Archive for Novembre 2007

25 Nov 2007

PREMIO FARZATI. Fra gli “insigniti” ci sono anch’io. Offro da bere…

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Con cortese preghiera di pubblicazione

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25 Nov 2007

CONTRONE. Carmine Cennamo, pronto a denunciare il ministro Alfonso Pecoraro Scanio sulla caccia

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CENNAMO ? ?VALUTARE IPOTESI DI IMPUGNARE PRESSO IL TAR DEL LAZIO IL DECRETO PECORARO SCANIO SULLE ZONE DI PROTEZIONE SPECIALE?.

?Il Decreto Legislativo sulla Zone Protette Speciali, firmato dal Ministro Pecoraro Scanio, è un sistema subdolo non solo per un proibizionismo venatorio camuffato dalla giusta esigenza della tutela dell?ambiente, ma anche per imporre ulteriori vincoli a danno delle popolazioni; sto valutando di dare mandato ai legali per verificare concretamente la possibilità di un ricorso al TAR del Lazio. La regione VENETO ad esempio ha già annunciato analoga iniziativa, rivendicando le competenze venatorie, come costituzionalmente riconosciute alle Regioni. Sono davvero numerose le misure ingiustificate tanto in merito alle tematiche venatorie, quanto in rapporto ad altri settori economico-produttivi?, ha dichiarato CARMINE CENNAMO, assessore alla Caccia della Provincia di Salerno, nell?ambito di un incontro tenutosi a Controne (SA) che ha visto la presenza di oltre 2000 cittadini.

?Oltre ad avere diritti, i cacciatori hanno anche molti doveri, a cominciare dal rispetto dell?habitat naturale della fauna; per questo distribuiremo il DECALOGO DEL CACCIATORE, che fornisce indicazioni sul comportamento ideale. I danneggiati dal decreto sono anche tanti cittadini, che avranno pesanti limitazioni perfino nell?esperimento delle proprie attività lavorative. È evidente come gli operatori venatori siano perseguitati da una certa frangia del mondo politico. Il WWF ha presentato ricorso al TAR, per chiedere l?annullamento del calendario venatorio 2007/2008, la Senatrice De Petris, ha presentato un DDL per modificare l?art. 842 del Codice Civile, che impedisce invece l?accesso dei cacciatori nei fondi rurali anche quando sono semplicemente nella disponibilità di un?azienda agrituristica; due associazioni di aziende agrituristiche, Turismo Verde e Agriturist, hanno collaborato per la stesura del DDL; quasi tutte le regioni italiane hanno votato nella conferenza stato-regioni, a favore del decreto del Ministro Pecoraro Scanio, che prevede norme più restrittive di quelle attuali nella stesura dei calendari venatori, restando ben poca discrezionalità alle stesse regioni?, continua CENNAMO.

?Nei prossimi mesi valuteremo l?ipotesi di chiedere ai sindaci l?emanazione di eventuali ordinanze ai sensi dell?art. 54 della legge 267/2000 e mobiliteremo comunque quanti saranno danneggiati dal Decreto Legislativo del Ministro Pecoraro Scanio, anche per altri aspetti diversi dalla caccia. È giunto il momento di interpellare le popolazioni interessate quando si applicano i vincoli. Non si capisce perché il Ministro nemico dello Sviluppo, ambientalista a ?corrente alternata?, rivendichi il coinvolgimento delle popolazioni quando si tratta di intraprendere le scelte sulla TAV e si dimentica di usare analogo metodo, quando egli stesso legifera su argomentazioni che hanno ricadute sulle libere scelte dei singoli, in primis le Zone di Protezione Speciale?, ha concluso CENNAMO.

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23 Nov 2007

CONTRONE. “Gli ambasciatori” del fagiolo e le nuove regole sulla caccia

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Il 24 ed il 25 novembre a Controne si terrà la 25a edizione della Sagra del Fagiolo

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20 Nov 2007

CAPACCIO. Una mia intervista – biografia al professore Luigi Di Lascio

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Oggi è francescano e fuzzysta, ma quand’era giovane era anche comunista. Sessant’anni li avrà l’anno prossimo. Una vita piena di studio e di impegno per cambiare le cose del mondo cominciando da casa propria. Cominciando dalla concretezza e dal gusto per l’ironia ed il paradosso colto. È stato fondatore della Croce Rossa locale, vi ha lavorato per anni, dalle 6 alle 14, ogni domenica. "L’unica cosa che mi dispiaceva era vedere che gli autisti delle autoambulanze che correvano troppo. Era necessario, però…". Gigi Di Lascio è uno che mangia macrobiotico e che superava lo stress dello studio universitario "matto e disperatissimo" a Fisica teorica con il ping pong. E che oggi usa respirare essenze rilassanti. "Una medicina che ha duemila anni e che si usa solo quando è veramente necessario", dice agli amici titubanti . Nella sua dieta ci sono tante verdure e poca carne: "Non più di 30 grammi alla settimana. Come facevano i miei genitori". Ama però la cioccolata fondente ed il tè verde bancha con grandi proprietà antiossidanti, privo di teina. Non beve acqua che sia stata contenuta dalla plastica. C’è poi il lavoro.

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14 Nov 2007

ALTAVILLA. Elda Lettieri: ecco la mia storia

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A mio padre

 

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09 Nov 2007

ALTAVILLA. “E’ vero o no…”, richiesta di Bruno Di Venuta al sindaco di Altavilla

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Egr. Sig. Sindaco Comune di Altavilla Silentina

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06 Nov 2007

ALTAVILLA. Nuovo libro di Paolo Tesauro Olivieri

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Un nuovo lavoro del Professore Paolo Tesauro Olivieri

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05 Nov 2007

RISULTATI SONDAGGIO. Il Cilento chiede a gran voce il rilancio del Parco Nazionale

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  Gli addetti ai lavori, soprattutto i politici indigeni, di fronte alla nostra iniziativa che vi chiamava a "scegliere" il futuro presidente del Parco Nazionale (da tempo commissariato) hanno risposto con un’alzata di spalle ed un lieve inarcarsi delle sopracciglia. "Non è questo il modo", "la questione è un’altra", "le varianti da prendere in considerazione sono decine". Insomma, lasciate stare i manovratori a fare il loro solito e spesso sporco lavoro. Sinceramente incuriosito e nient’affatto seccato ci è apparso Giuseppe Tarallo, attuale commissario e già presidente. Il nostro "gioco" è però tenuto d’occhio da più parti. I sondaggi sul Parco del Cilento sono destinati a non aver fortuna, o meglio ad essere presi d’assalto e stravolti nei loro esiti finali. Successe così, diversi anni fa, con un’iniziativa assunta dalla comunità del parco (l’organismo rappresentativo dei sindaci dei comuni compresi nell’area protetta) quando un ignoto hacker – residente nella zona telefonica di Torchiara – si mise a votare all’impazzata. Anche a noi ci stava scappando di mano. Per questo abbiamo evitato di "tirare le somme" finali. Troppe diversità di modalità di votazione, siamo noi stessi a dire, che alla fine c’è un podio lungo, senza le rituali posizioni uno, due e tre. Evitando di farci sommergere da una logica puramente quantitativa eccoci a tenere saldo il bandolo della matassa. Sì perché ci è capitato di essere sommersi da una valanga di lettere, sms e fax. Su Internet poi risultano essere spedite migliaia di mail sull’argomento. Anche per sollecitare la spedizione presso la nostra casella di posta elettronica di mail a favore dell’uno o dell’altro. Fatta la tara, e scartati gli anonimi o i non identificabili, abbiamo avuto la dimostrazione del grande interesse del territorio cilentano e del Vallo di Diano (assenti Alburni e Valle del Calore) per il destino di una zona che pur avendo accettato l’opzione della difesa della natura per il proprio orizzonte di sviluppo non ne vede ancora la concreta traduzione  in progetti di sviluppo.

 

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05 Nov 2007

CASTELCIVITA, la “mista” delle Grotte si vuole sciogliere. Comune contrario…

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Michele Cascio, avvocato; Rosario Cantalupo, ristoratore; Giovanni Costantino, veterinario. Nomi e professioni dei componenti del consiglio di amministrazione della società mista che gestisce il complesso speleologico di Castelcivita.  Hanno deciso di sciogliere la società, ma il comune, che è azionista di maggioranza, si oppone. I fatti: dal 2001 le grotte di Castelcivita sono gestite da una srl, la "Grotte di Castelcivita", che doveva raccogliere capitali privati e pubblici da mettere al servizio di un progetto di rilancio. Nel frattempo la natura, pur generosa nei milioni di anni precedenti, non ha aiutato: le piene del 30 novembre del 1996 e del 5 maggio 1998 hanno divelto gran parte dell’impianto di illuminazione e ridotto ad un terzo il percorso "turistico". I soldi dei privati non sono mai arrivati ed il capitale sociale di 200 milioni di lire, messo dal comune, è stato più volte "ripianato" dal municipio. Questo è avvenuto perché il numero dei visitatori è rimasto sempre inchiodato sotto le 20mila presenze e non sono state avviate le iniziative collaterali. Il municipio ha messo "mano alla tasca" nel 2003 (7mila euro), 2006 (13mila euro), e 2007 (20 mila euro). Attualmente la società è debitore di 48 mila euro, nei confronti del suo unico azionista, il comune di Castelcivita. Il municipio non ha più la possibilità di spenderci altre risorse ed otto posti di lavoro (le guide) cominciano a traballare.
L’intenzione del comune è quella di consentire un’effettiva privatizzazione, con un apposito bando "ad evidenza pubblica". "La fuga in avanti" del cda, secondo gli amministratori, impedisce un effettivo rilancio nell’interesse di tutta la collettività, con il pericolo di un complesso speleologico venga nei fatti "regalato" a pochi noti o ridotto a lunghi periodi di inattività.

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