Archive for the Categoria 'Pop'

08 Set 2011

Ennio Rega il cantore dei perdenti di talento E’ uscito “Arrivederci Italia” un album da ascoltare e meditare

Filed under Pop

« . . . Nel dormiveglia ricordo l’infanzia/ c’è una penombra in cui tutto torna. . . »

(Da “Lavoro studio sviluppo”, Lo scatto tattile 2007)

Jazzista? Non è così semplice come sembra. Ennio Rega, ecco il nome del nostro, per descriverlo i critici che sanno il fatto loro scomodano De Andrè e Cohen, Gaber e Battiato, Cesare Pavese e le movenze degli Avion Travel. E poi Piero Ciampi. Sì il jazz, ma anche il soul e il rap. La sua vita non è da tutti: l’infanzia in carcere ma al seguito del padre unico guardiano – secondino dell’allora carcere di Roccadaspide, i galeotti come baby sitter, la partecipazione agli scontri di Valle Giulia, nel 68 romano, quando di anni ne aveva quattordici. Pochi anni fa, all’apice del successo professionale, da architetto di grido, ha chiuso lo studio per fare il cantautore a tempo pieno. C’è un personale conflitto d’interesse in questa recensione. Siamo nati entrambi alla fine di febbraio…e può passare, ma tra i brani che Rega ha scritto ed esegue c’è “Oreste è solo”. E’ ispirato direttamente alla mia vita di giornalista “di prossimità”, uno che “che non è mai stato dalla parte dei preti e delle puttane per hobby”. Licenza poetica dell’artista. Mai stato anticlericale così come non esprimo giudizi morali su chi usa il proprio corpo come merce di scambio… ed anche solo per hobby. Ma tant’è. Grazie Ennio. Insieme con quelle di un pittore e di un pianista, vuole raccontare certe condizioni umane di questi tempi. Di noi perdenti di talento che tanto affascinano l’artista originario tra Roccadaspide e Castel San Lorenzo. “Arrivederci Italia” è il suo ultimo album. Ai suoi compaesani farà piacere sapere che al centro c’è “La BALLATA DELLA VIA LARGA”, dolce e poetica ma anche rabbiosa e provocatoria, una lirica intensa che si scaglia contro il conformismo oscuro e demenziale di un’Italia che vuole condannare all’oblio il sogno e la poesia: “I figli della via larga sono felici perché amati ma la via larga non ha figli del niente non ci si meravigli…” Ennio Rega aveva già cantato questa salita del suo paese nativo nel brano LUCCIOLE, primo album del 1994 presentato al Premio Tenco. E c’è poi la chiusura di “Oreste è solo” con quel: “Oreste studia le intenzioni dell’interlocutore/prima di prendere una qualche posizione/ con ansia teme la necessità di quella saggezza che indebolisce l’obiettività…”. Sono così? Non mi pare d’indulgere in atteggiamenti diplomatici e paraculi… e una volta ho scritto di un collega ciò che esattamente pensavo di lui e sono stato querelato ma, per mia fortuna, allora trovai perfino un giudice a Vallo della Lucania. Ma torniamo all’opera di Rega. Un j’accuse all’apatia dell’arte e della poesia nell’Italia di oggi. Raffinatezza musicale e ironia corrosiva, musica e parole di forte intensità poetica pervadono le pagine di questo bellissimo lavoro del cantautore quasi compaesano, per vocazione, fortunatamente, lontano da ogni convenzionalità. Ennio Rega al pianoforte ha registrato il disco in diretta con un quintetto di musicisti con cui collabora da anni: Lutte Berg, Pietro Iodice, Luca Pirozzi, Paolo Innarella, Denis Negroponte. Ospiti, in alcuni brani, il violinista classico Luigi De Filippi, Massimo Pirone al trombone e tuba e Sergio Vitale alla tromba. L’album registrato a Roma e mixato a Milano a Officine Meccaniche di Mauro Pagani. Una carriera che l’ha consacrato tra i cantautori più apprezzati del momento. Il suo ultimo album, Lo scatto Tattile, è stato pubblicato nel 2007. Due anni fa ha prodotto l’album di musica popolare “O Bannu”. In questi giorni, Rega ha lanciato in rete la versione rinnovata del suo sito, www. enniorega. com, un blog ufficiale con una ricca galleria di foto e video, la discografia e le collaborazioni musicali. “Arrivederci Italia” si scaglia contro il “vuoto culturale nell’Italia di oggi e lo fa descrivendo straordinariamente bellissime storie di amara ironia calate in un’analisi del sociale che non fa sconti a nessuno”. Neanche a chi firma quest’articolo. Oltre che in vendita nei negozi, sarà possibile acquistare l’album in digital download attraverso tutti i negozi ditigali. En passant, diciamo anche che Ennio Rega è il fratello di Massimo Venturiello con il quale spesso collabora.

Oreste Mottola

Commenti disabilitati