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16 Ago 2005

Suozzo e le bande musicali di Altavilla Silentina

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Ad Altavilla la banda è stata fondata nel 1874, quando si formò un corpo musicale di 40 giovani elementi che in breve, secondo le cronache del tempo, fecero dei notevoli progressi nell’arte bandistica. Poi, per l’ondata d?emigrazione verso l’America di fine secolo, le prime guerre coloniali in Africa, l’irrequietezza dei giovani, ci fu un momento di crisi, superato definitivamente nel 1896. Negli anni successivi la banda ha seguito di pari passo la vita del paese, chiudendo gli strumenti durante le guerre e riprendendo a suonare subito dopo.
Dal 1925 al 1927 Altavilla avrà addirittura una sua orchestra Filarmonica. Romeo Califano, Armido Iorio e Ferdinando Napolitano n?erano i direttori. La componevano: i mandolinisti Romualdo Guerra, Francesco Iorio, Giacomino Baione, Luigi Senatore ed un Cammarano, le chitarre erano di Filippo Contini, Ulderico Buonafine e Giovanni Guerra al violino Giovanni e Mario Cennamo ed un giovanissimo Giuseppe Bracco, il clarinetto era di Vito Guerra con Oreste Carrozza, Amato Mazzeo e Francesco Lettieri. Le prove si tenevano nel Parco “Foresta” e venivano allestite delle vere e proprie operette.
Che le bande musicali di Altavilla Silentina siano state spesso due o nessuna è un fatto che si è verificato più di una volta. Tanto, che quando Piero Chiara ha voluto regalarci l’ambientazione di un suo romanzo, ” la guerra della banda gialla e della banda nera” è uno dei perni della sua rivisitazione romanzata di alcuni aspetti della storia altavillese.
La “banda gialla” e la “banda nera” sono un fenomeno da collocare durante gli anni V enti. Negli anni Trenta c’è un solo complesso bandistico in azione ed è diretto dal maestro Raffaele Suozzo. Schierava i tromboni di Antonio Giordano, Guglielmo Di Agresti e Nicola Guerra, la tromba di Carlo Baldo, il flicornino di Diamante Marra, il clarinetto di Pasquale Di Lucia. Sono vari gli aneddoti che si raccontano su di Suozzo. Era capace di macinare nottate e nottate senza dormire per trascrivere il”marciabile’: dalle opere e
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dagli inni militari ed adattarlo ai vari strumentisti della sua banda. Non esistendo fotocopiatrici egli doveva ricopiare a mano per decine di volte le varie partiture.
Aveva la musica nel sangue e le uniche distrazioni che si concedeva erano una partita a carte nel “sali e tabacchi” di Lisandro Belmonte, che allora fungeva anche da caffè con don Aurelio Pipino, Arturo Ferrara ed il dottor Amedeo Molinara. Perfezionista: s’accorse una volta che il repertorio lirico della sua banda zoppicava, oltre a Verdi, Rossini, Donizetti, Bizet, Mascagni e Souppè mancava dell’apporto di Puccini e della sua Tosca. Già pregustando il figurone che avrebbero fatto in estate alla festa di S. Antonio con la partitura alla mano (aggiustata e studiata su misura per ogni strumento della sua banda) arriva speranzoso nella sala musica al Borgo S. Martino dove si concertava. Si sbraccia a spiegare. Prende anche qualche strumento e suona lui stesso molte parti. Non ci fu niente da fare, il livello di preparazione musicale medio era quello che era, e dopo vari tentativi di esecuzione il maestro Suozzo dal podio prese la partitura e la scaraventò nell’ angolo più lontano dello stanzone. Poi s’accasciò su di una sedia, con le mani nei capelli: avvilito come non mai. Per lunghissimi minuti nessuno osò fiatare. Poi un suo vigoroso “Perdinci”, rabbiosamente ringhiato aumentò ancora di più la tensione.
Quella Tosca non era cosa alla portata della sua “Verdi”. E non se ne parlò più.
DALL’ AURORA VERSO LE DUE BANDE
Poi venne la guerra con il suo codazzo di morte e distruzioni. Ad Altavilla infierì più d?altre parti. I bombardamenti furono l’accompagnamento di mesi e mesi e per tutti. Quando finì l’imperativo di far ricominciare la vita contagiò tutti. I Mottola misero su il “Cinema del Castello” ed il maestro Suozzo convinse molti a togliere la polvere dagli strumenti musicali. Si trovò una sala prove a via Borgo S. Martino, in una casa messa a disposizione da Carlo Brunetti. Ma la guerra e l’emigrazione avevano fatto dei vuoti spaventosi nelle fila dei vecchi musicanti. Urgeva rivolgersi ai più giovani. E qui il maestro Suozzo sviluppa un?azione di alfabetlzzazione musicale che solo nei decenni successivi darà i suoi frutti: “mette lo strumento in mano”, come si dice, a tantissimi ragazzi e loro impartisce i primi rudimenti musicali. Nei primi anni del dopoguerra r attività musicale era abbastanza in sordina: qualche festa patronale ed un funerale. Solo l’autorità del maestro Suozzo continuava a restare intatta.
Intorno al 1950 ci furono due fatti nuovi che coinvolsero quello che si stava affermando come l’astro nascente della scena musicale altavillese. Antonio Di Matteo, questo era il suo nome, aveva superato il vecchio maestro Suozzo anche perchè si era diplomato in “strumentazione per bande”.
Provetto fisarmonicista, con il fratello Mario alla tromba, Nicola Mazzei, Francesco Lettieri e Nicola Guerra dapprima dette vita all’orchestra” Aurora” che furoreggiava nei matrimoni dell’epoca. Fu una novità per AltaviUa. “A grandi folate arrivava aria nuova. Che fu vera tempesta nella banda del maestro Suozzo. Di lì a poco anche l’organizzazione della banda venne messa in discussione. Anche al giovane Alessandro Di Vemiere, che già aveva i galloni di capobanda, viene chiesto di farsi da parte e cedere il posto al vecchio Carlo Baldo, uomo di fiducia di Antonio Di Matteo, che chiese di affiancarsi nella direzione a Suozzo. Scoppia una vera e propria battaglia della musica ad Altavilla e nonostante i tentativi di mediazione non c’è niente da fare: è la scissione.
I fedeli al maestro Suozzo, con un?uniforme grigia e col bavero verde, issano le insegne di Giuseppe Verdi. Con Carlo Brunetti, Vincenzo Bassi ed Ezio Cimino si dotano di un comitato che sosterrà lo sforzo organizzativo della banda. Con Antonio Di Matteo va l’esperto Carlo Baldo a fare il capobanda ed il nerbo della “Rossini”, dalla divisa color cachi, col bavero di velluto marrone) è rappresentato da Mario, Nunziante, Alfredo e Roberto Di Matteo.
L’aquarese Gino Inglese (flicornino) insieme al giovanissimo Virgilio Di Mari (flicorno tenore) sono gli assi della “Rossini”.
Ma la “voce” e la tecnica del clarinetto sta incantano tutti: Germano Petraglia se ne andrà a S. Remo a far apprezzare la sua arte nella banda municipale. Le due bande divennero subito quella di “sotto” e quella di “ngoppa” per via del fatto che la “Rossini” provava davanti a S. Antonino e i Di Matteo erano di Via Portanova. La “Verdi” invece raccoglieva più elementi della Piazza e Via Roma e provava al Borgo San
Martino. E tra i ragazzi dell’epoca infuriavano le battaglie tra ? gattucci e matuonzi”

Oreste Mottola
oreste@unicosettimanale.it

RACCONTA ANCORA PADRE CANDIDO GALLO NELLE “NOVELLE DELL?ACQUAFETENTE” .
“Sui silenzi assolati dei pomeriggi estivi si spandeva aIl’infinito l’eco della tromba, di clarini e di sassofoni di promettenti musicanti in erba, i quali s’addestravano per uscire a suonare nella banda musicale, che dirigeva con passione il maestro Raffaele Suozzo. Orgogliosi e invidiati, berretto d’ordinanza in testa e divisa regolamentare con mostrine e alamari, i giovani bandisti, dopo mesi di scuola e di concerti, “uscivano a suonare” per la festa di S. Antonio o del Carmine; ed erano ammirati. A sera, poi, la moda al gran completo, con rinforzo di cornetta, che veniva da Controne, si esibiva eseguendo opere verdiane con ‘canzoniere napoletano’ di prammatica. Non c’era cassa armonica, e la banda suonava sul terreno battuto della pialla, alla luce di quelle vivide fiammelle ad acetilene, che davano sul blu. Sarti, ciabattini e figari, da buoni intenditori, canticchiavano sottovoce, guardandosi attorno per essere ammirati. Ed emettevano alla fine insindacabili giudizi”.

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06 Lug 2005

Altavilla ricorda Eraldo De Rosa con un concerto bandistico

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Ospito volentieri questa intervista a Angelo Bavoso realizzata da Francesco Tesauro

Da sempre Altavilla ha una tradizione musicale che pochi paesi possono vantare ; una tradizione che negli ultimi anni ha raggiunto un grado di ?cultura musicale? eccellente grazie all?opera svolta dalle due Associazioni Musicali presenti sul territorio: ?Amici della Musica? e ? Accademia Vincenzo Bellini?.
Superato un primo momento di rivalità le due associazioni hanno instaurato momenti di cooperazione; i frutti di tale collaborazione hanno portato in primo luogo alla nascita della Scuola Civica Musicale intitolata a Piero Chiara, che nel suo romanzo ?Il Balordo? ha dato ampio spazio alle vicende musicali di Altavilla Silentina ; tale attività viene finanziata dall? Amministrazione Comunale.
Proprio pensando alla tradizione musicale, e agli anni passati a suonare in lungo e in largo nel nostro Cilento, i due Presidenti delle associazioni musicali, Angelo Bavoso per ?Amici della Musica? e Carmine Peduto per l?Accademia ?Vincenzo Bellini?, hanno organizzato il ?I° Raduno dei musicanti altevillesi?.
Intervistiamo ora uno dei promotori dell? iniziativa, Angelo Bavoso:

Com?è nata questa interessante iniziativa ?
Partendo dal presupposto che la tradizione bandistica altavillese non abbia bisogno di pubblicità essendo nota a tutti, l?idea nasce discutendo con amici (musicanti) davanti ad un caffè,tra cui Carmine Peduto, Enzo Tangredi e Marco Mordente; si ricordavano aneddoti che ci portavano alla vita passata nella banda e scherzando nacque l?idea di riunire ancora una volta tutti i musicanti senza distinzione di età in una serata per poter suonare ancora tutti insieme e riproporre quelli che sobno stati dei momenti che ci hanno accompagnati dall?infanzia alla maturità non solo musicale.


Sembrerebbe che i giovani altavillesi abbiano nel loro DNA una propensione per la musica?

Sicuramente! Ne abbiamo avuto la conferma attraverso la grossa partecipazione di ragazzi di età compresa tra gli otto e i tredici anni ai corsi musicali della Scuola Civica da cui è nata la banda cosiddetta ?dei bambini? che sta riscuotendo grande successo, non solo ad Altavilla , tant?è vero che probabilmente sarà presente al Giffoni Film Festival per Ragazzi che si terrà a luglio.

Avete deciso di dedicare il raduno al compianto Eraldo De Rosa. Perché?

Perché era uno di noi, un ragazzo che si faceva voler bene e che ripetutamente viene nominato nei ricordi da noi compagni musicanti e ci è sembrato doveroso da parte nostra.

In definitiva cosa vi aspettate da questo raduno?

Le risposte che goà abbiamo avuto sono tutte positive. Abbiamo già raccolto moltissime adesioni, oltra un centinaio per il momento. Ci aspettiamo una grossa partecipazione da parte di tutti, musicanti e non. Traspare il fatto che ogni famiglia altavillese ha o ha avuto un musicante in famiglia. L?idea è quella di far nascere un raduno bandistico nei prossimi anni.

In conclusione vuoi aggiungere qualcosa?

Vorrei ringraziare tutti coloro che spontaneamente si stanno adoperando alla buona riuscita della manifestazione.In particolare l?Associazione Culturale ?Arte e Musica Eraldo De Rosa? di Palomonte che sarà presente alla manifestazione.

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