugliese resta fuori e Raffaele Reina è eletto Presidente del consiglio.
Oreste Mottola

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