Archive for the Categoria 'Musica'

08 Set 2011

Ennio Rega il cantore dei perdenti di talento E’ uscito “Arrivederci Italia” un album da ascoltare e meditare

Filed under Pop

« . . . Nel dormiveglia ricordo l’infanzia/ c’è una penombra in cui tutto torna. . . »

(Da “Lavoro studio sviluppo”, Lo scatto tattile 2007)

Jazzista? Non è così semplice come sembra. Ennio Rega, ecco il nome del nostro, per descriverlo i critici che sanno il fatto loro scomodano De Andrè e Cohen, Gaber e Battiato, Cesare Pavese e le movenze degli Avion Travel. E poi Piero Ciampi. Sì il jazz, ma anche il soul e il rap. La sua vita non è da tutti: l’infanzia in carcere ma al seguito del padre unico guardiano – secondino dell’allora carcere di Roccadaspide, i galeotti come baby sitter, la partecipazione agli scontri di Valle Giulia, nel 68 romano, quando di anni ne aveva quattordici. Pochi anni fa, all’apice del successo professionale, da architetto di grido, ha chiuso lo studio per fare il cantautore a tempo pieno. C’è un personale conflitto d’interesse in questa recensione. Siamo nati entrambi alla fine di febbraio…e può passare, ma tra i brani che Rega ha scritto ed esegue c’è “Oreste è solo”. E’ ispirato direttamente alla mia vita di giornalista “di prossimità”, uno che “che non è mai stato dalla parte dei preti e delle puttane per hobby”. Licenza poetica dell’artista. Mai stato anticlericale così come non esprimo giudizi morali su chi usa il proprio corpo come merce di scambio… ed anche solo per hobby. Ma tant’è. Grazie Ennio. Insieme con quelle di un pittore e di un pianista, vuole raccontare certe condizioni umane di questi tempi. Di noi perdenti di talento che tanto affascinano l’artista originario tra Roccadaspide e Castel San Lorenzo. “Arrivederci Italia” è il suo ultimo album. Ai suoi compaesani farà piacere sapere che al centro c’è “La BALLATA DELLA VIA LARGA”, dolce e poetica ma anche rabbiosa e provocatoria, una lirica intensa che si scaglia contro il conformismo oscuro e demenziale di un’Italia che vuole condannare all’oblio il sogno e la poesia: “I figli della via larga sono felici perché amati ma la via larga non ha figli del niente non ci si meravigli…” Ennio Rega aveva già cantato questa salita del suo paese nativo nel brano LUCCIOLE, primo album del 1994 presentato al Premio Tenco. E c’è poi la chiusura di “Oreste è solo” con quel: “Oreste studia le intenzioni dell’interlocutore/prima di prendere una qualche posizione/ con ansia teme la necessità di quella saggezza che indebolisce l’obiettività…”. Sono così? Non mi pare d’indulgere in atteggiamenti diplomatici e paraculi… e una volta ho scritto di un collega ciò che esattamente pensavo di lui e sono stato querelato ma, per mia fortuna, allora trovai perfino un giudice a Vallo della Lucania. Ma torniamo all’opera di Rega. Un j’accuse all’apatia dell’arte e della poesia nell’Italia di oggi. Raffinatezza musicale e ironia corrosiva, musica e parole di forte intensità poetica pervadono le pagine di questo bellissimo lavoro del cantautore quasi compaesano, per vocazione, fortunatamente, lontano da ogni convenzionalità. Ennio Rega al pianoforte ha registrato il disco in diretta con un quintetto di musicisti con cui collabora da anni: Lutte Berg, Pietro Iodice, Luca Pirozzi, Paolo Innarella, Denis Negroponte. Ospiti, in alcuni brani, il violinista classico Luigi De Filippi, Massimo Pirone al trombone e tuba e Sergio Vitale alla tromba. L’album registrato a Roma e mixato a Milano a Officine Meccaniche di Mauro Pagani. Una carriera che l’ha consacrato tra i cantautori più apprezzati del momento. Il suo ultimo album, Lo scatto Tattile, è stato pubblicato nel 2007. Due anni fa ha prodotto l’album di musica popolare “O Bannu”. In questi giorni, Rega ha lanciato in rete la versione rinnovata del suo sito, www. enniorega. com, un blog ufficiale con una ricca galleria di foto e video, la discografia e le collaborazioni musicali. “Arrivederci Italia” si scaglia contro il “vuoto culturale nell’Italia di oggi e lo fa descrivendo straordinariamente bellissime storie di amara ironia calate in un’analisi del sociale che non fa sconti a nessuno”. Neanche a chi firma quest’articolo. Oltre che in vendita nei negozi, sarà possibile acquistare l’album in digital download attraverso tutti i negozi ditigali. En passant, diciamo anche che Ennio Rega è il fratello di Massimo Venturiello con il quale spesso collabora.

Oreste Mottola

Commenti disabilitati

13 Mag 2011

Contursi. RINASCIMENTO ITALIANO: LA SCOPERTA DI UNA CAPPELLA SISTINA CON 12 SIBILLE

Filed under Argomenti vari

PROFETI E SIBILLE: STORIA DELLE IDEE E DELLE IMMAGINI. A CONTURSI TERME (SALERNO), IN EREDITA’, L’ULTIMO MESSAGGIO DELL’ECUMENISMO RINASCIMENTALE …..

Sul tema, la prefazione di Fulvio Papi al lavoro di Federico La Sala

Le Sibille di Contursi hanno parentele più celebri nella Cattedrale di Siena, nell’appartamento Borgia in Vaticano, nel Tempio Malatestiano di Rimini, nella Cappella Sistina di Michelangelo. La pittura disegna l’ eclettismo ermetico-cabalistico-neoplatonico rinascimentale (…)

venerdì 13 maggio 2011.

Nella stessa rubrica
[...] La pittura disegna l’ eclettismo ermetico-cabalistico-neoplatonico rinascimentale che colloca la filosofia e la teologia pagana in sequenza con il Cristianesimo. Ne deriva un’immagine del mondo come presenza divina nella quale abita l’uomo cóme unità di corpo e anima.
- Tuttavia questa grande sinfonia della sacralità del mondo conduce con sé l’esclusione della donna dal sacro: essa può essere solo portatrice di sacralità. Questa esclusione limita la tradizione e riapre la domanda filosofica con l’estremo Kant della Logíca: che cosa è l’uomo? Rispondere a questa domanda, interpretando quello che vuole dire l’autore, significa sottrarci alla nóstra carenza di futuro. Concetto, merce, e definizione della vita sono fre linee che consumano un’unica perdita fatale [...]

Federico La Sala,

DELLA TERRA, IL BRILLANTE COLORE. Note sul “Poema” rinascimentale di un ignoto Parmenide carmelitano (ritrovato a Contursi Terme nel 1989),

Prefazione di Fulvio Papi,

Edizioni Ripostes, Salerno-Roma 1996


SCHEMA NARRATIVO DELLE IMMAGINI, ALL’INTERNO DELLA CHIESA DI MARIA SS. DEL CARMINE – CONTURSI TERME (SALERNO):

Entrando, e avanzando verso l’altare
- a Sx:

1. Sibilla PERSICA, 2. Sibilla LIBICA, 3. Sibilla DELFICA, 4. Sibilla CUMEA [CHIMICA], 5. Sibilla ERITREA, 6. Sibilla [SAMIA]

- a Dx:

12. Sibilla EGIPTIA, 11. Sibilla E[V]ROPEA, 10. Sibilla TIBURTINA, 9. Sibilla FRIGGIA, 8. Sibilla LESPONTICA, 7 Sibilla CUMANA

Sopra l’altare, una Pala del 1608, con – sotto a sx, – il Profeta Elia, – a dx, il profeta Giovanni Battista, e sopra, in alto, sulla nuvola, – Maria con il Bambino, e alle loro spalle, – le colline del Carmelo, con chiese e grotte


PREFAZIONE

di Fulvio Papi

Con una immagine non inappropriata, si pgtrebbe dire che questo libro è una breve composizione sinfonica dove l’autore preleva temi dalla tradizione musicale che orchestra come preludi indispensabili all’apparizione del proprio tema. Nella dimensione letteraria si può dire che è un libro di citazioni dove anche la scrittura dell’autore vi compare come citazione che, più che dire, annuncia. L’insieme, ovviamente, non ha 1e tracce dell’esposizione legale e paterna, ma cerca la risonanza e la suggestione che il lettore deve accogliere come parola che tenta quasi una religiosa seduzione. Tutto qiesto è conseguenza coerente di una delle possibili strade che si possono prendere dopo il sospetto intorno alle architetture filosofiche che rappresentano con la spada tagliente del concetto una qualsiasi forma dell’essere.

Nel caso di La Sala il pensiero (e questo è il tema saliente del suo lavoro precedente, La mente accogliente. Tracce per una svolta antropologica [Antonio Pellicani Editore, Roma 1991]), non deve istituire il giudizio come conseguenza della trasfigurazione simbolica del mondo, ma accogliere nel profondo 1a dimensione terrestre e sensibile della vita. Una voce, avevo pensato leggendo quel libro, che viene da un Nietzsche senza la volontà di potenza, declinato su quel “femminile” che è stato uno degli elementi di riflessione su un “vuoto” strutturale della nostfa tradizione.

E ora, in breve, qualche cenno sul nuovo viaggio testuale. Il luogo di inizio è nella chiesetta di S. Maria del Carmine, a Contursi, dove, a causa di recenti restauri, viene scoperto un poema pittorico (tempera su muro) di un ignoto carmelitano dell’inizio del ‘600. Il testo raffigura le Sibille che annunciano al mondo pagano la prossima nascita del cristianesimo.

Le Sibille di Contursi hanno parentele più celebri nella Cattedrale di Siena, nell’appartamento Borgia in Vaticano, nel Tempio Malatestiano di Rimini, nella Cappella Sistina di Michelangelo. La pittura disegna l’ eclettismo ermetico-cabalistico-neoplatonico rinascimentale che colloca la filosofia e la teologia pagana in sequenza con il Cristianesimo. Ne deriva un’immagine del mondo come presenza divina nella quale abita l’uomo come unità di corpo e anima.

Tuttavia questa grande sinfonia della sacralità del mondo conduce con sé l’esclusione della donna dal sacro: essa può essere solo portatrice di sacralità. Questa esclusione limita la tradizione e riapre la domanda filosofica con l’estremo Kant della Logíca: che cosa è l’uomo? Rispondere a questa domanda, interpretando quello che vuole dire l’autore, significa sottrarci alla nóstra carenza di futuro. Concetto, merce, e definizione della vita sono tre linee che consumano un’unica perdita fatale.

La Sala, con una mossa certamente ad effetto e piena di provocazione, dice: “guardiamo il nostro ombelico“, rîconosciamoci come figli di una maternità e di una paternità che siano la terra del nostro fiorire non i luoghi delle nostre scissioni. La Sala pensa in termini di speranza e di salvezza e di uomo e donna: non sono sentieri miei. E questo dovrebbe testimoniare proprio alla attenta considerazione del lavoro che deriva dall’essere trasportato senza riserve da un testo, per così dire, in piena.

Fulvio Papi

Professore ordinario di Filosofia Teoretica all’Università degli Studi di Pavia.


Sul tema, nel sito e in rete, si cfr.:

- PROFETI E SIBILLE. Storia delle immagini … MILANO. ALLA MOSTRA DEL LIBRO ANTICO RUBATI DUE VOLUMI. -Di uno, quello di Filippo Barberi, si è occupato anche il nostro prof. Federico La Sala. In un suo suggestivo libro ha riprodotto tutte le xilografie del Barberi.
- Filippo Barberi, “Discordantiae sanctorum doctorum Hieronymi et Augustini”, 1481

- Metaphysical trilogy [Tre saggi di Federico La Sala]
- Recensione: Riccardo Pozzo reviews an Italian philosopher’s attempt to write a radical criticism of metaphysics

- “AVE MARY” E LA TEOLOGIA DI DIO COME “UOMO SUPREMO”. Un saggio di Michela Murgia, recensito da Natalia Aspesi – con una premessa di Federico La Sala


CONTURSI. Sibilla Cumana - 601.4 Kb

CONTURSI. Sibilla Cumana
Rispondere all’articolo

> RINASCIMENTO ITALIANO: LA SCOPERTA DI UNA CAPPELLA SISTINA CON 12 SIBILLE. —- PASSANDO PER LA STAZIONE DI CONTURSI, IN VIAGGIO CON DON GIUSEPPE DE LUCA (cit. da “Ballata alla Madonna di Czestochova). .

13 maggio 2011, di Federico La Sala

UN VIAGGIO:

SUI LUOGHI DELLA METAFISICA. IN COMPAGMA DI DON GIUSEPPE DE LUCA **

Tutte le volte, e non furono tante, che io son tornato nella casa dove nacqui (è in un paese montano, sul margine di faggete eterne che mai nessuno ha traversato, nel cuore più nascosto della Basilicata; e sì che vi si è a distanza pari, lassù, tra l’Adriatico, lo Ionlo, ll Tirreno, e io fanciullo coi pastori spiavo se, di tra una radura e l’altra della sommità più alta, si vedessero in lontananza scintillare insieme le tre marine); tutte le volte che sono tornato a casa, dicevo, giungendovi da Salerno per il Vallo di Diano, non appena oltrepassato il crinale che il Vallo separa dalla vallata del Pergola, d’ún subito scoprivo, là sulla costa di fronte, il mio paese nel sole, e poco più giù sulla destra il camposanto, dove dorme colei che, dando in cambio la vita sua per la mia, mi fece uomo; e accanto ad essa, dorme il prete che fece me prete.

Voi direte: il Pergola, peuh! gran fiume che è! e poi anche la valle di cotanto fiume, e poi… Adagio, lettore. Da quei monti dietro il mio paese, da quelle faggète, scende il Melandro; il Melandro per ùna matassa lenta di andirivieni va a riversarsi nel Pergola, il Pergola nel Tanagro; e così, dolce dolce, una valle appresso all’altra ora costeggiando l’uno ora.l’altro paese, antiquos subterlabentia muros, quei magri fiumi si gettano alla fine nel Sele

      • [nei pressi della stazione ferroviaria del Comune di CONTURSÌ, fls],

e il Sele entra nel mare a Pesto, dove I’acqua del mare serba ancora una sua certa luce: poco più su insomma dell’antica Elea, dove nacque un giorno la metafisica, come sullo Ionio a Metaponto, ora coltivata ma sempre solitaria, nacque un giorno la filosofia religiosa.

Lettor mio, vuoi proprio levarti la voglia e il gusto di darci di “area depressa”? Padrone. Io pure, rintronato sin da fanciullo tra nomi come Melandro, Tanagro, Sele, Palinuro, Elea, Metaponto, anche io mi sento quando perplesso e quando depresso. Non forse in quel senso che dici tu, ma è un fatto, sento che mi opprime, quasi un peso troppo grande, il peso di tre millenni continuati nella luce della civiltà; e se non ti dispiace, mi sento turbare tutte le volte da quelle terre, quei cieli,.quei boschi, quelle acque, quei luoghi senza gloria, così poveri e antichi. Tutte le volte. Te ne accorgerai tu pure, un giorno non lontano *.

*

Questo è il paesaggio in cui si trova Contursi Terme, e questo è il sorprendente avvio dell’articolo, intitolato Ballata alla Madonna di Czestochova (“Osservatore Romano”, 25.2.1962), scritto da don Giuseppe De Luca (su invito di Giovanni XXIII, in occasione della visita a Roma del primate polacco, il cardinale Wyschinski), a meno di un mese dalla sua repentina morte avvenuta il 19.3.1962 (cfr. “Bailamme”, nn. 5-6, 1999, pp. 11 e sgg.). Egli era nato a Sasso di Castalda, in provincia di Potenza, il 15.09.1898, da una famiglia contadina.
- Della sua instancabile e preziosa attività culturale, degna di nota (per i problemi qui trattati) è la cura e la risrampa, accresciuúa con ricchi dati bibliografici, della dissertazione del 1907 di Angelo Roncalli su Il Cardinale Cesare Baronio. Per il terzo centenario della morte, cfr. Angelo Roncalli, Il Cardinale Cesare Baronio, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1961.

** Cfr. Federico La Sala, Della Terra, il brillante colore. Note sul “poema” rinascimentale di un ignoto Parmenide carmelitano (ritrovato a Contursi Terme nel 1989), Prefazione di Fulvio Papi, Edizioni Ripostes, Salerno-Roma 1996, pp. 14-15.

1 commento

12 Mag 2011

La Valle del Sele: un sistema produttivo nazionale

Filed under Argomenti vari

Il convegno ha evidenziato vocazioni, potenzialità e eccellenze della Valle del Sele, che vedono quest’area tra quelle più vivaci del paese.

da www.massimodelmese.net

“Associazione M. Ripa” colma un vuoto politico e cerca di riempirlo di contenuti programmatici e proposte concrete, mentre è in atto uno scontro istituzionale Provincia-Comune di Salerno.

Carmelo Conte

EBOLI – Lunedì 9 maggio 2011, si è tenuto nella sala dell’Auditorium di San Bartolomeo ad Eboli, un Convegno, dal tema “La Valle del Sele: un sistema produttivo nazionale“. L’importante iniziativa organizzato dall’Associazione Matteo Ripa, il cui ispiratore è l’on. Carmelo Conte ex Ministro delle Aree Urbane, presentando i risultati di uno studio sull’economia della Provincia di Salerno, realizzato dagli studenti della Facoltà di ingegneria dell’Università di Salerno, del corso di studi di Architettura e Composizione architettonica e allestendo una mostra fotografica curata dall’Osservatorio per la Storia delle Campagne meridionali attinta dall’Archivio comunale “L. Gallotta”, ha voluto mettere al centro della discussione politica la Piana del Sele.

Convegno Associazione M. Ripa La Valle del Sele

Conte attraverso la sua Associazione colma un vuoto politico che assolutamente deve essere riempito di contenuti programmatici ma anche di proposte concrete, in un particolare momento che propone uno scontro senza pari tra la Provincia di Salerno guidata dal Presidente Edmondo Cirielli e  il Comune di Salerno guidato dal Sindaco Vincenzo De Luca. Scontro che trova terreno fertile nella circostanza elettorale, aggravata da una complicità negativa delle istituzioni nazionali e regionali, ma che in ogni caso sta producendo effetti devastanti, dal punto di vista politico-programmatico, con ricadute purtroppo che risultano essere altrettanto devastanti per la Provincia di Salerno e per la Piana del Sele.

La confusione generata da un Piano Sanitario punitivo e dequalificante per le nostre aree; il taglio sui trasporti pubblici che stronca ogni speranza sulla metropolitana leggera di Salerno e il Metrò del mare; Lo scontro sull’immondizia e la gestione dell’immondizia tra i Comuni e la Provincia; Il PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale e la conseguente delocalizzazione del Porto Commerciale di Salerno; L’Aeroporto di Pontecagnano; l’Interporto di Battipaglia, il Polo Agroalimentare di Eboli; e altri punti di discussione, sono l’esempio dell’assoluta mancanza di una proposta politica complessiva che coinvolga i territori, in un disegno armonico più che subire iniziative, che potrebbero essere anche interessanti, ma che fine a se stesse risultano solo una violazione delle autonomie locali.

Il convegno voleva puntare i riflettori e mettere al centro della discussione la Valle del Sele e le sue potenzialità in un circuito economico nazionale virtuoso e produttivo, e c’è riuscito.

Alfonso Ruffo Direttore Il Denaro

I lavori sono stati moderati da Alfonso Ruffo Direttore de “Il Denaro“, che con la sua testimonianza ha voluto festeggiare anche il ventesimo compleanno del suo giornale. I sindaci di Capaccio, Eboli, Bellizzi, Pasquale Marino, Martino Melchionda e Pino Salvioli, insieme ai loro saluti hanno messo in evidenza anche le loro perplessità rispetto ai reali bisogni e una voglia di voler essere più incisivi ma soprattutto coordinarsi per interpretare al meglio i bisogni delle comunità amministrate.

L’introduzione ai lavori di Carmelo Conte, nelle riflessioni, negli spunti, è stata ricca e completa. Conte ha innanzitutto evidenziato le vocazioni della Valle del Sele e le eccellenze che hanno posto quest’area tra quelle più vivaci del paese, e per contro anche le carenze che sistematicamente hanno accompagnato questa propensione.

L’ex Ministro Conte entrando nel vivo della discussione propone: “E’ indispensabile pensare ad una nuova Regione e una nuova Provincia per dare delle risposte concrete rispondenti ai bisogni delle nostre terre. Per questo bisogna andare oltre il PIL per cercare di comprendere le reali necessità e i veri bisogni delle popolazioni. – Conte diplomaticamente mette l’accento sulla impostazione ragionieristica delle politiche Regionali e Provinciali, che pensa ad un rilancio partendo dai numeri e evidentemente seguendo i numeri si è finiti per tagliare indiscriminatamente, anziché “cucire”: necessità, bisogni, spesa, razionalità – Partiamo dal Cilento e proseguendo verso l’Agro-nocerino-sarnese, c’è Salerno e c’è la Piana del Sele. Territori profondamente diversi nelle esigenze, ma complessivamente funzionali come sistema territoriale. E proprio partendo dal territorio, perché vi sia una rispondenza e quel legame che unisca le varie peculiarità bisogna pensare Salerno come una Città aperta. Anche perché - continua Conte – Il futuro della “nuova Regione” della “nuova Provincia” è legato alla costituzione delle Aree Metropolitane, intorno alle quali fare sistema e pensare ad ogni forma di finanziamento per farle decollare, evitando così interventi inappropriati, isolati e confliggenti con i reali bisogni delle popolazioni“.

Carmelo Conte poi, fornendo una serie di numeri e dati, ha offerto alle varie personalità presenti un’analisi politica e sociale della Regione e soprattutto della Piana del Sele, ritenendo quest’ultima, una realtà fortemente inserita nel circuito economico nazionale ed europeo, e per questo sostiene: “Il futuro dell’Europa non sarà certo prospero se non saprà mettere al centro il mezzogiorno, e se non sa valorizzare quelle aree che nel mezzogiorno già hanno una loro identità e una loro valenza. – concludendo Conte tiene a sottolineare che le proposte se sono oggetto di studio vanno al di la della politica, in quanto assumono un valore scientifico – La politica non deve essere invadente, deve essere solo un “ramo” che insieme alle conoscenze devono contribuire alla crescita delle nostre terre. Quindi valorizzare le conoscenze per contribuire alla crescita è il primo obiettivo che ci proponiamo”.

Carmelo Conte

L’intervento di Conte oltre ad essere l’introduzione poteva essere anche la conclusione, vista la completezza dell’analisi e la valenza della proposta, che oggettivamente ha offerto spunti alla discussione che poi ne è seguita ma purtroppo i destinatari della proposta erano assenti. Stefano Caldoro anche se presente nella scaletta in quanto avrebbe dovuto concludere i lavori del Convegno, e Edmondo Cirielli, che invece ha portato il suo saluto di circostanza iniziale, non hanno potuto recepire le risultanze dei lavori facendo registrare una grave occasione politica mancata.

Gli interventi successivi sono stati tutti interessanti, così come particolarmente inaspettato ma ugualmente interessante è stato quello del dott. Roberto Pansa, Manager unico del Cilento Outlet Village di san Nicola Varco, il quale anche a tutela della serietà e del notevole impegno economico messo in cantiere dalla Società investitrice, ha ribadito che grandi investimenti come quello che rappresenta INNOVAZIONE COMMERCIALE – Gruppo IRGENRE, devono muoversi in un quadro normativo certo ed in concerto con le istituzioni locali, garantendo trasparenza e correttezza in tutte le sue fasi operative.

Guido Arzano, Presidente CCIAA di Salerno, dal canto suo ha parlato di: “Collaborazione collaborativa” riguardo ai grandi temi e ai grandi progetti progetti, per i quali sarà indispensabile realizzare una STU (Società di Trasformazione Urbana) che coinvolga tutti i vari soggetti, pubblici e privati. - riguardo invece al Porto Commerciale di Salerno e alla sua delocalizzazione Arzano ha dichiarato – E’ impossibile trasferire la struttura portuale in un’area che invece andrebbe difesa nella sua peculiarità agricola, turistica e dei servizi”.

Pasquale Persico, dell’Università di Salerno, Facoltà di Economia, invece riallacciandosi al discorso di conte nella parte della scarsa collaborazione istituzionale: “Il tema della frammentazione politico-istituzionale è il freno ad ogni possibile successo. Un problema che va affrontato e superato per offrire servizi necessari al territorio. – E a dimostrazione di quanto le realtà che si affacciano sulla Piana del Sele, come Capaccio, Eboli, Battipaglia, Bellizzi, siano coinvolte nello stesso destino, Persico ha lanciato l’idea di una sorta di Area metropolitana definendone anche il nome – DELTA 5: La Città pensata, pensando alle 4 città più il territorio in comune”.

Per Enrico Bottiglieri, Presidente Confesercenti: “La forza della nostra economia è il comparto agricolo, l’unico settore che in questa crisi ha tenuto. L’altro grande punto di rilancio è senza discussione il settore turistico, su cui bisogna investire con grandi opere infrastrutturali speculari a queste iniziative. - E bottiglieri come Arzano conclude – Il Porto Commerciale e la sua delocalizzazione sono fuori tempo”.

Anche Adriano Giannola, Presidente SVIMEZ , come Persico e gli altri ritiene: “Superare la frammentazione, cioè fare sistema, è la condizione che si presenta abbastanza leggibile rispetto ai ritardi progettuali. Il sistema “Regione Campania”, che con estremo ritardo deve affrontare un problema metropolitano, cioè l’Area Metropolitana di Napoli e tutto il suo disordinato interland si può affrontare solo superando la frammentazione politica e Istituzionale. - Giannola affrontando anche il tema dal punto di vista sociologico, relativamente alla nuova ondata di emigrazione fa notare quanto sia deleterio privarsi di intelligenze allevate e poi invece proiettate altrove, ma fa notare anche come si sia attuato un processo inverso rispetto alle precedenti ondate migratorie, che vedevano l’immigrato contribuire attraverso i suoi guadagni alla crescita della propria terra di origine, mentre oggi i giovani immigrati per come guadagnano poco, devono essere ancora supportati economicamente dalle loro famiglie, contribuendo così al progressivo impoverimento delle terre di origine. Giannola ha poi concluso riguardo ai grandi impegno programmatici previsti nella Piana del Sele: “Personalmente sono favorevole al Porto Commerciale, ma che non sia in alternativa a quello di Salerno”.

L’intervento di Enzo Boccia, Presidente Nazionale Piccola Industria, si è incentrato sull’idea di Conte riguardo a Salerno Città aperta: “Bisogna essere ottimisti nelle aspettative. Potenzialità, sviluppo, slancio, per mettere in condizione di “vendere” le potenzialità del territorio rispetto alle sue vocazioni. E’ indispensabile potenziare la rete dei servizi (Strade, Porto, Aeroporto) per attrarre i turisti, così come occorre lavorare su un’idea di società aperta. – Infine Boccia approfondendo il tema del convegno circa le potenzialità della Valle del Sele introdotta in un sistema economico nazionale conclude – Il mercato globale fortunatamente favorisce l’Italia e le sue regionalità, ecco perché, - rifacendosi all’intervento di Conte - è necessario capire quale Regione vogliamo e operare in sistema per realizzarla”.

Il Convegno è riuscito, e tutti gli interventi hanno aggiunto un piccolo ma importante contributo alla politica pensata, ragionata, discussa, che si propone e chiede il confronto, peccato che chi doveva ascoltare non c’era, ma non è tutto perduto, perché l’Associazione Matteo Ripa, si è proposto di trasferire da qui a quindici giorni il dibattito all’Università di Salerno, per continuare ad emendare di proposte un’idea progettuale. In quell’occasione si spera che ci siano i destinatari delle proposte, per evitare sia solo un “esercizio delle giaculatorie“.

Convegno La Valle del Sele…. il Pubblico

Commenti disabilitati

02 Apr 2011

Il caso Majorana diventa inchiesta. Grandi misteri: la Procura di Roma vuole fare luce sulla scomparsa.

Il fisico catanese sparì il 27 marzo 1938 Nuovi interrogatori tra sorpresa e omertà.

Le indagini sono affidate a una squadra di investigatori della sezione Omicidi diretta dal colonnello Bruno Bellini, lo stesso che ha sbrogliato la matassa dell’omicidio della contessa Alberica Filo della Torre. Sei marescialli, dai 30 ai 50 anni, stanno passando al setaccio la vita dello scienziato catanese. L’avvio non è stato senza sorprese. Dietro l’espressione stupita di chi vuole infiacchire un’indagine su una persona del 1906 ancora si registrano omertà. Majorana fece parte dei «ragazzi di via Panisperna», laboratorio di geni guidati da Enrico Fermi, rifiutò la cattedra alle università di Cambridge, Yale e della Carnegie Foundation. Accettò quella di Fisica teorica dell’Università di Napoli. Nel marzo 1938 il viaggio di riposo Napoli-Palermo su una nave della Tirrenia. Nel capoluogo siciliano alloggiò per mezza giornata all’albergo Sole e la sera fu di nuovo sul piroscafo dove fu visto sul ponte all’altezza di Capri. Ma a Napoli non arrivò mai.

Roma, 1 aprile – I carabinieri del nucleo investigativo di Roma ascolteranno il testimone che in un’intervista televisiva ha detto di aver visto Ettore Majorana, il fisico catanese nato a Catania (in Via Etnea, da Fabio Massimo Majorana e Dorina Corso) il 5 agosto del 1906 e scomparso misteriosamente il 27 marzo del 1938.

La Procura di Roma –come anticipato oggi dal quotidiano “Il Tempo”– ha aperto un’inchiesta sulla scomparsa del fisico catanese.

Gli accertamenti sono coordinati dal procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani.

L’illustre scienziato siciliano –com’è noto– sparì improvvisamente in occasione di un viaggio in piroscafo da Palermo a Napoli.

I Carabinieri stanno ora verificando la fondatezza delle dichiarazioni del testimone.

Della vicenda si è parlato in una puntata di “Chi l’ha visto?“, che aveva intervistato un italiano, emigrato in Venezuela a metà degli anni cinquanta. L’italo-venezuelano è convinto di aver frequentato (in Venezuela? In Argentina?) a lungo –dopo il 1945, dice–  Ettore Majorana, anche se questi non gli avrebbe mai rivelato la propria identità. E questo è il punto che si vuole chiarire.

Majorana sarebbe stato visto a Buenos Aires, secondo altri.

Della vita geniale scienziato e docente è stato scritto in vari libri, tra cui uno dei più importanti (e metodici) è il saggio di Bruno Russo, Ettore Majorana – un giorno di marzo, edito da Flaccovio.

Russo ricostruisce con documenti d’archivio gli ultimi anni della vita universitaria del prof. Majorana, tra Catania, Palermo, Lipsia e Napoli.

Resta da vedere come si inquadrano questi “indizi” attuali, con ciò che di certo si sa di Majorana, di cui si è detto tutto e il contrario di tutto (persino che sia un mendicante ancora vivo, da qualche parte)…

Quello che sappiamo per certo degli ultimi momenti in cui era sicuramente in vita è l’ultima lettera, che Majorana scrisse al collega (professore di fisica) Antonio Carrelli: «Caro Carrelli, Spero che ti siano arrivati insieme il telegramma e lettera. Il mare mi ha rifiutato e ritornerò domani all’albergo Bologna, viaggiando forse con questo stesso foglio. Ho però intenzione di rinunziare all’insegnamento. Non mi prendere per una ragazza ibseniana perché il caso è differente. Sono a tua disposizione per ulteriori dettagli». Poco prima aveva scritto alla famiglia: «Ho un solo desiderio: che non vi vestiate di nero. Se volete inchinarvi all’uso, portate pure, ma per non più di tre giorni, qualche segno di lutto. Dopo ricordatemi, se potete, nei vostri cuori e perdonatemi». Frase agghiacciante, che non lascerebbe dubbi.

Di lui si ricordano –tra l’altro– importanti lavori, come l’equazione d’onda, nota come l’Equazione di Majorana (legata all’equazione di Dirac) –appunto– e il lavoro sulle particelle di momento intrinseco arbitrario, il lavoro sulla teoria simmetrica dell’elettrone e del positrone e le ricerche sui neutrini.

La sua opera è in gran parte da rileggere e riscoprire, anche alla luce delle ricerche sulla cosiddetta “particella di Dio”, sull’opera di Enrico Fermi e il dibattito sul nucleare, mai vivo come in questi giorni.

Salvo Micciché

Commenti disabilitati

18 Mar 2010

De Luca ad Agropoli: niente più tagli alla sanità del Cilento

Filed under Argomenti vari

“Risparmiate le vostre energie per fare altri voti… La mia forza siete voi”. Questo è l’esordio di Vincenzo De Luca all’interno di un palazzetto dello sport di Agropoli pieno nei posti a sedere e con il pubblico che ha saturato anche quelli in piedi.  Sono almeno duemila persone. Sono arrivate dai paesi dei dintorni, dal Cilento. De Luca ne sente l’affetto e comincia dal racconto di quella Festa dell’Unità giù al Porto dove preannunciò ad un sorpreso ed irritato Bassolino i disastri imminenti su sanità e rifiuti. “Il giorno dopo successe l’iradiddio. Articoli sui giornali. Mi convocarono una direzione nazionale apposita. Mi processarono. Io dissi questa è la verità. Fate quello che volete. Fui troppo  facile profeta”. Segue poi il consueto appello dei “vecchi compagni”, il suo rito per rivendicare l’orgoglio delle radici nella militanza nel vecchio Pci. Dietro di lui un drappello di candidati, dirigenti del Pd e sindaci, spicca Patella. Da Vallo fa capolino una Marilù De Luca che sfoggia un aggraziato look decisamente giovanile. Giovani, a proposito, non è che se ne vedano molti. Mariarosaria Capozzoli se ne sta sugli spalti. Caramante si accompagna a Pasquale Marino. Nel retropalco i tradizionali collaboratori: Figliulo, Landolfi e Bonaiuto. Sono loro che filtrano anche chi vuole andare a salutarlo sul palco. Lorenzo Fraiese, sindaco di Trentinara, fatica a farsi riconoscere da un improvvisato body guard e deve “presentarsi” per superare la barriera che lo separa da De Luca. E’ evidente che questa di Agropoli non è una manifestazione del Pd ma è “il popolo di De Luca” che si è mosso quasi da solo. La tradizionale organizzazione non c’è più. E Vincenzo non delude. Anzi. Comincia rivendicando l’orgoglio di una candidatura alla presidenza della Regione non mediata da alcun maggiorente. “Se dico che cambierò tutto è perché me lo posso permettere. Non devo niente a nessuno. L’assessorato alla sanità me lo tengo io…”. Questo degli ospedali è il tasto dolente di questa zona dove Agropoli, Roccadaspide, Vallo della Lucania e Sapri si giocano una partita a scacchi dove al posto di torri, regine ed alfieri ci sono i pronto soccorso ed i vari reparti. “Razionalizzazione sì, tagli no. Sulla salute di chi abita in zone già disagiate non ci sono compromessi da fare”, dice. “Niente più carriere decise a Nusco, avanti chi è bravo, chi lavora”, aggiunge. “De Mita vuole continuare a tenere le mani sul settore. Quello ha una salute di ferro, quando mai ha lavorato, è bianco e rosso”. Ridono tutti. Così sui passaggi su Cosentino: “io dico solo il nome. Vi rendete conto di chi è Cosentino?” e poi Roberto Conte del quale ricorda le articolate vicissitudini giudiziarie. “Il mio antagonista dice di aver subito il pacco. Non sapeva chi fosse. La firma l’ha messa sì, ma senza sapere. Questo è”. Poi è il solito Yes We Cienz, “con i pullman della Sita già pronti per portare a casa prima i consulenti attuali e poi i funzionari fannulloni”. Sburocratizzazione, tempi certi per le pratiche, fine delle spartizioni politiche e riconoscimento del merito. I mille cantieri da avviare subito. L’impressione è quella di un De Luca che combatte a mani nude “per cambiare tutto” in una regione che è complessa assai da almeno due secoli. De Luca è tosto, fa appello “agli uomini di ferro” evocati da Guido Dorso, e si sente ora come Carlo III, poi come uno dei giovani intellettuali – eroi del 1799 napoletano e non gli dispiace somigliare a Crocco, uno di quei briganti lucani che diedero filo da torcere ai piemontesi. “La Campania è viva”, grida De Luca. Ma non è che si senta troppo bene, concludiamo noi parodiando una celebre battuta di Woody Allen.

Oreste Mottola

orestemottola@gmail.com

Commenti disabilitati

11 Gen 2010

Sindaco di Altavilla assunto alla Provincia come esperto di sicurezza stradale.

Filed under Argomenti vari

ALTAVILLA SILENTINA – Il sindaco assunto alla Provincia come esperto di sicurezza stradale. Primo nella graduatoria del concorso

Continua la lettura »

6 commenti

04 Nov 2009

Così sul “Mattino” racconto Fernando Lettieri, il trumpettist

Filed under Musica

 

Continua la lettura »

Commenti disabilitati

26 Apr 2009

Serre, la vita delle libere donne della collina delle ginestre

Filed under Rock

di Oreste Mottola

Continua la lettura »

4 commenti

12 Ago 2008

Enzo Sica risponde così a Mauro Gnazzo

Filed under Gossip

Nel numero di "Unico" attualmente in edicola l’ex consigliere comunale di Capaccio, Mauro Gnazzo, ha rivolto delle gravi accuse politiche al già sindaco ENZO SICA. Quest’ultimo aveva implicitamente accusato "un esponente politico dell’area comunista", descrizione nella quale Gnazzo si è riconosciuto, di "conflitto d’interesse" di tipo balneare. Ecco la replica di Sica…  

Continua la lettura »

Commenti disabilitati

30 Gen 2007

Ennio Rega, una canzone sul giornalista Oreste Mottola

Filed under Rock

Ecco la canzone che Ennio Rega (www.enniorega.com) ha scritto su di me.
L’immagine che ne viene fuori è puntata soprattutto su certe mie esperienze giovanili caratterizzate da un’intensa militanza politica nel gruppo del Pdup – Manifesto.
Chi vuole può passare per la redazione di “Unico” ed ascoltare il brano. Di seguito ecco il testo.

Tratto dal cd ?Lo scatto tattile?

Oreste è solo

?Da tempo non mi occupo più di politica!?
Scrive Oreste giornalista comunista
che non è mai dalla parte dei preti
e delle puttane per hobby
che fornendo una ricerca sul caciocavallo la rucola
affronta qualsivoglia argomento senza alcun impedimento.
IL SESSANTOTTO AD EBOLI ARRIVO? IN RITARDO PEZZO PER PEZZO
Svanì le parole che vanno avanti
Dietro le persiane chiuse sono le più interessanti.
E? solo la superficie ritagliata da fogli di carta
Che tra le righe sfugge
E va veloce come un dardo tra le case senza sguardo
Dove nulla si commuove nulla si muove.
Oreste è solo
La sezione del Pc vende computer
I manifesti in un giaccone verde bile scaldano il baule
Tra giornali segretamente competitivi
Pronti all?uso come carta da parati
La storia di ciò che è inutile
Che può essere più grande della vita
E? solo superficie ritagliata da fogli di carta?
Oreste studia le intenzioni dell?interlocutore
Prima di prendere una qualche posizione
Con ansia teme la necessità
Di quella saggezza che indebolisce l?obiettività
E? solo superficie ritagliata da fogli di carta?

Commenti disabilitati

Articoli precedenti »