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08 Set 2009

Il mio ricordo di Salvatore Paolino. Guidò le lotte contadine nella Capaccio del dopoguerraCondividi

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Il mio ricordo di Salvatore Paolino. Guidò le lotte contadine nella Capaccio del dopoguerraCondividi

ORESTE MOTTOLA orestemottola@gmail.com"Antonio Rubini lo battevo sempre nelle urne nonostante fosse appoggiato dai preti e dagli agrari". Ricordava sempre i primi anni della sua vita politica, Salvatore Paolino, spentosi ieri a 94 anni. Il suo rimpianto è rimasto quello di non essere riuscito a pubblicare "Terra non guerra", la sua autobiografia. Nel 20 novembre del 1949 organizzò l’invasione da parte dei braccianti senza terra di quell’immenso feudo che allora erano le campagne intorno a Paestum come se fosse stata una campagna militare. Tutti erano organizzati in nuclei con coordinatori e responsabili di assoluta. Alla testa c’era lui Salvatore Paolino, già sindaco dal gennaio del 1947. Era tornato dai lunghi anni che aveva trascorso nell’Armir, l’esercito italiano che aveva invaso l’Unione Sovietica, portandosi indietro diversi inizi di congelamento. "Studiai per oltre due anni cosa fare, poi diedi l’avvio alla lotta", raccontava. Due, forse anche tremila, furono coloro che lo seguirono e non indietreggiarono davanti allo schieramento dei reparti della Celere. A Salerno lo fecero arrivare con l’inganno, il Prefetto disse che voleva parlare con lui e gli altri capi della lotta che nel frattempo aveva coinvolto l’intera Piana del Sele. Invece scattò l’arresto e Paolino venne portato nel carcere di S. Antonio. Ci restò due giorni e poi la pressione di Giorgio Amendola e Pietro Ingrao ebbe la meglio e fu liberato. Al rientro a Capaccio tutto il paese lo festeggiò in piazza Tempone. Fu poi la Democrazia Cristiana a gestire le fasi successive della Riforma Fondiaria e Capaccio ne fu fortemente investita con la costruzione di nuovi borghi come Gromola, Spinazzo, Cafasso e Scigliati. Nel 1950 Paolino lascia il Partito Comunista e con alcuni giovani intellettuali (Liuccio e Maffettone) aderisce al movimento di Cucchi e Magnani che osano contestare Palmiro Togliatti. "La rivoluzione passa per Capaccio" è il titolo dell’inchiesta di Giovanni Ansaldo, pubblicata allora da "Il Mattino" a quattro colonne che dà conto di questa dissidenza che increspa il Pci campano e che s’incentra tutta sulla figura di dirigente politico di Salvatore Paolino. "Gridavamo né America né Russia, avanti Italia", evoca Giuseppe Liuccio. Lo ricorda così Pasquale Marino, l’attuale sindaco: "Da agitatore politico a uomo delle istituzioni, ha avuto sempre un percorso coerente e forte, con l’obiettivo dell’avanzamento civile, sociale e culturale delle nostre popolazioni. Le lotte politiche del Dopoguerra sono state il sale della nostra crescita e del nostro progresso, in tutti i campi della vita". L’invasione d’Ungheria del 1956 lo convince a tornare nell’alveo socialista. E’ il periodo che Paolino dirige a livello provinciale la Lega delle Cooperative e poi l’Alleanza dei Contadini. Dal 1956 al 1960 è di nuovo sindaco a Capaccio quando riesce a rimettere d’accordo i comunisti e le due diverse anime socialiste. Si trasferisce a Salerno con tutta la famiglia e va a misurarsi nel più ampio scenario politico provinciale. Qui è i fondatori e gli animatori del circolo culturale "L’incontro" e poi del "Circolo Democratico", insieme a Feliciano Granati, Tullio Lenza, Abdon Alinovi, Pino Lanocita, Roberto Visconti ed Ennio D’Aniello. E’ amico del poeta Alfonso Gatto e di Mario Carotenuto, che volle regalargli un suo ritratto. C’è un periodo dove si misura anche con la gestione di una libreria e di una galleria d’arte. Fonda e dirige giornali come "La sinistra", "Il Sele" e "Tribuna Meridionale". Insomma, non è un "totus politicus", così come Benedetto Croce disse di Togliatti. Da assessore provinciale ai lavori pubblici s’impegna allo spasimo per la costruzione del ponte sul fiume Sele e per quello sul fiume Sammaro, ancora oggi considerato uno dei più ardimentosi dell’ingegneria italiana, che ha collegato gli Alburni con la Valle del Calore, Roscigno con Sacco. Spesso lo si incontrava a passeggio per il corso, con eleganti completi e camicie inamidate con cravatta. Un gentiluomo elegante d’altri tempi, riservato ma sempre disponibile al dialogo. Nella sua casa di Salerno amava ricevere i vecchi amici di Capaccio, e rievocare i suoi i manifesti politici di propaganda elettorale stampati sulla grande carta azzurra di maccheroni di Torre Annunziata che oggi una rarità per i collezionisti. E per pagarsi quei manifesti, ricordano oggi i figli Paolo, presidente del consiglio comunale di Capaccio; Gaetano, avvocato civilista; e Nicola, leader del Sessantotto salernitano; Salvatore Paolino da galantuomo qual era sempre stato, aveva venduto le sue proprietà terriere. I funerali si terranno oggi, a partire dalle 16, presso la chiesa adiacente al Parco Pinocchio. 
Pubblicato da "Il Mattino" nell’edizione di Salerno di oggi 8 settembre 2009Riproduzione vietata    

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02 Feb 2008

CAPACCIO. Al Cafasso, dove l?agricoltura vuol dire ancora economia

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Al Cafasso, dove l’agricoltura vuol dire ancora economia

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14 Gen 2008

CAPACCIO. Il nuovo presidente di Alleanza Nazionale è Francesco Sica

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13 Dic 2007

CAPACCIO. Il mio ricordo del professore GIGINO DI LASCIO

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La Capaccio che vogliamo | Il futuro che desideriamo | La vita che speriamo

Intervista al prof. Luigi Di Lascio

Lista DonneOggi è francescano e fuzzysta, ma quand’era giovane era anche comunista. Sessant’anni li avrà l’anno prossimo. Una vita piena di studio e di impegno per cambiare le cose del mondo cominciando da casa propria. Cominciando dalla concretezza e dal gusto per l’ironia ed il paradosso colto. È stato fondatore della Croce Rossa locale, vi ha lavorato per anni, dalle 6 alle 14, ogni domenica. "L’unica cosa che mi dispiaceva era vedere che gli autisti delle autoambulanze che correvano troppo. Era necessario, però…". Gigi Di Lascio è uno che mangia macrobiotico e che superava lo stress dello studio universitario "matto e disperatissimo" a Fisica teorica con il ping pong. E che oggi usa respirare essenze rilassanti. "Una medicina che ha duemila anni e che si usa solo quando è veramente necessario", dice agli amici titubanti . Nella sua dieta ci sono tante verdure e poca carne: "Non più di 30 grammi alla settimana. Come facevano i miei genitori". Ama però la cioccolata fondente ed il tè verde bancha con grandi proprietà antiossidanti, privo di teina. Non beve acqua che sia stata contenuta dalla plastica. C’è poi il lavoro.

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04 Lug 2007

CAPACCIO, Marino sfratta l’associazione culturale Agorà

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La cultura sfrattata a Capaccio-Paestum
L?amministrazione Marino impone all?associazione ?Agorà dei liberi di Capaccio-Paestum? di sgombrare

Primo provvedimento più impellente dell?amministrazione Marino è quello di togliere la sede all?unica associazione culturale che, oltre a organizzare manifestazioni, ed essere un luogo di incontro e confronto sta raccogliendo, grazie al contributo di tanti cittadini, un patrimonio di foto, documenti, libri che permettono di non disperdere la storia del passato del territorio di Capaccio-Paestum.
22 giugno 2007 Pasquale Marino, sindaco, Lorenzo Gerardo Tarallo, vice-sindaco, gli assessori Roberto Ciuccio, Vincenzo Di Lucia, Eugenio Guglielmotti, Salvatore Nicarlo con delibera di giunta hanno ?ritenuto di revocare le deliberazioni di G.C. n. 58 del 27/02/2004 e n.107 del 30/03/04 e, pertanto, la concessione in comodato d?uso a titolo gratuito all?associazione ?Agorà dei liberi di Capaccio-Paestum? onlus, di parte del fabbricato con relativo giardino dell?ex asilo in Capaccio Capoluogo?.
La motivazione è quella di sopperire a grosse carenze di spazi e, quindi, adibire il fabbricato non più a ?centro sociale? ma ad uffici comunali. ?con opportuni interventi di manutenzione straordinaria?
L?Associazione Culturale ?Agorà dei liberi di Capaccio-Paestum? onlus indipendente, aconfessionale e apartitica nasceva l?1 giugno 2002, con i primi cento aderenti, oggi 140, con lo scopo di ?creare, attuare e perseguire progetti che abbiano esclusivamente finalità di solidarietà, sviluppo economico e sociale; promuovere il turismo e le attività culturali legate alla salvaguardia e valorizzazione dei valori antropologici, archeologici, architettonici, storici, musicali e tradizionali; arrecare benefici a persone sole, svantaggiate in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali e familiari?.
Le sedi erano due una in via Carducci, l?altra ?la bottega della memoria? in due locali concessi gratuitamente da Emilio Fermentino.
Mercoledì 2 giugno 2004 ore 18.00 il comune di Capaccio e l?associazione Agorà dei liberi di Capaccio Paestum inauguravano il Centro sociale ?La bottega della memoria? nell?ex asilo infantile Beatrice Bellelli a Capaccio ? Capoluogo in via M. Bellelli, 3 (ex via Lauro).
Il luogo era degradato e abbandonato ora è divenuto luogo di incontro tra anziani e giovani, ha un punto internet con connessione veloce permette ai giovani di poter studiare, collegarsi, e , incontrandosi crescere socialmente e culturalmente. Periodicamente ci sono incontri confronti con personalità del mondo della cultura, ha realizzato mostre su tradizione, pubblicato un libro dedicato a Vincenzo Palumbo, uno dei primi fotografi, con foto degli anni 20 e 30. Ben 600 lastre ritrovate dal nipote in uno scantinato sono state pulite, scannerizzate e sono divenute un patrimonio storico. Libri, documenti e foto sono esposte in vetrinette e custodite.
L?imposizione di lasciare la sede è avvenuta in modo tale da non lasciare dubbi sulla vera volontà dell?amministrazione, senza discuterne con i soci, senza preoccuparsi di trovare una sede altrettanto adatta allo scopo. Dove troveranno posto i libri, le foto e i documenti che persone anziane e uomini di cultura hanno dato all?associazione con la ferma volontà di ?lasciare una testimonianza del passato?? Dove passeranno il loro tempo i ragazzi che ora sono lì impegnati?
Già in campagna elettorale Giuseppe Castaldo aveva ricordato il suo impegno nel dare una sede all?associazione ora casa di qualcuno. Certamente è casa della libertà e della cultura. Ora repentinamente avviene lo sfratto. Qual è il vero scopo? Nei mesi precedenti le elezioni le attività di incontri confronti erano state sospese. Ben quindici erano i soci candidati nelle varie liste. Dovevano forse essere tutti schierati per chi avrebbe vinto? Eppure già domenica 3 giugno Luigi Ricci, socio, ora consigliere di maggioranza, chiedeva la chiave a nome del sindaco per un sopralluogo. Il lunedì il sindaco Pasquale Marino, il direttore generale Pasquale Silenzio, l?ingegnere Greco e il consigliere Luigi Ricci con il presidente facevano un sopralluogo. Si parlò di una sede alternativa. Ora all?albo del comune la delibera di fatto. Perché i cittadini, le associazioni non devono avere un luogo d?incontro?
Uno dei 140 soci

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13 Giu 2007

CAPACCIO, ecco le deleghe ufficiali di MARINO

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COMUNE DI CAPACCIO
Provincia di Salerno

COMUNICATO STAMPA

Oggetto: Vice sindaco, assessori e consiglieri delegati: le nomine del sindaco Pasquale Marino

Questa mattina alle ore 10, nella sede del Comune, sono stati firmati i decreti di nomina per le cariche di vice sindaco ed assessori comunali in ottemperanza a quanto dispongono l?art.46 del T.U. 18/08/2000 nr. 267 e l?art. 32 del vigente Statuto Comunale: ?il Sindaco nomina i componenti della giunta tra cui un vice sindaco e ne dà comunicazione a Consiglio nella prima seduta successiva alle elezione? (convocata per le ore 18 di giovedì 14 giugno) ?unitamente alla proposta degli indirizzi di governo?.

Vice sindaco ed assessori nominati questa mattina dal sindaco Pasquale Marino sono:

1) Sig. Tarallo Lorenzo Gerardo (nato a Stio il 03/10/61 e residente in Capaccio) vice sindaco ed assessore del Comune con delega a ?bilancio, finanze, politiche sociali, rapporto con gli enti?.

2) Sig. Di Lucia Vincenzo (nato a Capaccio il 05/02/52 e residente in Capaccio) assessore del Comune con delega a ?sport, spettacolo, risorse umane (personale)?.

3) Sig. Nacarlo Salvatore (nato a Napoli il 17/06/60 e residente in Capaccio) assessore del Comune con delega a ?vigilanza (polizia municipale), sicurezza e viabilità (segnaletica)?.

4) Sig. Ciuccio Roberto (nato a Salerno il 10/09/68 e residente in Capaccio) assessore del Comune con delega a ?LL.PP., OO.PP,, ciclo acque e PUAD?.

5) Sig. Guglielmotti Eugenio (nato a Salerno il 30/06/69 e residente in Capaccio) assessore del Comune con delega a ?cultura e pubblica istruzione, beni culturali, edilizia scolastica?.

COMUNE DI CAPACCIO
Provincia di Salerno

CONSIGLIERI COMUNALI DELEGATI

1) Monzo Vincenzo delega a ?iniziative di politiche sociali a favore di anziani, pensionati non autosufficienti, invalidi, inabili, orfani, vedove, tossicodipendenti, disadattati, disoccupati?.
2) Caramante Carmine ?delega governativa a sede comunale, PNCVD, portavoce Amministrazione comunale?.
3) Scairati Vito delega a ?ufficio di piano, programmazione a sviluppo economico, sociale e territoriale?.
4) Iannelli Antonio delega a ?agricoltura e marketing territoriale?.
5) Francia Rosario delega a ?assistenza, volontariato e protezione civile?.
6) Mauro Gabriele delega a ?ufficio di piano, cooperazione ed edilizia sociale?.
7) De Riso Domenico delega a ?politiche del lavoro, agriturismo e turismo rurale?. 8) Giuseppe Castaldo delega a ?competenze generali, funzioni amministrative, frazione capoluogo, antichi sapori ed artigianato?.
9) Valletta Angelo delega a ?demanio comunale di uso pubblico, tributi?.
10) Marandino Leopoldo delega a ?igiene e sanità?.
11) Ricci Luigi ?deleghe governative sede comunale Capoluogo?
12) Barlotti Raffaele delega a ?rapporti con Soprintendenza, trasparenza?.

DELEGHE ESTERNE

1) Caceci Giuseppe delega a ?contenzioso, transazioni?.

Capaccio, 13 giugno 2007
Ufficio Stampa

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13 Giu 2007

CAPACCIO, nominata la Giunta comunale

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L?ufficializzazione dovrebbe avvenire già in giornata. Questa mattina, infatti, gli assessori indicati dal sindaco Marino saliranno al Comune per dimettersi da consiglieri comunali e accettare l?incarico in Giunta. In base alle prime indiscrezioni, come annunciato alla vigilia, sono cinque gli assessori indicati dal primo cittadino: Vincenzo Di Lucia (Insieme per Capaccio, con deleghe a Spettacoli e Sport), Salvatore Nacarlo (della lista Insieme per Capaccio, unico non eletto, che riceverà deleghe a Viabilità e Sicurezza), Eugenio Guglielmotti (Venti Nuovi, con deleghe a Cultura, Beni culturali, Pubblica istruzione ed Edilizia scolastica), Roberto Ciuccio (Venti Nuovi, con deleghe ad Acquedotto e Lavori pubblici) e Lorenzo Tarallo (Ulivo, vicesindaco con deleghe a Finanze, Bilancio e Politiche sociali). Il sindaco ha tenuto per sé le deleghe al Turismo, Ecologia, Commercio e Urbanistica. Il presidente del consiglio comunale è Paolo Paolino (Uniti per Cambiare), il vicepresidente è Francesco Longo (Ulivo). Deleghe sono state affidate anche ai consiglieri comunali. A Leopoldo Marandino sono andate Igiene e Sanità, a Vito Scairati la Pianificazione urbana (in pratica il Prg), ad Angelo Valletta (che subentra) il Demanio, a Luigi Ricci e Carmine Caramante deleghe ai rapporti con gli uffici comunali, rispettivamente a Capaccio Capoluogo e Capaccio Scalo.
Subentrano in consiglio comunale Rosario Francia (Insieme per Capaccio), Angelo Valletta (Ulivo), Domenico De Riso (Venti Nuovi) e Giuseppe Castaldo (Venti Nuovi).

Tratto da www.paestum.it

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12 Giu 2007

CAPACCIO. Totogiunta, ecco gli ultimi nomi

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Pasquale Marino, sindaco di Capaccio, i nomi uffialmente li farà GIOVEDI’ sera davanti al nuovo consiglio comunale che si riunirà per la prima volta. Il massimo delle “quotazioni” sono per Roberto Ciuccio, Eugenio Guglielmotti, Enzo Di Lucia, Salvatore Nacarlo e Lorenzo Tarallo. . Rispetto i nomi annunciati, “esce” Vito Scairati ed “entra” Guglielmotti. Se questi saranno gli assessori si libererà un posto in consiglio comunale per Rosario Francia, Angelo Valletta, Mimmo De Riso e Pinello Castaldo.

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12 Giu 2007

CAPACCIO. Cristina Di Geronimo contro Oreste Mottola

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Caro Oreste,
mi rivolgo a te riconoscendoti il ruolo di principale commentatore politico della recente competizione elettorale per le amministrative a Capaccio. Vorrei fornirti qualche spunto di riflessione politica, anche per consentirti di allargare un po? il tuo sguardo che, mi sembra, si sia un po? appiattito su schemi molto superficiali di analisi anche se conditi con una pseudo ironia che, a volte, rischia di tenere estremamente basso il livello della comunicazione politica.
Credo, quindi, che ben accoglierai qualche argomento di arricchimento del dibattito, assolutamente essenziale, sull?analisi del voto. Val la pena, prima di passare al dunque, chiarire che è ben noto a tutti che il sistema democratico si esprime attraverso la rappresentanza e che, quindi, tutti sappiamo chi ha vinto le elezioni. Ora, la competizione elettorale può utilizzare toni anche duri, ma quando si assumono le funzioni istituzionali, tutto va ricomposto intorno ad una dialettica politica che riconosca nell?obiettivo del bene comune lo scopo dell?azione di governo e di opposizione. Tanto per dire che la democrazia legittima anche il ruolo della minoranza e che alla minoranza va riconosciuta la dignità che riesce a guadagnarsi nella vita politica delle istituzioni. Ma veniamo al punto:

ULIVO E SINISTRA

Per tutto il periodo pre-elettorale, elettorale e post-elettorale ti sei affannato a virgolettare, diciamo un po? berlusconianamente, Luigi Di Lascio comunista o, quando sei stato più generoso, candidato di Rifondazione comunista. Credo tu legga anche i giornali nazionali e non dovrebbe esserti sfuggito che, proprio negli ultimi mesi, siano accaduti dei fatti politici di enorme rilevanza. Si sono sciolti due partiti che si avviano alla costituzione di un unico partito, il PARTITO DEMOCRATICO, e a sinistra, si è aperta una fase costituente intorno ad una ipotesi federativa dei partiti di sinistra con una chiara azione di volano impressa dalla sinistra DS costituitasi nel movimento politico SINISTRA DEMOCRATICA. Fino a qualche giorno prima della scadenza per la presentazione delle liste, a Capaccio, autorevoli rappresentanti istituzionali dei DS si sono espressi sulla scelta dell?Ulivo come di un importante test per il futuro del PD. Si è definito l?esperimento il laboratorio che avrebbe dovuto dare segnali importanti a livello nazionale. Dall?altra parte Luigi Di Lascio è stato considerato il candidato della sinistra, pur monca dei Comunisti italiani e dello Sdi che, per le scelte dei loro rappresentanti provinciali con i nomi di Mauro Gnazzo e Angela Pace, hanno inserito i loro candidati nelle liste civiche di Pasquale Marino, determinandone, fra l?altro, l?elezione al primo turno. Dunque se l?Ulivo ha raggiunto il 10% e Di Lascio circa il 14%, possiamo dire, senza essere smentiti, che la sinistra ha raccolto più consensi del partito democratico. E questo mi sembra un buon elemento di riflessione politica anche per il futuro dei prossimi assetti all?interno delle forze di centrosinistra.

LE LISTE DELLA COALIZIONE
L?osservazione più ricorrente intorno alla coalizione di Luigi Di Lascio ha riguardato le liste ed il peso politico dei candidati. Si è detto e si è ripetuto, prima del voto, ?le liste sono deboli? e, dopo il voto ?le liste erano deboli?. Nel ringraziare questi acuti osservatori, vorrei, però, chiarire che ne eravamo e ne siamo stati assolutamente consapevoli. E allora, forse ricordare la genesi della coalizione può servire a chiarire che nessuno dei coordinatori del progetto e, tanto meno Luigi Di Lascio, ha peccato di ingenuità politica. Fra l?altro i candidati, del tutto coscienti di non avere riserve di voti, hanno generosamente messo a disposizione di un progetto politico ricco di contenuti innovativi, il proprio nome ed il proprio ruolo sociale accettando di correre il rischio di misurarsi con un sistema che utilizza ben altri e consolidati canali per la raccolta dei consensi. Certo si dirà che la politica è un?altra cosa ed è vero, ma cominciare a battere strade nuove per parlare ai cittadini era ed è ugualmente urgente. La compattezza, la presenza costante, la passione politica, il contributo di idee hanno caratterizzato questo gruppo di persone a tal punto che molti hanno pensato che ce la potessero fare a passare il primo turno. Questo hai pensato e scritto anche tu,caro Oreste, e non so come mai avessi smarrito i tuoi, tanto ostentati oggi, strumenti di analisi politica.
LA LISTA DELLE DONNE

Non sei tu che, per un anno intero, hai avviato sondaggi, fatto analisi e contro analisi alla ricerca della Sègolene capaccese, immaginando scenari innovativi e rivoluzionari per la politica locale? Certamente il risultato della lista donne avrebbe potuto essere leggermente migliore. L?avevamo stimata intorno ai 250 voti, ma l?innovazione non arriva mai con le porte aperte e il percorso spianato, specialmente quando, in tempi strettissimi, si è deciso di fare un? esperienza nuova. Anche qui un po? di attenzione ai fenomeni nazionali. Non ti sarà sfuggito che le donne del futuro partito democratico hanno firmato un lungo appello e hanno dichiarato che si presenteranno alle primarie con una lista di sole donne. Forse anche loro, come noi, non avranno successo ma il disagio è forte e fa capire come la questione delle quote non sia più una scelta possibile ma una necessità assoluta. E poi, fermarsi ancora, come fai, su quella volgarissima battuta della ?carrettata? invece di leggere quanta innovazione hanno portato le donne nella campagna elettorale di Luigi Di Lascio, anche solo a livello organizzativo, mi sembra molto poco edificante per te. Le giovani donne che per la prima volta, hanno avuto a che fare con la politica, che per la prima volta, hanno parlato in un comizio, hanno avuto fiducia nella possibilità del cambiamento e, mi dispiace per te e per quelli che come te la pensano, non lasceranno la politica. A loro, a noi, non basta aver avuto pochi consensi, anche perché ne eravamo assolutamente consapevoli, per decidere di tornarsene in disparte.

Cristina Di Geronimo
8/6/2007

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06 Giu 2007

CAPACCIO. Marino alla ricerca di un assessore vip

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ORESTE MOTTOLA

I nomi degli assessori dovrebbero essere noti entro questa settimana. Pasquale Marino è al lavoro per tentare di comporre una squadra di governo che metta d’accordo la sua vasta coalizione. Nella discussione non sono fuori i pezzi di sottogoverno più importanti: la società mista “Sistemi Sud”, la farmacia comunale, il patto territoriale “Magna Graecia” ed un pacchetto di convenzioni da attivare subito con alcuni professionisti. Si parte però dalle “industrie” più importanti di Capaccio che sono le risorse archeologiche ed il turismo. Dalle più importanti aziende della ristorazione e dell’ospitalità è arrivato un robusto consenso per Marino e gli interessati si aspettano una svolta nelle politiche gestionali. Il primo cittadino non intende deluderli: “Per rilanciare il turismo a Paestum sto cercando un nome tipo Sgarbi. Un docente universitario uno famoso, capace di far parlare i mass media”, anticipa Marino. Sembra l’identikit di Achille Bonito Oliva o di Paolo Apolito, ma Marino non sembra pensare a loro o all’archeologo Emanuele Greco o al grecista Mario Mello. Più probabile che pensi a Claudio Tortora, già curatore del premio Charlot e di casa sotto i templi ed in grande sintonia con Marino. Tortora, si dice, è sicuramente interessato al ruolo di direttore artistico unico degli eventi dell’estate capaccese ma non se la sentirebbe di caricarsi il fardello della gestione di tutto ciò che la movimentata estate pestana porta con sé.

“I nomi stanno solo nella mia testa e non sono quelli anticipati dai giornali”, dice ancora il sindaco a chiunque l’incontra e gli chiede lumi sui suoi futuri collaboratori. Marino ridimensiona anche l’intenzione di voler aprire ai suoi ex competitori di sinistra, Pagano e Di Lascio: “Ho 14 consiglieri, la mia maggioranza è forte, andrò avanti da solo. Vorrei però che fossero anche loro a porsi la questione. Quando scenderanno dagli Aventino sui quali sono saliti in questi mesi se ne potrà parlare”. L’attuale maggioranza, si fa capire, si potrebbe aprire anche agli attuali eletti di Forza Italia con qualcuno di loro che già comincia a dire di trovare penalizzante il ruolo d’oppositori.

Ma grandi spazi di manovra non ce ne sono. Marino deve accontentare innanzitutto la sua maggioranza interna di nove consiglieri espressione dei due movimenti civici. Poi deve pensare agli alleati di Paolo Paolino, a Nuovo Sud e all’Ulivo. “La Campana” avrà il presidente del consiglio comunale, l’Ulivo un assessorato per Lorenzo Tarallo. Sembra destinato a rimane a bocca asciutta Nuovo Sud che, ovviamente, dà segni d’impazienza, così come l’assessore provinciale Corrado Martinangelo che rivendica un assessorato per la componente Ds dell’Ulivo. La coperta è corta e non può coprire le pretese di tutti. Per il momento si parte da cinque, sia per contenere la spesa che per tenere aperta la possibilità di possibili futuri allargamenti. A meno che di sorprese i nomi dei componenti della futura giunta dovrebbero essere l’agricoltore Roberto Ciuccio, l’architetto Vito Scairati, il ragioniere Lorenzo Tarallo, il maresciallo Salvatore Nacarlo ed il ristoratore Vincenzo Di Lucia. Se Marino imporrà la “quota rosa” uno di loro dovrà cedere il passo ad una fra Maria Antonietta Grandazzo, Dominik Barlotti ed Enza Maffia, le donne più in vista fra quelle che fanno riferimento alla maggioranza.

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