Archive for Maggio 2009

25 Mag 2009

Scalareta. Trovato morto Ciro Lettieri

Filed under Società

Questa mattina è trovato morto nella sua abitazione di Scalareta, Ciro Lettieri, meccanico della Caterpillar. 

Continua la lettura »

Commenti disabilitati

25 Mag 2009

“Voglio il massimo”. La formidabile cavalcata di Cariello

Filed under Società

EBOLI- E’ ovunque, come del resto è sempre stato. Presenzialisti-professionisti come l’ex presidente della Provincia Alfonso Andria impallidiscono ancora oggi dinanzi all’ubiquità di Massimo Cariello (nella foto), assessore provinciale uscente e consigliere provinciale ri-aspirante. La cavalcata del compagno Massimo, in groppa ad un destriero ideato e strutturato da un buon lavoro dell’agenzia di comunicazione, oggi appare lanciata a velocità supersonica. Difficile fermarla. Oggettivamente, e al di là degli auspici di ogni singolo elettore, quella di Massimo Cariello appare come l’unica chance che ha la sua città di provenienza, Eboli, di trovar posto a Palazzo Sant’Agostino. La legge dei numeri, quella elettorale e la bulimica ingegneria delle liste attuali, offrono un’idea di quanto appena detto. Basta rifletterci un po’ su.
Per Cariello, atipico comunista piacione, tifoso sfegatato di quel Torino calcio altrettanto amato dall’ultimo statista italiano (Bettino Craxi) e anima sinistra dei gruppi ultras ebolitani (nessuno è perfetto), comunque vada sarà un successo: se le residue forze falcemartellate sfondano il muretto del quorum, vinca o meno Villani, il posto è suo. Se comunisti, consumatori e frattaglie residuali della più grande tragedia dell’umanità sparpagliati in questa provincia non avranno forza sufficiente a spedire un loro (?) rappresentante a Palazzo Sant’Agostino, per Cariello non sarà certo la stessa cosa ma avrà pur sempre un partito completamente nelle sue mani. Liberatosi di ogni zavorra con le fuoriuscite dei vari Rosania, Aita, Mari, Massimo Cariello siederà ad ogni tavolo possibile, ad ogni trattativa immaginabile, orienterà le scelte, parteciperà e deciderà molte cose per il futuro politico. Non è poco per chi della politica ha fatto una professione (e non c’è alcunché di male in questo) ed una vocazione.
Oggi gli osservatori lo guardano schizzare come un proiettile da una parta all’altra della città, come ha quasi sempre fatto in cinque anni di amministrazione provinciale trascorsi in quella sarabanda infedele della giunta "Alvi": incontri, dibattiti, faccia a faccia, comizi, iniziative pubbliche e private. Insomma dove c’è da acchiappare qualcuno o qualcosa c’è lui: e il bello è che, a parte storici avversari politici interni ed esterni, nessuno ha da ridire più di tanto. Perché questa è la forza di Cariello, l’esser simpatico a molti, ai limiti dell’amicizia con chiunque senza per questo suscitar sospetti di facili ipocrisie. E poi, guardandosi attorno viene da dire che, tutto sommato, meglio lui che volti torvi ed appesantiti da anni di frustrazioni pubbliche e, soprattutto, private.
I suoi detrattori lo accusano di gestione allegra delle casse pubbliche, di clientelismo, di facilonerie varie: può darsi, anzi sarà senz’altro così ma nel frattempo si attende un esempio concreto di chi si sia sottratto a questo gioco fisiologico della politica che tanto addolora le anime belle senza portafogli. Non è ancora il caso di scomodare il figlio di Dio per disegnare nella sabbia e salvare la puttana destinata alla lapidazione utilizzando l’insuperata espressione "chi è senza peccato scagli la prima pietra" ma tra un po’, forse, potrà essere necessario farvi ricorso. E, che ci risulti, a Cariello non è mai arrivato uno straccio di informazione di garanzia dai magistrati: peccato però, ci sarebbe stato ancora più simpatico.
E’ comunista certo, ma Cariello sarebbe stato uguale ovunque, in qualsiasi partito avesse militato: e se i comunisti sono tutti come lui, vale a dire persone normali (cosa che non accomuna la gran parte dei suoi correligionari rossi) il mondo, di cui questo territorio fa ancora parte, sarebbe stato meno coperto di immondizia, di sangue e qualche salutare risata lo renderebbe meno grigio. Per ora accontentiamoci di lui
(p.r.)

Continua la lettura »

Commenti disabilitati

18 Mag 2009

Tipi e paesi. Sei un vero serrese… se…

Filed under Primo piano

Sei serrese se….. dopo il ponte di Sele c’e’ New York!!
Sei serrese se …quando entri al circolo del chiola senti un odorino e non capisci cos’e’ !!!
Sei serrese se …non hai mai visto la lontra nel fiume Sele !!
Sei serrese se …quando esci sei obbligato ad offrire, minimo , tre sigarette!!
Sei serrese se …quando vai al bar di Pecci c’e’ Rosetta che ti sorride pur capendo un cacchio di quello che vuoi !!!
Sei serrese se …almeno una volta hai dovuto rispondere alle domande di Donato lo sguazzo : la mafia mì vol fa for?? Graziella m’ vol???
Sei serrese se … vai al bar di fiorello e parli del Napoli !!
Sei serrese se ….quando vai al bar di gerry devi aspettare 10 minuti per un caffe’ pur non essendoci fila !!
Sei serrese se …almeno una volta non hai incontrato Maria del bar dei giovani che giocava al lotto !!
Sei serrese se …all’ufficio anagrafe hai dovuto aspettare una settimana per la carta d’identita’!!!
Sei serrese se … ai comizi dell’ass.Del Sozzo hai contato tutti i suoi errori !!!
Sei serrese se …quando entri in un negozio il buon giorno e’ una bruttissima parola!!!!
Sei serrese se …almeno una volta hai giocato a carte dal chiola !!!
Sei serrese se … quando vai dal chiola hai dovuto pagare la consumazione a qualche imbecille!!
Sei serrese se …hai visto una sola parita dell’asd Serre!!!
Sei serrese se …hai conosciuto il grande Giovanni cacapann!!!
Sei serrese se …hai conosciuto la mitica Pina !!!
Sei serrese se …quanti cafardi !!!!
Sei serrese se … tir i capidd e t’ fac mal u’ cuodd!!
Sei serrese se…alle fiere di san martino e santa lucia non puoi certo mancare !!!
Sei serrese se ….ngul che vient!!!!
Sei serrese se ….qualche volta il tuo paese ti manca …ma solo qualche volta !!!
Sei serrese se ….almeno una volta sei entrato nel vicolo lampioni….!!!!!!
Sei serrese se …almeno una volta hai fatto le 5 di mattina in piazza o sulla costa!!
Sei serrese se …hai sgommato al vallone della madonna!!

Sei serrese se sai che il numero del diavolo è il numero del tuo paese…..666

Continua la lettura »

Commenti disabilitati

18 Mag 2009

Sì, io mi ricordo – 1

Filed under Società

Mi ricordo bambino con i tagli alle dita per via di una scatoletta tipo Simmenthal che volevo apririmi durante una festa di S.Antonio. Inutile dire che era la prima volta che ne potevo comprare una da solo su di una bancarella…

I racconti che mi hanno fatto querce e lecci del bosco della Foresta. Le mille storie dello "Scivolaturo" sono lì. Di briganti o di amori più o meno di contrabbando, l’anima romantica di Altavilla vivente tutta da lì. Con più esagerazioni che realtà. E poi una fontana… come quella dei Franci dove se ne bevi l’acqua nel paese ci resti… da decenni l’acqua non è potabile.

Ci sono domeniche che vorrei non aver mai fatto il mestiere che faccio. Con gente che ti rimprovera per cose che non hai scritto e che loro non hanno mai letto. Però gliele hanno raccontate. Sotto non c’era la tua firma. Ma che importa…sono arrabbiati e ti tengono il broncio. E nel frattempo nel bar dove prendi il caffè entra uno del quale veramente non hai potuto scrivere … bene.

Giumentari o butteri, che li vogliano chiamare è dal mio paese che vengono i migliori cow boy di Persano. Che si misero in tasca i butteri maremmani che fecero mordere la polvere agli uomini di Buffalo Bill. Altavillesi, come i più bei meloni d’Italia. Tutto perso, finanche la memoria.
Mi ricordo di Giovanni Giello, fondatore della sezione del Pci, che si arrabbiò quando io, pur ventenne contestatore, da sinistra, dei comunisti "ortodossi", proposi – era il 1980 o giù di lìdi dare vita ad una lista civica. "Lo fa la Dc, facciamolo anche noi" fu il mio ragionamento.

L’aspirante cantautore un po’ Baglioni e tanto Lolli era Attilio Senatore, il giovane però, che oggi fa il bidello. Le montagne di Magliano Vetere, Attì te le ricordi? Io, sì. Ma mai mi sono fermato a rimirarle.

Ricordo di essere uscito a pezzi da alcune complicate storie d’amore perché di un paio di ragazze ho scoperto dopo diversi anni di non volerle perdere. Loro però già si erano scocciate di me. Lo diceva Aristotele: "Certe cose si capiscono solo alla fine".

Nella mia vita un paio alcuni giorni sono stati lunghissimi. E ringrazio Marina che c’era sempre.

Si parlava di donne, lontananze e sogni nelle lunghe passeggiate con Piero. Molti pensavano che ordissimo congiure ed altri che semplicemente stavamo a perdere tempo.

Ricordo com’era l’aula del mio primo giorno di scuola e la maestra che teneva a bada una quarantina di bambini e ragazzi delle vituperate pluriclassi dove ho imparato a leggere, scrivere e a non far di conto. Quest’ultima lacuna non l’ho mai colmata.
—–
Io mi ricordo.

"Zia" Teresa Arietta e la Foresta. Nel mese di settembre faceva celebrare una Messa per i caduti del 1943 che vide riversi nel vallone della Foresta. E poi suoi racconti dei briganti, con l’indicazione dei loro discendenti, dei terribili misfatti nella zona del Convento nel suo periodo di decadenza, prima del 1928, e poi le ricette per guarire con le erbe del bosco i malanni. Era convinta che fossi io, quando avevo intorno ai vent’anni, ad illudere alcune ragazze. Capiva tutto, zia Teresa, tranne quest’ultimo capitolo. La realtà, già allora, era diversa.

Il mio bisnonno Domenicantonio Di Marco, che veniva dal Cilento, che amò l’America e l’anarchia. L’unico non prete a possedere una Bibbia che conosceva benissimo. E "suppontato" Vito i suoi figli li volle chiamare Alessandro, Adelina, Alberigo, Amerigo ed Alberigo. Tutti con l’inizale "A". Un solo figlio lo seguì: Alessio, Antonio e Adelina. Avveniva nell’Italia dei primi due decenni del Novecento. Ai tempi era una singolarissima forma di anticonformismo. Oggi si scelgono i nomi suggeriti dalle mode televisive.

Gerardo Fasano ed il suo modo di domare da fuoriclasse del surf, la vita collettiva in un paese come è il nostro. Altavilla lui se l’è respirata tutta. La fabbrica, il frantoio e la farmacia. I boschi per i funghi ed il fiume per la pesca. Poi la piazza e le cuzzupiglie con gli amici. E’ un vero colto con i molto presunti tali, buono e popolare con gli indifesi. Ama ache il gossip, però quello che strappa un sorriso e non graffia la faccia dei malcapitati. Fortunate le donne che stanno nelle tue giornate.

Franco, Germano, Rosario ed ancora Franco. E mi dcono di Piero. Alla rinfusa: sono stato compagno di banco dell’uno, ho avuto tante dimostrazioni d’amicizia dagli altri e di un altro ancora sono stato compagno di "formidabili quegli anni" di quando vedevamo il mondo solo in bianco e nero ma io stavo con quelli che lo preferivamo rosso, non troppo però. Restiamo ancora amici, come lo eravamo ai nostri tempi delle mele. Nessuno più di me sarà contento se avrete il successo che sperate. Nella piazza Castello c’è l’officina delle mie sconfitte dalle quali vi ho tenuto doversosamente lontano.

Sì, io mi ricordo. Anche "Lisa dalle vesti trasparenti" versi di un amico che alla fine degli anni Settanta voleva sfondare come cantautore: un po’ Lolli ed il resto… Baglioni. Gerardo sa di chi parlo.

Continua la lettura »

1 commento

11 Mag 2009

1951, Hemingway si prese una sbandata per una bella di Acciaroli e Mary s’ingelosì

Filed under Società

Vi racconto una mia disavventura. Il 7 maggio ho pubblicato, sul numero 18 del settimanale salernitano "Unico",  l’articolo sulla scoperta di nuovi elementi relativi alla presenza, nel 1951, di Ernest Hemingway ad Acciaroli. Due giorni dopo un lancio Ansa sulla notizia. La notizia diventava di "dominio pubblico" e nessuno ha ritenuto opportuno dare conto della fonte, ovvero il mio scritto. I fatti: conosco Giuseppe Recchia autore di una recentissima biografia di Ernest Hemigway.  Sono stato io ad interessarlo alla questione della presenza dello scrittore americano nel Cilento. La circostanza, ricorderete, fu decisamente negata da Fernanda Pivano. Lo studioso, di origini lucane, si è incuriosito ed ha rivolto domande specifiche a Bobo Ivancich, nipote di quell’Adriana che è stata l’amante italiana dello scrittore.Dopo il lancio "Ansa" mi sono quasi ritrovato io a far la figura del plagiatore. Il libro, ad ogni modo,  sarà presentato a Napoli il 28 maggio 2009 alla Libreria Guida. 

Continua la lettura »

Commenti disabilitati

11 Mag 2009

Oreste Mottola: “Io figlio di un Dio minore”….

Filed under Società

"Che ci vuoi fare sono figlio di un Dio minore". Nelle ultime due settimane ha firmato articoli sulla scoperta di lastre tombali di Paestum nel  patrimonio che è appartenuto a Maria Callas, trovato i riscontri per smentire niente poco di meno che la grande Fernanda Pivano sulla permanenza ad Acciaroli di Ernest Hemingway. Scriverà quindi nella parte nobile del giornale, nelle pagine culturali? "Macchè – ribatte – sono ancora corrispondente semplice, ultimo gradino della carriera professionale".   

Continua la lettura »

1 commento