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26 Set 2006

Antonio Lavecchia, di Castel San Lorenzo, è il giovane "ricercatore dell’anno"

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Giovane ricercatore dell?anno, secondo Farmindustria, è il salernitano Antonio Lavecchia
?Per sconfiggere le malattie studio i meccanismi di azione dei farmaci?

ORESTE MOTTOLA?Non sono un taumaturgo ma progetto molecole farmacologicamente attive attraverso approcci di chimica computazionale?, Spiega così il suo lavoro, Antonio Lavecchia, 38 anni. Sono modelli matematici che serviranno per costruire i nuovi farmaci che combatteranno tumori, Aids, diabete ed invecchiamento. Suona poi il pianoforte, è diplomato al Conservatorio, ha una sorella gemella, Antonella, apprezzato avvocato.
Il premio di Farmindustria destinato ad un ricercatore ?under 40? di quest?anno è andato a lui. Lavecchia ha forti radici familiari a Castel San Lorenzo, dove abitano i suoi genitori, in uno dei più bei palazzi del paese, ha casa a Salerno e cattedra a Napoli, presso la facoltà di farmacia. Dopo gli studi liceali compiuti a Roccadaspide, va a laurearsi va a Pisa, ha il massimo dei voti e la lode. Fra Pisa, Catania e Napoli svolge i primi passi della sua già brillante carriera. Dal 2005 è docente associato. Lavecchia ha frequenti periodi di studio all’estero in diversi laboratori guidati da importanti scienziati. In particolare, ha lavorato, negli Usa, presso l’Università del Minnesota, collaborando con Philip Portoghese, a Barcellona con Ferran Sanz e a Monaco con Horst Kessler. Tornato in Campania continua a mantenere queste collaborazioni internazionali che ha accresciuto con intese con centri di ricerca olandesi ed il prestigiosissimo National Cancer Institute di Bethesda di Yves Pommier.
Nel suo curriculum spiccando due master conseguiti presso la scuola di management della Luiss, in ?Comunicazione? e ?Creatività e Problem Solving?. ?Il ricercatore moderno oltre ad essere uomo di scienza è anche un po? manager?, spiega. ?E soprattutto deve imparare a gestire tempi e squadra. ?Io faccio parte di quella di Ettore Novellino, il preside della facoltà?, aggiunge Lavecchia.
L?ultimo risultato conseguito è il premio di Farmindustria, riconoscimento che premia la qualità delle ricerche condotte in materia di scienze chimiche-farmaceutiche e in particolare quelle relative al Drug Discovery e che va ai ricercatori che hanno presentato i migliori lavori in materia di progettazione, metabolismo o tecniche analitiche, computazionali, chimiche, fisico-chimiche relativi a sostanze bioattive. Non sono solo i ?Tremila euro ed un attestato?, come racconta, ma il riconoscimento che le sue ricerche sono suscettibili d?applicazioni pratiche. Capaci quindi di risolvere gravissime patologie.

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05 Set 2006

ALBURNI. VILLANI, ATTENTO AGLI AMICI DELL’ULTIMA ORA"

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Documento politico dei consiglieri della Margherita alla Comunità Montana Alburni Presa di posizione dei sindaci e dei rappresentanti della Margherita presso la comunità montana degli Alburni.

Il 19 agosto u.s. il Consiglio Generale della Comunità Montana Alburni, su diffida del Sig. Prefetto di Salerno veniva convocato per approvare il bilancio di previsione 2006, pena lo scioglimento dello stesso. Va ricordato che il documento contabile in approvazione poteva essere stimato alla stregua di un adempimento tecnico, ferme restando le naturali implicazioni di ordine politico. La ragione di tale considerazione è semplice: si trattava di varare misure economiche e finanziarie in gergo ritenute spese fisse, cioè obbligate. E in più vi era da approvare preventivamente un debito fuori bilancio, risalente agli anni ottanta. Conditio sine qua non per licenziare il bilancio 2006. Alla luce di siffatta situazione la maggioranza di centro-sinistra che governa la CM Alburni, (DS, Margherita, SDI, Indipendenti) si prodigava in ogni modo per onorare l’impegno assunto con il Sig. Prefetto ad approvare i due punti all’odg. I partiti esprimenti la giunta, pur di scongiurare lo scioglimento dell’Assemblea, continuavano a dare segnali concreti all’opposizione, per costruire con l’ingresso in maggioranza dell’Udeur un quadro politico organico di centro-sinistra, assicurando in tal modo una maggioranza ampia e governabilità all’Ente. Ne è testimonianza la circostanziata ricostruzione fatta alla stampa dall’avv. Alfonso Amato, Sindaco Udeur di Sicignano degli Alburni e delegato dal segretario provinciale del suo partito on. Nocera a seguire la trattativa. A tale proposito va sottolineato che le richieste avanzate dall’Udeur venivano tutte accettate dai partiti di centro-sinistra che sostenevano la giunta esecutiva(dimissioni del presidente DS Gaudioso e del suo esecutivo, nomina di una nuova giunta con presidenza e due assessori all’Udeur).Disponibilità risultata vana. Esperito ogni tentativo, perché la trattativa andasse in porto e il bilancio venisse approvato per evitare lo scioglimento del Consiglio, l’attuale coalizione di centrosinistra ha dovuto prendere atto che la volontà dei partiti di opposizione era solo quella di andare allo scioglimento. L’assessore provinciale Cennamo dell’Udeur ne è stato senza dubbio indiscusso protagonista, con il sostegno attivo di parlamentari di FI. Mentre l’avv. Amato costruiva, Cennamo distruggeva alleandosi con FI. Bisogna dire che l’esponente dell’Udeur alla Provincia di Salerno è stranamente parte con tutti i partiti di centrosinistra nella giunta guidata dal Presidente Villani della Margherita, alla CM Alburni, invece, è capo di tutta l’opposizione, compresi i partiti di centrodestra. Questi, in sintesi, i fatti, che potrebbero definirsi sconcertanti, visto il comportamento irresponsabile dell’opposizione, guidata da un esponente di rilievo della giunta provinciale di centro-sinistra di Salerno, quale è appunto l’assessore Cennamo. Sembra però ancora più assurdo, per i consiglieri della Margherita, lo sbrigativo atteggiamento del Presidente Villani, nella veste di coordinatore provinciale della Margherita, che invece di spendersi in una mediazione onorevole e dignitosa nella trattativa per risolvere la crisi alla CM Alburni, ha preso partito a sostegno di tre consiglieri suoi amici dell’ultima ora che si proclamano della Margherita, e che in alleanza con Cennamo e con il centrodestra si sono distinti negli ultimi mesi, giocando allo sfascio, per la loro violenta ostilità nei confronti della giunta e della maggioranza, di cui fanno parte i sette consiglieri ortodossi della Margherita. Il coordinatore provinciale della Margherita forse non sa che i sette consiglieri del suo partito sono stati leali e fermi nel seguire solo le indicazioni della segreteria provinciale, che ha sempre raccomandato fedeltà all’alleanza del centrosinistra. I sette consiglieri della Margherita nella maggioranza di centrosinistra hanno osservato costantemente e con scrupolo la volontà politica stabilita dalla segreteria provinciale. Essi comunque precisano che qualora la loro presenza alla CM Alburni dovesse disturbare le strategie politiche del Presidente Villani, non escludono il proprio disimpegno dal partito, in modo da fare anche spazio agli amici del Presidente della Provincia. Si ricorda solo come notizia, che il gruppo dei sette consiglieri discriminato e offeso dal coordinatore provinciale della Margherita è composto da gente che fa politica con coerenza da più di trent’anni, prima nella DC, poi nel PPI e poi nella Margherita, anche in ruoli di alta responsabilità istituzionale e politica, e sempre al servizio della gente comune. Non sarà quindi difficile per essi continuare a fare politica, sia pure in altre posizioni, e sempre nel centrosinistra.

Postiglione 30.08.06

F.to Capozzoli Alessandro / Marino Biagio Ottati
F.to Tedesco Mario / Poto Donato Castelcivita

F.to Marino Giovanni Aquara

F.to Pecori Giuseppe Roscigno

F.to Reina Raffaele Bellosguardo
CONTROFIRMATO DA:

Tancredi Attilio – Sindaco di Castelcivita (Margherita)

Marino Pasquale ? Sindaco di Ottati (Margherita)

Antonio Sicilia ? Sindaco di Corleto (Margherita)

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29 Ago 2006

Durissima presa di posizione dell’Udeur sulla questione comunità montana

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Il fax è stato spedito dallo 0828 976148, corrispondente al municipio di Petina e rende nota la posizione del coordinamento Udeur degli Alburni.

Il coordinamento territoriale dell?Udeur in merito alla grave situazione politico ? istituzionale creatasi alla comunità montana degli Alburni, ritene doversoso puntualizzare e chiarire alcuni aspetti. La nostra responsabilità ci porta ad essere cauti anche quando sui giornali appaiono farneticanti interviste a personaggi che pur di apparire dicono tutto ed il contrario di tutto. L?ambizione di essere PRIMEDONNE li fa ritrovare in prima fila in ogni contesto e in ogni polemica, anche senza averne ogni titolo. Riteniamo di non dover perdere tempo ad inseguire le fantasie senza costrutto di tali personaggi. Ma poichè alcuni che hanno perso i buoi cercano ora le corna prendendosela con il nostro assessore Cennamo, che non ha la minima responsabilità di quanto è avvenuto. L?unica sua colpa è stata quella di sentire forte la responsabilità del territorio e ha cercato in qualche modo di dare un serio governo all?ente. Questo non è avvenuto proprio a causa di questi personaggi che oggi fanno i predicatori. A qualche illustre personaggio vorremmo ricordare che non è l?assessore Carmine Cennamo che predica bene e razzola male ma mentre Cennamo da anni va predicando l?unione del Centro ? Sinistra, gli altri preferivano Razzolare e basta. Al sindaco di Sicignano ricordiamo che se veramente teneva a cuore le sorti della comunità montana, non mandava un rappresentante da una parte e l?altro dall?altra. Questo significa voler stare con un piede in due scarpe, e non ci sembra serio. La verità va detta tutta non a metà. Non è corretto fare dichiarazioni ed elaborare teorie su mezze verità.
La posizione dell?Udeur è sempre stata chiara, fin dall?inizio. Abbiamo chiesto (da anni) di incontrarsi, di confrontarsi, di conoscere e decidere cosa fare per un futuro da costruire insieme, di produrre e condividere le responsabilità. Altri volevano solo che fossimo la stampella di questi personaggi così attaccati ad una poltrona che pur di non mollare hanno preferito il commissariamento.
Ci sembra alquanto singolare che chi aveva la responsabilità di governo accusi noi di aver fatto commissariare l?ente. Ci vuole proprio una gran faccia tosta. Ma l?arroganza menzognera di questi pseudo amministratori si concretizza bene nel manifesto (anonimo?) fatto affiggere in questi giorni mistificando puntualmente la realtà. Noi non abbiamo fatto alcuna scelta irresponsabile, ma irresponsabile ha dimostrato di esserlo chi ha portato la comunità montana al baratro. Strumentalizzazione politica, demagogia, falsità, arroganza e divisioni sono tutte logiche che calzano perfettamente agli autori del manifesto pseudo ? anonimo.
Ma quali progetti ha avuto questa ex maggioranza, quali attenzioni per il territorio?
Perchè non hanno avviato le procedure per accertare le responsabilità del debito fuori bilancio?
Da nove mesi non c?è maggioranza e non si ha la responsabilità politica di dimettersi. Noi non ci sottraiamo alle nostre responsabilità, ma è arrivato il momento che alcuni personaggi stiano un po? a casa. Siamo curiosi di capire il perchè di questo attaccamento a quelle poltrone, la paura del Commissario che a quanto ci è dato di sapere, non morde.
Si ha forse paura che si scoprano gli altarini? Chi non ha scheletri nell?armadio non teme nessuno. La gente è stanca di tutto questo, e questi personaggi invece di vergognarsi e meditare sul proprio fallimento, non trovano di meglio che accusare in modo arrogante e mistificatorio chi non c?entra affatto.
Il coordinamento Udeur degli Alburni

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20 Giu 2006

Pennella, una precisazione dell’avvocato Catauro

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

EGR. SIG.
ORESTE MOTTOLA
DIRETTORE DI ?UNICO?

OGGETTO: INCIDENTE STRADALE DEL 10/6/2006 IN CUI E? RIMASTO VITTIMA PENNELLA GIUSEPPE ? PRECISAZIONE.

Egregio Direttore,
nella qualità di Avvocato della Famiglia Pennella, in riferimento alle notizie comparse in questi giorni su alcuni quotidiani e a quanto la cittadinanza ha inteso elaborare, peraltro senza conoscere la vicenda, mi corre l?obbligo di esprimere il mio personale disappunto.
Con la presente, alla luce dell?attività sinora svolta circa la ricostruzione della dinamica dell?incidente stradale verificatosi in data 10/6/2006 in località Lido Lago, nel comune di Battipaglia, intendo portare a conoscenza dell?opinione pubblica che, al momento, non emergono elementi tali da ascrivere responsabilità al compianto Giuseppe Pennella.
La presente precisazione è diretta a coloro che riportano notizie prive di riscontri probatori e a coloro che esprimono proprie convinzioni sulla base di ignobili pregiudizi, il tutto per evitare che un giovane ragazzo perbene, serio, responsabile, oculato, rispettoso delle regole giuridiche e morali, non venga ucciso una seconda volta!
Scusandomi per l?intrusione, porgo distinti saluti.
AVV. EZIO CATAURO

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23 Mag 2006

Capaccio. Dissequestrate le fioriere dell’Ariston

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Le fioriere dell?Ariston, il noto albergo centro congressi di Paestum, non dovevano essere sequestrate. Lo ha stabilito il tribunale della libertà cancellando così qualsiasi ipotesi di reato. Lo ha sentenziato ieri il tribunale del Riesame dopo che, per la seconda volta, erano stati apposti i sigilli alle fioriere del noto albergo pestano perchè ritenute difformi e, quindi, abusive.
Le fioriere sono state «liberate». Erano state sequestrate il 18 maggio scorso nell?ambito di una vasta azione di ripristino della legalità nella piana del Sele da tempo condotta dal comando Forestale, mirata alla repressione dei presunti abusi edilizi. Ma già il primo sequestro della Forestale non fu convalidato dal gip. Successivamente, il pm Penna firmò un sequestro probatorio al fine di ordinare una perizia tecnica su quei quarantacinque metri di fioriera antistante l?albergo che avrebbero, secondo l?accusa, occupato la sede stradale oltre che ad essere state costruite in maniera difforme dal progetto originario. Avverso il sequestro probatorio la difesa dei titolari dell?Ariston di Paestum (avvocati Carmine Giovine e Federico Conte) hanno prodotto ricorso al tribunale della libertà ottenendo ragione con il secondo dissequestro delle fioriere. In parziale difformità coi progetti presentati e in anticipo sui tempi di realizzazione: fu questa l?accusa dopo un sopralluogo del Corpo Forestale. Due, tre fioriere appena più grandi ed alte di quelle previste dal progetto; un muro arretrato, sempre all?interno della proprietà dove sorge l?abitazione dei Barlotti, di trenta centimetri sulle distanze indicate sulle carte. «Abusi edilizi all?hotel Ariston», disse l?accusa ora smontata dai giudici del tribunale della libertà.
L?attenzione della Forestale si incentrò sulle recinzioni, ampliamenti e passi carrabili, realizzati nella vasta zona dell?hotel Ariston. Ora riparte il progetto della famiglia Barlotti di riqualificare completamente le aree pedonali della contrada Laura, l?area a maggiore vocazione turistica di Paestum. Dall?incrocio da viale della Repubblica fino ad arrivare all?hotel Schumann.
Nella zona della piana del Sele, intanto, continua l?opera di repressione dei presunti abusi edilizi ad opera del comando Forestale.

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09 Mag 2006

Due racconti dell’avvocato Adriano Saracino, figlio di Leopoldo

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MI PRESENTO – BREVE BIOGRAFIA
Sono Adriano Saracino, nato nel 1933 a Roccadaspide, dove ho abitato con la mia famiglia fino al 1944. Da quell?anno e fino al 1950 la mia famiglia abitò ad Altavilla Silentina e trascorse brevissimi periodi a Roccadaspide. Successivamente ho abitato a Salerno, ove frequentai il liceo Tasso, poi a Napoli, ove conseguii la laurea in giurisprudenza. Dal 1960 abito a Milano e sono avvocato. Chi fur li maggior tui? ? mi chiederete con il sommo poeta.
Mia madre era Maddalena Gorga, nata a Roccadaspide, insegnante elementare, mio padre Leopoldo Saracino, anche lui insegnante elementare, nato a Castel San Lorenzo, ma trasferitosi fanciullo ad Altavilla Silentina, di cui era originaria la sua famiglia e poi, nel 1932, sposatosi a Roccadaspide con mia madre. Insieme insegnarono nell?edificio del Serrone.
Da bambino sono stato anche presso una mia zia ed ho soggiornato in alcuni paesi del Cilento profondo: Omignano Scalo, Casalvelino, Ascea, Pisciotta, Vallo della Lucania e ho passato l?estate del 46 a Piaggine.
I ricordi che spaziano tra quei tempi e quei luoghi mi sono indelebili e vorrei parteciparli a tutti quelli che amano la terra cilentana.

I FROMBOLIERI
Il medico consigliò per mia madre il cambiamento d?aria. Da Roccadaspide nei primi di giugno del 1943 partimmo per Altavilla Silentina ed abitammo la casa di campagna sulla collina tra il paese e la pianura.

Noi quattro figli maschi, nati negli anni trenta, tre dei quali a ridosso di un anno l?uno dall?altro, passammo una estate di libertà per gli ampi spazi che la campagna ci offriva.

Io ebbi minore libertà, perché dovevo accompagnare mia sorella in paese quasi ogni giorno da un nostro cugino, studente di lettere all?università di Camerino, che le impartiva lezioni di italiano.

Un giorno, finita la lezione, scendevamo per il vicolo centrale del paese ed ero in ansia e mi chiedevo se saremmo scampati ai frombolieri che ci attendevano al varco.

Erano dei monellacci, che si appostavano su un muraglione alla fine del paese, un contrafforte dell?ultimo tornante e avevano il vezzo di bersagliare con potenti sassate i ragazzi di campagna, ritenuti <> e in ogni caso inferiori, mentre scendevano o salivano per le scorciatoie dei tornanti serpeggianti sotto il muraglione

I malcapitati, in posizione svantaggiosa, non potevano che fuggire a precipizio giù per la china con smodato diletto e sghignazzo di quei malandrini.

Fortunatamente erano molto imprecisi e noi eravamo un bersaglio mobile e poi avevamo i nostri scudi riparatori e poi ? e poi? un evento memorabile segnò la fine di quella persecuzione.

Quella mattina con noi erano saliti al paese due nostri fratelli che avevano accompagnato dei contadinelli nella guida di asini carichi di fascine ad un fondaco di una nostra zia.

Ma a quell?ora del nostro ritorno, i nostri due fratelli dovevano essere già a casa.

Arrivati al muraglione vedemmo <> e <>, ammucchiati in un canto. Parevano dire : ? Sentirete, quando sarete sotto il muraglione, che gragnuola ! Che musica ! ?.

<> deriva dal latino e vuol dire sasso, sperone di roccia. Di <> ignoro l?etimologia. L?ho sentito nominare più volte nel contado di Altavilla e si indicano sassi tondi di origine alluvionale. Per me la parola <> deriva per onomatopea dal rumore di pietre rotolanti in torrenti violenti e impetuosi.

In quegli istanti nessuno di noi due pensò al suono onomatopeico.

La paura, che la sola vista dei rummuli e dei pisconi ci incuteva, era più forte di qualsiasi altro pensiero.

Fingemmo però coraggio: dovevamo pur tornare alla nostra casa di campagna.

Come precauzione e prima mossa difensiva decidemmo, mia sorella ed io, di non prendere le scorciatoie, ma di allungare per la carrozzabile e proseguimmo per la strada ancora costeggiata da case e quindi al riparo. I frombolieri non dettero inizio alle ostilità perché le loro sassate sarebbero cadute nei pressi delle case, suscitando le reazioni di quelli che allora le abitavano.

Capirono che attendevamo i nostri scudi difensivi, che avrebbero vanificato il loro piano di battaglia, ma non desistevano.

Lo scudo altro non era che il sopravvenire di un carretto o di una placida cavalcatura, un mulo o un asino che <> , cavalcati dal loro padrone. Dietro di quelli ci occultavamo e ci riparavamo e proseguivamo il nostro cammino e spesso così davamo scacco ai frombolieri.

Quel giorno eravamo in attesa davanti ad un portone di quelle case, quando udimmo un baccano infernale e grida altissime provenire dalle spalle dei frombolieri: un?orda di cafoncelli impugnava lunghe mazze di salice e li inseguiva e li incalzava e molti frombolieri saggiarono alle gambe salici amari, prima di precipitarsi a valle verso le scorciatoie ed essere bersagliati da tutti noi con le stesse munizioni da loro accuratamente ammucchiate. Alla testa dei <> c?erano i miei due fratelli, che avevano organizzato l?agguato e la spedizione punitiva.

Sono tornato ad Altavilla negli anni ?90. Il muraglione è ancora là, testimone muto di quel miniconflitto città-campagna che nell?agosto anticipò quello più tragico del settembre 1943, che vide sventrato da cannonate della marina americana l?abitato di Altavilla. Entrambi sono rimasti indelebili nella mia memoria.

———

LE RADICI
Presero la nuova strada dei <>, aperta negli anni ?60, ondeggiante di salite, discese e pianori, quasi senza traffico, tra colline incolte e pascoli di greggi.
Negli anni trenta e fino agli inizi degli anni 60 Altavilla Silentina e Roccadaspide erano congiunte da una strada, che formava il perimetro di un triangolo, i cui angoli erano Altavilla- Albanella-Roccadaspide.
Con la nuova strada il triangolo Altavilla-Albanella-Roccadaspide fu sostituito dalla linea retta Altavilla-Roccadaspide.
Per loro dunque questa strada apriva nuovi panorami rispetto a quelli che ricordavano quando bambini da Roccadaspide andavano in calesse ad Altavilla e il calesse impiegava una mezza giornata per arrivare a destinazione.
Ora arrivarono a Roccadaspide nel giro di 45 minuti.
Girarono per il paese. Come turisti ormai: troppi decenni erano passati da quando ne erano emigrati. Non era più quello il paese che avevano vissuto, attraversato, abitato. Quello non era il paese di Roccadaspide. Anche la casa dove erano nati era cambiata. Non c?erano più gli alti e svettanti balconi di legno di castagno massiccio, che si incastonavano nel loggiato, facendo corona al terzo piano. Quelli sì che si armonizzavano con la costruzione, elevata al centro delle tre strade del <>, della <> e del <>, non certo le tapparelle piatte e basse che ora ne avevano preso il posto, una vera e propria offesa alla loro vista.
L?originalità, le proporzioni, il decoro s?erano andati a farsi benedire.
Non potevano farci niente. La morte ravvicinata e repentina dei genitori e il vento del cambiamento, levatosi furioso con l?uragano della guerra, avevano sconvolto le loro vite, li aveva portati lontano centinaia e centinaia di chilometri, una distanza siderale in un paese con ponti crollati, strade dissestate, mezzi di trasporto pubblici antiquati e rimediati da residuati bellici. Le impellenti necessità finanziarie li avevano costretti a vendere la loro casa lontana.
Andarono a cercare la casa della zia, di cui ricordavano il giardino. Confinava il giardino con la <>. Non c?era più il giardino. Non c?era più l?albero di limoni, né quello di mimosa, né la vite che si attorcigliava lungo il muro fino a raggiungere un ampio terrazzo e coprirlo con il suo pergolato di uva <>.
Un grande spiazzo era al posto della vigna della Corte e attorno grandi edifici di cemento. Il giardino della zia era stato inghiottito. Sparito. Solo il castello in fondo alla piazza era rimasto lo stesso, con la sua alta torre e le sue alte mura, ben salde sullo sperone di roccia che a valle incombeva sulle case ai suoi piedi.
Non conoscevano più nessuno. I volti, nei quali si imbattevano, a loro non dicevano nulla. Loro erano sconosciuti a quelli che incrociavano.
Eppure in quelle strade erano corsi da bambini. <> si erano esercitati in infiniti giochi: a bandierina, a rincorsa, a nasconderello, a mazz e pivuzu e ad altri ancora. Nell?edificio scolastico al Serrone avevano frequentato le elementari.
Tutti quei decenni erano volati. Dov?erano quelli con i quali avevano giocato? Dov?erano quelli con i quali avevano diviso i giorni della loro infanzia? Neanche le vecchie case erano più quelle di una volta: sembravano aver cambiato volto.
Presero la via del ritorno e si abbandonarono a considerazioni sulle <> che sembravano irrimediabilmente perdute, ma che invece non lo erano, perché quella terra esercitava un richiamo profondo e sentivano che il legame che li aveva avvinti sin dalla nascita non si era del tutto spezzato.
Qualcuno disse:<>.
<> – troncò sbrigativamente Giuseppe, che era stato silente ed assorto come gli altri e sembrava aver dismesso, almeno allora, il suo frequente scetticismo dissolvente.
Si voltò verso il finestrino e inforcò gli occhiali scuri proprio nel momento in cui il sole era sparito dietro una nuvola passeggera. C?è da giurare che avesse gli occhi umidi di pianto soffocato.


Adriano Saracino

Via E. Morosini 43

20135 MILANO

Tel-fax 02 55185134

Email adrianosaracino@hotmail.com

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14 Mar 2006

CAMORRA E bufale. Il centro dell’affare fra Altavilla e Albanella

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Ventitrè arresti per usura, estorsione, riciclaggio, concussione, corruzione e adulterazione di sostanze alimentari ed altri gravi reati. Il settore interessato è quello dell’allevamento bufalino e l’operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza. Altri arresti eccellenti ad Albanella. Ad essere stato bloccato è l’intero impero economico di Lamberti di Albanella.

sequestrate aziende Lamberti Peli srl Albanella
Castellese di Albanella
Bufalina Sud
patrimonio Lamberti Gennaro

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30 Dic 2005

Troccoli e Ciocca ai vertici dell’IDSC del Cilento

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Rinnovato il consiglio di amministrazione dell?IDSC di Vallo della Lucania.
Formazione d?attacco a due punte per l?Istituto Diocesano Sostentamento del Clero

Don Carmine Troccoli, è il nuovo presidente designato dall?Ordinario Diocesano, Don Carlo Ciocca riconfermato amministratore dal clero giovane con un risultato plebiscitario.

Il clero diocesano di Vallo della Lucania con un recente pronunciamento elettorale ha rinnovato i suoi rappresentanti in seno al consiglio di amministrazione dell?Istituto Diocesano Sostentamento del Clero.
Scelta coraggiosa ed equilibrata nella composizione della squadra che dovrà guidare l?ente vallese per il prossimo quinquennio 2006-2010; con due fuoriclasse nel loro genere, il clero diocesano questa volta ha voluto giocare sul sicuro.
A nuovi e vecchi amministratori va l?augurio di tutta la redazione di centrare l?obiettivo del rilancio dell?Ente per concorrere in maniera sempre più determinante per lo sviluppo del Cilento.

Don Carmine Troccoli, unanimemente riconosciuto per l?alto profilo istituzionale, Rettore del Santuario del Sacro Monte Gelbison di Novi Velia, coniuga la lunga esperienza in campo amministrativo e gestionale all?impegno culturale di docenza e ricerca in ambito storico locale.

Don Carlo Ciocca dopo una solida esperienza di gestione maturata in campo sociale, dove ha svolto la funzione di coordinatore del Piano di Zona S6 Calore Salernitano Alburni per conto della Provincia di Salerno nella fase di avviamento nel 2001-2002, all?Istituto sostentamento del clero si è distinto nel precedente quinquennio per l?impegno nel settore agro-forestale; diverse le iniziative che lo hanno visto protagonista in ambito provinciale e regionale, citiamo fra queste lo Sportello di Promozione Agro-forestale in partnership con l?assessorato provinciale all?agricoltura di Salerno, e le proposte innovative per la gestione e l?assestamento forestale di concerto con lo STAPF della Regione Campania.

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08 Dic 2005

Controne, è qui la mamma dell?olio

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Non solo fagioli. Olio, miele, uva
Oreste Mottola
Dal bordo della strada una vecchietta vestita di nero già dopo il primo cenno di saluto, dice subito: ?Quest?anno sono bianchissimi. Una meraviglia. Annata buona?. Parliamo dei fagioli, naturalmente. In giro per le stradine di campagna del paese potete anche evitare di formulare la domanda che arriva già la risposta. Controne è un insieme di sapori ritrovati e valorizzati ma anche (è il caso dell?antica uva moscatella) in via di estinzione. Ma anche miele, pane ed olio che oggi alimentano conoscono un successo insperato. Il segreto è sempre nell?ottimale quantità di magnesio che c?è nei terreni che conferisce un sapore d?altri tempi, altrove irrimediabilmente perso, quasi come per una madeleine proustiana. I terreni, situati ai piedi dell?Alburno e bagnati dal fiume Calore, presentano così condizioni ottimali per la produzione di olive tanto che fin dall?antichità questa zona era soprannomuìinata la ?Mamma dell?olio?. Mastropietro (0828 772066 ? fax 0828 772078) Il miele che si accompagna con lo yogurt di bufala pestano che ha raccontato un?incantata Lidia Ravera nell?ultimo numero di Micromega è prodotto a Controne da una piccola azienda familiare l?Agrimell (Tel. 335 7157043). E? di Angelo Campagna, aiutato da moglie e figli. E? tra i cinque o sei produttori italiani capaci di trarre dal miele (produzione biologica certificata dall?Icea) l?aceto balsamico. Le sue produzioni sono anche da ?Biopeppe?, accorsata erboristeria di Berna. Il suo miele è alla castagna, sulla ed eucalipto. Un altro suo punto di forza è il miele di melata. L? ultima sua invenzione è il miele affogato nelle noci. Sono venti quintali di dolcezze. Agrimell è anche olio, per almeno 30 quintali.
Buone sono anche le uve nei vigneti. Con rimpianto: ?Che peccato. L?antica moscatella contronese, quella ci permetteva di fare un vino moscato di tutto rilievo, ai temi finanche superiore ai vini della vicina Castel San Lorenzo è diventata assai rara. Si trova solo in quattro o cinque vigne?, racconta Nicola Chiaino, già ragioniere al Comune ed ora cultore di antiche storie contronesi.
?La nostra lievitazione è naturale? dico i titolari dei vari panifici che riforniscono molte salumerie di Battipaglia, Eboli ed anche di Salerno. Producono tozzetti, biscotti e tutto quanto è accostabile col fagiolo. Il pane di Controne si può acquistare dalle ?Antiche fragranze? di Marilina Rufrano (tel. 0828 772211), Antonio Stellavato (0828 772538) e da Isoldi (3397215087).

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26 Nov 2005

Udeur e Ds fuori dal comitato dei sindaci dell?Asl Sa 3

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Udeur e Ds fuori dal comitato dei sindaci dell?Asl Sa 3


Oreste Mottola

Fuori l?Udeur e i Ds. Con la Margherita a fare la parte del leone e Carmelo Conte gratificato con il posto dato al montesanese Manilia. Dopo due anni di richieste c?è stata la rielezione del comitato di rappresentanza dei sindaci dell?Asl Sa3. ?Ci aspettavamo dei programmi invece è prevalsa la lottizzazione politica. Comunque va bene e auguri ai colleghi. Erano due anni che aspettavamo di votare?, dice Armando Mazzei, sindaco di Roscigno. I risultati hanno visto ?passare? due sindaci della Margherita: Cristoforo Cobucci (Celle di Bulgheria) e Sergio Annunziata (Atena Lucana), uno per lo Sdi Massimo Loviso (Polla) e per i Riformisti di Conte Antonio Manilia (Montesano sulla Marcellana). Tra gli eletti, con molti voti dell?Unione, anche Enzo Sica, primo cittadino di Capaccio, fino ad ieri inquieto esponente cattolico di Forza Italia, ?al lavoro per ricreare una nuova Dc? ed oggetto di una corte ?asfissiante? della Margherita.

L?Udeur, rimasta fuori dagli accordi provinciali, ha costituito un proprio gruppo ed ha annunciato di considerarsi all?opposizione. Franco Pepe, di Bellosguardo, già presidente della conferenza dei sindaci, ha dovuto cedere il passo al riformista Antonio Manilia. Dimostrazione di buona volontà della Quercia per cominciare a rimettere insieme l?accordo tra Carmelo Conte e Vincenzo De Luca? L?altro elemento di sorpresa è stata l?elezione di Sica con un robusto concorso di voti della Margherita. ?La politica non c?entra. E? che i sindaci della zona del Calore e degli Alburni, al di là delle sigle di partito, hanno voluto investire sulla realtà più popolosa della zona. Con i voti del centrodestra non sarei passato. Il mio impegno sarà per salvare l?ospedale di Roccadaspide, valorizzarlo ulteriormente, e garantire gli standard della medicina sul territorio. Mercoledì 30 novembre, infatti, tra gli ordini del giorno del consiglio comunale di Capaccio, ci sarà la variante al piano regolatore per l?edificazione della nuova sede del distretto sanitario in via Magna Graecia, in prossimità di Capaccio Scalo. Verrà finanziato dalla Regione Campania con 5 milioni di euro con la realizzazione di due edifici: uno per la sede del distretto, l?altro per un reparto materno-infantile e un centro di riabilitazione?. ?Abbiamo votato per un grande conoscitore delle nostre necessità sanitarie ? dice Giuseppe Capezzuto, sindaco della Margherita ad Albanella – , gli andrò a chiedere di potenziare il mio poliambulatorio. Per il partito lui lo sa, la porta è aperta?. “Giallo” sulla mancata elezione del rappresentante della Quercia. Doveva essere Antonio Domini, sindaco di Agropoli, bassoliniano. Proprio per questa sua collocazione all’interno del partito la componente “deluchiana” ha scelto di non votarlo e di far confluire i consensi proprio sul “contiano” Manilia. Alla presidenza del comitato dei sindaci sembra destinato Cristoforo Cobucci, che di mestiere fa già il dirigente Asl. Una sovrapposizione di ruoli che sembra destinata a far alzare un altro polverone di polemiche.

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