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13 Lug 2008

Carmine Iorio, il giornalista Gian Antonio Stella pronto ad approfondirne il caso

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Il noto giornalista Gian Antonio Stella (autore de "La Casta" e "la deriva") si sta preparando a tornare sulla figura di Carmine Iorio.

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08 Giu 2008

Il ricordo del giovane dottore Antonio Scorzelli

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All’università non ha mai preso trenta ad un esame, ma accanto, ed ogni volta, c’era sempre la lode. Al liceo era uno da dieci. “Una mente superiore, sempre”, giura Carmelo Suozzo, compagno di scuola dall’asilo al liceo, e con in comune anche anche il dna altavillese, con quell’essere “trapiantati” in quella singolare “terra di mezzo” che è Matinella. La laurea in medicina l’aveva conseguita a Siena dove era restato a prestare la sua apprezzata opera professionale. Antonio che aveva una marcia in più ma non lo faceva pesare. “Stava sempre un passo indietro, con naturale modestia ed umiltà profonda”, testimonia Carmelo. Antonio Scorzelli, 30 anni, medico radiologo, specialista in terapia delle immagini a “Le Scocche”, il policlinico di Siena, sembra guardare i due grandi grappoli di palloncini bianchi che lo salutano all’uscita della chiesa di San Gennaro. Una malattia, la leucemia, l’ha strappato alla scienza, a tutti noi ma soprattutto ai suoi cari. Sono tutti qui, oggi. Papà Giuseppe, finanziere alla compagnia di Eboli, mamma Maria, insegnante a Cerrelli, il fratello Marco, si guardano attoniti e pur straziati nel cuore sono composti nel dolore. La malattia assassina, la leucemia, ha colpito Antonio quando lui era vicino a realizzare l’obiettivo della sua vita, che non erano le cose alle quali per il suo talento poteva agevolmente ambire: una cattedra all’università, il successo economico o la visibilità mediatica. Lui che già ci lavorava con un luminare come Ferrario o che ai campioni del Siena “faceva le lastre” . Antonio che era particolarmente contento quando poteva aiutare qualcuno delle sue parti, e che aveva toccato il cielo con un dito quando aveva saputo che sarebbe potuto venire a lavorare all’Ospedale di Eboli. Un progetto interrotto dalla brutta bestia della malattia che si era materializzata dentro al suo organismo. E’ Carmelo Suozzo a scrivere, mentre è don Carlo Ciocca a leggerlo durante l’orazione funebre: “Qualcuno ha detto “a volte Dio spezza il nostro cuore per entrarvi più profondamente”. Antonio non era un superficiale, non lo è mai stato. Era cresciuto con una forte, radicata passione per il reale, per ciò che si può razionalmente spiegare ma con chiaro in mento che alla fine ed al principio di tutto c’è il Mistero. Anche quando 15 mesi fa ha iniziato questa battaglia, era dispiaciuto principalmente per due cose: aver gettato nello sconforto la sua famiglia e aver contratto un male invisibile, un male a cui – un medico come lui specialista nel fare diagnosi su immagini – non potesse guardare negli occhi. Sono stati quindici mesi di speranze, dolore, preghiere. Non credo si possa descrivere il suo sguardo che scorgevo dalla mascherina, lo sguardo di un malato – medico che, avendo ben chiara la natura del suo male, sembrava dirti di sorridere, come ad insegnarci che la vita ci è data perché la doniamo, perché la offriamo anche con l’ultima goccia di energia che abbiamo, anche quando riusciamo a fatica a muovere qualche muscolo. La certezza, la tenacia di ogni attimo e la tenerezza di uno sguardo, nella sofferenza di un male incurabile, sono un miracolo che ha reso a tutti più familiare il volto del Mistero buono che non ci abbandona. Con la scomparsa di Antonio piangiamo la perdita di un grande uomo, dalle doti umane e professionali esclusive, un uomo straordinariamente capace e mestamente umile nello stile, nei toni, nel modo di rapportarsi alla realtà e nella maniera di attestare la sua presenza, sempre molto discreta, ma universalmente apprezzata. Fratello, non posso dirti altro che “Grazie”. Grazie per la tua meravigliosa esistenza. Grazie per esserci stato. Grazie per lo spirito che ci hai trasmesso. Grazie anche stavolta, che ci guardi da lassù, sempre un passo indietro”. Ha detto tutto Carmelo. Eppure ci sarebbe tanto altro da aggiungere. Lo faranno, più in la, i suoi amici, i familiari e qualche paziente. A chi redige queste note è piaciuto il concreto attaccamento alla nostra terra, a cominciare dalla primigenia Scalareta, che Antonio Scorzelli dimostrava in ogni momento del suo lavoro.

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24 Dic 2007

ANTONIO MOTTOLA. Ieri 23/12 i funerali in un clima di commozione generale

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"Comprendiamo la rabbia e lo sconcerto. Finanche il desiderio di vendetta, ma oltre alla giustizia umana pensate che in azione c’è anche quella divina…". E’ l’omelia di don Salvatore Musella, parroco di Altavilla, che con don Costantino Liberti ha concelebrato le esequie di Antonio Mottola che si sono tenute a partire dalle 15, nella centrale chiesa della Madonna del Carmine. Ad assistervi una folla dove spiccavano i colleghi di lavoro e i compagni di scuola dei due figli studenti presso le scuole superiori di Albanella e Roccadaspide. Poi i tanti amici e i parenti, e lo stesso sindaco, Antonio Di Feo. All’uscita dalla chiesa della bara un lungo applauso ha dimostrato ancora una volta la stima dell’intero paese e di coloro che lo avevano  conosciuto verso Antonio, un uomo la cui fine resta ancora avvolta nel mistero.

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24 Dic 2007

CAMPAGNA. Commosso ricordo delle studentesse per Antonio Mottola

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Articolo tratto da “La Città” del 23 dicembre 2007 

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30 Apr 2007

ALTAVILLA. Elezioni alla Bcc, in pista Michele Gallo ed il giudice Antonio Bassi

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Le elezioni alla Bcc, in pista Michele Gallo ed il giudice Antonio Bassi
Comunità montana: Carmine Rizzo cede ad Antonio Di Feo la rappresentanza alla comunità montana

Il 28 maggio i soci della Bcc di Altavilla Silentina e Calabritto vanno alle urne per eleggere presidente e consiglio di amministrazione. Mentre scriviamo due sono le cordate in lizza. ?Ma la situazione è ancora fluida?, avverte chi vive nell?ambiente. A capeggiarle saranno il giovane avvocato Michele Gallo e il magistrato Antonio Bassi, presidente della Corte d?Assise di Salerno, pronto ad andare in pensione in caso di elezione. Saranno loro a disputarsi la presidenza della Bcc.
Al momento questi sono i candidati della lista di Michele Gallo per il consiglio di amministrazione: Franco Cembalo, Alfonso Del Guercio, Raffaele Ficetola, Raffaele Falce, Antonio Quagliato, Giuseppe Ruggiero, Giuseppe Scorza. Per il collegio sindacale: Domenico Gonnella, Nicolino D?Alessandro, Antonio Peduto. I supplenti sono: Milva Carrozza e Antonio Senatore. I probiviri: Carmine Conforti, Francesco De Rosa, Fortunato Desiderio, Antonio Pipolo.
Per il raggruppamento raccolto intorno al dottore Bassi per il momento vengono fatti i nomi di Gelsomino Viscido, Germano Di Chiara, Orazio Di Masi, Vito Gallo ed Antonio Saponara, candidati per il consiglio di amministrazione. Ciro Di Lascio e Geppino D?Angelo per il collegio sindacale.
La ridefinizione degli assetti di potere ad Altavilla però non si ferma qui. Il consigliere comunale Carmine Rizzo, esponente inquieto della maggioranza Di Feo, già in possesso del ticket per potere sedere all?interno del consiglio generale della comunità montana del Calore Salernitano ha ?stracciato? il suo biglietto per darlo al suo sindaco, Antonio Di Feo. Prima ancora Rizzo aveva gettato alle ortiche la tessera dei Ds, ancora calda calda, per rientrare nell?area d?influenza della Margherita. Nessuna giustificazione pubblica è stata mai fornita per queste scelte, poichè l?interessato ritiene che attengano alla sua sfera strettamente privata. Così, è evidente, che non è, ma così vanno le cose. Antonio Di Feo si mette in pista nell?ente montano per aiutare Donato De Rosa nella lunga marcia per riconquistare la presidenza della comunità montana del Calore Salernitano e ricacciare all?opposizione Mario Miano e i suoi. I numeri sono ancora dalla parte di Miano ma De Rosa sta cercando di ?tentare? gli antichi alleati socialisti per buttare all?aria.

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23 Mar 2007

Albanella, l’ormai celeberrimo articolo di Gian Antonio Stella

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?Corriere della Sera? (supplemento Magazine), 22 febbraio 2007, pag. 11

Rubrica ?Le idee ? Cavalli di razza? di Gian Antonio Stella

COSI? TI COSTRUISCO UN TEMPIO DELLA ?MAGNA MAGNA? GRECIA

Gennaro Mucciolo, vicepresidente del Consiglio regionale campano, ha avuto un?idea geniale per sfruttare i soldi di un piano archeologico: tirar su un edificio in calcestruzzo che richiami stilemi greci. E, udite udite, lo vuol fare a una ventina di km da Paestum e a una sessantina da Velia.

Il socialista Gennaro Mucciolo, pensa oggi e pensa domani, ha avuto un?idea geniale per sfruttare i soldi di un piano archeologico: ?Non ci sta ?o tempio greco antico? E noi lo facciamo nuovo nuovo!?. E già prefigura un futuro luminoso, code di bus stracarichi di turisti col cappellino, nuovi alberghi per accogliere l?accorrere di folle, gelaterie stracolme di madame americane, bancarelle grondanti di mozzarelle ?
?. Quando non hai una cosa, se sei di bocca buona, ti arrangi. Ma Albanella, il paese campano a sud di Battipaglia dove dovrebbe sorgere l? ?antico? manufatto, è a una ventina di chilometri da Paestum e a una sessantina da Velia, dove sorgono ?veri? siti archeologici di importanza mondiale. Che senso ha inventarsi una scemenza simile?
Soldi. Uno dei sette Pit campani (Patti Integrati Turistici) pensato dalla Regione per rilanciare appunto Paestum e Velia, mette a disposizione un sacco di denaro. E così Gennaro Mucciolo, vicepresidente del Consiglio, ha immaginato: perché non approfittarne per portare un po? di grana al collegio elettorale? Detto fatto, si è guardato intorno e convinto il comune di Albanella, doove governa un monocolore della Margherita così largo da allagare perfino con un altro pezzo di Margherita la stessa opposizione, nella pressoché totale assenza di ogni altro partito.
Il sindaco del paese, Giuseppe Capezzuto, non aspettava altro che essere convinto. Certo, lo sanno tutti che è una buscherata. Ma si sa anche come vanno queste cose, nel Mezzogiorno. Intanto arrivano soldi, c?è un po? di lavoro per le imprese locali, magari si può fare poi un progettino per assumere un guardiano del ?capolavoro? ? E così sia, sia pure con l?opposizione di Rifondazione e altri, come l?archeologo Mario Serra (?Buttano via i soldi così invece di utilizzarli per recuperare l?unico tempio rurale alla dea Demetra che si trova a pochi chilometri??, ha detto a positano-news.it), la cosa è andata avanti. E? stato trovato perfino un architetto, Antonio Parente, disposto a firmare l?obbrobrio. Che dovrebbe essere fatto in calcestruzzo, coperto di travertino, piazzato in cima a una bella collinetta e battezzato ?Megale Hellas?, come a dire Magna Grecia. Molto ?magna?: sul piatto ci sono infatti un milione e 444 mila euro.

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26 Set 2006

Antonio Lavecchia, di Castel San Lorenzo, è il giovane "ricercatore dell’anno"

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Giovane ricercatore dell?anno, secondo Farmindustria, è il salernitano Antonio Lavecchia
?Per sconfiggere le malattie studio i meccanismi di azione dei farmaci?

ORESTE MOTTOLA?Non sono un taumaturgo ma progetto molecole farmacologicamente attive attraverso approcci di chimica computazionale?, Spiega così il suo lavoro, Antonio Lavecchia, 38 anni. Sono modelli matematici che serviranno per costruire i nuovi farmaci che combatteranno tumori, Aids, diabete ed invecchiamento. Suona poi il pianoforte, è diplomato al Conservatorio, ha una sorella gemella, Antonella, apprezzato avvocato.
Il premio di Farmindustria destinato ad un ricercatore ?under 40? di quest?anno è andato a lui. Lavecchia ha forti radici familiari a Castel San Lorenzo, dove abitano i suoi genitori, in uno dei più bei palazzi del paese, ha casa a Salerno e cattedra a Napoli, presso la facoltà di farmacia. Dopo gli studi liceali compiuti a Roccadaspide, va a laurearsi va a Pisa, ha il massimo dei voti e la lode. Fra Pisa, Catania e Napoli svolge i primi passi della sua già brillante carriera. Dal 2005 è docente associato. Lavecchia ha frequenti periodi di studio all’estero in diversi laboratori guidati da importanti scienziati. In particolare, ha lavorato, negli Usa, presso l’Università del Minnesota, collaborando con Philip Portoghese, a Barcellona con Ferran Sanz e a Monaco con Horst Kessler. Tornato in Campania continua a mantenere queste collaborazioni internazionali che ha accresciuto con intese con centri di ricerca olandesi ed il prestigiosissimo National Cancer Institute di Bethesda di Yves Pommier.
Nel suo curriculum spiccando due master conseguiti presso la scuola di management della Luiss, in ?Comunicazione? e ?Creatività e Problem Solving?. ?Il ricercatore moderno oltre ad essere uomo di scienza è anche un po? manager?, spiega. ?E soprattutto deve imparare a gestire tempi e squadra. ?Io faccio parte di quella di Ettore Novellino, il preside della facoltà?, aggiunge Lavecchia.
L?ultimo risultato conseguito è il premio di Farmindustria, riconoscimento che premia la qualità delle ricerche condotte in materia di scienze chimiche-farmaceutiche e in particolare quelle relative al Drug Discovery e che va ai ricercatori che hanno presentato i migliori lavori in materia di progettazione, metabolismo o tecniche analitiche, computazionali, chimiche, fisico-chimiche relativi a sostanze bioattive. Non sono solo i ?Tremila euro ed un attestato?, come racconta, ma il riconoscimento che le sue ricerche sono suscettibili d?applicazioni pratiche. Capaci quindi di risolvere gravissime patologie.

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24 Set 2006

Antonio Orlando, il maggiore altavillese seriamente ferito in un incidente

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da www.salernonotizie.it
Incidenti; auto fuori strada in Friuli: morti 2 militari, ferito grave Maggiore originario di Altavilla
Due giovani militari di origine campana sono morti la scorsa notte in un incidente stradale avvenuto sull’autostrada A4 Trieste-Venezia, nei pressi di Aiello del Friuli in provincia di Udine. Un terzo giovane, che si trovava nella stessa auto, è rimasto ferito in maniera molto grave. Si tratta del Maggiore Antonio Orlando, 25 anni originario di Altavilla Silentina in provincia di Salerno che presta servizio presso il Comando e Supporti Tattici della Brigata “Pozzuolo del Friuli” di Gorizia.
A perdere la vita invece Umberto Palumbo, 23 anni, e Giuseppe D’ Angelo di 22 entrambi originari della provincia di Napoli e in forza come Caporali maggiori. Il militare salernitano è tuttora ricoverato in prognosi riservata presso l?Ospedale di Udine. Sono ancora da accertare intanto le cause dell?incidente che ha visto coinvolta l?auto sulla quale viaggiavano i 3 giovani. La Lancia Ypsilon, intorno alle 4.00 è sbandata finendo fuori strada mentre percorreva una tratta in direzione Venezia.
24/09/2006 By Salernonotizie.it

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22 Set 2006

Antonio Palmieri, l?uomo che fa la doccia alle bufale

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Ogni animale ha un tappeto di gomma e un nome: ?Stattaccorto? e ?dormiglione?. Ma c?è anche ?Berlusconi? e ?De Mita?. Nella nuova stalla i bovini andranno quando vogliono a farsi mungere da un robot

– Per la mozzarella di Bufala campana siamo addirittura al culto. Dal sapore inconfondibile, quella prodotta dal caseificio Vannulo guidato da Antonio Palmieri ha infatti un segreto: l’igiene della bufala, l’animale dal cui latte viene creata la ‘regina’ della cucina mediterranea. Ogni giorno nella rinomata azienda biologia di Capaccio Scalo (Sa), le bufale ?fanno la doccia?. E la piana di Paestum, che confina con l?azzurro mare del Cilento, diventa cornice per l?arte casearia di una famiglia che dal 1907 fa ‘peccare di gola’ gli amanti della buona tavola.

??Perché la bufala è un animale d?acqua ? dice Palmieri a Ign, testata on line del Gruppo Adnkronos – ha bisogno di stare nell?umido. Soffre il caldo, e bisogna tenerla bene. Dunque, anziché farla stare nell?acquitrinio, ogni 30 minuti ho assicurato loro 5 minuti di doccia. In questo modo, stando comodamente in mangiatoia, gli animali sono puliti e il latte è igienicamente puro??.

Ma chi lava le bufale? ??L?operazione – spiega ancora il titolare dell?azienda Palmieri ? avviene in automatico. Ci sono sensori che fanno scattare la doccia quando gli animali si avvicinano alla mangiatoia??. E le reazioni degli animali? ??Sono contentissime ? assicura Palmieri ? perché d?estate hanno un refrigerio che fa bene anche al latte. La doccia si fa da maggio a settembre. E in fondo ? rimarca – come si dice dalle nostre parti ?la pulizia solo in tasca non è buona?. Io aggiungo però che a volte fa bene anche alla tasca, perché ci sono troppi vizi. Se ci limitassimo un pochino, vivremmo tutti meglio??.

Quanto ai clienti, ?’ce ne sono di tutti i tipi, e vengono da ogni parte??, dice Palmieri. Che poi si lascia sfuggire qualche curiosità: ??Diego Della Valle manda spesso l?elicottero per prendere le nostre mozzarelle. Ma anche Montezemolo è stato qui e ha mangiato i nostri prodotti??.

All?azienda Vannulo le bufale sono 550, 300 quelle da latte. Vengono controllate con il computer, seguite giorno per giorno nello stato di salute come nella produzione della quantità di latte, ??coniugando in tal modo tradizione e innovazione??. E come nei ?Contadini del Sud? di cui scriveva Rocco Scotellaro, ??ogni bufala ha un nome ? fa sapere Palmieri ? c?è ?malevizzo? e ?stattaccorto?, ?sindaco? o ?dormiglione???. Ma in perfetto stile bipartisan, ??c?è anche una bufala che si chiama ?Berlusconi?’ e un?altra che prende il nome ‘?De Mita???.

??Le curo tutte – spiega Palmieri – anche perché ho un rapporto distaccato con il denaro. E? un mezzo che governo, non ne sono governato. Dunque decido sulle cose che mi fanno più piacere e ho a cuore la salute dei miei animali. Nell?azienda biologica le bufale vengono curate con trattamenti veterinari e cure omeopatiche??. Ne volete un?altra? ??Ogni bufala dorme comodamente su un proprio materasso di gomma. Ma nella nuova stalla che sto ultimando ? annuncia – ogni 60 aninali ci sarà un robot di mungitura. Così la bufala si alza e va a mungersi quando vuole. E? la prima stalla al mondo in cui le bufale si autogovernano??.

Il caseificio è stato aperto nel 1988, sei anni fa è nata la yogurteria. E adesso c?è un?altra novità: ??A metà ottobre apro la pelletteria??, ci rivela Palmieri. ??Si tratta di oggetti del mondo contadino interamente realizzati con pelle di bufala. Ad esempio la fuscella della ricotta è diventata un grazioso portapenne. E un oggetto in vimini si è trasformato in un portagioia in pelle di bufala??.

Insomma, l?unico ?guaio? di quest?azienda e che ??la nostra mozzarella finisce sempre presto. Dopo le 14 è un dramma per chi viene in azienda e non la trova. Allora ? confessa Palmieri ? li vedi imprecare per avere un kg di prodotto. Ma molte volte è difficile accontentarli, e la gente diventa isterica. Del resto o si sceglie la qualità o la quantità. Io da sempre ho scelto la prima. Se c?è qualità è meglio per tutti, per chi la produce e per le famiglie che vengono a trovarci??. E taglia corto: ??N?coppa a sti? cose nun se pazzea? (?su queste cose non si scherza?)??. Anche mangiare, insegnavano proprio a Paestum gli antichi, è un?arte che va coltivata.

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26 Lug 2006

Dal notes di un cronista. Giovedì conferenza di Antonio Manzo a Sant’Arsenio

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INCONTRI CULTURALI ORGANIZZATI DALL’UNI3

SANT’ARSENIO (SA)

SECONDO APPUNTAMENTO: “TRANSIZIONE POLITICA IN ITALIA: 1992-1996, APPUNTI DAL NOTES DI UN CRONISTA POLITICO” GIOVEDì 27 LUGLIO ORE 18

RELAZIONE DI ANTONIO MANZO, GIORNALISTA DEL MATTINO

AI SUCCESSIVI INCONTRI PARTECIPERANNO DOCENTI DELL’UNIVERSITA’ DI PALERMO E DI PORTO, STORICI E ANTROPOLOGI.

INCONTRI CULTURALI ESTIVI A SANT?ARSENIO (SA)
SECONDO APPUNTAMENTO

Antonio Manzo, giornalista de ?Il Mattino?:
TRANSIZIONE POLITICA IN ITALIA: 1992-1996
APPUNTI DAL NOTES DI UN CRONISTA POLITICO

GIOVEDI 27 LUGLIO ? ORE 18.00
Via Ciliberti, palazzo d?Aromando

Tangentopoli, una stagione che ha cambiato la storia politica dell?Italia della Prima Repubblica. Un passaggio che ha rivoluzionato la vita del sistema politico e sociale italiano, di cui parlerà Antonio Manzo, giornalista e notista politico de ?Il Mattino?, per il secondo appuntamento (in programma giovedì 27 luglio) del ciclo di convegni ?Incontri culturali – Estate 2006?, organizzato a Sant?Arsenio dalla sede del Vallo di Diano dell?Uni3.
Titolo dell?incontro, che si svolgerà alle 18 in Via Ciliberti nel palazzo D?Aromando è: ?Transizione politica in Italia: 1992-1996, appunti dal notes di un cronista politico?. Un periodo che Manzo racconterà con gli occhi del giornalista che quei giorni li ha vissuti e scritti. Una prospettiva che scavalca la pura cronaca per approfondire le implicazioni tra le vicende giudiziarie, politiche e sociali dell?Italia che dal pentapartito è arrivata fino al maggioritario e alla ricerca di stabilità.

La manifestazione, organizzata dall?Associazione nazionale Università della Terza età (sede del Vallo di Diano), con il patrocinio della Provincia di Salerno, del Comune di Sant?Arsenio e della Banca Monte Pruno di Roscigno, continuerà giovedì 3 agosto, con la relazione di Elvira Cuhna de Azevedo, docente dell?università di Porto, sulle ?Varie politiche europee di fronte alla scoperta di nuovi mondi. Sarà un altro docente dell?università portoghese, Giuseppe Mea, il 10 agosto a parlare degli ?Iberismi nel dialetto napoletano?. Il 12 agosto, invece, l?Uni3, in collaborazione con le associazioni ?Voci dal Sud?, ?Luigi Pica?, ?Rotary? e ?Amici del Vallo?, ha organizzato un incontro con lo scrittore e poeta Elio Pecora, curato da Carla Coiro, a cui interverranno lo storico e docente dell?università di Palermo, Roberto Deidier, e la saggista e critica letteraria Daniela Mareschi.
Di ?Alimenti e comunicazione, una storia del Mediterraneo e il caso Cilento? si parlerà nel convegno in programma per il 17 agosto, in compagnia dell?antropologo e giornalista Domenico Ienna. La manifestazione terminerà il 25 agosto con la relazione finale del docente dell?Uni3, Carlo Chimenti.

Per informazioni

347.1955842 ? 320.7942824

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