Archive for Agosto 2013

22 Ago 2013

Vecchi e nuovi meridionalismi. Viaggiando da Aliano a Sanza

Filed under Argomenti vari

UN ARTICOLO DEL MANIFESTO CHE PARLA DI GRANO E DI CILENTO Aliano, a scuola di paesologia

di Angelo Mastrandrea

Nel paese del confino di Carlo Levi si ritrovano contadini contemporanei, neoruralisti, seguaci della decrescita e della paesologia. Un anno di azioni politiche e culturali per combattere lo spopolamento delle aree interne del sud. Nel segno della vita «slow» Cicinieddo, quattrocento, serpentino, curdone, ramato, vietro, carosedda rossa, carosedda bianca, mazzuto, cappella, maionica, granuario, grano bianco, maccarunaro, riscuolo. I nomi delle antiche varietà di grano sono diventati una filastrocca cilentana, con influssi agro-nocerino sarnesi, nella bocca di Angelo Avagliano. Lo ascoltano in trecento, nel nuovissimo auditorium comunale di Aliano, a cinquanta passi dalla casa in cui fu confinato Carlo Levi e un chilometro circa dal cimitero in cui lo scrittore del Cristo si è fermato a Eboli si fece seppellire. Angelo Avagliano si definisce un «contadino contemporaneo». Quasi vent’anni fa decise di lasciare la sua città, Salerno, per ritirarsi sui monti del Cilento, a Pruno, uno dei pochissimi borghi rurali sopravvissuti in Europa, dove per arrivarci fino a qualche anno fa bisognava scarpinare per sette chilometri. Anche i pastori lo abbandonavano per andare a svernare verso il mare, dove il clima è decisamente più mite. Oggi una strada per fortuna è stata costruita, ma il paese più vicino continua a chiamarsi Piaggine e non New York, e come buona parte dei paesi dell’entroterra appenninico si va svuotando perché il turbocapitalismo impone una velocità doppia o perfino tripla rispetto ai ritmi che la vita ha da queste parti, e chi rallenta è perduto. A Pruno sono rimasti in venticinque. Uno di questi è Avagliano, l’unico ad aver compiuto il percorso inverso, dalla città alla campagna, in direzione della decrescita e della slow life, una vita a misura di Magna Grecia. A Pruno il «contadino contemporaneo» Avagliano, refrattario alla modernità ma perfettamente globalizzato («la prima volta che in vita mia ho messo piede in una banca è stato per sottoscrivere le azioni del manifesto», ci fa sapere) ha messo in piedi un progetto di ruralità contemporanea, fatto di «accoglienza per viaggiatori lenti, decrescita tra nomadesimo e radici, permacoltura indigena non accademica», recupero dei grani antichi che nessuno più coltiva. Le trecento persone che stanno ad ascoltarlo sono state radunate qui ad Aliano da Franco Arminio, scrittore-poeta-paesologo,
sarebbe meglio definirlo agitatore culturale, che a questo punto della sua vita si è posto un obiettivo: far rivivere un paese semi-abbandonato del sud Italia chiamandovi scrittori, artisti, seguaci della decrescita e neoruralisti a occuparlo per un anno intero, per farne un laboratorio culturale che rimetta al centro il tema della bellezza e del rapporto con il paesaggio. Aliano è un luogo altamente simbolico, oltre ad essere particolarmente suggestivo: il fatto che quassù si salisse «a balzelloni», come raccontava Levi, che la strada si arrotolasse come un verme tra due burroni e poi finisse nel nulla lo rendeva un ideale luogo di confino agli occhi del fascismo. Così, quando l’antifascista torinese arrivò, nell’agosto del ’36, vi trovò già una decina di altri esiliati e un podestà la cui principale attività era quella di controllarli. Ieri e oggi Oggi Aliano non è più quella descritta da Carlo Levi. Il paesaggio rimane immutato, «da ogni parte non c’erano che precipizi di argilla bianca, su cui le case stavano come librate nell’aria», ma la popolazione è quasi dimezzata rispetto ad allora. Tra il comune e la frazione di Alianello, qualche chilometro più in giù, vivono appena 1.100 persone. Uno di questi ha costruito una casa blu notte che spicca tra i colori lunari di questo posto come un monumento alla caduta del gusto e ai danni, estetici prima di tutto, provocati da una crescita mal-educata. La casa di Levi rimane l’ultima del paese, affacciata su una distesa sterminata di calanchi, è stata ristrutturata come tutto il quartiere attorno, fino alla piazza su cui affaccia il Municipio, e il tutto diventerà un borgo albergo, ci spiega il sindaco Luigi De Lorenzo, riparato da malelingue e tirapiedi grazie alle tipiche facciate «con gli occhi» anti-malocchio che ricordano come i tempi in cui Ernesto de Martino arrivava da queste parti a indagare sul sud e la magia non sono poi così lontani. Benvenuti al Sud E’ il turismo l’ultimo miraggio per questi luoghi, ora che è chiaro che il sogno di diventare il Texas italiano grazie alle non ancora precisamente quantificate riserve petrolifere rimarrà tale. A ricordarlo è l’oleodotto, un altro monumento alla modernità fallita, che attraversa la valle e fa da bussola ai viandanti sperduti: seguendolo si arriva a Taranto, a sud c’è il Pollino, a nord si risale verso Matera. I pozzi della val d’Agri pompano 15 mila barili al giorno di petrolio, che finiscono in questo gigantesco tubo metallico che sega in due il panorama desertico. Da tempo è in corso una battaglia tra chi, le compagnie petrolifere, vorrebbe mano libera per ulteriori trivellazioni e chi invece, gli ambientalisti, denuncia lo sfruttamento del territorio. Il presidente della Regione Vito de Filippo, a capo di una giunta di centrosinistra, proviene da Sant’Arcangelo, un paese vicino ad Aliano, per questo motivo sente particolarmente la questione e coraggiosamente promette: «Finché ci sarò io non autorizzerò alcun altro pozzo». Vedremo come se la caverà con il piano Passera e gli facciamo i migliori auguri. Da queste parti ha destato molta impressione come il paesino cilentano di Castellabate sia stato rivoluzionato nella sua quiete da un film che ha avuto un gran successo di pubblico: Benvenuti al sud. In fondo, il sogno di chi vive in questi luoghi è semplicemente quello di evitare che quest’ultimi si trasformino in paesi per vecchi, come ospizi di gran lusso, mentre i giovani continuano a essere costretti a emigrare. Pure il «modello Castellabate» mostra però i suoi limiti: nessuno ne può più dei vacanzieri alla ricerca dell’ufficio postale, che non esiste se non nel film, mentre la dura realtà è che a Castellabate la Posta è stata soppressa. L’albergo diffuso Morigerati è un piccolo comune del Cilento nell’entroterra del golfo di Policastro, pressoché ignoto alle mappe geografiche. Il sindaco Cono D’Elia e la sua amministrazione hanno avviato un progetto che si chiama «Radici». In buona sostanza, l’idea è quella di riallacciare un rapporto con gli emigranti, ormai diventati più numerosi dei cittadini. Così D’Elia e i suoi assessori e consiglieri hanno sistemato le case inutilizzate per accogliere chi è andato via e i loro discendenti. In particolare, spiega il sindaco, «abbiamo un rapporto con la comunità di San Paolo, in Brasile, e ogni anno ospitiamo una quarantina di italo-brasiliani». A Caselle in Pittari, non molto lontano, un gruppo di giovani non disposti a lasciare il paese come la gran parte dei loro coetanei hanno invece messo in piedi una Festa del grano. Agli stage sulla mietitura prendono parte tanti ragazzi che, cancellata dai loro padri la cultura contadina, hanno voglia di recuperare la memoria dei luoghi. Il Palio del grano, in estate, è una gara di mietitura tra gli otto rioni e otto paesi «compari» gemellati con essi. In pochi sanno che da quelle parti c’è stata una «repubblica rossa», per 37 giorni dal 16 ottobre del 1943. La fondarono i contadini di Sanza, guidati da un emigrante di ritorno, Tommaso Ciorciari, comunista e antifascista. Fu una repubblica autarchica che riuscì a inglobare anche Caselle in Pittari, il socialismo in un paese solo ma di appena tremila abitanti, dove meno di un secolo prima aveva provato a portare la rivoluzione Carlo Pisacane, al prezzo della vita sua e dei trecento «giovani e forti» che lo avevano seguito nell’impresa. I «parlamenti comunitari» Tutte queste storie le abbiamo apprese partecipando ai «parlamenti comunitari» di Aliano, seguendo le tracce di Franco Arminio e della sua paesologia. «Non sono un filosofo, non sono uno che produce concetti. Non sono un politico, uno che dovrebbe risolvere problemi. Sono uno che scrive, produco visioni senza l’obbligo che siano coerenti», ha scritto qualche tempo fa sul suo blog Comunità provvisorie. Arminio è convinto che se ci sarà una rinascita in Italia, verrà dai paesi e non dalle città, e che se dovesse scoppiare un nuovo ’68, sarà «il ’68 delle montagne» e non quello di Saint Germain o Valle Giulia. Intanto gli va riconosciuto un merito: di riuscire a smuovere energie laddove tutto appare fermo, di creare spazi pubblici di discussione nei luoghi più impensati, di innescare scintille che un giorno potrebbero provocare incendi o fuocherelli. Per niente facile, qui a Mezzogiorno. Peccato che la politica segua poco le sue «visioni», come quando propose di ripopolare i paesi dell’Appennino con gli immigrati. Ne avrebbero beneficiato gli uni e gli altri, probabilmente.
IL PROGRAMMA
festival della paesologia

non abbiamo ufficio stampa e forse non riusciamo neppure a stampare manifesti. chi vuole può far girare. mi scuso per tutti questi messaggi pubblicitari, ma continuo ad avere richieste di informazioni.

LA LUNA E I CALANCHI

un anno di azioni paesologiche ad Aliano

ideazione e direzione artistica franco arminio

Bozza del programma quasi definitivo

Giovedì 29 agosto

Ore 13.00: Cerimonia dei sensi

Ore 15.00: Auditorium dei calanchi

Aspettando la Luna e i calanchi

Un video di Francesca Catarci

Ore 15,30: Auditorium dei Calanchi

I bambini e i calanchi

a cura di Maria Delorenzo

Ore 16.00: calanchi

Movimenti, Canti, suoni, letture e narrazioni nel paesaggio inoperoso

Valerio Apice, Samanta Balzani, Egidia Bruno, Joe Capalbo, Lucia Citterio, Pietro Colaiacovo, Nicola D’Imperio, Claudia Fofi, Teresa Lardino, Cristiana Liguori, Luigi Marra, Antonio Petrocelli, Gloria Pomardi, Caterina Pontrandolfo, Pino Quartullo, Mariolina Venezia e altri

Ore 19.00: Cortile Palazzo Colonna

Io sono uno degli altri

omaggio a Rocco Scotellaro (Altroteatro)

Lettura per Rocco

Joe Capalbo

Ora 20.00 Cerimonia dei sensi

Ore 21.00: Piazzetta Panevino

Duo lucano

Caterina Pontrandolfo & Graziano Accinni

Ore 22.00: Piazzetta Panevino

da solo o in buona compagnia

Antonio Infantino

Ore 23.00: Piazzetta Panevino

La lingua dei poeti meridiani

Gaetano Calabrese, Daniel Cundari, Biagio Guerrera, Silvana Kuhtz, Peppe Lanzetta, Vincenzo Mastropirro, Raffaele Niro, Salvatore Ritrovato, Pasquale Vitagliano e altri

ore 2.00: Auditorium dei calanchi

Visioni notturne

Rocco Brancati, Paolo De Falco, Luigi Di Gianni, Antonello Faretta, Camillo Mastrocinque, Antonello Matarazzo, Paolo Muran, Gianfranco Pannone, Chiara Idrusa Scrimieri, Franco Taviani, Nicola Ragone

Venerdì 30 agosto

dalle ore 10.00 alle ore 20.00: Auditorium dei calanchi

Parlamenti sull’Italia interna

Intervengono, tra gli altri, Pino Aprile, Silvana Arbia, Franco Arminio, Fabrizio Barca, Piero Bevilacqua, Rocco Brancati, Joe Capalbo, Antonello Caporale, Franco Cassano, Luisa Cavaliere, Domenico Cersosimo, Vito De Filippo, Riccardo De Gennaro, Luigi De Lorenzo, Francesco Erbani, Micaela Fanelli, Doriana Laraia, Roberto Leoni, Paride Leporace, Maria Liguori, Laura Marchetti, Angelo Mastrandrea, Mauro Minervino, Raffaele Nigro, Mimmo Parrella, Giampiero Perri, Francesco Pesce, Ulderico Pesce, Marta Ragozzino, Cristiano Re, Isaia Sales, Vincenzo Santoro, Mario Salzarulo, Vito Teti

Ore 21.30: Cortile Palazzo Colonna

Cartoline dai morti

di Franco Arminio, spedite da Rocco Papaleo

Ore 22.30: Piazza San Luigi Gonzaga

Canzoniere dell’ebbrezza:

Daniele Sepe e il suo gruppo

Ore 24.00: Piazzetta Panevino

La lingua dei poeti lucani

Dora Albanese, Domenico Brancale, Antonio Bruno, Antonio De Rosa, Andrea Di Consoli, Elena Di Napoli, Donato Aurelio Giordano, Alfonso Guida, Donato Imprenda, Roberto Linzalone, Antonello Morea, Raffaele Nigro, Eliana Petrizzi, Gilda Policastro, Daniela Riviello, Lidia Riviello e altri

Ore 23.30: Auditorium dei calanchi

Visioni notturne:

Rocco Brancati, Francesca Catarci, Paolo De Falco, Luigi di Gianni, Antonello Faretta, Camillo Mastrocinque, Antonello Matarazzo, Paolo Muran, Gianfranco Pannone, Chiara Idrusa Scrimieri, Franco Taviani, Nicola Ragone

Ore 5.00: Piazzetta Panevino

Musiche albeggianti

Nazim Comunale

Ore 5.30, davanti alla tomba di Carlo Levi

Quaderno di legno

Andrea Di Consoli

Ore 6.00: Piazzetta Panevino

Canti delle sei del mattino:

Samanta Balzani, Claudia Fofi, Silvia La Ferrara, Roberta Langone, Marzouk Mejri, Caterina Pontrandolfo

Sabato 31 agosto

Ore 10.00: in giro per il paese

Esercizi di paesologia

Ore 13.00 Cerimonia dei sensi

Ore 15.00: Auditorium dei calanchi

Laboratori illustrati

gli artisti invitati raccontano il loro lavoro

Ore 18.00 Cortile Palazzo Colonna

Il barbiere di anime:

presentazione del libro di Anton Giulio Scardaccione

0re 19.00: Cortile Palazzo Colonna

Jennu brigannu, teatro della ginestra

Ore 20.00 Cerimonia dei sensi

Ore 21.30: Auditorium dei Calanchi

In punta di coltello, poesie e canzoni d’amore

Con

Franco Arminio, Alessandro D’Alessandro, Rocco De Rosa, Canio Loguercio,

Gloria Pomardi

0re 23.30: Auditorium dei calanchi

Omaggio a Matteo Salvatore

Video prodotto da FestambienteSud

Livio e Manfredi Arminio

Ore 24.00: Piazzetta panevino

Musiche facoltative, canti notturni, deliri e parlamenti finali

Biagio Accardi, Alessandro D’Alessandro, Vittorio Nicoletti Altimari, Vittorino Curci, Carmine Ioanna, Mandatari, Marzouk Mejri, Pasquale Innarella, Musici lucani di Sergio Santalucia, SuonidiLuna e tanti altri

Ore 5,00: Auditorium dei calanchi

Visioni notturne:

I Basilischi di Lina Wertmuller a cinquant’anni dall’uscita

**

LABORATORI

Arte ambientale a cura di Pietrantonio Arminio

Poesia in azione a cura di Silvana Kuhtz

Corpo paesaggio a cura di Lucia Citterio

Maschere provvisorie a cura di Deni Bianco

Calancart a cura di Arturoom

AZIONI VISIONARIE

Roberto Campoli, Paola Livia Di Chiara, Salvatore Di Vilio, Federico Iadarola, Marco Petroni, Michela Pozzi, Maria Grazia Tata

RIPRESE VIDEO

Paolo Muran

GRAFICA

Franco Lancio

WEB

Davide Ardito

COORDINAMENTO ORGANIZZATIVO

Antonio Colaiacovo, Luigi Scelzi e Ilenia Fulco

Saranno presenti anche

Gianluca Mulone, Patrizia Flecchia, Barbara Lottero, Benedetta Ricci, Roberta Sama, Mario Lusi, Grazia Coppola, Fabrizio Carucci, Nicola Baccellieri, Massimiliano Guerrieri, Marcella Zeppa, Andrea Semplici, Valentina Russo, Francesca Di Ciaula, Domenico Porfido, Marco Montanaro, Federico Pommier, Nicola Di Croce, Massimo Ammendola, Marianna Borriello, Diana Senese, Irene Balducci, Barbara Crusco, Mauro Orlando, Fabio Nigro, Paolo Bruschi, Antonella Screti, Alessandra Battaglia, Francesco Ventura, Rocco Calandriello, Filomena Sessa, Mauro De Cillis, Luigi Cazzato, Vassilis Nikolapoulos, Imma Tessitore, Mario Fellet, Riccardo Benetti, Susanna Piccin,Enzo Gioffrè, Mario Vallone, Mariangela Contursi, Brunella Cappiello, Laura Angelino, Ilde Catapane, Francesco Forlani, Carlotta Napolitano e Rossella Della Corte, Palma Bianca, Antonella Sassone, Giovanni Simiele, Ettore Botte, Gianluca Coviello

1 commento

20 Ago 2013

Antonio Marino e l’ispezione alla Banca del Cilento. “Conclusioni ingiustificate. Guardate dentro agli enti pubblici…”

Filed under Argomenti vari

D- Direttore che ne pensa di questi articoli sulla Banca del Cilento?
R- Tanto rumore per nulla… è una normale ispezione della Banca d’Italia come avviene presso tutte le banche. Fa senso vedere che un giornale prestigioso come il Corriere del Mezzogiorno scriva “è durata un tempo inspiegabilmente lungo, due mesi e mezzo”. Io dico che è durata anche poco, generalmente impiegano almeno tre mesi. Mi sembra un tempo ragionevole per ispezionare una banca con tutte le sue articolazioni, non si tratta mica di ispezionare un bar o un negozio di scarpe. Come è prassi, la Banca d’Italia ha consegnato alla Banca del Cilento il rapporto ispettivo cioè le risultanze dell’ispezione. Adesso la Banca presenta le sue controdeduzioni e poi la Banca d’Italia emetterà le sanzioni se ne ricorrono i presupposti.
Siamo, perciò, in una fase molto interlocutoria amplificata, a mio parere, da indiscrezioni perchè solo gli amministratori della Banca del Cilento sanno quali sono i rilievi che la Banca d’Italia ha individuato.

D- Però le indiscrezioni dicono di anomalie nella gestione anche molto significative…
R- Può darsi di si, ma bisogna tener conto che generalmente chi grida allo scandalo è poco informato su cose di banca per cui certe volte si prendono facilmente fischi per fiaschi. Siamo in un tempo in cui la mediocrità regna sovrana, in ogni settore.
Se le anomalie sono quelle di un aumento delle sofferenze rilevate da Banca d’Italia rispetto a quelle contabilizzate dalla Banca bisogna avere contezza del fenomeno. Siamo, comunque, in un momento in cui l’economia è in crisi per cui è del tutto evidente che le sofferenze (alias i crediti di dubbio esito) sono in crescita. Lo sono in tutta Italia non certo solo a Vallo della Lucania.
Io penso che la vera anomalia della BCC del Cilento sia la forte frattura che si è creata all’interno della compagine sociale. Sono due fazioni di soci che si fronteggiano insistentemente e che danneggiano la banca.
E’ impossibile far crescere una banca dove c’è un conflitto interno. Dove manca quella serenità che è alla base di ogni impegno lavorativo, specialmente di un impegno lavorativo come quello bancario.
I soci devono capire che la banca è un bene supremo, un bene di tutti. Altra cosa è la competizione per il suo governo, che ci deve essere ma deve limitarsi alla differente progettualità non certo mirare con ogni mezzo alla distruzione dell’avversario.
La mia impressione è che li vi sia un gruppo di soci che fanno come quel marito geloso che per fare un torto alla moglie che le faceva le corna si tagliò i….
Ci vuole un grande senso di responsabilità da parte di tutti.

D- Si parla anche di dirigenti pagati profumatamente…
r – Questo non lo so. So solo che io sono uno dei pochissimi Direttori (insieme ad Albanese di Roscigno) che vengono pagati in base al contratto collettivo nazionale. La stragrande maggioranza dei Direttori delle BCC Campane sono a contratto individuale con la Banca e si parla di compensi anche rilevanti rispetto al mio.

d- Non le sembra che la BCC del Cilento sia, ultimamente, cresciuta in fretta?
r- Ogni azienda, ogni impresa, banca o non banca, mira alla crescita. Guai se così non fosse… Certo, forse la Banca del Cilento si è fatta prendere un pò da manìe di grandezza. La fusione con quella banca della Lucania forse ha portato più dolori che gioie ma è una banca che ha le spalle larghe e può metabolizzare anche compagnie pesanti… Noi, alla BCC di Aquara la pensiamo diversamente; preferiamo una crescita lenta ma costante, possibilmente a macchia d’olio e senza fusioni eterogenee. Insomma, confesso il mio peccato, io la notte preferisco dormire, come faccio ormai da 37 anni…

D- Che fa la Federazione Campana delle BCC in situazioni simili?
Per quello che ci costa la Federazione e per quello che dovrebbe fare (sulla carta) provo delusione. Stupisce che ancora oggi non ci sia sulla stampa una presa di posizione della nostra Federazione che rispedisca al mittente le insinuazioni sulla BCC del Cilento. Io immagino la Federazione come il luogo dove noi risolviamo in anticipo i nostri problemi rispetto all’intervento della Banca d’Italia. Stiamo migliorando, è tutto un divenire. Nulla è facile oggi, ma la voglia di stare insieme e di fare squadra continuerà a farci vincere.
Oggi siamo vittime di questo andazzo dove fa più rumore una pagliuzza nell’occhio di una banca che una trave nell’occhio di un ente pubblico. Immaginate per un attimo se la Banca d’Italia potesse ispezionare un Comune, una Provincia o una Regione. Altro che rilievi tipo BCC del Cilento, proporrebbe direttamente, nella quasi totalità dei casi, i lavori forzati per gli amministratori… L’inefficienza della pubblica amministrazione e l’insopportabile pressione fiscale sono la vera palla al piede di questa nazione non certo il ceto bancario che, comunque, continua a sostenere l’economia e si fa carico delle “sofferenze” .

Intervista di ALFREDO BOCCIA

Commenti disabilitati

11 Ago 2013

Filed under Argomenti vari

Manifesto serata del 13

Questo non è un comunicato stampa ma un invito diretto ad amici per invogliarli a passare una serata diversa in un paese che è facilmente raggiungibile dalle realtà più popolose dlla provincia di Salerno. Il 13 agosto a Altavilla Silentina, il paese è questo, dalle ore 21 si terrà una  nostrana e semplice notte della taranta della pizzica con giovanismi musicisti rigorosamente salentini del gruppo “Vento del Sud”. Echi salentini a Altavilla? Sì, perchè la Lucania e quindi la Puglia da qui si “vedono” facilmente. L’evento si terrà nel contenitore tardo ottocentesco di Piazza Umberto I° situato al centro dell’abitato medioevale. Gli intervenuti potranno anche visitare il recentemente inaugurato parco naturale “Foresta”, un antico bosco di lecci di 4 ettari, illuminato e attrezzato e che si caratterizza per essere il più grande parco naturale urbano della Campania. All’interno di esso c’è uno spettacolare teatro all’aperto (sul modello di quello antico di Valva, all’interno di villa D’Ayala). Un breve spazio ci sarà anche per riflettere. Dalle 22 alle 22,15 dialogherò con un vero protagonista del mondo economico locale, Antonio Marino, direttore generale della Bcc di Aquara, sulle possibili evoluzioni della realtà locale. Si chiude con i canti e i balli dei “Vento del Sud” e la possibilità di usufruire di tutto ciò che si affaccia o è nelle prossimità della piazza che ebbe già l’onore di essere descritta da un grande scrittore come Piero Chiara in uno dei suoi romanzi. E, a chi me lo chiederà, sarò a disposizione come “guida turistico – culturale” per una sera.
ORESTE MOTTOLA – cell. 3384624615

Commenti disabilitati

02 Ago 2013

Domenica 4 Agosto 2013 La Valle del Calore in bicicletta… partendo da Salerno

Filed under Argomenti vari

Associazione FIAB Cycling Salerno


Domenica 4 Agosto 2013
La Valle del Calore

Descrizione: Alle falde degli Alburni tra i comuni di Roccadaspide, Controne e Aquara per un refrigerante bagno nel fiume Calore .

Programma: Appuntamento a Salerno in Piazza Ferrovia alle ore 7:20. Partenza con treno reg. 22171 delle ore 07:31 per Sapri, con arrivo a Capaccio Scalo alle 08:02. Dopo un caffè ristoro inizieremo a pedalare in direzione di Roccadaspide fino al bivio per Albanella. A questo punto avremo già superato i famosi 8 tornanti della SS166 e ancora pochi km restano da percorrere prima d’iniziare la discesa fino al fiume. In questo punto le acque del Calore sono relativamente calde quindi piacevolissime per un lungo e refrigerante ammollo!! Entrati nell’area attrezzata troveremo facilmente un argine del fiume all’ombra che ci accoglierà per il nostro pic-nic. La strada del ritorno percorrerà il medesimo tragitto fino a Capaccio Scalo dove prenderemo il treno reg.23882 delle 19,10 con arrivo a Salerno alle 19,39.

Distanza:  km 50 – Difficoltà: *** (percorso medio con salite di media difficoltà e qualche salita impegnativa).

Capogita:  Paolo Longo – tel. 349.8136344

Informazioni:

  • Si prega di voler confermare la propria adesione entro le ore 19.00 di sabato 03/08;
  • La partecipazione alla ciclo-escursione è gratuita;
  • Acquistare N° 2 Biglietti Classe E5 da 3,40 € oppure un Week End giornaliero da 5,50 €.
  • Biglietto di entrata all’area attrezzata 2,00 € a persona;
  • Pranzo al sacco a cura propria;
  • Portare asciugamano e costume.

 


Prima della gita

Conosco il programma, fa per me? Non sempre gli accompagnatori sono in grado di intervenire in caso di particolari difficoltà  (fisiche, meccaniche). Ogni partecipante si informa preventivamente sul programma e sul tipo di percorso (chilometri, dislivelli, e difficoltà ). Chi vuole partecipare deve valutare bene se è effettivamente in grado di partecipare e se la sua bicicletta è adeguata. La bicicletta deve essere in perfetta efficienza. Bisogna assicurarsi che i pneumatici siano in buono stato, gonfi e avere una camera d’aria di riserva; che i freni siano efficienti e il sellino sia all’altezza giusta. Gli altri partecipanti durante le gite possono darvi una mano in caso di foratura, non possono invece rimediare alle inevitabili conseguenze di una cattiva manutenzione delle mezzo. Con la bicicletta in buono stato vi divertite voi e rispettate gli altri partecipanti evitando di far subire a loro i vostri contrattempi.


Associazione “Cycling Salerno C.S.C. – Centro Servizi Ciclabili per la Mobilità  Sostenibile, lo Sport, la Salute, la Conoscenza del Territorio in Bicicletta” Onlus aderente alla F.I.A.B. – Federazione Italiana Amici della Bicicletta

Via Iannelli, 20 c/o Bottega Commercio Equo Solidale – CAP 84122 – Salerno Tel. 349/8136344

E-mail : cyclingsalernocsc@libero.itWeb : www.cyclingsalerno.it

Seguici su facebook

Commenti disabilitati