Archive for Agosto 2014

20 Ago 2014

“Il Cilento è assaltato e sconquassato dal potere dei mediocri”. La denuncia di Filadelfio Cammarano

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Sì, quel che di seguito scriveremo potrebbe essere etichettato come lo sfogo di un imprenditore deluso. La Procura lo tiene da quattro anni in stand by, in attesa di chiarire la sua posizione, dopo un molto pubblicizzato blitz che lo ha messo in serio imbarazzo se non in ginocchio. Premessa necessaria per l’Elettronica Gelbison e per Filadelfio Cammarano. “Ora al Cilento stanno facendo pagare il suo successo, tutto qui. E noi locali, come i capponi di Renzo, forniamo i soldati per la guerra che dovrà trasformarci in definitiva e grande riserva indiana. Parco, Regione e Provincia, tutti lì, sono in gara solo a chi fa di peggio. Ci sono le condizioni di una class action, per il Parco e le strade, eppure nessuno la promuove, qui, si acquieta anche l’opposizione del momento. In molti hanno paura di essere allontanati dai cosiddetti tavoli, in realtà ora imbanditi solo con le risorse per le emergenze. Gli inquirenti ricevono gli esposti e non succede niente ”. Sono di Filadelfio Cammarano i cavi elettrici ultrapiatti per la sicurezza stradale prodotti d’intesa con l’ Anas; quindi le luci da galleria . E poi la corsa vinta con i cinesi per i Led a energia fotovoltaica, per le basse temperature delle lampadine o per il controllo a distanza. O il lavoro sulle resistenze su film a basso voltaggio per non far appannare gli specchietti esterni di Mercedes, Bmw o grossi modelli Gm. Una corsa scientifica e imprenditoriale interrotta da un’inchiesta giudiziaria amplificata da articoli di stampa e su Internet. Più cilentano di lui non si può. A cominciare dal nome di battesimo, Filadelfio, omaggio ai rivoluzionari cilentani dell’Ottocento. “Mi voglio difendere nel processo, non grido al complotto, ma…. “. Ma, cosa? “Facciano subito. Ho rotto le uova nel paniere a multinazionali, grandi aziende e ai tanti interessi nel settore dell’illuminazione pubblica. Facile pensare che a me l’abbiano fatta pagare. In grande, lo stesso torto lo stanno facendo a questa terra che diventando sempre più concorrenziale va fermata…”. Per lui è stata evidenziata una vicenda di fatture emesse e utili per ottenere i crediti bancari per poter far andare avanti la sua “Elettronica Gelbison”, azienda innovativa dall’attività scoperta prima dall’Economist, poi dai cronisti locali e infine dai sindaci e dagli assessori all’arredo urbano. Quattro anni sulla graticola, un tempo infinito. Aveva oltre venti operai, “in più calcolate anche l’indotto”, molti di loro erano ingegneri. Nella terra della fuga dei cervelli. Da solo ora se la cava come consulente di lusso nel settore dell’efficientamento energetico con la nuova Gelbison Electronics (www.ledcity.it) nata come spin off della old company Elettronica Gelbison, canale apprezzato e ascoltato dalla comunità scientifica non solo nazionale. Per colpa della Cilentana messa così come sappiamo tutti è costretto a spostarsi. “Quelli che mi vengono a incontrare mi chiedono il favore di vederci a Battipaglia, a Ceraso non ci vogliono venire, sono spaventati dalle notizie sulle condizioni di percorribilità della Cilentana. Per non parlare delle altre frane”. Biografia ricca la sua, attivo già nel settore privato, “ero un quadro della principale impresa di costruzione del Cilento”, poi passa nel pubblico, “dirigevo l’ufficio tecnico del comune di Ceraso”. Un cilentano atipico, sanguigno, non diplomatico e vagamente curiale, come se ne incontrano molti. Che conosce uomini e segrete cose che accadono. Cominciamo dalle professionalità chiamate a gestire le emergenze: “Un signor cantoniere di quelli di una volta sarebbe stato capace di risolvere i problemi che sono ancora aperti in poco tempo e a almeno un decimo del costo. Invece oggi sapete cosa succede a un buco che si apre sull’asfalto di una nostra qualsiasi strada o una frana? Che ci si mette in azione, non per ovviare, ma per coltivarlo in modo che si aggravi e si vada ad ampliare. Così quello che costerebbe subito dieci lo portano a cento e dopo un anno a mille. In giro ci sono tanti esempi. La torta dev’essere grossa così poi dopo lo spazio è ampio per tacitare molti appetiti. Nel frattempo a intere comunità è stato sottratto un’ora e più di tempo al giorno a testa, fare economia avanzata in queste condizioni, è terribile. Vanno bene solo pochi privilegiati”. La nuova burocrazia è il suo nemico. “Io ce l’ho con chi ha sfilato all’Anas la gestione delle strade. Loro hanno un bagaglio di conoscenze e modelli di gestione che il mondo c’invidia. Ce ne siamo liberati per affidarci a tecnici assunti dalla politica e che rispondono solo a logiche clientelari se non di peggio. S’incarica non l’ingegnere bravo ma quello del partito o meglio della combriccola, che ha una famiglia vasta, ha il cognato che gestisce il comune x e che alle elezioni muove i voti. Escludo finanche il peggio delle tangenti”. Siamo ancora al quadro generale. “Nell’errata illuminazione delle gallerie della Cilentana si sprecano almeno 150 mila euro all’anno. Parlo a ragion veduta, la materia la conosco. Quante manutenzioni si fanno avendo a disposizioni quei soldi?”. Qui, però siamo alla solita storia degli incompetenti che comandano… “Se mi chiede su cosa è fondata oggi la società cilentana io non ho esitazione a dire che tranne pochissime eccezioni, talmente chiare che possiamo pure evitare di elencarle, nel Cilento di oggi la mediocrità organizzata agonisticamente è al potere dappertutto. Parco, Consac, banche locali, dirigenze comunali… altro che poteri occulti, qui il nemico pubblico è chi, emergendo in maniera sana e quindi rompendo le uova nel paniere, che deve pagare pegno. Vedo ormai una corruzione sociale di massa”. Possiamo sempre consolarci dicendo che almeno la camorra non c’è… “Mi consentirà di dire che si tratta di una vittoria di Pirro se poi vedo, a cominciare da me stesso, effetti simili a se quella cosa lì ci fosse. Il racket qui può evitare di mettere le bombe sotto le saracinesche…”. Così la pensa Filadelfo che a Torraca per l’illuminazione pubblica impiega solo lampade Led, risparmio energetico superiore al 60 per cento rispetto ai sistemi d’illuminazione tradizionale, una lampadina Led dura dieci anni.

Oreste Mottola

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05 Ago 2014

Campora, “Festa della Carne alla Brace” dall’8 al 12 agosto

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Per chi ama trascorrere serate all’insegna della convivialità e della buona tavola l’occasione ghiotta da non perdere è sicuramente la “Festa della Carne alla Brace”.
Puntualmente a Campora (16 Km da Vallo della Lucania) dall’8 al 12 Agosto dal giardino della piazza, dove si svolge la sagra, fino ai vicoli del centro storico si respira un profumo di carne alla griglia da far venire l’acquolina in bocca. Cibi sani e locali cucinati da mani esperte: salsiccia, pancetta, coniglio, vitello, pane arrostito col caciocavallo, formaggi freschi e stagionati, ciambotta, foglie a strette, cicorie selvatiche con fagioli sono solo alcuni dei prodotti che si potranno degustare e apprezzare nelle fresche serate camporesi. Il vino è quello locale e anche l’olio e le spezie utilizzate per l’elaborazione e la marinatura dei piatti sono rigorosamente a Km 0. Insomma gli ingredienti sono proprio quelli giusti per godere dei piaceri della buona tavola; non vi resta che venire in compagnia per confermare la bontà dei cibi e l’ospitalità di questo piccolo e bel paese nel cuore del Parco Nazionale del Cilento.

11 agosto, ore 21, Peppe Cirillo in concerto.

Con preghiera di diffusione.
Cordialemente,
la Pro Loco di Campora.

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04 Ago 2014

L’allarme del procuratore “Lo sviluppo del Cilento minacciato da soldi sporchi”

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DARIO DEL PORTO
«NEL Cilento esiste, e non da oggi, un rischio di infiltrazioni di capitali di provenienza illecita molto concreto», spiega il magistrato. Dopo sei anni e mezzo anni trascorsi alla guida della Procura di Santa Maria Capua Vetere, Lembo si prepara a prendere il posto di Franco Roberti, oggi procuratore nazionale antimafia. E sottolinea: «Quando ero sostituto alla Direzione nazionale antimafia e mi occupavo del coordinamento investigativo con Salerno, evidenziai in una relazione la presenza sul territorio cilentano di soggetti ritenuti strettamente legati alla criminalità organizzata, come i Fabbrocino di San Giuseppe Vesuviano e non solo. Sono passati tre lustri, da allora. Ma non mi sembra che le cose siano cambiate in meglio, anzi stiamo assistendo a fenomeni nuovi. Io stesso sono un amante del Cilento e qualche giorno fa sono rimasto profondamente colpito da un dettaglio: mi trovavo in un locale quando, a un tratto, ho sentito parlare in russo. Non erano turisti, sembravano proprio persone interessate a rilevare l’attività. Naturalmente — evidenzia il magistrato — gli investimenti sono sempre ben accetti, ci mancherebbe altro. A patto che siano trasparenti, soprattutto tracciabili e riconducibili a persone fisicamente individuabili». Ma agli occhi del procuratore, sta cambiando anche la qualità dei turisti che scelgono il Cilento per le loro vacanze: «Una volta chi sceglieva questo mare, lo amava. Adesso assistiamo a una presenza sempre maggiore di turisti usa e getta, che arrivano a bordo di grandi imbarcazioni e non si preoccupano di tenere pulito il litorale». Il nuovo procuratore si insedierà a Salerno il 18 settembre prossimo. Una delle priorità dell’ufficio, assicura Lembo, saranno proprio le indagini sul rischio di immissione di capitali di provenienza illecita nel tessuto economico e nelle attività turistiche del territorio.
A settembre cade anche il quarto anniversario dell’omicidio, ancora senza colpevoli, del sindaco-pescatore di Pollica Angelo Vassallo, uno dei simboli dello sviluppo del Cilento, assassinato a colpi di pistola in circostanze mai chiarite. Nonostante indagini accurate, non è stata ritrovata la pistola utilizzata dal killer (una calibro 9 Baby Tanfoglio) né è stato possibile ricostruire un quadro indiziario sufficiente a iscrivere nomi nel registro degli indagati. È ancora detenuto in Colombia in attesa di estradizione l’italo-brasiliano Bruno Damiani, coinvolto in fatti di droga, il cui nome è stato più volte accostato al delitto ma che non è mai finito sotto inchiesta anche perché risultato negativo all’esame dello stube effettuato dopo l’omicidio. «Su questo argomento non ho nulla da dire — replica il procuratore Lembo — se non che, com’è doveroso, me ne occuperò insieme ai colleghi quando avrò preso possesso dell’incarico».

Quattro anni fa il delitto Vassallo: “Mi occuperò del caso appena mi insedierò”
LA COSTA
La costa Cilentana rischia di subire assalti e infiltrazioni della criminalità

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