Archive for Luglio 2009

21 Lug 2009

Origano spezia afrodisiaca. A Castelcivita…. “noi lo sapevamo già2

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Si può guarire dal torcicollo riscaldando dei fiori appena raccolti di origano anche se pensando a questa pianta, da cui deriva l’omonima spezia, la prima cosa che viene in mente è la pizza. L’origano è infatti il condimento principe per i piatti dell’area mediterranea, ottimo aroma per insaporire le nostre ricette regionali. Dell’origano però, fin dall’antichità, sono note anche le proprietà afrodisiache: è uno stimolante efficace che combatte la frigidità, regola lo stress e riattiva le ghiandole surrenali, impegnate nella produzione degli ormoni. 
I fitoterapisti usano i fiori di origano anche per la stimolazione del sistema nervoso. Di seguito un approfondimento dedicato a questa spezia e qualche ricetta per riscaldare la vita di coppia, in modo del tutto appetitoso e naturale.

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14 Lug 2009

Aderiamo allo sciopero dei blog!

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08 Lug 2009

Appunti sulla nuova letteratura lucana

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Letteratura

 

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06 Lug 2009

Carmine Gioia, professore aristocratico e cavaliere – ricordi di Oreste Mottola e Carmine Senatore

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Carmine Gioia, il professore aristocratico e cavaliere
A 64 anni scompare il più anglofilo dei giornalisti salernitani

[di Oreste Mottola] "Big Ben ha detto stop", così Carmine Gioia, spesso con in testa un ricercato cappello nero che ora non saprei descrivere, chiudeva l’intervista quando l’intervistato cominciava a divagare. Ci metteva stile anche nello zittire chi sparlava. Ora lo stop, il the end, al più anglofilo dei giornalisti salernitani, è arrivato all’esistenza terrena, non alla stima di chi lo conosceva. Più che liberale, era monarchico, più che sabaudo o borbonico lui si riferiva direttamente dei regnanti inglesi. Mi ricordo le foto di una visita a Paestum dove lui accompagnava la Regina Madre. Era uno degli ultimi sacerdoti della vecchia Battipaglia, quella dei mitici padri fondatori.Se n’è andato a 64 anni, Carmine Gioia, da solo due anni in pensione, ma sempre indaffarato con i suoi Cavalieri di Malta del Santo Sepolcro (cito a memoria, ti chiedo scusa) e i ragazzi da aiutare. E quelle buste di mozzarelle sempre in mano, da regalare all’ospite di riguardo della serata, cosicchè della nostra zona si potesse portare via sempre l’aspetto migliore. L’ultima apparizione pubblica l’aveva fatta a seguito del sindaco di Roma Alemanno, venuto a sostenere la campagna elettorale di Motta. Il professore Gioia, che posso chiamare così perché lo conobbi quando si venne a sedere in cattedra nell’aula dove io ero studente, me lo ricordo sempre lucidamente collocato in quella parte politica. Me lo disse quel giorno, al primo svolazzare di giornale dell’estrema sinistra, sicuramente "Il Manifesto", che capitò proprio dalle mie mani. Poi c’era la sua voce, sempre molto musicale e pastosa, che aveva delle estensioni molto armoniche. Con lui, ma anche con il caro Raffaele Rago ed il professore Tufano, ho vissuto l’ultima parte della stagione di Telelibera Battipaglia, dove un grande "direttore d’orchestra", Piero Rocco, mise insieme giovani giornalisti di belle speranze e voci della migliore cultura locale. E cameraman e tecnici che si sono poi fatti onore in altre emittenti. "Il principe" di tutti noi, restò sempre lui, Carmine Gioia. Che ti sia lieve la terra, professore.

La ritmicità con la sua voce calda e suadente
[di Carmine Senatore 
Il professor Carmine Gioia ci ha lasciato! Troppo presto per la nostra aspettativa media di vita. Forse Qualcuno, da lassù, nella sua infinita bontà, ha voluto evitargli ulteriori sofferenze. Scompaiono con lui un gentiluomo (o per dir meglio un "gentleman") e un ottimo professionista. Profondo conoscitore della lingua inglese, di cui era anche professore, parlava con una chiarezza dando ritmicità con la sua voce calda e suadente. Sono stato di Carmine, con Peppino Sorrentino (attuale preside del liceo classico di Eboli) collega alla fine degli anni ’80: io professore di scienze e geografia, lui professore d’inglese, nello stesso Istituto (Istituto tecnico commerciale "F.Besta" di Battipaglia), nello stesso corso, corso A, e nella stessa classe, I^ A. Ricordo a volte i suoi giudizi positivi nei riguardi degli alunni, durante i consigli di classe e gli scrutini, profondamente diversi dalla gran parte di noi. Sempre ottimi. Spesso le sue valutazioni ci mettevano in crisi: forse non eravaforse non eravamo noi a giudicare in maniera diversa? Era buono. Aveva con gli alunni ottimi rapporti. Di essi era non solo professore, ma anche amico, fratello e padre e qualche volta anche innamorato, indipendentemente dal sesso. Era un innamoramento nel senso buono della parola, in quanto condivideva con loro passioni, gusti, interessi, obiettivi e predilezioni. Era certamente un uomo di destra, monarchico. Amante della lingua e della civiltà inglese, ne faceva sfoggio. Sono venuto a contatto, nel non breve percorso dell’avventura della vita, con uomini di destra, da Peppe Galardi, al maestro Longo, al maestro Ciccio Tufano, e ho sempre avuto con loro un rapporto di stima e di amicizia. Che cosa ci univa? Sicuramente l’onesta intellettuale e quella morale. Carmine era così: rispettoso e onesto. Ciao ,Carmine. Che il Signore ti accolga nelle Sue braccia e ti conforti della Sua luce!

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06 Lug 2009

Tre Torri di Ettore e Rosaria. Sapori e cibi genuini ad Altavilla Silentina

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Quasi mi vergogno, non mi ero mai fermato ad Altavilla Silentina. Solo una volta, tornando da Castelcivita, vi ero passato per sbaglio. Devo ammettere, il paese è carino, e potrebbe essere ancora più interessante se le amministrazioni inventassero qualcosa per farci venire degli ospiti e magari dei turisti. Come? Valorizzare di più il centro storico, organizzare più manifestazioni socio-culturali, e cosa importantissima, creare dei parcheggi. Un amico altavillese, mi ha segnalato la Trattoria “Tre Torri” (simbolo di Altavilla), aperta da circa un anno e così eccomi qua a passeggiare nelle caratteristiche strettoie del centro storico, dove, nel periodo delle feste, è organizzata la manifestazione “Atmosfera Natalizia”, un circuito di presepi che crea un ambiente magico di suoni, luci e colori. 
Su e giù, tra vie e viuzze, arriviamo all’entrata della nostra meta. Si scende una scala ed ai nostri occhi si presenta un localino coi fiocchi. Due salette, per un totale di poco più di trenta posti. Nella prima c’è un piccolo bar e nella seconda il forno per le pizze. L’ambiente lo potremmo definire un rustico-moderno, con rivestimento in mattoni e pietre particolari, oggetti antichi e luci studiate fin nei minimi particolari. Le sedie sono impagliate, le tovaglie giallo solare, i coprimacchia rosso vivo con disegni bianchi, i tovaglioli sono di carta, arrotolati con le posate all’interno. A riceverci, Ettore Camera, che gestisce con passione l’unico locale al centro di Altavilla. Ettore, dopo il matrimonio, era emigrato al nord, ma la sua grande aspirazione era stata da sempre quella di aprire una trattoria simpatica ad Altavilla, così ha pensato di farlo in questo locale di famiglia, dove una volta papà Camera, faceva il panettiere.
Guardiamo il menu, e tra le tante cose, notiamo dei prezzi onestissimi. Complimenti, coi tempi che corrono! Lasciamo fare, ed ecco che ci servono come antipasto il misto della casa: su dei vassoi di legno, soppressata di Gioi, salsiccia e capicollo, poi, sempre al “centro”, mozzarelle (squisitissime), ricotta, zucca marinata, olive locali e melanzane sott’olio. Tutti sapori genuini. Passiamo ai primi: cavati ai funghi porcini, ravioli e fusilli altavillesi al ragù di cinghiale. Si, proprio così, Ettore ha tenuto a precisare che i fusilli sono “altavillesi”, cioè, più corti e più spessi di quelli tradizionali di Felitto e secondo Ettore, sono anche più digeribili, in quanto il buco fatto con il ferro è più largo. Al secondo, ci servono il cinghiale con il quale era stato fatto il gustoso ragù, accompagnati da involtini di melanzane, broccoli “scoppiettati” e zucca al pomodoro. Poi, ancora cinghiale in umido insieme a una deliziosa frittatina alle cipolle. Dolce: un gradito Tiramisù, preparato come tutto da Rosaria (moglie di Ettore) che in cucina è veramente brava. 
Come vino, da una decina di etichette proposte, abbiamo scelto il buon Barbera Doc 2001, della Val Calore.
Penso proprio che durante le prossime feste ritornerò a fare un giretto in questo centro storico magari con una cenetta in questa bella trattoria. 
Noi siamo stati alle “Tre Torri” il 26 novembre. Spesa indicativa 20 euro a persona.

Trattoria Tre Torri, Via Municipio 4 – 84045 Altavilla Silentina (SA). Tel. 0828.982416 – 347.8636197. A pranzo aperto solo su prenotazione. Chiuso il lunedì. Voto 73/100. 

Diodato Buonora – dicembre 2003 

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02 Lug 2009

Una notte con i parà 2/ Con Luca Arenare in Afganistan

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Una notte con i parà sotto il fuoco dei talebani nell’avamposto di Musahi

di Luciano Gulli

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02 Lug 2009

Luca Arenare, altavillese nella Folgore, dall’Afghanistan racconta…

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IL REPORTAGE / IN AFGHANISTAN CON LA ‘FOLGORE’

Notte sotto il fuoco nemico
nel fortino italiano

Nell’avamposto di Sterzing dove le mura sono formate da reti e cemento: con il buio arrivano i razzi talebani. Il caporale De Vito, 24 anni, veterano dei Balcani e del Libano: "Due volte salvato dal mio blindato"
 

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