Archive for Aprile 2007

30 Apr 2007

ALTAVILLA. Elezioni alla Bcc, in pista Michele Gallo ed il giudice Antonio Bassi

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Le elezioni alla Bcc, in pista Michele Gallo ed il giudice Antonio Bassi
Comunità montana: Carmine Rizzo cede ad Antonio Di Feo la rappresentanza alla comunità montana

Il 28 maggio i soci della Bcc di Altavilla Silentina e Calabritto vanno alle urne per eleggere presidente e consiglio di amministrazione. Mentre scriviamo due sono le cordate in lizza. ?Ma la situazione è ancora fluida?, avverte chi vive nell?ambiente. A capeggiarle saranno il giovane avvocato Michele Gallo e il magistrato Antonio Bassi, presidente della Corte d?Assise di Salerno, pronto ad andare in pensione in caso di elezione. Saranno loro a disputarsi la presidenza della Bcc.
Al momento questi sono i candidati della lista di Michele Gallo per il consiglio di amministrazione: Franco Cembalo, Alfonso Del Guercio, Raffaele Ficetola, Raffaele Falce, Antonio Quagliato, Giuseppe Ruggiero, Giuseppe Scorza. Per il collegio sindacale: Domenico Gonnella, Nicolino D?Alessandro, Antonio Peduto. I supplenti sono: Milva Carrozza e Antonio Senatore. I probiviri: Carmine Conforti, Francesco De Rosa, Fortunato Desiderio, Antonio Pipolo.
Per il raggruppamento raccolto intorno al dottore Bassi per il momento vengono fatti i nomi di Gelsomino Viscido, Germano Di Chiara, Orazio Di Masi, Vito Gallo ed Antonio Saponara, candidati per il consiglio di amministrazione. Ciro Di Lascio e Geppino D?Angelo per il collegio sindacale.
La ridefinizione degli assetti di potere ad Altavilla però non si ferma qui. Il consigliere comunale Carmine Rizzo, esponente inquieto della maggioranza Di Feo, già in possesso del ticket per potere sedere all?interno del consiglio generale della comunità montana del Calore Salernitano ha ?stracciato? il suo biglietto per darlo al suo sindaco, Antonio Di Feo. Prima ancora Rizzo aveva gettato alle ortiche la tessera dei Ds, ancora calda calda, per rientrare nell?area d?influenza della Margherita. Nessuna giustificazione pubblica è stata mai fornita per queste scelte, poichè l?interessato ritiene che attengano alla sua sfera strettamente privata. Così, è evidente, che non è, ma così vanno le cose. Antonio Di Feo si mette in pista nell?ente montano per aiutare Donato De Rosa nella lunga marcia per riconquistare la presidenza della comunità montana del Calore Salernitano e ricacciare all?opposizione Mario Miano e i suoi. I numeri sono ancora dalla parte di Miano ma De Rosa sta cercando di ?tentare? gli antichi alleati socialisti per buttare all?aria.

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24 Apr 2007

CAPACCIO, Enrico Bisantis l’uomo contro candidato di AN con TRONCONE

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Questa è una notizia che farà eco. Il “bastian contrario” di Capaccio, detto anche il Re degli abusivi, ovvero Enrico Bisantis è candidato in una delle liste a sostegno del generale TRONCONE

Come il mercurio nel termometro Bisantis con le sue lettere scarlatte segna il livello della febbre di Capaccio – Paestum. I suoi modi e temi spesso sono assai discutibili per l?abuso di allusioni. Anche in coerenza difetta. Il ?ci sono anch?io?, è il messaggio in bottiglia che viene fuori dalle sue ?Pasquinate?. L?ultima sua ?uscita? è recentissima. Roba da incidente diplomatico. ?Possibile che io, Santomauro ed Albert abbiamo dovuto fare gli zingari per trovare 20 letti dove far dormire chi sessant?anni fa ci donò la libertà??. Una volta il Carnevale, ora l?accoglienza ai reduci americani della 36a divisione Usa che tra il 7 e 8 settembre del 1943 sbarcarono a Torre di Paestum, la sua vita pubblica. In privato fa il pittore, ha smesso di fare l?intermediario immobiliare. Poi racconta della Cia che lo sorvegliava, dei fascisti che andarono ad imbrattare il monumento allo sbarco poche ore prima della cerimonia d?inaugurazione, e poi le sue lotte da abusivo nella ?gabbia? della 220, la legge voluta da Zanotti Bianco. E? una vita non ordinaria quella di Enrico Bisantis, 65 anni, pittore, che ultimamente adopera la tecnica dei pallini da caccia nei suoi quadri ed il ?piombo? figurato lo riusa per le sue invettive stampate su lettere aperte. E? un calabrese che ancora non ha perso l?aspro accento. Un fratello, Maurizio, è stato uomo di fiducia del celebre vescovo Milingo.
La sua lettera ?scarlatta? numero 23 è sembrata diretta a Paola Desiderio… Almeno così hanno capito un po? tutti nei dintorni dei templi…

?Io non voglio farvi certo da professore. Che ho detto nel titolo? ?Ovvero, se certo giornalismo è poco serio, un futuro migliore rimane pio… desiderio!?. Sì, potrebbe pure sembrare diretto alla signorina Desiderio. E? una delle poche che fa bene il mestiere. Ma non è così. Io ce l?ho con Angela Sabetta, de ?la Città?.
E che le ha fatto, di tanto grave??Il suo è il quotidiano che compro tutte le mattine. Io la stimo molto, ma sono due anni che non leggo un articolo contro questo comune e quest?amministrazione?.
E? insoddisfatto della lettura. Può cambiare giornale o ci facciamo rimborsare i 90 centesimi quotidiani? Opinioni vostre. Io stesso posso testimoniare di aver letto, su questo giornale, di tutto di più…
?Io voglio sapere una cosa. Perchè Paola Desiderio è addetta stampa del comune e poi gli articoli li firma la Sabetta??.
O bella.?La Città? può permettersi lo spazio per dare rilievo alle attività del comune. ?Il Mattino?, no. E? più selettivo, ha meno pagine locali.?Sentite io le mie lettere aperte le scrivo a secondo di come mi va a genio. Me la prendo con chi voglio. E ho anche una causa in corso?.
Con chi??Pasquale Marino. Non so chi è stato. Ma presero una di queste mie fotocopie, l?ingrandirono e l?attaccarono vicino ad un pilastro della luce. La fotografarono e poi convocarono una giunta d?urgenza per denunciarmi. Dopo andarono a mangiare allo Scugnizzo, ma fecero in modo di farmi arrivare una multa da quasi 700 euro. Io reagii con 250 fotografie che documentavano manifesti messi dappertutto. Alcuni avevano anche la firma del sindaco. Ora con Marino sono diventato amico, ha capito il suo sbaglio. Ma la causa va avanti, io ho un figlio avvocato, per me è un divertimento?.
Davvero la diverte essere querelato??Sappiano che ho un archivio di fatti e situazioni capace di mandare in galera almeno trenta persone?.
Capperi. Perchè ora che c?è un giornalismo nuovo, pluralista, che non ha riverenze particolari, voi mi mettete ad animare campagne, ad essere buoni, di vera e propria delegittimazione nei confronti di persone rispettabilissime?
?Non è colpa mia, e mi spiego. Quando io vado in giro la gente fa a gara per dirmi le cose. E sono vere e proprie anteprime?.
Io faccio lo stesso mestiere di Sabetta e Desiderio. E? facile strappare sorrisi con una rima costruita su di un pettegolezzo. Noi dobbiamo mettere nomi e cognomi, fotografie. Prenderci delle responsabilità. E non abbiamo un figlio avvocato.?Quando avete un po? di tempo io vi voglio a casa mia. Vi farò vedere cose da farvi mettere le mani nei capelli. Prove cartacee e filmate. Pezzi di pineta scomparsi per far posto a dei villaggi. Fiumi sepolti, che non si sa che fine hanno fatto. Case sorte dalla sera alla mattina. Il mio unico peccato è di essere un abusivo…?.
La definiscono, infatti, proprio il re degli abusivi…?Perchè sono stato l?unico che davanti al magistrato ha confessato di essere abusivo. Ho fatto mille battaglie per migliorare la mia abitazione e di altri come me. Ci hanno fatto pagare sanatorie, condoni. Soldi rubati a poveri cittadini. Io intonaco la mia casa e vengo denunciato. E? la legge. Mentre niente succede a chi, a 50 metri più in là, ha realizzato 18 ville e campeggi. Attenzione, io a questi mica li condanno, gli dico fate di più…?.
Questa storia della legge 220, secondo voi, come andrebbe risolta? ?Sto raccogliendo delle firme per restringere la fascia di salvaguardia a 200 metri dalle mura. E quello spazio riempiamolo di alberi e prati all?inglese. E oltre, per 800 metri, solo case ad un piano. Tutto dovrebbe essere fotografato sotto la sorveglianza quotidiana data all?Esercito e con la videosorveglianza dei satelliti. Chi metterà una sola pietra fuori posto deve andare in galera subito?.
Caspita, lei ha anticipato l?attuazione della legge che ha scritto il senatore Fasolino…?Per carità, con quella proposta ha solo iniziato la campagna elettorale. Io ho la firma sua e di Sica che s?impegnano a cancellare la 220. Un giorno le metterò fuori…?.
Perchè lei, Bisantis, è così arrabbiato?…
?Io, dopo una vita di lavoro, ho un patrimonio di quasi quattro miliardi di vecchie lire. Ma se vado nella nostra banca locale per avere diecimila euro di liquidi mi vedo sbattere la porta in faccia solo perché sto nella zona della 220?.
E? un fatto incontrovertibile che dove state non ci dovevate essere…D?accordo. Ma chi di dovere, e non da oggi, o ci sanava o ci demolivano. Abbiate il coraggio di usare le ruspe dell?Esercito per togliere tutti gli abusivi che ci stanno da Sele a Solofrone, senza fare eccezioni?.
Davvero??C?è gente che con le pietre della muraglia di Paestum si è fatta la mansarda e la piscina e con chi non si può intonacare il muro. Mi capite? Ad un centinaio di metri dalle mie due villette abusive ci stanno complessi fatti usando finanziamenti statali… Mettiamoci d?accordo su cosa fare!?.
Dicono che lei abbia delle condanne…
?Sì, a quattro mesi di carcere e senza condizionale: Perchè da presidente di una cooperativa edilizia per far fare la strada che sta dietro al ristorante di Torre feci tagliare un albero in più. Ho però filmati e fotografie che dimostrano le decine di alberi che altri tagliano ogni anno…?.
Proviamo a mettere dei voti, ad immaginare una pagella. Pasquale Marino.
?Con tutti i suoi errori è stato uno dei pochi sindaci che ha fatto qualcosa per questo paese?.
Gaetano Fasolino.?….Non so che dire. Una volta l?ho chiamato padrino…?.
Lei è calabrese di nascita. Attento a quel che dice su quest?argomento. Ci mettiamo ad alludere??No, un momento. Fasolino è il grande padre della politica locale. Ha fatto sempre il burattinaio. Ma, a differenza di Marino, di concreto non ha mai fatto niente. Di bene e di male?.
Possibile?
?Se voi ne siete a conoscenza scrivetelo. Mottola, io a differenza sua, io qua ci campo da diversi decenni, lei ci sta da poco. Trovami una sola cosa di Fasolino degna di nota ed io vado ad inginocchiarmi a piazza Santini e recito il Mea Culpa?.
Paolo Paolino.
?E? l?unico che può fare il sindaco a Capaccio ? Paestum. Non ha eguali come capacità politiche, legali in questo paese?.
Pietro Desimone.?Da uno a dieci merita sei. La sufficienza?.
Luigi Barlotti che dice che non stringerà mai la mano a i suoi americani…?Siamo amici. Insieme abbiamo fatto Carnevali favolosi. Dopo 60 anni però continuare a pensarla così è un sacrilegio. E? cambiato il mondo, è finita l?Unione Sovietica, Luigione Barlotti la smetta, si adegui?.
Giornali e giornalisti.?Da un paio d?anni c?è un netto miglioramento. Però spesso vedo piegare la schiena di fronte al potere. Da due anni di cazzate qui ne sono capitate tante. Sui quotidiani nostrani non le ho lette!?.
Un esempio, uno solo.?Esaltare il gemellaggio con la Grecia nello stesso giorno del disastro avvenuto a Ponte Barizzo?.
Consorzio di Bonifica e Pasquale Quaglia.?Leggetevi la mia lettera aperta. Sarà un fuoco di paglia. Ma non sono mica i politici, Quaglia e i giornalisti il problema più grave di Capaccio..?.
Mi illumini.
?C?è da mettersi le mani nei capelli per i tanti nostri giovani che stanno diventando preda della droga. C?è qualcuno di voi che ne parla? Il resto passi pure, mi fa rabbia che su questo state zitti. Qui la droga arriva dappertutto. Parlo per esperienza personale. Io vedo cosa accade nella villa comunale di Torre, di fronte a casa mia. Vado dai carabinieri e mi dicono che hanno le mani legate. Ed allora dimmi a me che me ne fotte che Sica è andato a fare il turista ad Eghios!?.
Che spiegazione dare a tutta questa droga che arriva a Paestum…?In estate qui diventiamo molti. Non c?è selezione su chi arriva da noi. Io ci sono stato in mezzo visto che fittavo case. Da quattro anni però mi sono tirato fuori. Continua mia moglie. Però stando attenta alla clientela. Da 180 chiavi di appartamenti ne ha conservate 20?.
Sica dice che quest?anno il turismo non è calato…?E perché gli operatori fanno la fila davanti alle banche per rinnovare cambiali e pagare mutui? C?è qualcosa non funziona?.
Le hanno tolto il Carnevale che lei organizzava. Insieme con molti dei politici che ora tengono in mano il Comune.?Mi sono dimesso perchè sapevo che volevano liberarsi di me. Mottola ha detto bene, questa nostra classe politica è figlia del mio Carnevale. Perciò continuano a fare carnevalate. Grazie a me si sono conosciuti, qualcuno si è anche sposato. Ma non ho mai strumentalizzato politicamente la manifestazione?.
Differenze tra nuova e vecchia classe politica.?Quelli di prima almeno avevano il coraggio delle loro azioni?.
Oreste Mottola

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18 Apr 2007

Capaccio IDEE IGNORATE E NASCOSTE

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IDEE IGNORATE E NASCOSTE

Tra le tante cose che si devono sopportare come cittadini di questo Comune, c?è anche l?alterigia di pallidi politici (un eufemismo per non qualificarli come meriterebbero) di chi, da sempre, pur mostrandosi monco d?ingegno, sale in cattedra per suggerire la strada da percorrere per riportare nel territorio di Paestum il turismo culturale, quello, per intenderci, più qualificato e qualificante, quello maggiormente redditizio e conveniente. Accade, pertanto, e accadrà ancora chissà quante volte nella imminente campagna elettorale, che piccole idee, partorite con uno sforzo abnorme, vengano esposte con l?enfasi delle acute intuizioni. In realtà, l?ovvio, la banalità e la limitatezza sono le uniche fonti da cui prendono a scorrere le analisi e le proposte per la riqualificazione del settore turistico. In tutto ciò che, al riguardo, si legge e si ascolta, non si riscontra una sola idea che possa, in qualche modo, riguardare una scelta strategica, coraggiosa, epocale. Emerge, ai limiti dell?incredibile, la scarsezza più allarmante e l?incompetenza più rovinosa. E fin qui, essendo abituati al peggio, nulla che possa destar meraviglia. Ma c?è da scomporsi nella maniera più esasperata quando si sente dire che intorno al problema, a cui, qui, si fa riferimento, mancano progetti di una certa importanza.
Così si ignora volutamente quanto di buono è stato proposto, con competenza ed umiltà da taluni nostri concittadini intellettuali come Sergio Vecchio e Giuseppe Liuccio. Il progetto ?Stazione? del primo e i ripetuti suggerimenti dell?altro sarebbero un?ottima base da cui ripartire per ridare lustro ad una zona di cui ogni angolo ha bisogno di essere riportato alla ?luce?. Non tenerne conto è un?ignominia.
Meno grave è, invece, aver messo nel dimenticatoio e non aver pubblicizzato un ambizioso progetto del 1999, redatto dal sottoscritto in collaborazione con Lucio Capo, riguardante un Meeting Culturale di richiamo internazionale. Il progetto (mai finanziato, ovviamente, più per disinteresse politico che per mancanza di fondi), fu presentato e protocollato nel Maggio ?99 al Comune di Capaccio (Amministrazione Marino) e nello stesso mese accettato con lodevoli considerazioni dai Funzionari addetti della Regione Campania. Oggi, dopo otto anni, le circostanze impongono di portarlo a conoscenza pubblica, non fosse altro per riproporlo nella sua quasi interezza all?attenzione di qualche mente ?eccelsa?. Chissà che non si riesca a copiarlo e a farlo proprio: io e il capolucio ne saremmo comunque lieti e non rivendicheremmo nessuna primogenitura e alcun diritto d?autore. Eccolo, per intero leggibile on line su Internet all?indirizzo www.mottolaoreste.blog.tiscali.it.
Oscar Nicodemo

FUSIONI MITOLOGICHE
CONFRONTI DI CULTURE
Miscellanea di colori, suoni e parole nella memoria storica europea
MONDO ELLENICO E MONDO CELTICO
IN UN CONFRONTO CONTEMPORANEO
Rapporto medianico tra Paestum e Stonehange.

Finalità ed intenti
Il Mito, la rappresentazione del divino, il mistero che si tramuta in simbologia terrena trova difficile racchiudersi in angusti confini geografici. L?Europa del terzo millennio, così lontana da una comunanza d?intenti tra nazioni, se solo non si considera la sfera economica, rivela una stupefacente similitudine nella memoria storica dei gruppi etnici che del vecchio Continente sono l?anima.
Immaginiamo un semicerchio che abbia come due punti estremi il Regno Unito e la Grecia: coloriamo idealmente lo spazio che intercorre tra essi, ed ecco, come le distanze si annullano, i colori della natura si uniformano, o contrappongono, in un gioco cromatico perfetto, dove le storie cantate dai bardi celtici si elevano a divinità che, con nome diverso, governano, minacciano e proteggono anche le genti elleniche. E così, attraverso le vie delle fusioni dei miti e delle culture, il percorso storico della vecchia Europa si uniforma, diventando un colosso della nuova Europa, politicamente così divisa, ergendosi a faro spandiluce per il mondo intero.
I Celti sono il primo popolo che, in epoca preistorica, abbia acquisito una sua propria fisionomia nell?Europa centrale, estendendo i propri domini e la propria civiltà fino a comprendere, nel periodo di sua massima espansione (sec.IV-III a.c.) buona parte dell?odierna Europa occidentale, oltre a vasti territori nei Balcani e in Asia Minore. Un popolo che, pur soggetto periodicamente ad innesti di svariate provenienze, conservò sostanzialmente intatta la propria unità culturale e soprattutto linguistica, le cui tracce, sopravvissute alla prevaricazione delle culture successive, sono oggi rintracciabili in luoghi diversi e spesso assai lontano tra loro.
Popolazioni Elleniche penetrarono nella penisola greca nel II millennio a.c. Prima gli Ioni, poi gli Eoli e i Dori. Dal loro contatto con i popoli egei nacque la civiltà Micenea, durante la quale ebbe luogo la prima espansione coloniale nelle isole dell?Egeo, a Creta e sulle coste dell?Asia Minore.
Una seconda espansione avvenne nell?VIII e VII sec. a. c. Colonie furono fondate sulle coste di tutto il Mediterraneo, in particolare nell?Italia meridionale e in Sicilia.
Celti e Greci rappresentano, pur nella diversità sostanziale delle attitudini e degli usi, la massima parte delle origini della stirpe europea. Le popolazioni d?Europa trovano in essi antenati che seppero, in situazioni contingenti oggettivamente difficoltose, mantenere coesione culturale, linguistica, religiosa. Ed attraverso la pervicace difesa del patrimonio culturale, essi poterono conservare una propria identità, che è memoria storica dei loro diretti discendenti, di noi europei, del mondo intero. L?Europa moderna, confidando nella celebrazione del suo passato, in un secolo insanguinato da conflitti incomprensibili, può trovare motivo di unione spirituale.
I colori del sogno sono forti. Le parole servono a trasmetterlo al mondo.

La Rassegna, suddivisa in sette giorni è così strutturata:
prima giornata
Apertura con presentazione della Rassegna. CONVEGNO-SIMPOSIO: ?Assonanze e diversità tra le culture Ellenica e Celtica?: Inaugurazione della mostra ?Paralleli pittorici? (aperta per l?intera durata della rassegna). La mostra sarà allestita nel Museo Archeologico Nazionale di Paestum e prevede l?esposizione di 60 opere di altrettanti artisti contemporanei anglosassoni e mediterranei.

Seconda e terza giornata
MEETING MUSICALE: ?Suoni etnici mediterranei e nord-europei?. Nelle più suggestive località del territorio si esibiranno 8 gruppi (4 mediterranei e 4 nord-europei) impegnati nella ricerca di musica etnica.

Quarta e quinta giornata
STONES THEATRE: All?interno dell?area archeologica di Paestum saranno rappresentati due testi teatrali (uno in lingua inglese, l?altro in lingua italiana) inerenti ai miti delle culture mediterranea e nord-europea.

Sesta giornata
?IPERBOLE CROMATICA? : Estemporanea di pittura che si svolgerà nell?isola pedonale di Paestum. Si vedranno all?opera i 60 artisti partecipanti alla mostra ?Paralleli pittorici?. Le opere, da questi prodotte, costituiranno il primo nucleo del ?Museo d?Arte Europea Contemporanea di Paestum?, la cui ubicazione dovrà essere individuata nei dintorni della cinta muraria.

Settima giornata
Chiusura della rassegna e ?Festa finale? in spiaggia nell?Oasi Protetta di Torre di Mare in Paestum.

I Redattori del Progetto:
Oscar Nicodemo
Lucio Capo

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16 Apr 2007

ALBURNI. Cennamo di nuovo presidente della comunità montana

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tratto da www.alburninet.it che ringrazio
COMUNITA? MONTANA, LE NUOVE CARICHE
Sembra trovato l?accordo per una nuova maggioranza all?ente montano, lunedì a Postiglione ci sarà l?insediamento della nuova giunta con Cennamo Presidente.
Passa il tempo, cambia la popolazione, cambiano le amministrazioni, cambiano le maggioranze, ma le persone no; sono sempre quelle. Carmine Cennamo ancora Presidente ma, il dato più sorprendente è che il vice-presidente è nientemeno che l?ex presidente: Nunzio Gaudioso. Nonostante chè, sino alla caduta della passata amministrazione e al commissariamento dell?ente i due vertici della nuova maggioranza siano stati i rappresentanti delle due opposte fazioni, e forse, facendo appello a quel senso di responsabilità più volte richiamato durante i passati consigli e sorretti da accordi di partito di levatura extra-locale, l?intesa è stata sancita, con buona pace di chi avrebbe voluto un vero cambiamento, non solo nei ruoli.
La situazione di stallo che aveva generato la crisi alburnina sembra oramai alle spalle, non più diciotto e diciotto, bensì ventiquattro consiglieri di maggioranza e dodici di minoranza. L?accordo ha generato i suoi frutti. L?unico che sembra aver pagato il conto per tutti è l?ex-vicepresidente Enzo Luciano. Una cosa è certa però: il Commissario è stato ben accetto e il suo operato ha soddisfatto le attese delle popolazione, soprattutto per quanto riguarda l?abbattimento dei costi per le indennità di carica. Anche nel nostro sondaggio su alburninet i cittadini hanno espresso una larga preferenza per un governo tecnico, segno questo che la politica qui negli Alburni non ha trovato la sua giusta dimensione. Molte le attese per la prossima cosiliatura e molte altre ancora le speranze per uno sviluppo territoriale che stenta a decollare.
Insomma, sul prossimo tavolo politico necessiterà amalgamare bene le vecchie pietanze con i nuovi ingredienti, onestamente di brodini riscaldati ne abbiamo già lo stomaco pieno.

Questa la nuova Giunta della Comunità Montana Alburni:
PRESIDENTE Cennamo Carmine UDEUR
VICE – PRES. Gaudioso Nunzio DS
ASSESSORE Rosolia Immacolata DS
ASSESSORE Tucci Alessandro DS
ASSESSORE Pecori Giuseppe MARGHERITA
ASSESSORE Poti Ettore MARGHERITA
ASSESSORE Tedesco Mario MARGHERITA
ASSESSORE Marino Biagio MARGHERITA
ASSESSORE Russo Ezio UDEUR
ASSESSORE Prezioso Pasqualina SDI
ASSESSORE Ruberto Giuseppe SDI

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13 Apr 2007

Roccadaspide, 15 aprile concerto classico alla Natività

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L?amministrazione comunale di Roccadaspide, in collaborazione con l?associazione ?Euterpe o.n.l.u.s.? guidata dal M° Sabina Martiello, ha organizzato un concerto per organo e percussioni nella Chiesa della Natività a Roccadaspide. Durante l?esibizione, che si terrà il 15 aprile alle ore 20 nella Chiesa della Natività, si esibiranno il M° Gilberto Scordari all?organo ed il percussionista Pasquale Benincasa, entrambi provenienti dal Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli.

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13 Apr 2007

CAPACCIO. Sinistra inquieta: scontri dialettici fra Di Lascio, De Rosa e Gnazzo

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A destra tutto è stabilito e così Troncone e Farro marciano sì divisi ma con l?intesa di non farsi male visto che il nemico è a sinistra. Alessandra Mussolini sarà qui sabato mattina per incontrare gli elettori e dare la sua benedizione proprio a Farro, ex di An che Cirielli ha messo ai margini del partito. Le tre coalizioni della sinistra sono invece più inquiete. L?accordo fra De Rosa e Luigi Di Lascio sembrava cosa fatta quando è arrivata la decisione del medico di optare per la corsa da solo. ?Ad Antonio De Rosa Di Lascio ha offerto le più ampie garanzie programmatiche e di composizione dell?eventuale giunta. Io ? amico di entrambi – ne sono testimone. Non comprendo cosa abbia poi determinato la decisione di Tonino De Rosa per un percorso autonomo. Sapevano che non poteva chiedere a Di Lascio di rinunciare a correre da sindaco? ?, questa di Pietro De Rosa, di professione manager nella grande distribuzione, è l?unica reazione che esce dalle fila di Luigi Di Lascio sulla vicenda. La consegna è quella di tenere la bocca chiusa. ?Parlo su tutto, anche sulla falsa meteorite che dicono sia caduta qui a Capaccio, ma su cosa stia in testa ad Antonio De Rosa ed ai suoi mi esprimerò solo ad elezioni comunali concluse?, dice Di Lascio mentre è impegnato nella riunione di ?Non me ne sto in disparte?, la sua lista tutta al femminile. Al professore universitario brucia più la controversa posizione politica di Mauro Gnazzo, oggi segretario provinciale del Pdci, che con Di Lascio mosse i primi passi in politica alla fine degli anni Settanta, proprio a Capaccio: ?A Salerno auspica la riunificazione della sinistra più autentica in un unico soggetto politico, mentre nel suo paese natale, non trova di meglio che mettere tre suoi candidati in una colizione di sole liste civiche?. Di Lascio incassa il sostegno di Rifondazione, i Verdi, la lista delle donne , i ds della mozione Mussi della civica di ?Città Futura?.

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11 Apr 2007

Capaccio, ecco De Rosa un altro candidato a sindaco

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by Oreste Mottola
“Ho già con me trenta magnifici nomi, uno più competitivo dell’altro, pronti ad affiancarmi nella battaglia per rendere finalmente moderna Capaccio ? Paestum. Tanti altri aspettano soltanto di sapere che c’è un capitano al timone”. Dopo tante incertezze ecco l’annuncio pubblico dello scioglimento delle riserve da parte del medico Antonio De Rosa, già consigliere comunale repubblicano, giornalista pubblicista, già direttore di “Menabò”, il quindicinale che segnò la storia dell’informazione locale capaccese dal 1987 al 1998. De Rosa capeggerà l’area moderata del centrosinistra locale, quella che fa capo all’Udeur, all’Italia dei Valori e agli ex assessori di Pasquale Marino che lo abbandonarono durante l’ultimo anno della sua amministrazione. Marino tiene la memoria lunga e non vuol consentire più a Nicola Ragni, Antonio Orlotti e Gerardo Rega di esercitare potere di condizionamento sulla sua coalizione. Lo stesso discorso vale per l’agricoltore ? vivaista Pasquale Quaglia, leader locale dell’Udeur e presidente del consorzio di bonifica di Paestum: ha troppo potere vista l’ingente quantità di lavori pubblici che gestisce. Doveva essere proprio la lista dell’Ulivo, che si andava ad affiancare a Marino, il contenitore di queste personalità. Marino fa muro e oppone veti ad personam. “Da Salerno possono ancora fermare la frammentazione della sinistra. Dovevano chiedere ? dice De Rosa – a Marino di togliere i suoi niet. Lo stesso poteva fare e non ha fatto il mio amico Gigino Di Lascio. Se ognuno pensa di fare la sua prova di forza, eccoci qui anche noi. Su Di Lascio siamo però pronti pubblicamente a convergere al secondo turno e lo stesso ci aspettiamo da lui con noi”. Su De Rosa aveva fatto delle avancès anche Fasolino, così come Cirielli, tramontata l’ipotesi della ricandidatura di Sica aveva sondato anche il giornalista Nicola Nigro. Allora De Rosa si era affrettato a smentire: “La mia storia politica è nota, sono stato un militante della sinistra repubblicana, sono di centrosinistra”. Antonio De Rosa, uomo conteso fra i vari schieramenti, è fra i più stimati medici di famiglia di Capaccio e guida l’associazione medica “Prometeo”. Fin dai primi anni Settanta ha animato diversi circoli culturali ed attualmente è particolarmente impegnato nella frontiera dell’assistenza sanitaria agli extracomunitari . Tonino De Rosa, così come lo chiamano i suoi tanti amici, per rispondere alla chiamata della politica ha il cruccio di dover abbandonare l’idea, ripetutatamente accarezzata negli ultimi tempi, di un ritorno al giornalismo attivo. Per un medico che guadagna il centro della scena un altro, Enzo Sica, si colloca volontariamente ai margini della campagna elettorale: “Mi è stato fatto pagare caro il prezzo del rifiuto a chi voleva usare il potere per gli affari personali: ne sono fiero”, ha scritto in calce ad un manifesto significativamente intitolato: “Il paese che consegno al mio successore”.

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04 Apr 2007

ALTAVILLA. Festival delle culture giovani 2007, vince Marianna Bassi

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Ecco il racconto vincitore

CAPITOLO I

OLIMPIA E OBERTO
di Marianna Bassi

?Olimpia e il suo cane nero, come il suo cappotto, e i suoi capelli… Olimpia ferma su una terrazza, dietro i fili, azzannati da mollette, che aspettano panni bianchi da una vita, mentre guarda la luna che illumina il mare scuro, o un eclissi, o una cometa, oppure una stella…?
Mi vengo in mente queste parole, mentre cammino in una strada qualunque della mia città, con affianco la mia bici rubata.
Potrebbero essere le parole di una canzone romantica, una canzone d?amore. Ma non lo sono.
Sono solo il delirio della mia gelosia. E? che ho passato notti insonni per decidere come liberarla. Le ho perfino preparato un letto nella mia mansarda che se apri il balcone ti porta su una terrazza condominiale, dove qualcuno ancora stende le lenzuola, dove si vede il mare, dove forse, in un?altra vita, -sono certo- ansimanti, stesi per terra, ci siamo amati.
Pur di portarla fuori dalle prigioni di suo marito che, debole come tutti gli smidollati, la adora come una pedina di una scacchiera, spostandola avanti o indietro in base ai suoi desideri.
Ma adesso Olimpia al centro di quella terrazza, con il suo cane, impietrita come una statua, non fa altro che invocarlo, chiusa in un cappotto nero.
Certo, mio fratello non ha fatto che distruggere tutto ciò che la attorniava non appena lo toccava con mano.
Ha ritardato, senza freni, il corso del mio destino quando si è innamorato di lei, stritolandomi il senno. Ora no. Non può ridurre in poltiglia anche Olimpia e i suoi occhi grandi.
Lei è frivola, leggera, si è lasciata incantare dai suoi baffi finti. E lo ha sposato.
Da allora passa le giornate sul divano, con un libro e il cagnolino affianco, ad aspettarlo, per accoglierlo e amarlo subito. E da quel giorno io ho solo pensato a quelli che potevano essere i nostri momenti di felicità. Smanioso di averla.
Un pomeriggio, sfinito, ho preso la bicicletta e sono andato verso casa di Olimpia in una corsa folle. Sapevo che mio fratello non era lì. Ormai ne conoscevo ogni movimento.
Il portone era aperto, ho lasciato la bici vicino a un palo dove, tempo prima, avevo scritto il suo nome, ?Olimpia?, e mi sono precipitato, salendo le scale, a due a due, davanti alla sua porta
Avevo sognato Olimpia che danzava su una riva fiorita e d?improvviso veniva avvolta da una tempesta di melma.
Ho bussato. Mi ha aperto immediatamente. Dovevo avere l?aria davvero inquieta perchè prima di farmi entrare mi ha chiesto: “Oberto cosa è successo??
Ho oltrepassato la soglia trattenendo quel rospo dentro che mi implorava di abbracciarla ?Sei in pericolo. Ho sognato che..non posso dirtelo….Ho paura….devi venire con me?. Olimpia ha iniziato a tremare senza esitazione, ansimando quasi. E’ andata in camera da letto, ha preso la foto di suo marito, ha messo il guinzaglio al cane e mi ha seguito.
Olimpia crede nei sogni, nei loro significati magici o maledetti, nelle loro premonizioni.
Per questo non riesce a vedere la realtà, a capire cosa sia l?amore, il mio amore.
La poesia l?ha deviata. Mio fratello è un poeta e la illude con i versi. La immerge nei libri pur di allontanarla dalla realtà. Povera Olimpia. Suo marito l?ha costretta a pensare che quelli come me, che non leggono e odiano la poesia, sono dei pazzi. Pazzi furiosi.
Ma Olimpia ha fede nei sogni e nei loro avvertimenti.
E? salita con me sulla bicicletta, il cane ci seguiva, mente io respiravo il profumo dei suoi capelli.
Da ieri sera è in piedi, fissa sulla terrazza su cui si apre la mia mansarda.
Mi ha chiesto tante volte come finisse il sogno. Non le ho risposto, sperando che immaginasse che finisse con un nostro amplesso. Eppure Olimpia crede che quel sogno, ancora una volta, la destinerà a mio fratello. Povera Illusa.

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02 Apr 2007

CAPACCIO. Per costruire il futuro bisogna essere presenti di Pietro De Rosa

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Il futuro del passato è nel futuro ,il futuro del presente è nel passato e il futuro del futuro è nel presente, scriveva J. Mehtalle. Ciò è vero, sempre!
Ciò è vero a Capaccio-Paestum, nell? imminenza del rinnovo del Consiglio Comunale.
Dopo lo scioglimento, avvenuto agli inizi di febbraio, nei due mesi successivi c?è stata la corsa a destra e a manca per accasarsi da qualche parte per ottenere, forse, un posto in Consiglio Comunale. A guidare gli schieramenti da una parte o dall?altra, in prima persona o sotto l?egida, ritroviamo gli stessi personaggi che hanno gestito nel passato producendo l?attuale presente.
Possono gli stessi fare cose diverse, in avvenire?
Possono ancora una volta chiedere il consenso ai cittadini solo trincerandosi dietro ad una sommatoria di sigle vuote o a contenitori di futuribili partiti, cosiddetti nuovi ma che sanno di vecchio e stantio?
Possono immaginare di progettare, elaborare, scommettere, loro che hanno il futuro dietro le spalle?
Per impedire di rimanere in un eterno presente, che guardi al passato, bisogna utilizzare il tempo che rimane, alla presentazione delle liste, per costruire un?alternativa valida che guardi al futuro.
Abbandonando egoismi, antagonismi, divisioni, schemi ideologici, il messaggio che deve condurre alla partecipazione e all?impegno è: Per costruire il futuro bisogna essere presenti, aggiungo, con Gigino Di Lascio, che auspica la ?rinascenza?, tramite un programma innovativo, orientato allo sviluppo del territorio e al benessere collettivo.
Non si può scegliere di andare dove, al momento, sembra che il vento soffia, auspicando una vittoria effimera, che sa di già visto.
Non si può assecondare chi ha altri obiettivi sul nostro territorio.
Non si possono regalare altri anni alla storia di Capaccio-Paestum.
Il futuro ci attende se siamo in grado di interpretare il presente. E il presente ci deve vedere impegnati a concorrere per un progetto alternativo e vincente.

Pietro De Rosa
demop@inwind.it

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01 Apr 2007

OTTATI. Taglia alberi verdi sugli Alburni, accusato di furto aggravato

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E’ di furto aggravato l’accusa che la dottoressa Cristina Giusti, sostituto procuratore presso il tribunale di Salerno, ha notificato a G. M., il 56enne consigliere comunale di Ottati sorpreso da una pattuglia della locale stazione forestale mentre stava tagliando degli alberi in una zona dei monti Alburni. A condurre l’operazione è stato il comandante Fabio Cinnadaio, da tempo insospettito dalla misteriosa e veloce scomparsa di alberi che notava nelle località Ripa delle Camere e Faggio Rotondo. Durante un appostamento il militare scopriva che l’uomo, già candidato al consiglio al consiglio provinciale, si serviva di una motosega ed aveva già riposto nella sua autovettura numerosi pezzi di legno tutti ancora in pieno rigoglio vegetativo. Il rumore dell’attrezzo a motore nei silenzi della montagna ha reso più agevole l’azione dei forestali. A G. M. è stata sequestrata anche l’auto che stava utilizzando. Era priva di targa, già ufficialmente demolita e quindi priva di documenti e senza assicurazione. L’ipotesi accusatoria che la Forestale ha sottoposto al vaglio del magistrato è che il consigliere comunale sia anche il responsabile del taglio di un intero boschetto retrostante il posto dove è stato sorpreso. Una prima quantificazione ha evidenziato come nella zona siano state oltre 60 le piante tagliate negli ultimi tempi, senza autorizzazione, in una zona che è di proprietà del comune di Ottati ed è sottoposta ai vincoli di protezione del Parco Nazionale del Cilento. “I miei nemici mi hanno organizzato un tiro mancino”, questa è stata la reazione dell’uomo, docente elementare, che ha subito depositato le sue dimissioni da consigliere comunale. La vicenda, che ha destato notevole clamore nel piccolo paese degli Alburni, ha determinato un clima pesante perché sono subito scattate accuse di “telefonate delatorie” fatte arrivare alla Forestale. La circostanza è smentita dal fatto che la pattuglia della Forestale di Ottati è da sempre impegnata in una minuziosa sorveglianza del locale patrimonio boschivo. Così come evita atteggiamenti “repressivi” tollerando largamente gli usi locali che prevedono la raccolta di legna secca già buona da ardere. Ma non di chi taglia alberi.

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