Archive for the Categoria 'Dilettanti'

24 Apr 2006

anni ’70. "Mazzate" fra altavillesi e carilliesi

Filed under Dilettanti

Chi ad Altavilla oggi ha dai 35/40 anni in su, sa di cosa parlo.
Fine anni 70, inizio 80, fine degli anni di piombo e inizio degli anni del disimpegno, anni di barba e capelli lunghi, di pantaloni a zampa di elefante, giubbotti di pelle e borselli?Il Napoli era un ?napolicchio? (arrivò l?olandese Krol e Napoli col Terremoto quasi crollava davvero?), la Salernitana vivacchiava tra scialbi campionati di Serie C, accapigliandosi in guerre fratricide con Cavese, Nocerina e Paganese?Io nel mio piccolo seguivo il Carillia, anzi il G.S. Carillia, come vezzosamente è stata sempre definita la squadra della contrada più bella (permettetemelo) di Altavilla Silentina.
Quella domenica, bruna domenica d?inverno, si decise di affrontare la trasferta al San Francesco di Altavilla. Naturalmente era la trasferta più abbordabile come distanza, non c?era bisogno di arrischiarsi (come succedeva per le trasferte più lontane) nel furgone di ?Matteo il Brigante?, famoso per le sue traversate ?etiliche? in tutti i più sperduti paesi del Cilento?Dopo il classico pranzo ipercalorico la mitica Fiat 500 di mio padre portò me e un parente napoletano sui tornanti della collina degli ulivi, viaggio durante il quale il suddetto partenopeo nel lodare la tranquillità del vivere e la gentilezza delle genti di queste parti, mi raccontava delle clamorose gesta dei tifosi del San Paolo di Napoli. Un tiratore scelto, poche domeniche prima, era stato capace di colpire un guardalinee in testa con una bottiglietta alcune frazioni di secondo dopo che lo sventurato si era sognato di annullare un goal regolare degli azzurri. Sciocchezze, rispetto a quello che avremmo visto e mai più dimenticato di lì a poco.
La partita era di quelle importanti: entrambe le squadre erano ai primi posti della classifica, e poi il derby era sempre il derby. Negli anni precedenti a Carillia era stata organizzata addirittura una pantomima di funerale con tanto di bara e simulacri profani in onore dei cugini altavillesi. Qualche ruggine, inevitabilmente, c?era?E poi c?era la vecchia storia della poca ?altavillesità? sempre rivendicata dalla contrada rivale, storicamente fondata sulla provenienza eterogenea delle famiglie residenti.
L?Altavillese era in gialloverde, il Carillia in granata. Primo tempo: la squadra di casa passa in vantaggio. Prima il boato, poi ululati, sfottò, trombette e pernacchie verso di noi…l?armamentario classico del tifoso di paese. Poi il colpo di scena. L?arbitro decreta un rigore per il Carillia e Adriano Liberti lo realizza. 1-1. A questo punto il ricordo diventa nebuloso e il mito, la leggenda, rischia di confondersi con la realtà: il portiere di casa protesta con l?arbitro, che viene accerchiato anche da altri giocatori; qualcuno o qualcosa colpisce l?uomo in nero che crolla al suolo (forse qualche tifoso – tiratore scelto); i giocatori ospiti cercano di difenderlo ma oramai è tardi. Il campo diventa una bolgia: calciatori, allenatori, dirigenti, accompagnatori, tifosi?tutti contro tutti. Un carnevale pagano di calci, pugni, schiaffi, sputi si celebrava sul rettangolo di gioco, una rappresentazione gladiatoria di paesani vendicatori che si scatenavano come murmillones, traci e retiarii nel Colosseo della Roma imperiale. Un?esplosione orgiastica di fisicità di giovanotti e padri di famiglia in cerca di gloria o vendetta. Bandierine a mò di spade, ombrelli come tridenti avvelenati?A proposito di ombrelli, Lui da quel giorno per me divenne un mito, non ci avevo mai parlato causa differenza d?età, ma con il suo ombrello difese a sciabolate la ritirata di molti giocatori granata. Tutti lo ricordano, era Giovanni D?Ambrosio.
Sulla strada del ritorno, il parente napoletano ci disse che ad Altavilla (contrade comprese) eravamo tutti matti. Non avemmo il coraggio di dargli torto.
Da notare che la posizione del tifoso al San Francesco di Altavilla era ed è sopraelevata rispetto al campo, quindi dall?alto lo ?spettacolo? ne trasse beneficio, fu davvero divertente! Anni dopo ripensai a quelle scene ammirando il famoso affresco riproducente la cruenta rissa fra pompeiani e nocerini in occasione dei giochi gladiatorii che costò la prima squalifica di campo della storia (59 d.C.). L?anfiteatro di Pompei infatti, fu chiuso da Nerone e riaperto solo dopo alcuni anni su intercessione di Poppea?per Altavillese e Carillia, invece, non intercesse nessuno: partita persa ad entrambe e tre punti persi a tavolino. Un esito scontato che avvelenò i rapporti per molto tempo: ci si palleggiò la responsabilità dell?accaduto e si tentò anche qualche regolamento di conti. Un disastro, ma ne valse la pena.

Marco Cappetta
Cappetta69@tiscalinet.it

Commenti disabilitati