Archivio Tag 'alburni'

02 Lug 2011

Altavillesi? No, siamo soprattutto silentini!

Filed under Piana del Sele

Un privilegio di Altavilla è quello di  racchiudere all’interno del proprio territorio una singolare rappresentazione del variegato mondo della provincia salernitana e non solo. Risalendo per il corso del Sele si può arrivare fin nell’Irpinia e da qui verso la Lucania e i granai pugliesi. Dalle sponde del  Calore si incontrano gli Alburni e poi il cuore del Cilento. Facendo una deviazione su per il passo della Sentinella siamo nel Vallo di Diano. Sono i percorsi della storia del passato ma anche dell’economia moderna. Dalla piazza del paese silentino  basta portarsi verso il Piano delle Rose o Tempa della Guardia per trovarsi ad un palmo di naso dai tre quarti dell’intera provincia che osservi dall’alto. Altavilla è una comunità che naturalmente si è aperta agli scambi con chi vive ed opera nei dintorni.  Almeno la metà dei nostri cognomi ci raccontano storie di immigrazione dai paesi vicini. Tracce che stanno dentro la nostra memoria collettiva.  Alle nostre spalle, verso gli Alburni e lungo il corso del Calore, quasi aderendo al percorso dei pastori transumanti conosciuti più dai nostri nonni che dai nostri padri. Davanti, l’opzione più recente, quella che ha dovuto attendere la bonifica dalla palude, per  tornare a guardare verso le aree una volta popolate dagli etruschi. A Scalareta, per chi non lo sapesse, ci sono loro impronte . Verso il Sele abbiamo sempre guardato: non a caso al nostro nome è stato aggiunto, non a caso, un “silentino”.  I nostri meloni si andavano a vendere a Campagna e ad Oliveto. E’ il futuro che c’interessa: è lì che vivremo il più a lungo possibile. Ci sono nuove sfide: l’apertura internazionale che ci assicurerà un aeroporto finalmente aperto; la fruizione turistica dei nostri ambienti ancora ad alta ruralità; un’agricoltura sotto il segno della migliore ortofrutta d’Italia e di un allevamento bufalino di qualità; dei beni culturali da utilizzare seriamente. Su questi aspetti c’è bisogno di dell’apporto dei migliori.

Oreste Mottola (*)

*giornalista, è attualmente condirettore del settimanale “Unico”

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18 Mar 2010

Io e i miei paesani siamo fatti così. Una confessione

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ALTAVILLA CAPUT MUNDI!

La maggior parte dei paesi interni salernitani sono dominati dal criterio dell’uniformità. Spesso hanno anche un solo nome. C’è dove si producono solo i fagioli e si cucinano solo le castagne, dove sono stati tutti briganti o carabinieri, dove gli abitanti hanno, fateci caso, le stesse “facies”: segno di uno scarso scambio di patrimonio genetico. In altri paesi, soprattutto in quelli di mare o spiaccicati accanto alle vecchie vie storiche, c’è tutto e il contrario di tutto. Il sangue si è abbondantemente mischiato per tutta una serie di ragioni che non è il caso d’indagare: guerre, immigrazioni, pellegrinaggi, tanto per fare un elenco. Il mio paese, Altavilla Silentina, sta tra i secondi. E se ne vanta. Perché non è sul mare e non ci passavano le strade consolari romane. Ed ancora oggi una misconosciuta strada che porta a Castelcivita e a Roccadaspide è affogata dagli scalini e dai balconi di via Borgo S. Martino. Un bus, di quelli a due piani non ci passa. Altavilla caput mundi!
Ci fu un tempo che vide gli etruschi a Pontecagnano ed in tutto il Picentino, i greci d’Occidente tra Paestum e Velia con i lucani appostati e guardinghi sugli Alburni: Altavilla è lì, a poche decine di chilometri di distanza da tutti questi luoghi. Perfettamente equidistante. Sì, da tutti abbiamo preso ed a tutti abbiamo dato. Anche ai pirati berberi che sovente, e prepotenti, ci fecero visita. Molti di noi potrebbero facilmente andare nel Maghreb e confondersi coi locali. Sorridete pure, siamo un paese aperto: il centro antico non è chiuso tra le gole di un’inaccessibile montagna ma ci s’arriva risalendo le giogaie di dolci colline. E quando la Piana del Sele era malsana per i miasmi della palude e la malaria non perdonava, quassù qualcuno (non tutti, per la verità) si godeva la vita. Questo raccontano le tante storie del Castello dove i discendenti dell’abate Ciccio Solimena vissero, o meglio se la spassarono, per oltre due secoli. Tutti quelli che passavano per la pubblica via dovevano ossequiare i signori e le cose migliori andavano a loro. I furbissimi briganti che stavano dentro al vicino bosco di Persano, una specie di Supramonte salernitano di quei tempi, sulla collina altavillese ci venivano perché avevano gli appoggi di tante donne – vivandiere. Si confina con Persano con un lungo tratto del bello e pescoso fiume Calore. I re qui erano di casa. Carlo III, Francesco e Ferdinando di Borbone amavano venirci a caccia. Goethe ci venne e ne scrisse. Hackert la dipinse. Fu culla dell’allevamento della razza equina omonima che trionfò in diverse Olimpiadi ed oggi è sede della Brigata Garibaldi: una delle più “operative” unità dell’Esercito italiano. È il passato con le sue luci (poche) e le tante ombre. Ancora: altri hanno avuto le industrie coi soldi dello stato? Noi di Altavilla, oltre alle regolamentari tre torri, sul gonfalone comunale abbiamo, virtualmente, i caseifici che sfornano la mozzarella più buona del salernitano. Un successo costruito, in meno di un decennio, da allevatori oggi diventati industriali. Torna il tema di una Altavilla Silentina doppia o una e trina: divisa tra una Piana del Sele alla quale appartiene per l’agricoltura avanzata ed una imprenditoria vivace, ed un territorio collinare che è cilentano per tante consonanze, non secondaria quella musicale. C’è l’Altavilla Silentina dell’appartenenza religiosa raccontata dalle oltre trentacinque chiese ma anche da un non troppo passato “culto” massonico dalle atmosfere sulfuree.

Oreste Mottola orestemottola@gmail.com

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05 Gen 2008

ALBURNI. Il miracolo della fragolina. Grazie ad Antonio Valitutto…400 posti di lavoro

Filed under Argomenti vari

Quattrocento posti di lavoro, otto milioni di euro di fatturato, tutti al gusto di fragola

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03 Gen 2008

CM ALBURNI. Ezio Russo è il nuovo presidente. Pd spaccato, Cornetta è fuori

Filed under Gossip

Carmine Cennamo dispone e Alburni, il Pd si spacca e rimette Udeur e centrodestra al centro dello scenario politico. Ezio Russo, 45 anni, bancario di professione,consigliere comunale di Sicignano degli Alburni, aderente all’Udeur, è il nuovo presidente della comunità montana degli Alburni. Ricoprì lo stesso incarico nel 2004. Succede a Carmine Cennamo, assessore provinciale alla caccia, ma in un quadro politico mutato. Alla presidenza del consiglio è Giuseppe Di Poto, oppositore di Cennamo, alle ultime comunali postiglionesi. All’opposizione sono stati collocati gli ex diessini, fra i quali spiccano l’ex presidente Nunzio Gaudioso e Palmiro Cornetta, sindaco di Serre. mentre c’è l’appoggio esterno di esponenti del centrodestra quali Vito Marano e Franco Martino. Non è stato raccolto l’invito alla “riflessione” rivolto da MicheleFigliulo, coordinatore provinciale del Partito Democratico. Una curiosità: non è un fatto nuovo “la staffetta” fra Ezio Russo (che è stato anche simpatizzante diessino) e Carmine Cennamo. La prima presidenza Russo, nel 2004, durò pochi mesi. Ma alla fine ce l’ha fatta a ritornare, la partita è stata vinta in casa da Sicignano, riuscita a conquistare la presidenza vent’anni dopo. L’ultima breve apparizione (prima di Russo) fu quella dell’avvocato Rocco Nigro nel 1983. Classe 1962, Ezio Russo è stato vice direttore della “Banca Popolare dell’Emilia Romagna” (filiale di Sicignano), la stessa poi diventerà Banca della Campania.

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16 Apr 2007

ALBURNI. Cennamo di nuovo presidente della comunità montana

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tratto da www.alburninet.it che ringrazio
COMUNITA? MONTANA, LE NUOVE CARICHE
Sembra trovato l?accordo per una nuova maggioranza all?ente montano, lunedì a Postiglione ci sarà l?insediamento della nuova giunta con Cennamo Presidente.
Passa il tempo, cambia la popolazione, cambiano le amministrazioni, cambiano le maggioranze, ma le persone no; sono sempre quelle. Carmine Cennamo ancora Presidente ma, il dato più sorprendente è che il vice-presidente è nientemeno che l?ex presidente: Nunzio Gaudioso. Nonostante chè, sino alla caduta della passata amministrazione e al commissariamento dell?ente i due vertici della nuova maggioranza siano stati i rappresentanti delle due opposte fazioni, e forse, facendo appello a quel senso di responsabilità più volte richiamato durante i passati consigli e sorretti da accordi di partito di levatura extra-locale, l?intesa è stata sancita, con buona pace di chi avrebbe voluto un vero cambiamento, non solo nei ruoli.
La situazione di stallo che aveva generato la crisi alburnina sembra oramai alle spalle, non più diciotto e diciotto, bensì ventiquattro consiglieri di maggioranza e dodici di minoranza. L?accordo ha generato i suoi frutti. L?unico che sembra aver pagato il conto per tutti è l?ex-vicepresidente Enzo Luciano. Una cosa è certa però: il Commissario è stato ben accetto e il suo operato ha soddisfatto le attese delle popolazione, soprattutto per quanto riguarda l?abbattimento dei costi per le indennità di carica. Anche nel nostro sondaggio su alburninet i cittadini hanno espresso una larga preferenza per un governo tecnico, segno questo che la politica qui negli Alburni non ha trovato la sua giusta dimensione. Molte le attese per la prossima cosiliatura e molte altre ancora le speranze per uno sviluppo territoriale che stenta a decollare.
Insomma, sul prossimo tavolo politico necessiterà amalgamare bene le vecchie pietanze con i nuovi ingredienti, onestamente di brodini riscaldati ne abbiamo già lo stomaco pieno.

Questa la nuova Giunta della Comunità Montana Alburni:
PRESIDENTE Cennamo Carmine UDEUR
VICE – PRES. Gaudioso Nunzio DS
ASSESSORE Rosolia Immacolata DS
ASSESSORE Tucci Alessandro DS
ASSESSORE Pecori Giuseppe MARGHERITA
ASSESSORE Poti Ettore MARGHERITA
ASSESSORE Tedesco Mario MARGHERITA
ASSESSORE Marino Biagio MARGHERITA
ASSESSORE Russo Ezio UDEUR
ASSESSORE Prezioso Pasqualina SDI
ASSESSORE Ruberto Giuseppe SDI

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01 Apr 2007

OTTATI. Taglia alberi verdi sugli Alburni, accusato di furto aggravato

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E’ di furto aggravato l’accusa che la dottoressa Cristina Giusti, sostituto procuratore presso il tribunale di Salerno, ha notificato a G. M., il 56enne consigliere comunale di Ottati sorpreso da una pattuglia della locale stazione forestale mentre stava tagliando degli alberi in una zona dei monti Alburni. A condurre l’operazione è stato il comandante Fabio Cinnadaio, da tempo insospettito dalla misteriosa e veloce scomparsa di alberi che notava nelle località Ripa delle Camere e Faggio Rotondo. Durante un appostamento il militare scopriva che l’uomo, già candidato al consiglio al consiglio provinciale, si serviva di una motosega ed aveva già riposto nella sua autovettura numerosi pezzi di legno tutti ancora in pieno rigoglio vegetativo. Il rumore dell’attrezzo a motore nei silenzi della montagna ha reso più agevole l’azione dei forestali. A G. M. è stata sequestrata anche l’auto che stava utilizzando. Era priva di targa, già ufficialmente demolita e quindi priva di documenti e senza assicurazione. L’ipotesi accusatoria che la Forestale ha sottoposto al vaglio del magistrato è che il consigliere comunale sia anche il responsabile del taglio di un intero boschetto retrostante il posto dove è stato sorpreso. Una prima quantificazione ha evidenziato come nella zona siano state oltre 60 le piante tagliate negli ultimi tempi, senza autorizzazione, in una zona che è di proprietà del comune di Ottati ed è sottoposta ai vincoli di protezione del Parco Nazionale del Cilento. “I miei nemici mi hanno organizzato un tiro mancino”, questa è stata la reazione dell’uomo, docente elementare, che ha subito depositato le sue dimissioni da consigliere comunale. La vicenda, che ha destato notevole clamore nel piccolo paese degli Alburni, ha determinato un clima pesante perché sono subito scattate accuse di “telefonate delatorie” fatte arrivare alla Forestale. La circostanza è smentita dal fatto che la pattuglia della Forestale di Ottati è da sempre impegnata in una minuziosa sorveglianza del locale patrimonio boschivo. Così come evita atteggiamenti “repressivi” tollerando largamente gli usi locali che prevedono la raccolta di legna secca già buona da ardere. Ma non di chi taglia alberi.

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22 Nov 2006

Scaramella, una carriera da spione cominciata sugli Alburni

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ORESTE MOTTOLA

Sugli Alburni Mario Scaramella cominciò a muovere i suoi primi passi da 007. Dopo l’avvelenamento al tallio dell’ex colonnello russo Litvinenko, in rotta con i suoi capi, suo commensale in un ristorante londinese, e l’infarto al diplomatico Igor Ponomariov, presogli poco prima d’incontrarlo, ora Mario Scaramella si nasconde. Ha paura di essere ucciso. Napoletano, 36 anni, un curriculum degno di Le Carrè, fra Russia, Usa, Colombia ed Angola, è il consulente di Paolo Guzzanti alla commissione Mitrokhin. E’ l’autore di una relazione, ricavata proprio dalle confidenze di Litvinenko, sui legami fra Prodi ed il Kgb. Nel 2004 è coinvolto in una mai chiarita sparatoria ad Ercolano e l’anno dopo assurge di nuovo agli onori della cronaca per le sue rivelazioni sui fantomatici “20 siluri nucleari sovietici” che dal 1970 se ne starebbero a bagnomaria nel golfo di Napoli.

La carriera di Scaramella comincia negli Alburni, fra la fine del 1989 ed il 1990. Qui s’inventa un corpo paramilitare, i Nasc. Comincia con Mario Ferrante (Controne), Mimmo Rosolia (Sicignano degli Alburni), Giuseppe Melchionda (Serre), Pasquale Principato (S. Angelo a Fasanella e Generoso Conforti (Postiglione) convinti alla causa della difesa della sacra montagna bianca e del fiume Calore. Ed invece? “Allora mi fu chiesta una attività informativa dal Sismi sui rapporti fra criminalità e ambiente, ne era a conoscenza l´Alto commissariato antimafia e iniziò lì la mia competenza sul Kgb che cercava spie in Italia fra gli ecologisti, volevano formare una specie di Brigate verdi. Un bel giorno, mi trovai sotto inchiesta a Napoli, Santa Maria Capua Vetere e Salerno; prosciolto in tutti e 3 i casi”, è il suo racconto ? giustificazione di quando, dopo l’ennesima vicenda clamorosa nella quale è coinvolto, gli chiederanno conto di quell’avventura giovanile sugli Alburni. Che arrivò all’arruolamento di 30 ragazzi per un vero e proprio corso paramilitare rigorosissimo, corredato da azioni dimostrative. La sede operativa è a Castelcivita dove hanno a disposizione un intero convento, quello di Santa Geltrude. A stroncarne l’azione è Corrado Catenacci, allora prefetto di Salerno. Scaramella e i suoi Nasc spariscono dagli Alburni da un giorno all’atro. La magistratura lo mette sotto accusa ipotizzando che nell’occasione abbia agito per conto del clan dei Casalesi. Prosciolto, inizia una carriera che lo porta ad essere, lo riferisce l’agenzia Chechenpress citata dalla stampa internazionale, molto vicino al vicecapo del Fsb Kolmogorov. Un doppiogiochista? Non male per chi aveva cominciato il suo cursus honorum “infiltrando” gli inocui ambientalisti di Sicignano e Postiglione.

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17 Set 2006

ALBURNI- Allevatori della mucca podolica lanciano l’allarme lupi

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ALBURNI. “I lupi fanno strage dei vitelli
delle mucche podoliche”
Dal Parco del Cilento indennizzi e modalità che fanno infuriare gli
allevatori. “Pronti a fare battute da soli”.

ORESTE MOTTOLA
I lupi degli Alburni vanno all’attacco dei vitellini della mucca
podolica. Il Parco del Cilento paga, e poco come vedremo
successivamente, solo se l’allevatore riesce a ritrovare il 75% della
carcassa del povero vitellino sbranato dai lupi e se la fa
verbalizzare dagli agenti della forestale. Solo che sul pasto dopo il
lupo ci arriva il cinghiale, qualche cane selvatico, ed alla fine è
difficile che avanzi qualche osso. “Allora organizziamo una bella mena
e così abbiamo risolto il problema”. Cos’è la mena? “Una battuta di
caccia al lupo. Si facevano una volta. Di prima mattina, centinaia di
persone battevano i boschi dove c’erano le loro tracce facendo rumore
e spingevano il branco in dei passaggi obbligati dove esperti tiratori
facevano fuoco con i fucili. Potremmo rifarle, come disobbedienza
civile e per far rivivere una tradizione”. In bocca al lupo, allora.
Sorriso amaro, ironia rispedita al mittente. Non è il caso di metterla
sullo scherzo. Giovanni, chiamiamolo così, bovaro sui monti Alburni,
non si fa fotografare e non vuole comparire in alcun modo. Alle
lettere agli enti, così come alle denunce sui giornali, non crede. I
suoi colleghi, tutti allevatori di vacche podoliche degli Alburni,
sono arrabbiati, ma pensano a vie d’uscita. “Ai lupi vogliamo far pure
mangiare qualche nostro vitello. Dal Parco del Cilento vogliamo degli
indennizzi equi, che facciano star tranquilli i nostri portafogli
delle nostre aziende”. Perché, da qualche mese fra Castelcivita, S.
Angelo a Fasanella, Ottati e Corleto Monforte, i lupi sono tornati e
fanno stragi di vitelli. L’anno scorso l’allarme aveva riguardato
Piaggine, la zona del Cervati. C’è un branco nuovo, oppure quell’unica
famiglia di lupi che è segnalata in questa zona si è accresciuta. Va
all’attacco dei vitellini podolici che sono allevati, allo stato
brado, sull’intero massiccio degli Alburni. Rappresentano ancora una
robusta fetta dell’economia, con la produzione caciocavalli e burrini.
E carne buona come non se ne trova più. A finire l’opera, ci pensano i
cinghiali, che qui crescono numerosi. “In pochi mesi ci abbiamo
rimesso oltre centocinquanta vitelli”, racconta Daniele Monaco, un
giovane allevatore di mucche podoliche sugli Alburni. Professione e
specie allevata sono a rischio d’estinzione, tanto che la comunità
montana, già da qualche anno, ha lanciato un programma d’adozione. C’è
chi paga duecentocinquanta euro l’anno ed in cambio ha un paniere con
caciocavallo, burrini ed altri prodotti della montagna. Il più
illustre dei sottoscrittori è l’eurodeputato Alfonso Andria. “E’
polvere negli occhi, assistenza, pubblicità per i politici. Pensassero
allo stato delle strade montane. E’ disastroso. Io, come gli altri che
fanno questa mia attività, una volta potevano dire di avere un
capitale per le mani”. Ed oggi? “Devo stare accanto ai miei animali
notte e giorno. Sono un giovane, non so fino a quando potrò fare
questa vita”. Anche i primi cittadini dei paesi che più vivono di
zootecnia allo stato brado si sentono impotenti.
“Si diffondono perfino voci di ripopolamenti di lupi fatte dal Parco
del Cilento sul nostro territorio. Al comune non risulta niente. Lo
vorrei sapere anch’io. Sono sindaco da non più di tre mesi”, racconta
Pasquale Marino, il commercialista che guida Ottati.
“Facciamo causa al Parco”, propone Giuseppe Doddato, profondo
conoscitore delle risorse forestali degli Alburni e del Cilento. “E’
giusto tutelare la fauna selvatica. Ma chi deve rinunciare ad una
parte del suo reddito, venga pagato per quel che perde”. Ed invece?
“Un nostro allevatore in anticipo paga per il pascolo comunale e gli
affitti dei terreni privati. Così come ci ha messo anni per far
crescere la vacca che darà alla luce il vitellino. Si tratta poi
d’esemplari che hanno normali valori commerciali. Un piccolo di
podolica chi te lo vende? Poi c’è di più, la vacca che perde il
piccolo, proprio perché è allo stato brado, non può essere munta né
con le mani e nemmeno con la mungitrice. Quando cresce il piccolo è in
piena lattazione, è destinata così ad ammalarsi di mastite, e non
potrà più produrre”. Doppio danno, allora.
Giuseppe D’Urso allevatore di S.Angelo a Fasanella, arriva con le
carte alla mano. Dal Parco ha avuto una volta 155 ed un’altra 355 euro
di rimborso. A fronte di un mancato guadagno di almeno 2400 euro. “E
meno male che i lupi mi avevano lasciato qualcosa?”, sospira. “Ci
dovevo mettere solo un po’ di lavoro di sorveglianza, noi a questi
animali mica gli diamo il mangime o i foraggi”, racconta ancora. Per
questo si è fatta scrivere una diffida e l’ha spedita al Giuseppe
Tarallo, presidente del Parco: “?gli episodi descritti costituiscono
grave nocumento e pregiudizio all’economia familiare dei piccoli
allevatori. E l’indennizzo che ci date non è equo”.
“Qui manca un solo animale: l’uomo. Ieri l’emigrazione, oggi la fuga
in pianura. Ottati e S. Angelo a Fasanella, oggi hanno meno di mille
abitanti. Io ho il dovere ? aggiunge il sindaco Marino – di tutelare
gli allevatori. E chi ha visitato gli Alburni sa che quelle mandrie
sono così belle a vedersi ed ecompatibili. Non vorrei che uscisse
qualcuno a dirmi che il turismo, l’ecologia?”. “I cinghiali
distruggono la cotica erbosa, il prato verde che vedono tutti, sapete
ci metterà almeno 60 anni per riformarsi. Lo dico a chi si ritiene più
ambientalista degli altri”, dice Giuseppe Doddato.


Oreste Mottola

Cellulare 3384624615

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14 Set 2006

ALBURNI. Discussione su bilancio ed altri problemi

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La comunità Montana Alburni, infatti, si era arenata in estate sull’approvazione del bilancio perchè comportava una contestuale azione di risanamento di un debito pari a circa 400mila euro. Non tutto il centrosinistra era compatto sull’ipotesi di destinare a questa operazione i fondi della legge 285/77, in origine volti al pagamento degli stipendi dei dipendenti della Comunità Montana transitati negli organici dei comuni. Di questi tempi, per tutti, non è agevole sottrarre risorse ai bilanci comunali. Dopo la sentenza del Tar appare necessaria una non facile convergenza sul bilancio, cui sono legati altri provvedimenti quali le giornate lavorative aggiuntive per gli operai forestali, l’inizio del piano di bonifica, l’avvio di progetti finanziati, tra cui i mulini, le aste fluviali, i costoni, le infrastrutture, la filiera energetica.

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13 Set 2006

ALBURNI, il decreto del Ministero degli Interni

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Questo decreto è oggetto di una sospensiva decretata dal Tar di Salerno

Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 212 del 12-09-2006

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DECRETI, DELIBERE E ORDINANZE MINISTERIALI
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MINISTERO DELL’INTERNO
DECRETO 1 settembre 2006
Scioglimento del consiglio della comunita’ montana «Alburni», in Postiglione, e nomina del commissario straordinario.
Pag. 3

IL MINISTRO DELL’INTERNO

Considerato che il consiglio della comunita’ montana «Alburni», con
sede in Postiglione (Salerno), non e’ riuscito a provvedere
all’approvazione del bilancio di previsione del 2006, negligendo
cosi’ un preciso adempimento previsto dalla legge, avente carattere
essenziale al fini del funzionamento dell’ente;
Ritenuto, pertanto, che ricorrano gli estremi per far luogo allo
scioglimento della suddetta rappresentanza;
Visto l’art. 141, comma 1, lettera c) e comma 8, del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
Vista la relazione allegata al presente decreto e che ne
costituisce parte integrante;
Decreta:

Art. 1.
Il consiglio della comunita’ montana «Alburni», con sede in
Postiglione (Salerno), e’ sciolto.

Art. 2.
Il dott. Raffaele Cannizzaro e’ nominato commissario straordinario
per la provvisoria gestione dell’ente fino all’insediamento degli
organi ordinari, a norma di legge.
Al predetto commissario sono conferiti i poteri spettanti al
consiglio generale, alla giunta esecutiva ed al presidente.
Roma, 1° settembre 2006
Il Ministro: Amato

Allegato

Al Ministro dell’interno

Il consiglio della comunita’ montana «Alburni», con sede in
Postiglione (Salerno) si e’ dimostrato incapace di provvedere, nei
termini prescritti dalle norme vigenti, al fondamentale adempimento
dell’approvazione del bilancio di previsione per l’esercizio
finanziario del 2006.
Essendo, infatti, scaduti i termini di legge entro i quali il
predetto documento contabile avrebbe dovuto essere approvato, ai
sensi delle vigenti norme, il prefetto di Salerno, con provvedimento
del 27 luglio 2006, diffidava il consiglio della comunita’ montana ad
approvare il bilancio entro e non oltre il termine di venti giorni
decorrenti dalla data di ricezione dell’atto.
Decorso infruttuosamente il termine assegnato, il prefetto, con
provvedimento n. 35707/2006/Area II del 22 agosto 2006, ha nominato,
in virtu’ delle disposizioni recate dall’art. 1, comma 156, della
legge 23 dicembre 2005, n. 266, un commissario prefettizio per
l’approvazione, in via sostitutiva, del bilancio di previsione per
l’esercizio finanziario 2006.
Essendosi concretizzata la fattispecie prevista dall’art. 141,
commi 1, lettera c) e 8 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267, il prefetto di Salerno ha proposto lo scioglimento del consiglio
generale della comunita’ montana «Alburni», disponendone, nelle more,
con provvedimento n. 35734/2006/Area II del 24 agosto 2006, la
sospensione, con la conseguente nomina del commissario per la
gestione provvisoria dell’ente.
Si ritiene che, nella specie, ricorrano gli estremi per far luogo
al proposto scioglimento, atteso che il predetto consiglio
comunitario non e’ riuscito a provvedere all’approvazione del
suddetto documento contabile, anche dopo la scadenza dei termini
entro i quali era tenuto a provvedervi, tanto da rendere necessario
l’intervento sostitutivo da parte del prefetto.
Mi onoro, pertanto, di sottoporre alla firma della S.V. Ill.ma
l’unito schema di decreto con il quale si provvede allo scioglimento
del consiglio generale della comunita’ montana «Alburni», con sede in
Postiglione (Salerno), ed alla nomina del commissario per la
provvisoria gestione dell’ente nella persona del dott. Raffaele
Cannizzaro.
Roma, 30 agosto 2006

p. Il Capo Dipartimento
per gli affari interni e territoriali
La Rosa

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