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18 Mag 2007

SERRE. In attesa della manifestazione nazionale del 20 maggio

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tratto da www.valledellamasseria.com

Giornata memorabile.

Serre e la Democrazia sono rinati!

Proseguiamo per gradi.

Questa mattina eravamo tutti in attesa che giungesse la risposta, da parte del Governo, alla nostra proposta. Chiedevamo da mesi che Valle della Masseria fosse esclusa da qualsiasi tipo di discarica e che, per fronteggiare all’emergenza rifiuti in Campania, venisse sversata la sapazzatura a Macchia Soprana, vecchia discarica da bonificare. Il tutto era già stato accettato dal Ministro Pecoraro Scanio che si è sempre dicharato contrario.

La risposta non arriva e circa alle quatro del pomeriggio giungono voci che Bertolaso non fosse d’accordo e che Prodi avesse convocato il Consigio dei ministri per prendere una decisione.

Le prime notizie riportanoche Bertolaso avesse posto una postilla all’ordinanza. Voleva Macchi Soprana come discarica e Valle della masseria come sito di stoccaggio di eco-balle.

Perfetto! Noi protestiampo per una discarica e lui ne propone due. E’ una persecuzione!

Il pomeriggio trascorre con l’angoscia di questa notizia .

Sono giunte ormai le 19.30 e sembra,anche da una comunicazione del sindaco,che Valle della masseria sia destinata ad essere sito di stoccaggio. Trascorre circa mezz’ora quando viene comunicato che l’ordinanza é stata firmata.

Macchia Soprana unica discarica a Serre con la postilla che se non venisse aperta entro il primo luglio sara’ usata Valle della masseria come sito provvisorio.

Serre,la democrazia e i presidianti hanno VINTO contro l’arroganza e la prepotenza di chi crede che le comunita’ non debbano essere ascoltate.

In tarda serata giunge la notizia che Bertolaso si sia dimesso,dimissioni rientrate durante la notte.

Noi continueremo a presidiare perche’ Valle della masseria scompaia da ogni ipotesi di sito adibito a discarica o anche solo a stoccaggio.

VALLE DELLA MASSERIA NON SI TOCCA!

Arrivederci al prossimo aggiornamento.

No alle discariche ed alle cariche

Resistere, Resistere, Resistere (e Resisteremo!).

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07 Mag 2007

Capaccio. I motivi della scelta di Alessandro Petraglia

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UDEUR: una scelta che sta tutta in piedi con la voglia di dare un senso ideologico ed etico alla mia partecipazione alla vita politica di Capaccio.
Non sono solo deluso da Forza Italia, ma sono soprattutto preoccupato: in quella compagine non c’è la cultura della valorizzazione del patrimonio umano e culturale delle persone che nel partito sono cresciuti e che hanno dimostrando sempre coerenza e fedeltà. La sensazione è che danno fastidio le persone dotate di autonomia intellettuale e di capacità di prospettiva. Non rinnego nemmeno un momento della mia esperienza decennale all?interno del partito di Forza Italia e dei tre anni dell?amministrazione di Enzo Sica, anzi mi sento serenamente impegnato a sostenere l?attuazione di molti punti programmatici che sono rimasti in sospeso dopo le note vicende. Dopo nove anni di militanza in Forza Italia mi trovo costretto ad abbandonare il partito caro a Silvio Berlusconi, un partito che ho visto crescere tra tante difficoltà. Soffro nel constatare che i vertici comunali di Forza Italia negli ultimi anni non hanno tenuto nella giusta considerazione il mio impegno per il partito, soffocando sempre ed in ogni modo le mie ambizioni. Attraverso l?UDEUR spero che ciò avvenga e che a Capaccio possa costituirsi, o meglio ri-costituirsi la grande famiglia dei moderati, di coloro cioè che fanno della politica strumento di sana partecipazione sociale. La chiara e determinata posizione di Clemente Mastella e dell?UDEUR a difesa dei valori Cattolici e particolarmente del ruolo della famiglia nella sua accezione tradizionale e la gestione del partito da parte del direttivo di Capaccio, mi hanno affascinato e convinto della necessità del passo che compio. A Capaccio occorre che i partiti si riapproprino dei loro ruoli al di là ed al di sopra degli interessi dei singoli. Occorre che i partiti facciano crescere e maturare le esperienze dei giovani che si affacciano al mondo della politica, occorre che nei partiti si viva l?atmosfera della solidarietà e non quella pesante e soffocante dell?arroganza e della diffidenza. Questo mi attendo dall?UDEUR, è questo il senso vero del rilancio del mio impegno in politica. Abbiamo lasciato in sospeso l?attuazione dello strumento urbanistico, e la determinazione di tutta l’amministrazione guidata da Enzo Sica oggi ci da via libera ad uno strumento trasparente e condiviso da tutti. Io stesso sono stato primo attore di molteplici iniziative a favore dello sviluppo del turismo, dell?agricoltura e dello sport del nostro Paese. Dobbiamo continuare su questa strada, sapendo che il nostro Paese attende risposte concrete ed urgenti per i giovani, per le donne, per gli anziani, per i disabili, per gli imprenditori del turismo e dell?agricoltura, per i disoccupati. In questo il ruolo dei Partiti, nessun governo potrà scrivere nemmeno una pagina della sua storia se in balia quotidiana di gruppi o di singoli protesi solo agli interessi personali piuttosto che alla dedizione amministrativa.

La mia dunque è una scelta di vita e non una scelta di opportunità, conto di ottenere grandi risultati insieme con gli amici dell’UDEUR, un partito gestito da persone giovani e capaci, che si è sempre contraddistinto come gruppo compatto ed affiatato, con un direttivo capace di programmare e soprattutto di tutelare la dignità dei suoi iscritti. È con loro che ho deciso di continuare la mia esperienza politica affinché l’impegno di tutti noi assicuri ai nostri figli un Paese pulito, vivibile e sicuro.

Alessandro Petraglia
Candidato al Consiglio Comunale di Capaccio nella lista U.D.E.U.R.

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16 Apr 2007

ALBURNI. Cennamo di nuovo presidente della comunità montana

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tratto da www.alburninet.it che ringrazio
COMUNITA? MONTANA, LE NUOVE CARICHE
Sembra trovato l?accordo per una nuova maggioranza all?ente montano, lunedì a Postiglione ci sarà l?insediamento della nuova giunta con Cennamo Presidente.
Passa il tempo, cambia la popolazione, cambiano le amministrazioni, cambiano le maggioranze, ma le persone no; sono sempre quelle. Carmine Cennamo ancora Presidente ma, il dato più sorprendente è che il vice-presidente è nientemeno che l?ex presidente: Nunzio Gaudioso. Nonostante chè, sino alla caduta della passata amministrazione e al commissariamento dell?ente i due vertici della nuova maggioranza siano stati i rappresentanti delle due opposte fazioni, e forse, facendo appello a quel senso di responsabilità più volte richiamato durante i passati consigli e sorretti da accordi di partito di levatura extra-locale, l?intesa è stata sancita, con buona pace di chi avrebbe voluto un vero cambiamento, non solo nei ruoli.
La situazione di stallo che aveva generato la crisi alburnina sembra oramai alle spalle, non più diciotto e diciotto, bensì ventiquattro consiglieri di maggioranza e dodici di minoranza. L?accordo ha generato i suoi frutti. L?unico che sembra aver pagato il conto per tutti è l?ex-vicepresidente Enzo Luciano. Una cosa è certa però: il Commissario è stato ben accetto e il suo operato ha soddisfatto le attese delle popolazione, soprattutto per quanto riguarda l?abbattimento dei costi per le indennità di carica. Anche nel nostro sondaggio su alburninet i cittadini hanno espresso una larga preferenza per un governo tecnico, segno questo che la politica qui negli Alburni non ha trovato la sua giusta dimensione. Molte le attese per la prossima cosiliatura e molte altre ancora le speranze per uno sviluppo territoriale che stenta a decollare.
Insomma, sul prossimo tavolo politico necessiterà amalgamare bene le vecchie pietanze con i nuovi ingredienti, onestamente di brodini riscaldati ne abbiamo già lo stomaco pieno.

Questa la nuova Giunta della Comunità Montana Alburni:
PRESIDENTE Cennamo Carmine UDEUR
VICE – PRES. Gaudioso Nunzio DS
ASSESSORE Rosolia Immacolata DS
ASSESSORE Tucci Alessandro DS
ASSESSORE Pecori Giuseppe MARGHERITA
ASSESSORE Poti Ettore MARGHERITA
ASSESSORE Tedesco Mario MARGHERITA
ASSESSORE Marino Biagio MARGHERITA
ASSESSORE Russo Ezio UDEUR
ASSESSORE Prezioso Pasqualina SDI
ASSESSORE Ruberto Giuseppe SDI

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01 Apr 2007

Roccadaspide, magistratura indaga sulla riapertura della discarica

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Sulla discarica di Roccadaspide, il ministero per l’ambiente conferma le indagini della magistratura. La sollecitazione è di Stefano Salvi
Roma, 28 marzo 2007

Caro Salvi,

ti scrivo in relazione alla discarica rinvenuta nel Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, oggetto della tua inchiesta e per la quale il ministro Alfonso Pecoraro Scanio ti aveva annunciato un suo interessamento.

Posso confermarti che il Ministro ha subito attivato il Comando Carabinieri per la Tutela dell?Ambiente e ora abbiamo ricevuto dal Nucleo Operativo Ecologico di Salerno alcune informazioni.

Il Nucleo operativo ci informa che la realizzazione della discarica comunale risale agli anni ?80. Si tratta di un?area di 5.600 mq di superficie con un volume dell?invaso di 22.000 mc circa ed è posta in zona 2 del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, nonché è stata individuata come area S.I.C. (Sito d?Interesse Comunitario).

La discarica era stata ufficialmente dismessa nel marzo del 1999. Successivamente, nel marzo 2003, i carabinieri del Noe di Napoli, in collaborazione con i carabinieri locali, avevano ispezionato l?area, accertando violazioni in materia ambientale comunicate all?Autorità Giudiziaria.

Nel settembre del 2006 la discarica è stata posta sotto sequestro dal Corpo Forestale di Capaccio, proprio perché, come hai potuto constatare di persona, pur trattandosi di un impianto ormai chiuso da diversi anni, nei fatti continuava a fungere da deposito per i rifiuti del comune di Roccadaspide.

I Carabinieri ? anche con riferimento ai contenuti della tua denuncia – ci informano che la bonifica e la messa in sicurezza non è mai stata attuata in quanto i sindaci che si sono succeduti nel tempo non hanno mai provveduto ad accantonare nei bilanci comunali somme sufficienti da destinare agli interventi.

La Regione Campania ha attivato un piano regionale di bonifica delle discariche dismesse affidando proprio ai Comuni interessati il compito di provvedere preliminarmente alla verifica analitica dei singoli siti.

Questo è il quadro informativo. In attesa degli sviluppi di questa vicenda che, come vedi, è oggetto di attenzione anche da parte della Magistratura, ti confermo che continueremo a seguire il caso della discarica di Roccadaspide per verificare la possibilità di contribuire alla positiva soluzione del problema.

Buon lavoro e grazie per l?attenzione che poni nel denunciare le aggressioni al territorio.

Giovanni Nani
dell’Ufficio Stampa del Ministero dell’ambiente

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25 Mar 2007

Serre, alcune foto della carica della polizia del 14 marzo

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Alcune immagini della carica sono visionabili cliccando sul link:

http://blog.libero.it/ecoikos/2468979.html

SULLE CARICHE DI SERRE

Comunicato del Presidio di SERRE (Valle della Masseria):

“LO STATO SQUADRISTA CHE CARICA”

immagine

Fin dalle prime luci dell?alba del 14.03.07, i Carabinieri inziano a presidiare le vie di accesso alla Valle della Masseria, le stesse pattuglie si sono posizionate al Ponte Sele e all?uscita dell?autostrada di Campagna, ed inoltre altre pattuglie hanno monitorato la s.s.19. Verso le ore 8.30 si intravede la lunga colonna delle forze dell?ordine e i mezzi per lo sbancamento dei Vigili del Fuoco. La colonna fa campo base all’interno della futura Area P.I.P. Una forza imponente e massiccia in assetto antisommossa. Inziano ad avanzare gli scavatori dei Vigili del Fuoco per rimuovere gli ostacoli, e dietro di loro il battaglione delle forze dell?Ordine.
Il Sindaco e l?amministrazione comunale di Serre, con i Sindaci delle Comunita? degli Alburni, Asssessori della Provincia di Salerno, Consiglieri Regione Campania, vanno incontro alle forze dell?ordine che stanno avanzando, per spiegare loro l?illegittimità ad entrare nella Valle , in quanto vi e? un? Ordinanza Comunale che requisisce l?area per motivi di salute pubblica.
Dopo un impetuoso confronto tra i Sindaci e il Dirigente dell?Operazione Dott. Amato, lo stesso da? l?ordine di avanzare. Il Sindaco di Serre con tutti i colleghi della comunita? iniziano a fare resistenza passiva, mentre le forze dell?ordine chiudono i ranghi e, muniti di scudi iniziano a sfondare il cordone, e la cosa piu? assurda e? stato vedere Scene da CILE, inizia la carica vera e propria verso tirare calci al cordone. ?MANIFESTANTI PACIFICI?, che cercano di far rispettare la legge, e di difendere la propria terra, il sindaco viene preso e strattonato e scaraventato a terra, idem per il Presidente del Parco Nazionale del Cilento e Vallo del Diano, peggio per una mamma INDIFESA , in quanto in un primo accertamento rilevato dai medici della Croce Rossa presenti al presidio, presentava lesioni , e si e? dovuto ricorrere al ricovero presso l?Ospedale di Eboli.
Noi tutti ci chiediamo, come si puo? in uno ?STATO DEMOCRATICO?, subire una carica dalle forze dell?ordine in un contesto di manifestazione pacifica, dove si sta lottando per l?integrita? di un?area, per la salvezza del fiume SELE che e? patrimonio di tutta la Società? Civile.

“Comitato Serre per la Vita”
www.serreperlavita.it

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20 Mar 2007

Serre, come comincia la storia di Valle della Masseria

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Da oltre tre mesi Guido Bertolaso, commissario straordinario per l?emergenza rifiuti in Campania, ha individuato Valle della Masseria, nel comune di Serre, come discarica dei rifiuti. La ?buca? è profonda 25 metri, sembra già pronta a ingoiare rifiuti per due milioni di metri cubi, è naturalmente impermeabile. È di argilla, può facilmente essere protetta dalle infiltrazioni di percolato, i torrenti di veleno liberati dalle masse umide di immondizie. Può tamponare per oltre un anno l´emergenza rifiuti in tutta la Campania. Le controindicazioni sono altrettante. E? all?interno dell´oasi naturale che riunisce le ultime lontre e gli aironi tra i corsi di acque limpide del Sele, non sopporterebbe l´impatto ambientale di migliaia di camion che percorrono da Napoli 130 km e violano per almeno mezz´ora il parco faunistico, c?è il rischio di un intervento dell´Unione europea per violazioni dei siti protetti. «L´area è sottoposta a sei o sette vincoli ambientali», ribadisce Palmiro Cornetta, sindaco di Serre. I maggiori pericoli li corre il fiume Sele. La discarica è a meno di 400 metri dal fiume e questo causerebbe l’inquinamento delle acque fluviali, per il versamento di percolato. Percorsi altre poche centinaia di metri il fiume viene fermato dalla diga che viene utilizzata per irrigare i 40mila ettari di campi e serre della piana del Sele, da cui dipende tutta l’economia della zona e produzioni di grande rilievo e pregio quali la mozzarella di bufala. ?Si finge di non sapere ? scrive Franco Ortolani, docente di geologia presso la Federico II di Napoli -che dall?Oasi di Persano, ubicata 500 m a valle del sito proposto per la nuova discarica regionale, vengono prelevati circa 250 milioni di metri cubi l?anno per irrigare circa 23.000 ettari nei quali si svolge una qualificata attività agricola che da occupazione a circa 40.000-50.000 persone?
C?è poi un?intera comunità di contadini, quasi tutti dediti a produzioni ecocompatibili, che ha le proprie case a poche centinaia di metri dall?area della futura discarica..
«In questa terra sono nato e voglio morire. Ma voglio morire di vecchiaia non intossicato dai rifiuti. Se serve a salvare il mio paese sono disposto anche a cedere parte della mia stessa terra e dare i soldi al sindaco per mandare fuori Italia la spazzatura». Feltrine Giugne, viso rugoso e mani callose, è uno dei tanti manifestanti over settanta che da due mesi presidiano Valle della Masseria. È uno dei più vecchi agricoltori della zona. Anzi, di quelli che ancora lavorano nei campi. La sua terra si estende giù per la vallata, stretta negli Alburni e bagnata dal Sele. Alleva vacche e coltiva frutta: questo è tutto il suo mondo, l?unico che conosce.
Da mesi migliaia di persone, soprattutto contadini e giovani, divise in turni di presenza, hanno ?sigillato? la zona, impedendo di fatto l?accesso ai tecnici incaricati di fare i sondaggi geologici.
Il 14 marzo ha chiesto alla sua gente di «stare tranquilla» e, poi, quando ha visto i primi spintoni della polizia, si è seduto a terra, in difesa dei suoi concittadini. «Dobbiamo essere come Gandhi – ha detto incitando i suoi dal magafono – rispondere con la non-violenza alla forza dei manganelli». Palmiro Cornetta ha cercato il dialogo fino all?ultimo. Fino a quando è stato spintonato e spostato con la forza dalla polizia. Quando, intorno alle 8 è giunta da Salerno la colonna di uomini e mezzi delle forze dell?ordine, ha preso la fascia tricolore, l?ha indossata e ha atteso impassibile e sereno gli eventi. E ha tenuto la fascia sempre. Anche quando è strato strattonato e bloccato dai poliziotti.
. «Ho raccolto delle carte – prosegue – che dimostrano che attorno a questa cava c?è uno ?strano movimento? di soldi. «Abbiamo dei sospetti – dice il consigliere regionale Michele Ragosta – stiamo cercando le prove. Sembra che sui terreni della cava di recente siano state eseguite delle operazioni di compravendita dei suoli un po?… strane. Stiamo cercando conferme nelle carte». Voci di popolo parlano di «contatti» tra il commissariato di Governo e alcune potenti famiglie già nell?era del commissariato Catenacci. Figlio di contadini, Palmiro Cornetta ha studiato medicina ma, come tutti i suoi compaesani, ha scelto di restare nel suo paese natio. La sua vita negli ultimi due mesi è diventata un inferno: manifestante e sindaco, rappresentante istituzionale e rivoluzionario ha dalla sua una folta schiera di primi cittadini che riesce a trascinare ovunque, in tutte le sedi «importanti» a sostenere la sua battaglia.
Insomma non c?è pace in Campania, però, sebbene da un contesto negativo, è venuto a galla qualcosa di buono: è veramente da applaudire la volontà di questi cittadini di fare qualcosa concretamente per il loro territorio, sono persone che si divincolano dagli stereotipi della noncuranza e della pigrizia italiana, e che spendono il loro tempo e le loro energie per evitare che tutto vada a rotoli. Non solo, questi cittadini offrono della Campania un spaccato diverso da quello che è solitamente protagonista delle cronache, nonostante tutto non c?è solo la criminalità.
Tutti impegnati nella spasmodica ricerca del sito dove smaltire i rifiuti salvo, poi, dover fare i conti con la protesta degli abitanti del luogo individuato. Nessuno, però, affronta in modo serio il problema legato alla raccolta differenziata che fa registrare in Campania un valore pro capite pari a 51,6 kg/abitante per anno (140 grammi al giorno!). Un mancato decollo che caratterizza tutte le province della regione con tassi di raccolta, nella maggior parte dei casi, inferiori al 15%. Allora perché insistere su Serre? Perché questo accanimento contro una zona, popolata prevalentemente da pacifici contadini, che ospita una bellissima ed incantevole Oasi? Il primo aprile, quest?ultima, compie pure gli anni: trenta.
Oreste Mottola

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20 Mar 2007

A Valle della Masseria ora la parola passa ai tecnici

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La commissione scientifica che dovrà valutare la compatibilità geologica, naturalistica ed economica di Valle della Masseria è stata formata e già da domani si metterà al lavoro. L?ultimo atto è stato compiuto dal sindaco di Serre, Palmiro Cornetta, che ha reso noto in mattinata i nominativi dei tecnici di fiducia del comune e che andranno a comporre la commissione tecnico ? scientifica che affiancherà Guido Bertolaso. Si tratta del docente di Geologia presso l’Università di Napoli, Francesco Ortolani, dell’ingegnere ambientale Domenico Corvino di Battipaglia, del naturalista Gabriele De Filippo, docente presso l’Università degli Studi di Salerno e di Ettore Bove, docente di economia e politica agraria presso l?ateneo di Potenza. Era stato proprio Guido Bertolaso, sabato sera nella palestra comunale di Serre ad annunciare di aver conferito l’incarico, per il commissariato all?emergenza rifiuti, al presidente nazionale della commissione grandi rischi, il professore Franco Barberi, ed al preside della Facoltà di ingegneria dell’ Università di Napoli, Eduardo Cosenza. ?Sono personalità super ? partes?, aveva commentato. Mancavano proprio gli esperti naturalistici, idrogeologici e dell?agricoltura, e la lacuna è stata colmata con le ultime nomine. Il compito più spinoso è proprio quello affidato ad Ettore Bove: ?dovrà calcolare il danno economico che si andrà a causare nella zona individuata per la realizzazione della discarica?, dice Palmiro Cornetta. ?Le personalità coinvolte ? nota Baldassarre Chiaviello, di ?Serre per la vita? ? ci fanno sperare che finalmente tutta la questione potrà essere ricondotta dentro ad una seria analisi scientifica?. La formazione di questo gruppo di lavoro, che darà un parere vincolante sul progetto di Bertolaso, permetterà l?ingresso nella cava di Valle della Masseria agli incaricati dei sondaggi geognostici che lavoreranno senza essere accompagnati dalle forze dell?ordine ma sotto la diretta responsabilità del comune di Serre.
?La nostra richiesta di riprendere le attività di estrazione nella cava di Valle della Masseria, che è una cava attiva, è stata formulata il 19 ottobre del 2006, quando non c?era nessuna avvisaglia di ciò che successivamente è avvenuto. Il 7 marzo scorso l?amministrazione regionale ne ha concluso semplicemente l?iter?. Dalla proprietà di ?Terrecotte?, società appartenente al gruppo pugliese Fantini e Scianatico, leader italiano nella produzione di laterizi, ci tengono a far sapere che dall?eventuale discarica da aprire a Serre, loro non ricaverebbero vantaggi ma solo seri problemi. Il non poter più attingere argilla da Valle della Masseria andrebbe ad interrompere il rifornimento della materia prima verso gli stabilimenti di lavorazione di Contursi ed Oliveto Citra, che attualmente danno lavoro ad 80 dipendenti. ?A Valle della Masseria da più di quarant?anni, ancor prima dell?istituzione dell?oasi Wwf, sono in azione queste cave che hanno fatto lavorare tanta gente che così ha evitato di emigrare?, dice il geologo Antonino Mennella.

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02 Mar 2007

Pietro Caggiano è il nuovo presidente della Coldiretti di Salerno

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La Coldiretti, la principale associazione professionale degli imprenditori agricoli, ha un nuovo presidente che è succeduto a Luigi Scorziello. . E? Pietro Caggiano, 48 anni, agronomo, da sempre impegnato in prima linea per le battaglie in favore dell?agricoltura. Caggiano fino a ieri ricopriva la carica di presidente della sezione di Battipaglia. Ha al suo attivo alcuni corsi di perfezionamento di management aziendale presso il l?Isvor Fiat di Torino e la Formaper di Milano. Dal 1986 è presidente della Covimer di Battipaglia, azienda leader a livello nazionale nel settore del vivaismo ortofrutticolo. Fa parte del consiglio di amministrazione del Patto Territoriale Sele-Picentino e del consorzio Idea Natura di Battipaglia. E? responsabile del settore vivaismo della Camera di Commercio di Salerno. Dal 1990 Caggiano è presidente del laboratorio di analisi agrobiochimiche Agrobiochimica di Battipaglia Caggiano è è stato eletto ad unanimità dall?assemblea dei soci, alla presenza del direttore regionale Vito Amendolara, del presidente regionale nonché vice presidente nazionale Gennaro Masiello e del direttore provinciale di Salerno Francesco Cosentini. Caggiano ha ribadito la ?volontà di Coldiretti a essere forza sociale nel solco del processo di rigenerazione avviato a livello nazionale? L?organizzazione, infatti, è impegnata, negli ultimi anni, nella lotta per la sicurezza dei prodotti e per la tracciabilità (l?indicazione della provenienza sull?etichetta), al fine di proteggere il Made in Italy. Sulla difesa del territorio ha puntato anche il discorso di Vito Amendolara: ?Non dobbiamo dimenticare che lo sviluppo locale integrato è la prima condizione per lo sviluppo agricolo. Per questo Coldiretti è in prima fila nella lotta contro l?apertura di una discarica a Serre. Non siamo un?associazione corporativa, ma abbiamo siglato accordi con le associazioni dei consumatori?.

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08 Ott 2006

ALTAVILLA. E’ morto Giovanni Saponara, presidente della Bcc

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Altavilla, muore il presidente della Banca di Credito Cooperativo

ORESTE MOTTOLA

I funerali si terranno domani MARTEDI’ alle 14.30, a Cerrelli.

Tutto inizia da un banale incidente stradale che sembrava non aver avuto nessuna seria conseguenza. Fra i passeggeri c?è Giovanni Saponara, 58 anni. Ha battuto la testa. Accusa dei dolori. Quando si acuiscono va in ospedale ad Eboli. E? un trauma cranico, lo ricoverano, arriva una successiva ischemia cerebrale e le complicanze insorte dopo il primo intervento chirurgico lo hanno portato rapidamente alla morte. Niente può più il trasferimento presso l?unità specializzata del ?San Luca? di Vallo della Lucania. Lascia la moglie, l?ebolitana Ione Ginetti, e due figli: Antonio e Luciana. Giovanni Saponara è presidente della locale Banca di Credito Cooperativo, già Cassa Rurale. Di Altavilla Silentina e Calabritto, ma anche con centinaia di soci fra Battipaglia e Pontecagnano. Imprenditore nel ramo della distribuzione dei prodotti petroliferi, Saponara non continua per molti anni l?insegnamento delle lettere nelle scuole medie che lascia anzitempo per dedicarsi a tempo pieno alla sua azienda ed all?istituto di credito che fondò nei primi anni Ottanta. La Banca va bene, ed è fra le prime della Campania per depositi e redditività. Altra sua passione è il calcio, culminata nella promozione in Eccellenza della squadra che finanzia e dirigeva. La sua attività non si è chiusa nel perimetro del territorio di Altavilla ma, a capo della federazione regionale delle ex Casse Rurali, ha investito, fra il 2000 ed il 2004, tutta la Campania.

Era il 1982 quando diede vita alla Banca di Altavilla Silentina. Il suo merito storico? ?Convinse un paese ancora profondamente contadino e conservatore, refrattario a discorsi cooperativi, qual era Altavilla, a togliere i soldi da sotto la mattonella e dagli uffici postali per metterli a disposizione dello sviluppo economico?, testimonia il vicesindaco Enzo Giardullo. Nel 2000 mette in moto una ?fusione per incorporazione? ed assorbe la più piccola banca di Calabritto. Ed è per questo che l?attuale vicepresidente vicario è il calabrittano Gelsomino Viscido. Sarà lui a guidare la banca fino al 2007, quando i soci torneranno a votare.

?Conosceva il paese come pochi e questo gli ha permesso di assecondare un generale processo di crescita che non ha conosciuto scossoni. E di lui tutti si fidavano, tanto che riuscì a far digerire alla base sociale quell?unificazione con la consorella di Calabritto che qualche perplessità l?aveva suscitata?, aggiunge l?avvocato Sabato Di Lucia. Saponara gode di un prestigio naturale, così quandol’inchiesta “Bufala connection” sfiorò la Banca, prima ancora che il prosieguo delle indagini ne accertassero la completa estraneità ai fatti delittuosi, nessuno, ad Altavilla, si sognò di chiedergli spiegazioni.

Pragmatico, non amava le cerimonie e i grandi discorsi, ha incitato sempre a fare da sé, senza attendere miracoli dai politici locali o nazionali che fossero.

Dal padre aveva ereditato un’azienda per la distribuzione di prodotti petroliferi che lui aveva portato ad operare in tutta la provincia. Era stato presidente della squadra di calcio dell’Altavillese quando questa disputò un paio di campionati in Eccellenza. Fu un?avventura che gli costò parecchio, a cominciare dall?acquisto del titolo per disputare il campionato. Finì perché nel paese non c?era uno stadio degno di questo nome e non era possibile giocare su campi dove non c?era posto nemmeno per gli spettatori. ?E? un mezzo per far girare in nome del paese. E così conosceranno le nostre imprese e i loro prodotti?, ripeteva sempre cercando l?ascolto, una volta tanto, della classe politica. Che non venne.
Oreste Mottola

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29 Set 2006

LA MERICA DEGLI ALTAVILLESI. Successo della presentazione

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“La Merica altavillese. Gli altavillesi in USA dal 1876 al 1924″ è il titolo del libro che l’autore, Bruno Di Venuta, informatico altavillese ora residente a Roma, ha presentato sabato 23 settembre ai suoi concittadini nel suggestivo chiostro del Convento di San Francesco, nella stessa Altavilla.
Il libro, che raccoglie tutta una serie di storie di persone e famiglie emigrate da Altavilla Silentina nel periodo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, è stato il frutto di sette anni di ricerche che Di Venuta, da buon esperto di computer, ha effettuato soprattutto tramite Internet, accedendo ad archivi di imbarco e sbarco delle navi, nonché di carteggi vari intrapresi anche con i responsabili d’oltreoceano e con gli stessi emigrati in America.
La presentazione del volume – 190 pagine, pubblicato dalla casa editrice salernitana “10/17″ – si è fregiata dell’intervento di importanti personalità del mondo della cultura e della politica a livello locale e nazionale tra cui Romilda Nigro, Assessore alle Politiche Sociali di Altavilla, Ermanno Guerra, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Salerno, Michele Figliulo, ex Vice Presidente della Provincia di Salerno, Rosa D’Amelio, Assessore alle Politiche Sociali della Regione Campania, Ernesto Scelza, Delegato alla pace, alla cooperazione internazionale e all’immigrazione della Provincia di Salerno, l’altavillese Carmela Di Agresti, Preside della Facoltà di Scienze della Formazione della Libera Università Maria SS. Assunta di Roma, il senatore Gaetano Fasolino, il Sindaco di Serre Palmiro Cornetta. Assenti il Sindaco di Altavilla e il Presidente (anche lui altavillese) della Corte d’Appello di Salerno, Antonio Bassi, che ha però inviato delle parole di apprezzamento per un lavoro “chiarificatore della nostra storia altavillese e contributo alla conoscenza del nostro paese nel mondo”.
Il libro è stato distribuito gratuitamente alle famiglie altavillesi e se ne attende una seconda ristampa finanziata dalla Regione Campania, per poter soddisfare le richieste di tutti.
L’incontro di sabato, moderato dal Direttore di Unico, Oreste Mottola, ha visto susseguirsi una serie di contributi personali da parte delle suddette cariche istituzionali e culturali, ma anche di altre figure perno della comunità altavillese. Le parti politiche hanno focalizzato l’attenzione sul problema dell’immigrazione verso le nostre coste, che vede oggi le stesse problematiche che gli italiani dovettero affrontare un secolo fa in “viaggi della disperazione” del tutto simili agli attuali. E’ stata anche sottolineata l’urgenza di effettuare interventi nel tessuto culturale delle nostre zone periferiche e di provincia, aspetto – pericolosamente – poco curato.
Molto accattivante la parte in cui lo stesso Autore ha presentato una serie di diapositive con notizie storiche, immagini di locandine pubblicitarie delle società di navigazione, documenti di imbarco, foto dei nostri compaesani all’estero e degli sbarchi sull’isola newyorchese di Ellis Island. Con una chicca: la registrazione di un video in cui un’altavillese di terza generazione, Carolann Acito, con suo marito, testimoniavano commossi l’opportunità che le ricerche di Di Venuta avevano dato loro di rintracciare i parenti del paese di origine.
Altra ciliegina sulla torta è stato l’intervento di Alessandro Pacifico, un emigrato che ha emozionato la platea con il suo intervento carico di amore per la sua terra di origine: “voi parlate più americano di me”, ha candidamente esclamato alla folla, a dimostrazione di quanto si senta ancora fondamentalmente italiano e altavillese.
Un buffet ha chiuso la lunga serata, rappresentando un altro momento di aggregazione e conoscenza tra gli altavillesi “di casa” e quelli rientrati alla base, anche se solo per qualche piccolo ma importantissimo momento da trascorrere insieme, alla riscoperta di un’identità e di radici comuni. Identità e radici che opere come quella di Bruno Di Venuta contribuiscono non poco a rafforzare.

Diomira Cennamo

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