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13 Giu 2007

CAPACCIO, ecco le deleghe ufficiali di MARINO

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COMUNE DI CAPACCIO
Provincia di Salerno

COMUNICATO STAMPA

Oggetto: Vice sindaco, assessori e consiglieri delegati: le nomine del sindaco Pasquale Marino

Questa mattina alle ore 10, nella sede del Comune, sono stati firmati i decreti di nomina per le cariche di vice sindaco ed assessori comunali in ottemperanza a quanto dispongono l?art.46 del T.U. 18/08/2000 nr. 267 e l?art. 32 del vigente Statuto Comunale: ?il Sindaco nomina i componenti della giunta tra cui un vice sindaco e ne dà comunicazione a Consiglio nella prima seduta successiva alle elezione? (convocata per le ore 18 di giovedì 14 giugno) ?unitamente alla proposta degli indirizzi di governo?.

Vice sindaco ed assessori nominati questa mattina dal sindaco Pasquale Marino sono:

1) Sig. Tarallo Lorenzo Gerardo (nato a Stio il 03/10/61 e residente in Capaccio) vice sindaco ed assessore del Comune con delega a ?bilancio, finanze, politiche sociali, rapporto con gli enti?.

2) Sig. Di Lucia Vincenzo (nato a Capaccio il 05/02/52 e residente in Capaccio) assessore del Comune con delega a ?sport, spettacolo, risorse umane (personale)?.

3) Sig. Nacarlo Salvatore (nato a Napoli il 17/06/60 e residente in Capaccio) assessore del Comune con delega a ?vigilanza (polizia municipale), sicurezza e viabilità (segnaletica)?.

4) Sig. Ciuccio Roberto (nato a Salerno il 10/09/68 e residente in Capaccio) assessore del Comune con delega a ?LL.PP., OO.PP,, ciclo acque e PUAD?.

5) Sig. Guglielmotti Eugenio (nato a Salerno il 30/06/69 e residente in Capaccio) assessore del Comune con delega a ?cultura e pubblica istruzione, beni culturali, edilizia scolastica?.

COMUNE DI CAPACCIO
Provincia di Salerno

CONSIGLIERI COMUNALI DELEGATI

1) Monzo Vincenzo delega a ?iniziative di politiche sociali a favore di anziani, pensionati non autosufficienti, invalidi, inabili, orfani, vedove, tossicodipendenti, disadattati, disoccupati?.
2) Caramante Carmine ?delega governativa a sede comunale, PNCVD, portavoce Amministrazione comunale?.
3) Scairati Vito delega a ?ufficio di piano, programmazione a sviluppo economico, sociale e territoriale?.
4) Iannelli Antonio delega a ?agricoltura e marketing territoriale?.
5) Francia Rosario delega a ?assistenza, volontariato e protezione civile?.
6) Mauro Gabriele delega a ?ufficio di piano, cooperazione ed edilizia sociale?.
7) De Riso Domenico delega a ?politiche del lavoro, agriturismo e turismo rurale?. 8) Giuseppe Castaldo delega a ?competenze generali, funzioni amministrative, frazione capoluogo, antichi sapori ed artigianato?.
9) Valletta Angelo delega a ?demanio comunale di uso pubblico, tributi?.
10) Marandino Leopoldo delega a ?igiene e sanità?.
11) Ricci Luigi ?deleghe governative sede comunale Capoluogo?
12) Barlotti Raffaele delega a ?rapporti con Soprintendenza, trasparenza?.

DELEGHE ESTERNE

1) Caceci Giuseppe delega a ?contenzioso, transazioni?.

Capaccio, 13 giugno 2007
Ufficio Stampa

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12 Giu 2007

CAPACCIO. Totogiunta, ecco gli ultimi nomi

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Pasquale Marino, sindaco di Capaccio, i nomi uffialmente li farà GIOVEDI’ sera davanti al nuovo consiglio comunale che si riunirà per la prima volta. Il massimo delle “quotazioni” sono per Roberto Ciuccio, Eugenio Guglielmotti, Enzo Di Lucia, Salvatore Nacarlo e Lorenzo Tarallo. . Rispetto i nomi annunciati, “esce” Vito Scairati ed “entra” Guglielmotti. Se questi saranno gli assessori si libererà un posto in consiglio comunale per Rosario Francia, Angelo Valletta, Mimmo De Riso e Pinello Castaldo.

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11 Apr 2007

Capaccio, ecco De Rosa un altro candidato a sindaco

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by Oreste Mottola
“Ho già con me trenta magnifici nomi, uno più competitivo dell’altro, pronti ad affiancarmi nella battaglia per rendere finalmente moderna Capaccio ? Paestum. Tanti altri aspettano soltanto di sapere che c’è un capitano al timone”. Dopo tante incertezze ecco l’annuncio pubblico dello scioglimento delle riserve da parte del medico Antonio De Rosa, già consigliere comunale repubblicano, giornalista pubblicista, già direttore di “Menabò”, il quindicinale che segnò la storia dell’informazione locale capaccese dal 1987 al 1998. De Rosa capeggerà l’area moderata del centrosinistra locale, quella che fa capo all’Udeur, all’Italia dei Valori e agli ex assessori di Pasquale Marino che lo abbandonarono durante l’ultimo anno della sua amministrazione. Marino tiene la memoria lunga e non vuol consentire più a Nicola Ragni, Antonio Orlotti e Gerardo Rega di esercitare potere di condizionamento sulla sua coalizione. Lo stesso discorso vale per l’agricoltore ? vivaista Pasquale Quaglia, leader locale dell’Udeur e presidente del consorzio di bonifica di Paestum: ha troppo potere vista l’ingente quantità di lavori pubblici che gestisce. Doveva essere proprio la lista dell’Ulivo, che si andava ad affiancare a Marino, il contenitore di queste personalità. Marino fa muro e oppone veti ad personam. “Da Salerno possono ancora fermare la frammentazione della sinistra. Dovevano chiedere ? dice De Rosa – a Marino di togliere i suoi niet. Lo stesso poteva fare e non ha fatto il mio amico Gigino Di Lascio. Se ognuno pensa di fare la sua prova di forza, eccoci qui anche noi. Su Di Lascio siamo però pronti pubblicamente a convergere al secondo turno e lo stesso ci aspettiamo da lui con noi”. Su De Rosa aveva fatto delle avancès anche Fasolino, così come Cirielli, tramontata l’ipotesi della ricandidatura di Sica aveva sondato anche il giornalista Nicola Nigro. Allora De Rosa si era affrettato a smentire: “La mia storia politica è nota, sono stato un militante della sinistra repubblicana, sono di centrosinistra”. Antonio De Rosa, uomo conteso fra i vari schieramenti, è fra i più stimati medici di famiglia di Capaccio e guida l’associazione medica “Prometeo”. Fin dai primi anni Settanta ha animato diversi circoli culturali ed attualmente è particolarmente impegnato nella frontiera dell’assistenza sanitaria agli extracomunitari . Tonino De Rosa, così come lo chiamano i suoi tanti amici, per rispondere alla chiamata della politica ha il cruccio di dover abbandonare l’idea, ripetutatamente accarezzata negli ultimi tempi, di un ritorno al giornalismo attivo. Per un medico che guadagna il centro della scena un altro, Enzo Sica, si colloca volontariamente ai margini della campagna elettorale: “Mi è stato fatto pagare caro il prezzo del rifiuto a chi voleva usare il potere per gli affari personali: ne sono fiero”, ha scritto in calce ad un manifesto significativamente intitolato: “Il paese che consegno al mio successore”.

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02 Feb 2007

CAPACCIO. Michele Paradiso: ecco la mia giunta ideale

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La testardaggine del calabrese e l?apertura internazionale del pestano. E? nato in provincia di Cosenza, ma è difficile trovare uno che sia più pestano di lui cresciuto tra studiosi e turisti che venivano a conoscere la città della Magna Graecia meglio conservata al mondo. Michele Paradiso è nato nel 1944, solo l?anno prima il padre ferroviere licenziato dal fascismo era stato riammesso in servizio. ?Lo mandarono però alla stazione di Paestum, allora ancora zona malarica?, racconta. Lavora presso la Banca di Credito Cooperativo di Capaccio, ma prima ancora è stato profondamente impegnato nel mondo dell?associazionismo locale. ?Sono cresciuto nelle campagne intorno a quella Stazione con ?Nduccio, Sergio e Paola Vecchio, e tutti gli altri ragazzi che abitavano nella zona di Capodifiume e di Ponte Marmoreo, come i Mandetta. Andavamo nelle paludi della Linora c?erano le tre, quattromila bufale dei Salati, con i gualani che facevano delle mozzarelle favolose, da più di un chilo ciascuna, ma noi ci portavamo le ?marmitte? della guerra e loro ci davano il siero che mischiato con il pane biscottato ne usciva fuori una zuppa molto nutriente. Oggi quei sapori dove li trovi?. Come non ricordare i Garofalo, Ciccio e Vincenza, titolari del Buffet della stazione, che cucinavano in maniera straordinaria. C?era gente che veniva da lontano, da Roma e da Napoli, per assaggiare le loro pietanze, pura dieta mediterranea quando nessuno ne conosceva l?esistenza?. Michele Paradiso è poi il primo giovane pestano che gira per tutta l?Europa con l?autostop. ?Avevo l?esempio dei giovani europei, ma anche giapponesi e vietnamiti, quasi tutti studenti di archeologia, che arrivavano all?Ostello della Gioventù, al Chiorbo. Giravano loro, decisi lo avrei fatto anch?io. Fu così che nel 1963 partii. In compagnia di uno zaino militare e per tre mesi stetti in giro per tutta l?Europa. Volevo raggiungere una ragazza finlandese conosciuta a Paestum. Mi fermò il freddo, come Napoleone, riuscii però ad arrivare ai confini con la Svezia!. Mi mantenevo lavando i piatti nei buffet delle varie stazioni ferroviarie?. Un figlio dei fiori ante litteram, insomma. Poi arriva il lavoro in Banca, attività che gli ha dato la possibilità di conoscere bene persone e modi pensare.
?Capaccio è un paese dove la forza del denaro è preponderante. La cultura, il senso della comunità, è in second?ordine. Io però ho sempre stimato e sostenuto chi si è impegnato per la collettività. Spesso senza darsi arie. Sono i miei maestri di vita e come me, l?intera comunità pestana gli deve un ricordo grato. Come Arturo Sica, il padre dell?attuale sindaco, persona educata e portata naturalmente all?altruismo. E? stato lui a volere l?Azienda Autonoma di Soggiorno di Paestum, s?impegnò fortemente per averla, avrebbe voluto esserne il presidente ma non glielo permisero. Io ho collaborato con lui. Medico affermato e prestigioso, era figlio del direttore del tabacchificio del Cafasso, poteva anche disinteressarsi delle faccende del paese, ed invece no. Un altro grande è stato l?avvocato Mario Vecchio. Grande professionista, pretore onorario in varie località, amava molto lo sport. Da giovane aveva giocato nell?Alessandria di Gianni Rivera. Aveva un sorriso che ti prendeva. Era di un?educazione senza eguali. Se oggi c?è la Poseidon ed il campo di calcio è grazie a lui. Insieme a Mucciaccio, la sua spalla, Vecchio pagava di tasca sua le spese per la squadra. Grande avvocato e grande sportivo. A Sica e Vecchio va aggiunto Rosario Pingaro. L?arrivo dell?industria è merito suo. Il boom economico lo ha costruito lui. E? la più grande intelligenza di questo paese negli ultimi cento anni. Era uno scienziato, aveva anche brevettato degli attrezzi. Era quaranta, cinquanta anni avanti. Negli momenti della sua vita si era messo in testa di dare vita ad una fabbrica di biciclette e, davanti ai miei dubbi, disse che c?erano troppe automobili e la gente aveva voglia di evadere!. Ogni angolo di Capaccio Scalo oggi ancora parla di lui. Ma aveva un?umiltà da far spavento. Poi era sempre mite e non alzava mai la voce. E? stato lui ad aprire la strada dello sviluppo. E quanti casi di gente che non poteva pagare le cambiali ha risolto. ??Ntò, chiste tiene i figli, vediamo cosa possiamo fare?, diceva al direttore. E qualche volta metteva mano alla tasca per coprire gli scoperti a qualcuno. E poi ci spronava alla verità e rispetto nei confronti del cliente?. C?è poi la politica. ?Sì. Salvatore Paolino è stato per la politica l?equivalente di Rosario Pingaro. Lui seppe dire di no ai rappresentanti della feudalità agraria capaccese che erano stati prima fascisti e poi democristiani. L?aiutò Francesco Gregorio, il contadino che alla Camera dei Deputati, raccontò la drammatica condizione dei nostri lavoratori della terra. Realizzò una sorta di Unione della Sinistra, rispettandone le varie anime. Paolino disse di no alla retribuzione in natura, reclamò la terra per chi la lavorava. Poi la sua carriera politica successiva non ha avuto lo sviluppo che lui meritava. Però quel ponte sul fiume Sele lo mette tra i grandi. Sbagliò ad andarsene coi socialdemocratici, il popolo non lo capì?.

Ti propongo un gioco. Immaginiamo una giunta ideale per governare Capaccio. Cominciamo dal sindaco?
?Emanuele Greco. E? il massimo rappresentante della cultura a Capaccio. Con la scuola francese ha avuto grandi meriti. Penso che solo lui possa rappresentare Paestum nel mondo. Con il credito che ha presso l?Unesco chi meglio di lui può rappresentarci. Qua i medici la devono finire!?.
Alla cultura, mettiamoci ancora un rinforzo, magari con caratteristiche più locali…
?Mario Mello. Uno studioso di grande livello. Un po? timido, restio e schivo. E? uno che elabora idee. Una fortuna per la comunità?.
Ci sarà bisogno di soldi. Alle finanze ci vorrà un uomo forte.
?Ce l?ho è Paolo Paolino. L?integrità morale che ha è d?acciaio. Poi ama questo paese da quand?era piccolo. Già quando andava appresso a nonno Gaetano Paolino che col camion portava la birra Peroni a tutti i bar, lui appena toccava terra si metteva a studiare su di un libro. E poi lo vedete tutti con la sua borsa a tracolla, camminare a piedi, per il paese. Non si è mai montato la testa… Ma non basta, la cultura è la grande risorsa di questo paese Io accanto a Greco e Mello ci vedo un nostro comune amico…?.
E chi è?
?Sergio Vecchio. Lo nominerei sovrintendente agli archivi e ai musei di Capaccio ? Paestum. E userei il suo straordinario fiuto nel cercare documenti storici. Anche lui unisce umiltà a grande cultura?.
Ora ti anticipo io. Nel futuro di Capaccio c?è anche tanto sport…
?Potendo richiamerei in vita Mario Vecchio. Mi raccontano di uno straordinario medico sociale del Gromola, del quale mi dicono tutti bene. Ecco chiamerei lui…?.
Il sapere, la scuola. Paestum è una location ideale, un laboratorio per tante cose…
?Abbiamo l?uomo giusto per riorganizzare e valorizzare tutto il comparto. E? Luigi Di Lascio. Conoscitore della politica quant?altri mai. La lasciò per non cedere a compromessi. E? una delle risorse di questo paese. Può raccordarci con l?Università?.
Riordino del territorio…
?Faccio una scelta che potrà sorprendervi. L?uomo giusto per me è l?architetto Ottavio Voza. Collaboratore di Emanuele Greco anche negli scavi in Grecia. Mi piace la sua umiltà. Viene da una famiglia che è impegnata nel turismo da decenni. Farebbe sicuramente bene nel rimettere a posto una serie di storture…?.
Ci sono le attività produttive…
Qui prenderei un esterno. C?è Enzo Quagliano, oggi è il direttore dell?Assogips. Si è occupato di promozione dell?imprenditorialità giovanile presso la Banca di Capaccio. Ha fatto nascere centinaia di imprese gestite da giovani. Ad uno così andrebbe fatto un monumento e ponti d?oro. E? uno che parla cinque minuti con un giovane e gli cuce addosso un?idea di lavoro. E? preparatissimo, aggiornato, legge cinque quotidiani al giorni, non gli sfugge niente?.
Al turismo…
?Marisa Prearo. E? molto sensibile ai problemi. E? una che progetta, che ha una visione strategica. A Castellabate ha fatto già molto?.
All?agricoltura.
?Due nomi. Sono molto impegnati, così si spartirebbero il lavoro. Sto pensando ad Alberto Barlotti e a Tonino Palmieri. Entrambi hanno avuto il merito di aver visto avanti di mezzo secolo. Barlotti nasce come grande imprenditore agricolo portando centinaia e centinaia di ettari di serre. Ha dato lavoro a migliaia di persone. Palmieri è uno straodinario organizzatore di aziende agricole modello dove c?è dentro tanta cultura. E? l?uomo ideale per gestire le scelte per lo sviluppo moderno del paese. E? grazie a lui se c?è una mozzarella di qualità in circolazione. Ora, mi dicono, sta varando una stalla completamente robotizzta dove le bufale si autogestiranno. E? il comunismo delle stalle?.
Abbiano nominato tutti fuoriclasse. Che dal potere oggi stanno lontani. Il male oscuro di Capaccio secondo te qual è?. Ti propongo un?alternativa tra il dominio dei mediocri o la prevalenza del cretino…
?Il guaio è che affarismo, mediocrità e cretineria s?intrecciano troppo spesso tra di loro. C?è poco slancio verso lo sviluppo ed il futuro. Per questo vorrei una classe dirigente nuova. E poi, al di là del nostro giochetto, di nomi tra associazioni, cooperative, aziende vinicole, vedo un reticolo di centinaia di intelligenze tutte buone per questo paese?.
Oreste Mottola

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02 Mag 2006

Ecco i ragazzi di Rosario Gallo

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La foto di gruppo della lista “Progetto per Altavilla”

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03 Gen 2006

CAPACCIO. Nese, D’Angelo e Liuccio: ecco le scelte di Sica

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?Le nomine già prima della befana?, ha promesso il sindaco Enzo Sica. Il dimissionario Italo Voza, vicesindaco ed assessore al turismo, va sostituito. Per il numero due dell?amministrazione comunale è data per scontata l?investitura di Mimmo Nese, già responsabile dell?urbanistica, veterinario ed esponente di Forza Italia, un fedelissimo del senatore Gaetano Fasolino. Resta però libero un posto in giunta. Sarà Gerardo D?Angelo, consigliere comunale di Gromola, il più votato di Forza Italia, dopo gli assessori in carica? Lo vogliono i suoi colleghi consiglieri, recalcitrerebbe un po? il sindaco, che non nasconde la necessità di dare ?più competitività? alla squadra di governo. Nasce così l?ipotesi di coinvolgere Angelo Quaglia, direttore del mercato ortofrutticolo di Pagani, e a Capaccio, esponente dell?Udc, nome gradito a Paolo Paolino, attuale oppositore di Sica. Quaglia no, dicono ancora nella maggioranza consiliare. Sica è tentato dal chiamare in campo una figura di alto profilo culturale. Due i nomi in lizza: Mario Mello e Giuseppe Liuccio. Il docente universitario è politicamente molto vicino a Sica ma appare assai restio ad assumere impegni di carattere politico ? amministrativo. Liuccio, vecchio amico di Fasolino, è invece amareggiato dallo schiaffo avuto dall?estromissione dalle ultime nomine regionali e tornerebbe volentieri in pista per dare il suo pirotecnico impegno per il rilancio di quella Paestum che è ad un tiro di schioppo dalla natia Trentinara. Nei giorni scorsi sono stati contattati anche Angelo Alessio ed Enzo Romano, ex calciatori di origine capaccese, che hanno declinato l’invito. L?ipotesi più probabile è che al consigliere Gerardo D?Angelo vengano affiancate le consulenze ?illustri? di Liuccio e Mello.

Oreste Mottola

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19 Ago 2005

Ezio Marra, ecco un altavillese di successo

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Avvocato di grido, docente universitario, ex alto funzionario della città megalopoli (dieci milioni d?abitanti) di San Paolo del Brasile, presidente dell’Ordine degli Avvocati della città-satellite di Vila Prudente, 800.000 abitanti. Sono questi i traguardi toccati da un altavillese dalla viva intelligenza e dalla volontà di ferro. Perché tale é Ezio Marra, 55 anni e 3 figli.
Era un freddo novembre del 1956 quando per la famiglia del sarto Rodolfo Marra, “Fufuccio” per tutti, arrivò il triste momento di lasciare un’ Altavilla che ancora si leccava le ferite della guerra e offriva più miseria che speranze ai suoi figli. Se n?andarono in tanti, verso la Germania e la Svizzera, ma anche verso Brasile, Argentina, Venezuela e Stati Uniti. “Era l’alba. Il giorno della partenza era arrivato. Piangevano tutti. lo mi fermai verso Cerrelli e mi misi a guardare per l’ultima volta la collina sulla quale sorge il paese. Ed ebbi l’impressione che quelle case e quei campanili mi dicessero ‘va, fatti onore, ed un giorno ritornerai’. Mio padre aveva programmato un ritorno entro 4 o 5 anni. Ed invece è morto in Brasile”. Quando racconta questa partenza, le parole dell’avvocato Ezio Marra, dall’eloquio sempre sicuro, ironico ed attento, escono a fatica. E’ il sentimento che prevale. In una parola: si commuove. Racconterà poi la moglie Elza Machado, una simpatica brasiliana che capisce benissimo il nostro dialetto, che non sono state più di due/tre le occasioni in cui ha visto Ezio con il groppo alla gola. E lui ogni volta che ha potuto è tornato in Italia e tutte le volte che ripartiva arrivato a Cerrelli si fermava con una scusa e per qualche attimo contemplava il paese. “Ed ogni volta Altavilla mi diceva: ‘tornerai’ “. Quando se ne andò Ezio Marra aveva quattordici anni. Con Arduino Senatore sono quasi coetanei ricordano personaggi e situazioni dei vicoli del centro storico altavillese quando vedeva per ogni portone un sarto, un calzolaio, un barbiere, una latteria…E la frutta di una proprietà di Don Ferdinando Napolitano che a loro ragazzini faceva particolarmente gola.
Poi l’arrivo a San Paolo. E qui il racconto di Ezio Marra ci riporta alla cruda realtà vissuta da tanti nostri connazionali che non sono riusciti a far fortuna. “Abbiamo lavorato tutti , facendo le cose più umili e per più di dieci anni, prima di riuscire ad impiantare un piccolo maglificio che diventerà sempre più grande e che sarà la “fortuna” della nostra famiglia”. Sa di epopea il racconto della fortunosa prima grande fornitura che i Marra riescono ad acquisire da un ebreo che aveva avuta salva la vita grazie ad un italiano durante le persecuzioni nazifasciste e che voleva così sdebitarsi. E grazie al duro lavoro di tutti i componenti della famiglia Marra il maglificio ingrana e diventa una media azienda. Ma Ezio non si sentiva realizzato e, alternandolo con il lavoro, ricomincia a studiare. Frequenta di nuovo le scuole medie, le superiori e l’Università. Arriva la sospirata laurea in Giurisprudenza. La carriera di Ezio Marra conosce un inizio faticoso in uno studio legale e commerciale ma le grandi qualità del nostro concittadino vengono subito a galla e diventa così un apprezzato civilista. Poi arriva la nomina a Procuratore capo dello Stato di San Paolo e l’insegnamento di “Procèdura civile” in una delle Università più prestigiose del Brasile: quella Pontificia.

Oreste Mottola
oreste@unicosettimanale.it

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21 Lug 2005

Eboli. Vito Busillo: ecco la mia campagna moderna

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?Nuove idee crescono?, diceva lo slogan elettorale di Vito Busillo. Ancora? Fino a dove? Nel suo Consorzio l?irrigazione tubata regolata dal satellite è già realtà: ?Siamo trent?anni più avanti della maggior parte del nord Italia?, dice orgoglioso. Dicevano che voleva fare il sindaco, mirava alla poltrona che è ancora di Rosania. ?Non c?è stato un mio sì o anche un forse a quest?ipotesi?, giura il giovane agricoltore, fiore all?occhiello della Coldiretti. “Io? Posso mettere a disposizione di un territorio che da Angri a Sapri, l?esperienza che mi sono fatto al consorzio di bonifica Sinistra Sele?. Militante della Dc prima e dell?Udc poi è diventato amico del ministro delle risorse agricole Gianni Alemanno grazie alla competenza che ha maturata sul tema dell?acqua e della gestione del territorio.
UN AGRICOLTORE MODELLO
La professione di Busillo non è mai stata la politica: ?Vendiamo la produzione dei nostri 60 ettari a rucola, albicocco biologico e pesche facendo dei lanci su Internet?? Che cosa? Come? ?Scegliamo sulla rete i nostri clienti e i canali di distribuzione?. E? vero che c?è anche la Plasmon, quella che mette ai suoi fornitori regole degne dei protocolli della Nasa? ?E? potuta capitare?. Vito Busillo ha l?eloquio facile, ma non parla mai a vanvera. Per lui parla l?azienda ?Eboli?, proprio al centro della Piana del Sele, l?agricoltura è quella modernissima, già proiettata nel terzo millenio. Un altro segno dei tempi che avanzano e che fanno della nostra Piana il nord del nostro sud. Quella di Busillo non è tra le più grandi aziende della zona ma sicuramente rappresenta un gioiellino tecnologico. Tutto è certificato Eurep Cup e biologico e i programmi per abbattere le percentuali di nitrati nelle concimazioni non sono fantascienza ma realtà. ?Già lo chiede Greenpeace. Tra poco lo reclameranno i consumatori del nord Europa, così da me i nitrati li abbiamo già abbattuti?.
VINCENZO AITA. UOMO DEL PASSATO
La contrapposizione del 39enne Busillo a Vincenzo Aita, uomo di Rifondazione Comunista per l?agricoltura, è insieme generazionale, professionale ed ideologica: ?Dal punto di vista personale la mia stima per l?uomo Vincenzo Aita, e per il suo impegno, è totale? dice mettendo le mani avanti un Busillo tecnocrate che domina tecnologie, finanza e burocrazia. Aita, responsabile dell?agricoltura con Bassolino, è il figlio della grande stagione delle lotte contadine. Busillo e Aita sono separati da almeno un?era geopolitica dietro. Vale la pena di tenere d?occhio il giovane presidente del consorzio di bonifica di Cioffi? E se non venisse eletto?: ?Nessuna tragedia: resto alla presidenza del consorzio di bonifica. Sono un dirigente della Coldiretti”.
Busillo viene dal cuore della terra dove si concentra gran parte della ricchezza agricola regionale. Qualcuno la chiama la «California d?Italia», quasi a sottolineare che le fragole, i cavolfiori, le insalate, gli ortaggi, i pomodori che qui si producono fanno invidia, per qualità e quantità, in molte regioni d?Italia. C?è poi la bufala con la mozzarella. Busillo e l?uomo forte dell?Udc nei campi, l?acchiappa preferenze già sperimentato al comune di Eboli, dove è stato consigliere comunale dal 1992 al 2000, ?quando ho preso più voti di tanti grossi calibri di oggi?.
GLI STUDI. LA FAMIGLIA
Perito agrario, è sposato con Tiziana, ha due figli: Chiara e Francesco, di sei e cinque anni. ?Il sì fondamentale alla mia candidatura è arrivato da loro. Gli ho parlato ed hanno capito cosa stavo facendo. Fare campagna elettorale nei 158 comuni della provincia salernitana è difficile?. Vuole aggiungere anche molto costoso, ma elegantemente glissa. E comincia a ricordare le sue passeggiate in montagna per ritrovare quella concentrazione che lo stress di un impegno professionale spalmato su quasi tutti i 365 giorni dell?anno difficilmente gli lascia. C?è poi la presidenza del consorzio di Bonifica che ricopre dalla fine del 1996, lui il più giovane che l’ente abbia mai avuto alla presidenza. Ha anche incarichi nazionali negli organismi centrali di settore (Anbi e Snepi). “Abbiamo al nostro attivo ottimi risultati”, dice orgoglioso. Si comincia dalla riduzione del personale, da 109 a 87, “usando i prepensionamenti incentivati”, ma ancora non basta. “Dobbiamo scendere a 50, massimo 60, e sa perché? Dobbiamo ridurre i costi che poi si vanno a scaricare sugli agricoltori. Così le nostre aziende agricole potranno avvantaggiarsene in termini di competività”. «Negli ultimi otto anni , abbiamo trasformato il territorio, modificando il vecchio sistema di irrigazione a canaletta, o scorrimento, quello a cielo aperto, per intenderci. Un sistema che disperdeva non meno del 50 per cento dell?acqua. Il nuovo sistema sotterraneo consente ora una risparmio del 40 per cento di acqua».
Su 25 mila ettari a destra del Sele, quelli che abbracciano Comuni come Battipaglia, Eboli, Buccino, Pontecagnano, sono stati investiti 155 milioni di euro per i nuovi sistemi di irrigazione comandati dal satellite. «Al Nord si utilizzano ancora sistemi d?irrigazione vecchi di 30 anni».
Ben quattro consorzi a gestire il Sele, dividendosi la gestione del fiume nella provincia salernitana. Ma è il «Destra Sele» ad avere l?utenza maggiore, con ben 8500 aziende agricole, attive anche nelle esportazioni di prodotti come fragole, pesche, pomodori.
Il Consorzio insiste su di un’area di 25mila ettari, di questi “sotto irrigazione” sono 16mila. Per 7500 ettari è stata già completata l’irrigazione tubata, con l’acqua che arriva a pressione nei campi e può essere così meglio dosata e risparmiata
QUANTO COSTA L?ACQUA
L?acqua ha naturalmente dei costi ed influenza i fatturati: ogni azienda agricola paga al consorzio 180,76 euro ad ettaro, per bonifica ed irrigazione. Un sistema che è passato dal pagamento ad ettaro, si è passato a quello a consumo. Ma questo è un territorio che non va solo irrigato. C?è l’azione di bonifica da continuare con l’acqua da far defluire, pompandola con potenti idrovore, così da allontanarla verso il mare. Qualora venissero, malauguratamente, spenti i motori degli impianti di pompaggio dell’Asa, dell’Aversana e di Foce Sele, il ritorno all’impaludamento della Piana del Sele sarebbe cosa fatta, in pochi mesi, non solo in inverno. La “cura” del “miracolo economico” di una delle aree più intensamente e sviluppate d’Italia è la posta in gioco della partita che ha gioca il giovane presidente Vito Busillo. ?Per questo ho sempre chiesto agli amministratori locali una piazzetta ed un marciapiede in meno e la cura di un corso d?acqua in più?. La formazione, l’informazione e la multifunzionalità, nonchè sugli investimenti ed una conoscenza approfondita del territorio sono i concetti che spesso ripete. E non dimentica il programma di lavoro per il Sinistra Sele. “Al consorzio siamo passati all’irrigazione tubata, regolata addirittura dal satellite. Ora passeremo alla tutela dell’ambiente e del territorio. Investiremo in questa direzione per lottare contro il dissesto idrogeologico. Faremo una convenzione con la Protezione Civile, mentre con il Consorzio di Bonifica in Sinistra Sele, creeremo una struttura di II livello, che lavorerà su un’area vastissima”. Si parla di 25 comuni uniti sotto lo stesso Consorzio, per un totale di 170 mila metri quadrati.
IL POLO AGROALIMENTARE. Il suo sogno è quello di integrare territorio, ambiente, impresa, economia. ?Spendere i finanziamenti europei non basta. Dovevamo far emergere la qualità. Questa regione non lo ha fatto?. Cosa fare allora, per questa zona? Sento parlare di polo agroalimentare. Già esiste nella realtà. Ci sono tante aziende agricole già all?avanguardia. Accanto ci sono istituzioni di ricerca pubblica di notevole rilievo: dall?Improsta al centro per le colture industriali, dall?istituto per l?orticoltura all?istituto tecnico agrario di Eboli. Manca l?informazione tra questi attori dello sviluppo, ci vuole un sistema che divulghi il tutto al meglio. Cominciando da una campagna per spiegare quanto faccia bene alla salute il pomodoro al licopene, un antitumorale naturale?. Intanto Busillo coltiva voti.
Oreste Mottola
oreste@unisettimanale.it

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18 Lug 2005

Consorzio Paestum ecco i nomi. L’Udeur rompe…

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Carmine Aquino (Albanella) per i Ds, per Fi Gabriele Brenca (Roccadaspide) e Vincenzo Petti (agro nocerino) per la Margherita. Ecco i tre rappresentanti della Provincia all’interno del Consorzio di Bonifica di Paestum. Le “nominations” hanno determinato uno strappo con l’Udeur. Il partito di Mastella voleva un rappresentante nel Consorzio come all’interno dello Iacp. Sono stati i Ds ad imporre che ci si dovesse accontentare di una sola “postazione”. Gli assessori Udeur questa mattina di dimetteranno. Altro punto di di discussione è la comunità montana del Calore. “Se a Roccadaspide De Rosa non forma un’amministrazione di centrosinistra, a Postiglione Carmine Cennamo resta fuori dagli Alburni”, è stato il refrain fatto ascoltare in continuazione agli uomini di Mastella. A tenere banco è anche la posizione di Antonio Cuomo, il consigliere provinciale di Forza Italia che viene dato già in “traghettamento” verso l’Udeur di Mastella.

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14 Lug 2005

62 operai licenziati a Paestum. Ecco gli sprechi…

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Paestum, sciolta la società mista Helenia a sostituirla una società napoletana
Parlano lavoratori e sindacalisti. Ecco l?elenco degli sprechi

LEONARDO TORTORA, sindacalista Cgil ?Sono arrivati 62 preavvisi di licenziamenti a questi dipendenti. Non sappiamo con quali criteri s?intendono mantenere gli attuali criteri occupazionali. L?altra immpresa che sta arrivando? E? un atto illecito l?affidamento ad un?altra azienda senza nessuna gara d?appalto. Tra l?altro abbiamo sentito i nomi, venfono dal napoletano, ho detto tutto. Se voglio continuare a parlare devo denunciare tutto ai carabinieri. Sono aziende che non danno nessuna garanzia contrattuale. Come sindacati non siamo stati consultati. Solo per 42 lavoratori ci sarà il passaggio di cantiere. E gli altri? Per tre anni l?Helenia ha incassato sgravi fiscali ed un bonus dai 16 ai 18 milione per ogni lsu assunto.
Siamo preoccupati dal fatto che l?Helenia viene chiusa diffondendo delle false notizie. Sì, la società è in perdita perché dopo tre anni non si è stato capace di prevedere il pagamento degli oneri contributivi. Non ci volevano scienziati e professori per capire che il costo dei servizi andava riadeguato. In due anni di confronto sindacale con questa società ci siamo trovati davanti a dozzine di amministratori: ogni volta dovevamo ricominciare daccapo le trattative e far capire i problemi da risolvere. Stiamo vedendo se è il caso di fare una denuncia penale nei confronti di chi ha sciolto la società?.
Le intimidazioni ai danni dei lavoratori che volevano continuare al lavoro? Io non ne ho viste, posso però raccontarvi delle offese personali e tentativi di aggressioni subite nel corso di un?assemblea con la maggioranza che governa questo comune. C?erano vigili urbani e carabinieri che hanno visto e sentito??.
SABATINO PARENTE, DELLA CGIL.
?Avevamo proposto un tavolo tecnico e l?esperto da utilizzare, Mazzino Tamburrini. Doveva venire oggi. Ho avuto un problema di salute, verrà nei prossimi giorni. Io mi chiedo perché prima il consiglio comunale vota, all?unanimità, un ordine del giorno e poi l?amministraione, con un atto quasi unilaterale, ha sciolto la società? Cosa è avvenuto che non è chiaro ai cittadini? Prima si vota una cosa e poi il suo rappresentante prende la decisione di andare a sciogliere la società. Poi c?è il discoso sugli sprechi. Il consiglio di amministrazione costa 80 mila euro. Ci sono 52 mila euro di consulenze esterne. Il liquidatore, ieri sera, ha tenato di attribuirsi una quota di 132 mila euro (anche se lo prevede la legge), anche se poi è finita con l?incarico a Barboni (uno dei due commissari liquidatori) prorogato fino fino dicembre e a 1400 euro mensili. Vi pare che questa sia una città che non possa rilanciare quest?azienda? E? chiaro che non c?è la volontà politica o si pensa ad altro! Le condizioni economiche ci sono??.

SCARCELLO CARMINE, operaio Helenia, è stato candidato al comune con Alleanza Nazionale
?Io voglio che si faccia una municipalizzata. Ho fatto una proposta a Luciano Farro, il nostro capogruppo in consiglio comunale. Chiedevo di non muovere i contratti, di salvare la società, e poi volevo allargare il sacrificio a tutti i dipendenti del comune di Capaccio: da 25 a 50 euro. Si sarebbe potuto così fare un fondo per salvare la società. Il partito mi ha seguito? Non lo so, ho l?impressione di no?.

ERMINIO MIRARCHI, è un lavoratore Helenia
?Io sono d?accordo con lo scioglimento della società. C?era un cancro andava estirpato una volta per tutte. La colpa, però non può essere degli operai. L?entità del dissesto finanziario deve far guardare altrove. Siamo stati mal gestiti. Se ci hanno fatto dirigere da un raccomandato, mi sembra che la conclusione non possa non essere che costui si deve fare la valigia. Lo statuto era sbagliato. E? mai possibile col 49% si possa comandare? 51 è più grande. L?amministratore delegato, espressione dei privati, si è messo a tutelare i loro interessi. Da qui parte lo sperpero. Voglio fare degli esempi: hanno acquistato mezzi inutili. Dopo aver speso centinaia di migliaia di euro, sono attrezzature che sono state fermate, e sapete perché? Si dovevano utilizzare i mezzi dei privati che, gestendo la raccolta in altri comuni, hanno ?ottimizzato? sull?investimento.
Poi c?è la possibilità di economizzare sulla gestione. Sulla riparazione del parco automezzi sono stati spesi quasi un milione di euro. Bastava attrezzare un?officina interna, con due bravi meccanici, per risparmiare gran parte di questa cifra. E un meccanico è già nell?organico, fa il ?carichino?. E la nafta comprata è costata tre volte tanto.
Su di noi però si è risparmiato anche sulla salute. Non abbiamo avuto una vaccinazione!. La visita medica è stata di rooutine: come ci vedi, come ci senti, ecc. I risultati degli esami di laboratorio ce li hanno loro: noi non sappiamo niente. Da quattro mesi però ci hanno tolto pure i buoni pasto: sulla basta paga ci sono, quei soldi chi se li è presi??.

Oreste Mottola
oreste@unicosettimanale.it

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