Archive for Febbraio 2007

27 Feb 2007

PERSANO. Serre per la vita scrive a Guido Bertolaso

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Presidenza del Consiglio dei Ministri

Dipartimento della Protezione Civile

Al Commissario per l’Emergenza Rifiuti in Campania

Dott. Guido Bertolaso

In riferimento alla lettera che abbiamo ricevuto e a quanto da Lei dichiarato in sede di Consulta Regionale in data 25.02.2007 presso la Prefettura di Napoli, Le facciamo presente che:

1) siamo sconcertati che a distanza di circa 2 (due) mesi Lei continui con superficialita’ a non tener conto delle motivazioni da noi e dalla comunita’ scientifica denunciate a sostegno della inidoneita’ del sito di “Valle della Masseria” ad ospitare una discarica. Appare del tutto evidente come Lei sia abituato a ragionare non tenendo conto del punto di vista di chi subisce le Sue decisioni, sprezzando ogni ragionevole principio democratico, anche per non aver tenuto conto dell’invito formulato dal Sindaco di Serre.

2) La L.290/2006 e’ chiara nelle prescrizioni a Lei imposte dal Parlamento: avrebbe dovuto adottare le misure volte ad assicurare l’informazione e la partecipazione dei cittadini in conformita’ ai principi della Carta di Aalborg, e finora non lo ha fatto.

3) In sede di Consulta, convocata a scelta gia’ avvenuta e piu’ volte dichiarata agli organi di stampa, non ha tenuto conto del disposto relativo alla equilibrata localizzazione dei siti per le discariche essendo, come Le e’ ben noto ill nostro territorio gia’ interessato da discariche sovracomunali e commissariali.

4) A tutt’oggi non ha verificato lo stato di attuazione delle misure volte alla raccolta differenziata, punto di partenza per la riduzione della quantita’ dei rifiuti.

5) La sua attenzione e’ stata esclusivamente rivolta a realizzare una unica discarica senza tener conto che vanno prioritariamente utilizzate e messe in sicurezza le discariche gia’ esistenti anteponendo quindi “la sua parola” alla legge stessa.

6) Inoltre nonostante le dichiarazioni di assunzione di responsabilita’ nella gestione dei rifiuti da parte della Provincia di Salerno, attuata in sede di Consulta attraverso l’indicazione di siti idonei ad allocare discariche, la sua decisione permane solo ed esclusivamente Serre Valle della Masseria e permane solo ed esclusivamente la Provincia di Salerno. Le sembra tanto assurdo il fatto che noi vorremmo capire perche’ solo una discarica, tra l’altro in un’Oasi Regionale di Protezione Faunistica, e perché solo in provincia di Salerno? Quali sono gli interessi che si nascondono dietro questa scelta? Crede davvero che siamo degli stupidi ed ingenui” ribelli”?

7) A cio’ si aggiunga l’arbitrario esercizio di potere di revoca di una ordinanza sindacale emessa legittimamente a tutela della salute pubblica e che in uno stato democratico e’ attribuito solo alla Magistratura.

Siamo stanchi di atteggiamenti arroganti ed antidemocratici che di sicuro non fanno onore al Suo ruolo. Difenderemo i nostri diritti e il nostro territorio.

Serre li’ 26.02.2007

Comitato Cittadino “Serre per la vita”

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11 Feb 2007

SERRE. Un profilo del preside Baldassarre Chiaviello

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“I care”, m’importa. Lo disse Kennedy e lo fece suo don Lorenzo Milani. Lo ripete Baldassarre Chiaviello, 57 anni, laurea in pedagogia, maestro elementare per decenni e poi una carriera da dirigente scolastica compiuta attraversando l’Italia da Milano all’Elba, da Potenza a Teggiano. Anche lui s è fermato ad Eboli: preside del liceo scientifico. E’ partito da Persano, dove abitano ancora i suoi anziani genitori. A Serre è stato dirigente dell’Azione Cattolica, poi nel Partito Comunista ha fatto l’assessore per un decennio. “Una fase della mia vita finita. Da anni non ho tessere di partito. Questa politica di oggi mi fa paura”, dice. A Persano c’è il suo posto delle fragole: “Meno di tre ettari di terreno ed un rudere ristrutturato. “Tenuta La Mortella” l’hanno pomposamente chiamata le mie giovani figlie. Su tutto sovrintende mio padre Beniamino, ha 93 anni, contadino profondamente in simbiosi con ogni pianta, fiore ed animale che qui vive. Debora ed Angela, una avvocato e l’altra biologa a Napoli, hanno voluto che tornassimo tutti qui. In questo posto dove da trent’anni si fa difesa attiva dell’ambiente. Dove volontariamente ci sono dei terreni vicini al Sele che nessuno, pur potendolo fare, va ad arare . Due mesi fa scopro che qualcuno ha progettato di piazzare da queste parti una discarica da tre milioni di tonnellate di rifiuti. Ma le mie sorprese non sono finite. Ieri ho scoperto che la Cgil, il mio sindacato, per bocca di un certo Raffaele Lieto, dice che questa è la soluzione migliore. Che nessuno si deve lamentare. Che le grandi discariche sono sicurissime. Tutta un’invenzione, secondo lui, la storia dei tumori che aumentano e dei veleni che scorrono nel terreno e possono andare a finire nel fiume. Ed annuncia che lui è contro lo sciopero generale. Ho preso carta e penna ed ho scritto al segretario generale Guglielmo Epifani e a Emilio Panini, della Cgil scuola. Che ne sa di noi? Perché ci insolentisce? Lo stile di vita dei nostri contadini, che ancora pratica mio padre, che affascina le mie figlie, deve scomparire?. Qui è avvenuto un miracolo, il migliore ambientalismo italiano ha convinto tutti che dal rispetto della natura poteva arrivare un’altra chance di sviluppo che non fosse il cemento. Perché dobbiamo rinunciare a tutto questo? Ed in nome di che cosa? Mi faccia il favore, signor responsabile del settore Territorio e Ambiente della Cgil. Si vergogni e si dimetta. Subito, per favore”.

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11 Feb 2007

ALTAVILLA. L’addio a Giuseppe Di Masi, l’uomo che più di altri odiò la guerra

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Il 16 settembre del 1943 uscì vivo miracolosamente, con la moglie Virginia, da una di quelle case di Altavilla, nei dintorni della chiesa di San Biagio, colpita dai bombardamenti e dove decine di persone si erano assiepate nei sotterranei ed ebbero, per asfissia, una morte tremenda. Per il resto della vita, Giuseppe Di Masi, nella foto durante il suo 94° compleanno, odiò non solo le armi e la guerra ma finanche i fuochi d’artificio. In contrada Chiusa, ad Olivella, costruì la sua nuova casa e si dedicò all’agricoltura coltivando meloni ed altri ortaggi. Li andava a vendere nei mercati, sostandosi con la sua MotoApe, che ha guidato fino a pochi anni fa. E’ stato sempre un nostro affezionato lettore anche perché era l’orgoglioso nonno di Laura Guerra,la prima giornalista di origine altavillese (famiglia a Capaccio, vive a Napoli) a conseguire la regolare iscrizione all’Ordine dei Giornalisti.

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11 Feb 2007

EXODUS. Quando l?aereo di Ada Sereni atterrò a Seliano di Paestum

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Quando l?aereo di Ada Sereni atterrò a Seliano di Paestum

Passò per Paestum l?espatrio in Israele degli ebrei sopravvissuti allo sterminio nazista. Ad organizzarlo fu Ada Sereni che guidava il gruppo di Aliàh Bet. In particolare, vennero utilizzati le piste di atterraggio che gli americani avevano creato per rendere più agevole il loro sbarco dell?8 settembre 1943. Arrivare da queste parti e fingersi turisti interessati all?archeologia era una buona copertura. La Sereni, che tutti abbiamo conosciuto per lo sceneggiato ?Exodus? da pochi giorni trasmesso dalla Rai, a Paestum venne anche arrestata. Dopo una notte trascorsa nel carcere di Capaccio venne rilasciata con molte scuse. La vicenda è appena accennata nel libro ?I clandestini del mare? scritto dalla coraggiosa donna. Paestum verrà scelta proprio quando la via del viaggio via mare diventa impossibile, a causa della brutale ostilità degli inglesi che affondano le carrette del mare sulle quali viaggiano i profughi che vogliono raggiungere Israele. Più volte Cecilia Leone Salati lo ha sentito raccontare l?episodio da suo marito Angelo e dai cugini Bellelli. ?La guerra era finita da poco e la contemporanea presenza di trenta ragazzi su un pullmann che visitavano gli scavi ed una bella signora che girava su un?Alfa nera, incuriosirono mio marito ed altri pestani che erano seduti davanti al bar di Vincenzino Voza?, racconta la signora Cecilia. ?All?imbrunire i ragazzi del bus e la signora della macchina se ne andarono verso Seliano. Si fermarono ed aspettavano. L?affascinante signora, che poi scopriremo essere Ada Sereni, per giustificarsi scese, aprì il cofano, e si mise ad armeggiare con il motore. In realtà, e fu lei a raccontarcelo trent?anni dopo, bisognava prendere tempo perché il pilota dell?aereo si era ubriacato ed il ritardo sulla tabella di marcia stabilita era notevole. I fratelli Bellelli, tutti provetti meccanici e sicuramente galanti giovanotti, si precipitarono subito per offrire il loro aiuto. La signora ringraziò e rifiutò. Nel frattempo l?aereo arrivò. I ragazzi, con le torce accese in mano, si disposero ai bordi della pista per permettere al velivolo di atterrare e poi di riprendere subito il volo dopo l?imbarco dei giovani. La scena non era sfuggita ai carabinieri di Paestum che niente potettero fare per fermare l?aereo, ma riuscirono a bloccare Ada Sereni ed il suo autista. Della nottata trascorsa in cella a Capaccio lei ricordava l?umanità della moglie del maresciallo dei Carabinieri che l?aveva rifornita di calde coperte e di lenzuola ricamate. L?ordine di scarcerazione arrivò subito, e da Roma, ed alla Sereni furono fatte anche le scuse?. Questa storia sembrava confinata nelle tante leggende pestane se il giovane autista della Sereni in quell?avventura intorno ai templi, divenuto poi capo di stato maggiore dell?aviazione israeliana, non avesse raccontato ad un giornalista ?L?Europeo?, che pubblica nel 1973, come quel suo ?Exodus? dagli orrori nazisti alla Palestina non avesse avuto quella singolare tappa a Paestum. Era facile alle organizzazioni sioniste americane, che sostennero finanziariamente quei moderni viaggi verso la terra promessa, sapere dove gli aerei potevano atterrare e ripartire. Paestum era uno di questi. Quando Ada Sereni, dopo trent?anni, si decide a raccontare la sua straordinaria storia, torna in Italia per rivedere i luoghi dove aveva operato. Una delle tappe è proprio Paestum, dove è ospite di Villa Salati. ?Ebbi così davanti ? racconta Cecilia Leone Salati – la protagonista di quella storia che tante volte avevo sentito raccontare?.

Oreste Mottola
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05 Feb 2007

SERRE. Sfilata di politici al presidio antidiscarica

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?Ci mancherebbe altro: a ringraziare, ringraziamo. Ci è sembrata più una sfilata di condoglianze funebri?, così il preside Baldassarre Chiaviello sulla domenica di politici in processione di solidarietà presso i presidianti di Valle della Masseria, a Serre. Alle 10.30 ha cominciato Nicola Oddati, assessore al comune di Napoli, originario di Serre, che si è trattenuto a lungo a parlare con la gente. Oddati conosce bene i luoghi e non c?è stata la necessità di doverlo accompagnare in giro per fargli vedere come le cave di argilla siano all?interno dell?oasi e come qui intorno ci sia un?agricoltura di eccellenza più che di qualità. ?Più che Bassolino oggi coloro che possono avere qualche influenza su Bertolaso stanno ai livelli più alti. Dovete trovare i modi di far sentire la vostra voce a Romano Prodi e a Napolitano?, è il consiglio che lasciato ai suoi tanti amici di gioventù che oggi sono in prima fila nell?organizzare la protesta. Poi è stata la volta della senatrice Olimpia Vano, che ha assicurato il sostegno del suo partito, Rifondazione Comunista. Più concitata la visita dei Verdi, arrivati con Pierpaolo Cardalesi, assessore provinciale allo sport, ed il consigliere regionale Michele Ragosta. ?Perché ma il ministro dell?ambiente può dare indicazioni a Bertolaso se ci troviamo di fronte ad un?area protetta da trent?anni??, è stata la domanda rivolta decine di volte. La notizia che però teneva banco era quella dell?annunciata visita di Guido Bertolaso. Il portavoce di ?Serre per la vita? spiega i motivi che sono alla base del mancato colloquio: ?Il nostro rifiuto ad incontrarlo è perché nessuno è così stupido da avallare così una decisione già eventualmente presa e confezionata. C?è poi l?irritualità di una convocazione in pizzeria. Bertolaso chiami il sindaco di Serre, concordi con lui le modalità dell?incontro. Resta inteso che noi vogliamo fargli ascoltare le nostre ragioni e non subire la sua iniziativa ?. Anche il primo cittadino Palmiro Cornetta è sulla stessa linea: ?Il tentativo di Bertolaso è stato veramente maldestro. Non si scavalcano così istituzioni democraticamente elette. Gli animi sono già abbondamente esacerbati. Non buttiamo benzina sul fuoco. E? dal 28 dicembre che chiediamo di incontrarlo?.

A proposito di visitatori qui chi vorrebbero vedere sono Andrea Cozzolino e Marco Di Lello, gli assessori regionali all?agricoltura, attività produttive e turismo. ?Pochi mesi fa abbiamo assegnati 20 lotti nella zona Pip. Sanno che verrebbero bruciati soldi già spesi??, riflette Cornetta.

Un altro fronte polemico lo ha acceso la Margherita locale, all?interno dell?amministrazione locale con il vicesindaco Teresa Carrozza, che ha tappezzato i muri con un manifesto che prendeva le distanze dal ?cavallo pazzo? che gestirebbe la protesta, mettendo in guardia tutti dai rischi legali che si corrono nel bloccare strade e nei rischi di strumentalizzazione politica locale. Si parla di ?coronamento di aspirazioni personali e familiari?. Per spegnere sul nascere questa contraddizione è venuto direttamente Angelo Paladino, l?assessore provinciale all?ambiente che ha ribadito l?assoluta contrarietà all?ipotesi di discarica a Serre, la richiesta della provincializzazione e l?attivazione della consulta. ?Abbiate fiducia nelle vostre istituzioni?, ha più volte ribadito. Paladino ha chiuso così un?inopinata discussione che guardava più alle prossime elezioni comunali di maggio che al problema discarica.
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La multa per la ginestra
?Ottanta mila lire. Tanto mi fecero di pagare di multa perché avevo estirpato una ginestra nel mio terreno. Era nella zona protetta, non si poteva?. I racconti degli anziani fanno compagnia ai più giovani, a Valle della Masseria. Come una volta, vicino al fuoco, si torna a parlare. Questa volta ci sono i falò accesi. Il contadino Giovanni Del Grosso non si fa pregare e continua. ?Manco i motozappa ci facevano usare in certi periodi. Dicevano che disturbavano il passaggio degli uccelli migratori. Ora invece ci portano la discarica?. E le serate passano allegre soprattutto quando qualcuno porta una bella bottiglia di ?vino del contadino? che si va rigorosamente ad accompagnare ad arrosti di salsicce ed altre carni. Sempre nostrane.

I Figli della lontra

Allegramente mascherati da pagliacci, ?come i nostri politici?, ?I figli della lontra? il variopinto gruppo dei giovani di Serre in prima fila nella lotta antidiscarica, sono andati a sconvolgere lo shopping domenicale di Altavilla. Accompagnandosi con le chitarre ed i tamburi hanno sollecitato l?attenzione dei tanti, soprattutto casalinghe, che affollavano le bancarelle e i negozi del paese che è separato da Serre solo dal fiume Calore.

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05 Feb 2007

CAPACCIO BORSINO SINDACI 5feb. Di Lascio va come un treno

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ANTONIO VECCHIO: troppo concentrato sulle attività lattiero casearie. Più di lui solo Palmieri
GERARDO REGA: appaga appetiti e gole profonde, scherzi a parte la sua cucina è deliziosa
LUIGI DI LASCIO: Va come un treno… antico.
LUCIANO FARRO: a sbalzo su un balcone pericolante
ENZO SICA: medico cura te stesso
GAETANO FASOLINO: Laura mon amour
PASQUALE MARINO: c?è da spostare un diesel
NICOLA RAGNI: Tesse tele che la primavera toglie
GIANLUIGI BARLOTTI: è entrato Papa ed esce cardinale
NUNZIO DANIELE: … è un?Odissea
MARIA VICIDOMINI, così vicina al cuore del Signore
NICOLA NIGRO: più radio per tutti
PIETRO DESIMONE: i giardini di Capaccio se lo ricordano ancora
PAOLO PAOLINO:è una roccia, l?emblema della Rocca…Cilento
TATA SINDACO: in mancanza di uomini dabbene

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04 Feb 2007

Bertolaso a Persano ad incontrare i manifestanti. Il Comitato: "Non ci saremo"

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“Parliamoci. Vediamoci all’Airone, a Persano”. Guido Bertolaso chiede di incontrare una delegazione del comitato di lotta di Serre. Ha fissato anche l’appuntamento, nella giornata domenicale, presso il ristorante che è al centro dell’Oasi e a poche centinaia di metri da Valle della Masseria. La notizia l’ha comunicata questa mattina Rosa Mennella, imprenditrice da un paio di decenni nel settore del rimessaggio e riparazione delle roulotte della Protezione Civile ed animatrice della lotta. Voleva incontrarlo lei, da sola, ma Bertolaso ha chiesto di vedere l’intero comitato. “Sono due mesi che chiediamo di incontrarlo e ci ha sempre snobbato. Ora siamo noi a non volerci andare a parlare”, dice Baldassarre Chiaviello, presidente del comitato di lotta “Serre per la vita”. Che disdetta l’incontro a data da destinarsi. Cosa vuole annunciare Bertolaso? All’incrocio della “Strada Vecchia” dove c’è il presidio dei manifestanti non hanno dubbi: ha deciso di portare a Serre la grande discarica regionale. Nonostante le rassicurazioni sulle esigenze solo di “accesso tecnico” tutti i proprietari dei terreni nei quali il Commissariato ha chiesto di entrare hanno formalizzato l’opposizione. Beniamino Chiaviello, 93 anni, è qui dalla mattina alla sera: “Ho sempre pane e terra e, ringraziando Dio sto bene, ora mi vogliono intossicare”, dice. Un minuto dopo che Bertolaso ufficializzerà la sua decisione partirà la forma di lotta più estrema. Nove donne in stato interessante, guidate dalla dottoressa Ida Passannanti, cominceranno lo sciopero della fame. Sono tutte determinate, perché la pensano come il vecchio contadino Beniamino, qui c’è una già una concentrazione eccessiva di sostanze inquinanti per aggiungercene altre. Poi c’è il Sele e la diga che permette di irrigare la “Padania del Sud”, la vasta pianura che va da Pontecagnano ad Agropoli. Silvana è una giovane imprenditrice agricola e si sgola a convincere tutti che a Roma, martedì prossimo: “Dobbiamo portare un camion di mozzarelle, olio e pane casereccio. Li facciamo assaggiare ai parlamentari. E gli chiediamo se possiamo rinunciare a tutto questo ben di Dio”. “Il subcomandante Cima” è Simone, un ragazzone che si è inventato “I figli della Lontra”, un gruppo di almeno cinquanta ragazzi, dai 15 ai 22 anni, che “è attivo h24″, vale a dire che garantisce la presenza ogni notte su Valle della Masseria, così da evitare tutte le sorprese. In poco tempo hanno messo su un gruppo musicale che girerà per tutti i mercati della Piana del Sele distribuendo un volantino e facendo ascoltare la tarantella rap che hanno composto per l’occasione: “Non estinguiamoci, distinguiamoci”, è la loro parola d’ordine. Altri due giovani, Michele D’Aniello e Gaetano Romagnuolo, invece hanno deciso di documentare tutto ed ognuno che passa per Valle della Masseria viene intervistato. “Ne ricaveremo un film documentario”, dicono. Il fervore della lotta popolare fa passare in second’ordine le esigenze delle forze politiche di “mettere il cappello” su quanto avviene. I pochi chilometri che separano Valle della Masseria dal centro del paese segnano anche fisicamente la distanza fra le “parole” e i “comportamenti” . Così come quei cartelli: “Benvenuti nell’oasi di Persano” che da ieri sera perimetrano esattamente la zona che è sotto protezione da trent’anni. Sì, perché anche Valle della Masseria è dentro l’area tutelata. Bertolaso, forse, tutto questo non lo sa.

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04 Feb 2007

BORSINO DEI SINDACI. I "rieccoli": Pasquale Marino, Pietro Desimone e Paolo

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BORSINO DELLE CANDIDATURE A SINDACO
oggi 4 febbraio 2007

ANTONIO VECCHIO: non si segnala attività significativa
GERARDO REGA: è l’antiMarino e antiSica ideale. Troppo “anti”…
LUIGI DI LASCIO: presto un film su di lui. Il mondo cattolico lo vede bene
LUCIANO FARRO: ci ha creduto anche lui per un paio di giorni
ENZO SICA: stabile
GAETANO FASOLINO: meglio i pianoforti di Roma
PASQUALE MARINO: stabile
NICOLA RAGNI: più cresce Rega più scende lui
GIANLUIGI BARLOTTI: idem come Ragni
NUNZIO DANIELE: non sfidate l’ira di Achille
MARIA VICIDOMINI, di lista rosa si parla ma non se ne farà niente
NICOLA NIGRO: c’è l’architetto Carlo Guida che lo propone
PIETRO DESIMONE: Se cade l’ipotesi Sica Fasolino si rivolgerà a lui
PAOLO PAOLINO:è l’uomo che non deve chiedere a nessuno
ROSARIO PINGARO: smentisce ogni coinvolgimento e si rammarica del mancato coinvolgimento dei giovani e dei veri talenti

Il borsino verrà aggiornato quotidianamente e terrà conto dei vostri suggerimenti e correzioni.

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03 Feb 2007

CAPACCIO. A sinistra partita a tre: Rega, Di Lascio e Vecchio. Poi c’è Marino

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BORSINO DELLE CANDIDATURE A SINDACO
oggi 3 febbraio 2007
ANTONIO VECCHIO: in ribasso
GERARDO REGA: in rialzo, emergente
LUIGI DI LASCIO: stabile
LUCIANO FARRO: ribasso
ENZO SICA: stabile
GAETANO FASOLINO: ribasso
PASQUALE MARINO: stabile
NICOLA RAGNI: ribasso
GIANLUIGI BARLOTTI: ribasso
NUNZIO DANIELE: tramontato
MARIA VICIDOMINI, n.p. non pervenuta
NICOLA NIGRO, n.p. non pervenuta

Il borsino verrà aggiornato quotidianamente e terrà conto dei vostri suggerimenti e correzioni

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02 Feb 2007

CAPACCIO. Mauro Gnazzo, mi preparo a fare spazio ai giovani!

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Mauro Gnazzo, storia di un vero comunista riformista
?Basta con il Comune: ci vadano i giovani

“A Salvatore Paolino in un comizio a Spinazzo gli era scappata una parola in più, offendendo l’onore delle donne russe, almeno così ci raccontò il contadino Emilio Longo, un nostro compagno, quando ci chiamò allarmato. In fretta e furia organizzammo una risposta a tambur battente. E davanti al bar di quella borgata non s’improvvisava: se sbagliavi un riferimento storico, una data, un nome, uno di loro, sempre informatissimo, non esitava ad interromperti e a farti fare una figuraccia. Prima di parlare dovevi studiare”. Formidabili furono quegli anni di passioni intensamente vissute per dare dignità agli appartenenti alle classi più disagiate. I modi d’azione non erano sempre raffinatissimi ma fecero emergere una classe politica che ancora oggi fa parlare di sé. Mauro Gnazzo, classe 1960, sulla scena politica c’è, da protagonista, da quando aveva i calzoni corti. E’ stato anche vicesindaco ed assessore. Agli esordi è stato l’allievo e l’erede politico del professore universitario Luigi Di Lascio: “Lui è stato il politico più intelligente, pulito, lucido e lungimirante che Capaccio abbia mai avuto” come ci tiene a precisare riconoscente. Poi ci ha messo parecchio del suo. Segue l’annuncio a sorpresa: “Non mi candiderò più a consigliere comunale. Non ha senso essere il protagonista di tutte le stagioni”.
La storia dei comunisti a Capaccio non è stata facile. Questa è terra di socialisti che già dall’inizio del Novecento agivano nei vicoli del paese tra artigiani e contadini intraprendenti. Ed è storia di “dinasty” familiari: i Marino e i Paolino. Poi arrivò Fasolino. Ci misero ambizione, sacro fuoco della politica ed anche qualche disponibilità economica. Dall’altra parte della barricata l’aristocrazia e la borghesia, prima fascista e poi democristiana. Comunista fu “ab origine” Salvatore Paolino, ma quando il sindaco delle grandi lotte contadine nel 1951 disse di no a Togliatti, alimentando il primo fenomeno di dissidenza antistalinista nel Pci salernitano, a restare dietro alla bandiera con la falce e martello furono il gruppo dei maestri elementari: Ercole Longo, Maffettone, Bonfrisco, ebbero il sostegno del gruppo dei contadini di Spinazzo e non solo. “Tutte personalità: Eugenio Manzo, contadino – intellettuale, sempre informatissimo. E Raffaele Lanzara, che riparava biciclette. Antonio Foglia, il mugnaio. E poi Pierino Vitolo. Ed ancora i La Rocca, Zoccoli, Inverso”. Se sul municipio socialisti e democristiani continuavano a combattersi, anche perché nel frattempo Gaetano Fasolino si era fatto spazio ed era emerso prepotentemente, nelle piazze e nella società capaccese il vento del rinnovamento era portato dai comunisti. “Fu il nostro gruppo, quello guidato da Gigino Di Lascio, a lottare per il divorzio, l’aborto e il consultorio. Così nell’arena politica fecero ingresso un agguerrito gruppo di giovani e donne. Da Alfredo Di Marco a Marilisa De Palma. Qui maturò l’idea che la crescita edilizia dovesse avvenire in maniera regolata. Nacque così – racconta Mauro Gnazzo – l’avventura del Piano Regolatore affidato all’architetto Airaldi”. Accanto ai grandi temi Mauro Gnazzo, nel frattempo eletto consigliere comunale e di seguito nominato vicesindaco, comincia a declinare un riformismo comunista in salsa capaccese: “Aprimmo la biblioteca comunale e quattro asili. E rinnovammo i banchi di tutte le scuole. Con noi passò il principio che col sindaco e gli assessori si poteva andare a parlare, sul municipio e negli orari stabiliti, senza doverli inseguire davanti ai bar o nei loro ambulatori medici”. All’inizio degli anni Novanta quella grande storia d’impegno civile s’interruppe. Prima ancora aveva lasciato Gigino Di Lascio, fatto oggetto di gravi minacce per la sua idea di una politica come fattore di regolazione dell’uso delle risorse del territorio. “Facemmo in tempo a fare il megappalto per la rete fognaria. Un’altra grande operazione di civiltà. Poi si aprì una stagione fatta di lotte interne. Dove spesso abbiamo dato il peggio di noi stessi e smarrito quel filo rosso che ci legava al gruppo che si era forgiato nel dopo Salvatore Paolino e nelle lotte dei contadini per il prezzo del pomodoro ed il latte alla Parmalat. “La storia continua. Veniamo da lontano”. E’ lo slogan – guida di Mauro Gnazzo. Dopo un lungo periodo di “finestra” torna alla politica. Da “progressista” si candida a sindaco. Porta a casa poco meno di mille voti: un successo personale. E’ di nuovo in consiglio comunale. “L’amministrazione Marino da civica si sposta sempre più verso il centrosinistra. Con l’ultima crisi divento assessore. Sono io che cerco di avviare la raccolta differenziata, nonché ridurre e razionalizzare la spesa per i rifiuti. Metto perfino la taglia su coloro che spargono immondizia fuori dai cassonetti. Ho presentato alla Regione i progetti per arrivare alla definitiva bonifica della vecchia discarica di Cannito”. L’impegno di Gnazzo non basta e Sica, è storia recente, beneficia di quell’esigenza di rinnovamento che Capaccio reclama. A sinistra c’è chi capisce che va promossa una nuova classe dirigente. Tra questi c’è Gnazzo. “Il mio sogno? Investiamo tutto sui giovani. Ma costruiamo le condizioni perché uno come il professore Di Lascio possa stare con loro, tornare ad impegnarsi per il paese”. Il suo impegno politico Mauro Gnazzo lo vede proiettato verso una dimensione superiore. Alla Regione. Da alcuni decenni un centro come il nostro, di rilevanza internazionale e sede d’investimenti regionali importanti, non ha un rappresentante regionale. Oggi chi va a rivendicare l’alta velocità delle ferrovie anche a sud di Pontecagnano?”. “Mi piacerebbe restituire ai miei figli il sapore del nostro pane ricoperto con l’olio e sottrarli alla dittatura delle multinazionali delle merendine – schifezze”. Ecco Mauro Gnazzo: origini a Felitto e comunista, e riformista alla capaccese. Uno che ascolta la musica di “Radio Italia anni Sessanta”, ma è voglioso di dire la sua anche nel Terzo Millennio.

Oreste Mottola

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