Archivio Tag 'altavilla'

28 Gen 2009

Su Facebook un gruppo tutto per me. Manca però il mio parere…

Filed under Primo piano


Convinciamo ORESTE MOTTOLA a candidarsi a sindaco di Altavilla Silentina

Globale

Informazioni di base

Tipo: Interessi Comuni - Cause e ideali
Descrizione: - E’ un giornalista affermato
- Scrive libri di successo
- Conosce il territorio come pochi altri
- Ha sempre dimostrato di tenere fortemente all’etica
- Ha l’età giusta
- E’ autonomo dai vari schieramenti locali

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5 di 23 messaggi in bacheca visualizzati.Mostra tutti

Giovanna Baione ha scritto
alle 2.00 di iericiao oreste,ci servirebbe proprio un cambianento radicale dei politici altavillesi, ci serevirebbe qualcuno aperto nel dialogo con i cittadini, e penso che tu saresti la persona ideale,capace di amministrare il nostro paese…spero che le buone riflessioni ti portino alla scelta più giusta.
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Elvira Rita Gorga ha scritto
alle 18.47 del 31 Gennaio 2009Ci conosciamo poco ma sono assolutamente sicura che potresti fare solo del bene per il nostro amato paese!!!
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Antonio Domini ha scritto
alle 18.26 del 31 Gennaio 2009Sappi che sarà dura fare il sindaco, ma è un’esperienza unica. Se davvero accetti e ti candidi sostegno totale. Buona fortuna
Antonio Domini
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Rodolfo Sabelli (Italy) ha scritto
alle 20.09 del 30 Gennaio 2009Se ti decidi, e io spero di sì, ti vengo a sostenere. 
Se vuoi facciamo un comizio insieme!!!
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Mattia Antonio Carpinelli ha scritto
alle 18.58 del 30 Gennaio 2009credo che saresti un ottimo sindaco e io cambierò la mia cittadinanza se ti candidi….


11 commenti

18 Mag 2008

Altavilla, una medaglia per ricordare i giorni dello Sbarco del 1943

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Settembre 1943: una data ancora viva nei ricordi di chi c?era, i cui echi si riverberano anche sulle nuove generazioni.
Altavilla Silentina fu, suo malgrado, protagonista di eventi memorabili, nello scontro cruento tra gli Americani, avanzanti dal mare, ed i Tedeschi appostati sulle alture, a difesa di una onorevole ritirata.
Dall?11 al 17 settembre, furiosi combattimenti, con alterna fortuna tra i contendenti, videro al centro l?abitato di Altavilla, alle pendici di quella ?quota 424? che si rivelò essere cruciale, per il controllo della Piana di Paestum. Centinaia di morti rimasero sul terreno, da una parte e dall?altra tra gli eserciti in campo. La popolazione civile pagò, dal canto suo, un alto prezzo di vite umane per la sua liberazione. Almeno 85 furono le vittime accertate, nei giorni della ?Battaglia per Altavilla?.
Paese del profondo sud, apparentemente fuori dalle direttrici principali della storia anche recente, Altavilla ha giocato un ruolo dignitoso, di cui si può essere giustamente orgogliosi.
Alla maniera dei paesi-presepe lucani, descritti da Carlo Levi, Altavilla fu ospite accogliente e cordiale di confinati per motivi politici e razziali. ?Il Balordo? è un personaggio letterario, attraverso il quale, Piero Chiara ha voluto immortalare luoghi e persone altavillesi che fecero da cornice a tanti confinati antifascisti.
Solo da poco, una toccante vicenda è emersa dalle nebbie della storia e sembra confermare l?assunto. Un gruppo di ebrei ungheresi, originari di uno sperduto paese magiaro, Lenti, per sfuggire ad una morte sicura, in un campo di sterminio nazista, utilizzarono falsi documenti anagrafici provenienti dal Comune di Altavilla Silentina. Quanto si dice i casi della vita. Un libro, di cui è autore il giornalista Nico Pirozzi, rievoca questa singolare vicenda di ordinaria solidarietà.

In una lettera all?amministrazione comunale, il sindaco di questo piccolo paese ungherese, venuto a conoscenza della vicenda e della pubblicazione, ha espresso il desiderio di allacciare un legame non effimero con la comunità altavillese, in ricordo di quel gesto di solidarietà, impegnandosi a far tradurre in lingua ungherese la ricerca di Pirozzi.
Esaudendo una richiesta del Consiglio comunale, il Presidente della Repubblica ha conferito una Medaglia d?argento ?al merito civile? al Gonfalone della Città, per il comportamento tenuto dalla cittadinanza, in occasione delle convulse vicende dello Sbarco alleato. Il prossimo 23 maggio l?evento sarà adeguatamente solennizzato con una cerimonia pubblica, alla presenza di autorità civili e militari e del Prefetto di Salerno, Claudio Meoli.

Nell?ambito delle celebrazioni, il giorno 22, un convegno farà il punto sulla storiografia dello Sbarco di Salerno, con riferimento particolare alla ?Battaglia di Altavilla?. Interverranno storici, saggisti e docenti universitari. Svolgeranno una relazione : Massimo Mazzetti, Angelo Pesce e Nico Pirozzi. I nuovi contributi, costituiti da rapporti, ordini scritti dei vari livelli della catena di comando delle truppe impegnate in battaglia, sono stati portati alla luce da Gerardo Iorio, autore di ?Quota 424?, edito dal Comune di Altavilla Silentina, in seguito ad una paziente ricerca negli archivi, ormai declassificati, dell?esercito americano e tedesco.

Fernando Iuliano consigliere comunale

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03 Mar 2008

ALTAVILLA. Nasce il blog di Diomira Cennamo

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24 Dic 2007

CAMPAGNA. Commosso ricordo delle studentesse per Antonio Mottola

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Articolo tratto da “La Città” del 23 dicembre 2007 

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14 Dic 2007

ALTAVILLA. Domenica alle 16.30 presentazione libro sulla Shoa

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LIBRI: ALTAVILLA SILENTINA SCOPRE INEDITA PAGINA SHOAH DOMENICA PRESENTAZIONE ‘FANTASMI DEL CILENTO’ DI NICO PIROZZI ALTAVILLA SILENTINA (SALERNO) (ANSA) – ALTAVILLA SILENTINA (SALERNO), 14 DIC – Sarà presentato domenica prossima, alle 16.30, presso il Centro Sociale per Anziani di Altavilla Silentina, il libro di Nico Pirozzi "Fantasmi del Cilento, Da Altavilla Silentina a Lenti – Un’inedita storia della Shoah ungherese". All’appuntamento, che sarà moderato da Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, prenderanno parte il sindaco di Altavilla Silentina, Antonio Di Feo, la vice direttrice dell’Accademia d’Ungheria in Italia, Eva Vigh, il questore di Salerno, Vincenzo Roca, il rabbino di Napoli, Paolo Punturello, e Francesco Lucrezi, docente presso l’Università degli Studi di Salerno. Attingendo a documenti che ne testimoniano la veridicità, (da una ricerca di Oreste Mottola) l’autore ripercorre una pagina della shoah, portando alla luce la storia di trenta ebrei di Lenti, cittadina del Transdanubio occidentale ungherese, venuti in possesso di altrettanti certificati, probabilmente rubati nel municipio di Altavilla Silentina nel tentativo disperato di salvarsi dal più grande massacro della storia dell’umanità. Nessuno potrà mai conoscere i motivi per cui i trenta sfortunati si trovarono a Lenti, dal momento che furono anch’essi vittime della strage. Il libro di Nico Pirozzi ha indotto l’Amministrazione comunale a voler ricostruire un rapporto con la cittadina di Lenti, per condividere una pagina tragica della storia comune. "Se la Shoah è una tragedia sulla quale ogni uomo è chiamato a riflettere, c’é un obbligo di preservarne la memoria da parte di chi, testimone diretto o indiretto – per motivi temporali o spaziali, è chiamato a rivestire un ruolo nelle comunità che, per loro scelta o loro malgrado, sono state protagoniste, o spettatrici, della più immane delle catastrofi umane del Ventesimo secolo". Lo afferma il sindaco di Altavilla Silentina, Antonio Di Feo, nell’annunciare l’intenzione del suo Comune di trovare, in questo momento di ricordo comune, la motivazione per conoscersi meglio ed eventualmente gemellarsi con la città di Lenti, in Ungheria "Apprendere – aggiunge il primo cittadino di Altavilla Silentina – che qualcuno utilizzò il nome del nostro Comune per fornire una falsa identità a trenta ebrei ungheresi, che volevano salvare sé stessi ed i loro figli da un atroce destino, da un lato è motivo d’orgoglio, ma dall’altro ci investe di un non comune carico di responsabilità, di emulazione del fare in bene. Lo stesso che la storia riserva ai testimoni, ed ai loro eredi, delle grandi tragedie". "Questo ruolo di guardiani della memoria, ci farebbe piacere condividerlo con i cittadini di Lenti, il luogo dove la tragedia dei `Trenta fantasmi del Cilentò s’é consumata. Città con la quale, già a partire dai prossimi giorni, avvieremo contatti per iniziare un cammino di conoscenza reciproca che, mi auguro, possa portare ad un gemellaggio. Quello che oggi arriva da Altavilla Silentina vuole essere un segnale forte – conclude Di Feo – contro tutte le forme di sopraffazione e discriminazione". (ANSA).

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12 Dic 2007

ALTAVILLA. Questo paese non lo riconosco più!

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20 Set 2007

ALTAVILLA. Altari abbattuti. Stop ai Vocazionisti. Di Venuta smentisce….

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IL FATTO di Diomira Cennamo

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23 Lug 2007

ALTAVILLA. I Ds su alcuni articoli di “Unico”

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I Ds di Altavilla su alcuni articoli di "Unico" Quelli che 

                                                                                                                             

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16 Lug 2007

SUICIDIO NELLE CAMPAGNE DI ALTAVILLA SILENTINA

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Biagio Morra, 76 anni, pensionato ex bracciante agricolo questa mattina è stato trovato impiccato ad un albero vicino alla sua abitazione di località Campolongo

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06 Giu 2007

ALTAVILLA. Droga, trafficanti sotto pressione per i nomi dei politici

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EBOLI. Amministratori locali, imprenditori, professionisti e un agente delle forze dell?ordine tra la “fedele” clientela, dedita al consumo di cocaina, sparsa fra la Piana del Sele e l?Agro nocerino sarnese. Tutti clienti insospettabili, alcuni saltuari, altri più stabili, che si rifornivano di “polvere bianca” da quella che gli inquirenti indicano come un?associazione per delinquere finalizzata all?acquisto, alla detenzione, allo spaccio di sostanza stupefacente il cui personaggio chiave appare essere Umberto Belmonte, alias “Celentano”, di Altavilla Silentina.
Cocaina a fiumi scorreva nei suoi numerosi viaggi tra Milano e la Piana del Sele prima e l?Agro nocerino sarnese poi. Dalle oltre 400 pagine che raccontano due lunghi anni di indagini, pedinamenti e intercettazioni telefoniche emerge subito chiaro che era proprio “Celentano” a condurre l?intenso traffico di stupefacenti, soprattutto cocaina, avvalendosi, però, di molteplici e stabili collaboratori. Si parla di lui quale capo, organizzatore e promotore del “sodalizio criminoso” in vari comuni della Piana del Sele: Battipaglia, Eboli, Capaccio, Agropoli fino a varie localitá della provincia di Potenza. Chilometri e chilometri di una rete ben ramificata e ben collegata tra loro.
Nella Piana del Sele il mercato della cocaina era nelle loro mani. A Capaccio, avevano quasi il controllo assoluto dello spaccio. Ognuno nel gruppo aveva un ruolo preciso, ognuno i suoi clienti, ognuno il suo territorio su cui operavano con una distribuzione di piccoli quantitativi di sostanza stupefacente, non oltre i 40 grammi per volta. In 16 per questo sono finiti in manette lunedì mattina dopo un?articolata indagine delle Fiamme Gialle di Eboli denominata “Celentano?s Cheese” dal soprannome di Belmonte che insieme a Domenico Noce gestiva i contatti direttamente con i fornitori per il reperimento e l?acquisto dello stupefacente, prima a Milano, poi nell?Agro, e coordinavano tutte le attivitá del gruppo mediante direttive impartite ai singoli componenti per i contatti con i fornitori, per il trasporto dello stupefacente, per le consegne ai clienti, nonché curando anche personalmente i rapporti con gli acquirenti della “polvere bianca”.
Dalle intercettazioni, inoltre, viene fuori un intraprendente gruppo di giovani leve criminali caratterizzate da determinazione e spregiudicatezza. Oltre a Belmonte e Noce gli inquirenti così, indicano come capi anche Raffaele Matrone e Francesco Amato. Entrambi giá precedentemente arrestati, il primo nel settembre del 2005 e il secondo nell?ottobre dello stesso anno, anche nel corso della detenzione domiciliare continuavano ad impartire le direttive al giovane ebolitano Alfonso Capacchione per gli approvvigionamenti e le consegne dello stupefacente, nonché per la riscossione dei proventi. Capacchione, così, titolare di un locale di Fuorni, lo “Zanzipub”, viene indicato come una sorta di “cassiere” addetto alla riscossione delle somme di denaro dai vari acquirenti e come corriere della droga che provvedeva a prelevare nei pressi di Poggiomarino e a smistare poi nella Piana del Sele. Partecipe al sodalizio criminale, secondo l?accusa, era poi Michele Sicignano, camionista ebolitano, fidanzato con la figlia di Belmonte, in qualitá di stabile acquirente e successivo rivenditore dello stupefacente. Spesso Sicignano fungeva anche da “autista” del suocero, Belmonte, sia per le consegne che per la riscossione dei proventi, quale intermediario nei contatti utili per garantire il costante approvvigionamento dello stupefacente ed in particolare nell?avvio dei contatti con Mario Esposito per conto di Noce e nella ripresa dei contatti tra Francesco Amato e Belmonte a seguito dell?arresto di quest?ultimo. Giuseppe Bello invece era l?autista del gruppo e forniva la propria abitazione a foce Sele quale base logistica per il gruppo, in quanto lontana dal centro abitato, e manteneva i contatti tra Belmonte e Vincenzo Merola e tra Noce ed Esposito. Pasquale Minella era acquirente sia di Belmonte che di Noce, rivenditore a sua volta e autista del Belmonte
Giusy Iorlano

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