Archive for Gennaio 2007

30 Gen 2007

Ennio Rega, una canzone sul giornalista Oreste Mottola

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Ecco la canzone che Ennio Rega (www.enniorega.com) ha scritto su di me.
L’immagine che ne viene fuori è puntata soprattutto su certe mie esperienze giovanili caratterizzate da un’intensa militanza politica nel gruppo del Pdup – Manifesto.
Chi vuole può passare per la redazione di “Unico” ed ascoltare il brano. Di seguito ecco il testo.

Tratto dal cd ?Lo scatto tattile?

Oreste è solo

?Da tempo non mi occupo più di politica!?
Scrive Oreste giornalista comunista
che non è mai dalla parte dei preti
e delle puttane per hobby
che fornendo una ricerca sul caciocavallo la rucola
affronta qualsivoglia argomento senza alcun impedimento.
IL SESSANTOTTO AD EBOLI ARRIVO? IN RITARDO PEZZO PER PEZZO
Svanì le parole che vanno avanti
Dietro le persiane chiuse sono le più interessanti.
E? solo la superficie ritagliata da fogli di carta
Che tra le righe sfugge
E va veloce come un dardo tra le case senza sguardo
Dove nulla si commuove nulla si muove.
Oreste è solo
La sezione del Pc vende computer
I manifesti in un giaccone verde bile scaldano il baule
Tra giornali segretamente competitivi
Pronti all?uso come carta da parati
La storia di ciò che è inutile
Che può essere più grande della vita
E? solo superficie ritagliata da fogli di carta?
Oreste studia le intenzioni dell?interlocutore
Prima di prendere una qualche posizione
Con ansia teme la necessità
Di quella saggezza che indebolisce l?obiettività
E? solo superficie ritagliata da fogli di carta?

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29 Gen 2007

Serre, cordone umano contro i tecnici di Bertolaso

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“Abbiamo spostato il nostro presidio per tenere meglio la situazione sotto controllo”, così Baldassarre Chiaviello, il preside che guida il comitato popolare, spiega perché le centinaia di persone che a turno fanno la guardia alla zona se ne stanno quasi all’incrocio con Statale 19. C’è la paura di scelte improvvise che possano arrivare da Napoli. Guido Bertolaso ha messo già nero su bianco che deve “accedere” su almeno 120 ettari di terreno. Si va oltre Persano, Falzia, Valle della Masseria, l’allarme infiamma tutta la zona che a Serre chiamano della “Strada Vecchia”, dove correva la Popilia romana. Nei prossimi giorni ritorneranno i tecnici già inviati da Bertolaso, respinti nei giorni scorsi perché non avevano notificato al comune la requisizione, anche se giustificata dalla necessità di prospezioni geologiche, dei terreni co al centro Valle della Masseria. Il comitato popolare ha steso un vero e proprio cordone umano sull’intera zona ed è intenzionato a non farli passare. In queste ore le voci, comprese quelle più incontrollate si susseguono. Una di queste vorrebbe centinaia di agenti di polizia e carabinieri già ospiti nelle caserme della zona militare di Persano pronti ad intervenire se, fra Serre ed Eboli, qualora la situazione dovesse precipitare. “‘A terra nostra nun s’adda’ tuccà”, il ritornello di “Brigante se more” canzone ? inno di Eugenio Bennato è diventato il motivo conduttore della mobilitazione popolare. Ne è stata varata una versione che sostituendo i piemontesi con “Napule e Roma” riattualizza l’antico grido di lotta dei contadini meridionali. In una Piana del Sele che sembra avviarsi verso una stagione di forte conflittualità per sfuggire al destino di pattumiera regionale tutto, anche la musica, oggi torna utile.

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29 Gen 2007

Capaccio. Undici consiglieri comunali mandano a casa Sica

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Capaccio. Undici consiglieri comunali sfiduciano Sica

Stop all?amministrazione Sica. Capaccio torna a votare. A meno che di ripensamenti ed altri colpi di scena dell?ultimo minuto, sempre possibili nei dintorni dei templi, ora è fatta. Sono 11 le firme dei consiglieri comunali che vogliono dare il benservito agli amministratori della città dei templi. Verso lo scioglimento il consiglio di Capaccio. Alleanza Nazionale aggiunge le sue firme a quelle delle opposizioni e così martedì, verrà depositata presso la segretarie generale del comune la mozione che sancisce l?autoaffondamento di un?altra amministrazione di centrodestra nel salernitano. Se appare scontata la voglia di rivincita di Paolo Paolino (Udc) , Nicola Ragni (Dfc), Piero Cavallo (Idv), Pietro Desimone (socialisti), Pasquale Quaglia (Udeur), Lorenzo Tarallo (Margherita), eletti nelle due coalizioni dell?opposizione, un certo clamore hanno destato Luigi Barlotti (presidente del consiglio comunale) e Luciano Farro, che pur non avendo mai nascosto le loro critiche all?operato della giunta Sica, si sono aggiunti alla sinistra capaccese. E’ sfumata l’adesione è quella di Pasquale Cetta, originariamente in forza alla locale Democrazia Cristiana così come quella di Angela Mucciolo. Hanno firmato anche i consiglieri Francia e Bruno, altri dissidenti interni alla maggioranza. L?ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la nomina di Sergio Butrico, fedelissimo di Sica, a vicesindaco e conservando la delega sui lavori pubblici che già aveva. Qualche giorno prima Sica aveva nominato assessore Melchiorre Marrazzo, un altro uomo notoriamente a lui vicino. Cetta, non aveva mai fatto mistero di volere un incarico di maggiore rilievo. Oltre alla nuova composizione della giunta, ritenuta eccessivamente schiacciata sul sindaco, gli altri capitoli della lunga guerra che non ha mai dato pace ad Enzo Sica portano i nomi dell?ex Parmalat, con divisioni feroci fra chi voleva favorire il progetto per impiantarvi un grande centro commerciale e chi lo ha avversato in nome della tutela del piccolo commercio locale. L?ultimo ?fuoco? si è acceso a poca distanza dall?abitazione del sindaco, al Cafasso, con il progetto dell?imprenditore Caprino che vuole ricavare nell?ex tabacchificio un centinaio di appartamenti, villette, e la completa trasformazione urbanistica della zona. Un affare da decine di milioni di euro. Nonostante gli scontri accesi di un paio di mesi fa, Gaetano Fasolino, il deputato di Forza Italia, ha fatto di tutto per impedire quest?epilogo ad una delle più importanti giunte targate Cdl del salernitano. Non c?è stato però niente da fare. La situazione è comunque molto elettrica e non si esclude che Sica possa mettere in atto un colpo di coda all?ultimo minuto, intervenendo sostanziosamente sulla composizione della sua squadra

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28 Gen 2007

La mia domenica …

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Era domenica, avrei dovuto riposarmi, ed invece…
- Ho scritto:
un appello alla comunità dei “giornalisti importanti” per interessarli alla lotta di Serre che vuole salvare la sua Oasi Wwf e salvarsi dai rifiuti (due milioni di tonnellate) che Bertolaso gli vuole mandare. Così vi dimostro chenancora ho indignazioni “militanti”.

- Corrispondenze per “Il Mattino” a)per situazione Serre, raccontata “sul campo”; b)Politica Capaccio, con Sica che annaspa a mantenere la sua maggioranza, anzi sta per andare kaputt.

- Corretto gli ultimi capitoli di un progetto che sto sviluppando con il mio amico Mario Serra (poi saprete).

- Ascoltato la canzone “Oreste è solo” che il cantautore Ennio Rega ha scritto per raccontarmi…

TELEFONATE
Ho ricevuto molte telefonate da Serre. Quelli del comitato popolare si sono inventati un nuovo modo di fare lobbyng sui giornalisti. Mi ha sorpreso la chiamata di una delle due “fuggitive” del 1994: ricordate le “Thelma e Louise”? Ne parlò la Tv e tutta la stampa italiana. “Allora sbattevate Serre sempre in prima pagina, ed oggi dove siete?”. Che vuoi che ti dica, io ci sono…

CONFESSIONI
Era domenica, avrei dovuto andare al funerale di Clementina Quagliato, una ragazza del mio paese che non c’è più…
Ci siamo visti l’ultima volta nell’anticamera del nostro comune amico e medico, Fausto Bolinesi. Mi raccontasti dell’incidente che l’ultimo giorno dell’anno avevi avuto a Salerno. Eri là non per fare acquisti ma perchè da tanti anni ci lavoravi in quel supermercato, “ormai mi devono dare la pensione”, aggiungevi e sorridevi.
Avevi appena staccato dal lavoro, girato l’angolo del palazzo, che un fuoristrada ti investì. “Mi è andata bene”, aggiungevi. “Un po’ di problemi con le costole e le articolazioni, sto in cura da un ortopedico bravo”, raccontavi. Continuavi a raccontare che tempo un paio di settimane e saresti tornata al tuo lavoro. Bella e spigliata come al solito, tu una delle ragazze più belle della mia gioventù. Poi sabato mattina la notizia: agghiacciante fulmine su di me. Clementina non ce l’ha fatta. Un giorno, non so quando ma sarà, ho voglia di venire a fare quattro chiacchiere con te, mio fratello Enzo, Fiorentino ed Eraldo, e poi Erminia…
Che ti sia lieve la terra, Clementina

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15 Gen 2007

Domenico Campitiello, artigiano – musicista mi scrive da Stio

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Oggi Dicembre 2006

Caro amico ti scrivo così mi distraggo un pò??

All?attenzione del mio amico Mottola Oreste, con ammirazione

Breve biografia:

Mi chiamo Domenico Campitiello da Stio Cilento ho 51 anni e da circa 40 anni ho avuto la passione di fare il falegname.

Ho acquisito l?arte del legno da autodidatta e un po?, da una bottega di falegnameria del mio paese. Come istruzione scolastica è la terza media degli anni 60, come dicevo sono autodidatta perché nei paesi del Cilento di quegli anni non c?era la cultura di chi voleva imparare un mestiere con una scuola, erano anche poche le possibilità economiche.

La voglia di essere creativo era forte perché non c?era niente di meglio, ne giochi, ne cinema, neanche il treno sapevamo che cosa era. Quindi si creava tutto quello che avevi tra le mani, un pezzo di legno, argilla, pietre?

Ma la mia passione è stata sempre quella di creare o riprodurre cose che diventassero di valore o che già lo erano in quanto il restauro dei mobili Cilentani e la riproduzione degli stessi era per me una cosa affascinante perché mi raccontavano la storia e la cultura del Cilento osservando i mobili di una casa contadina o di una casa baronale, si notava che dal pioppo o castagno, si passava al noce o al ciliegio, il castagno prevaleva molto nel Cilento . Ornamenti con intarsi e bassorilievi, di scultori del posto, ecco che in me nasceva l?interesse di sapere chi erano questi,? masto r?ascia?

( maestri d?ascia) così chiamati.

Negli anni 70 Crebbe in me l?interesse di costruire una chitarra quanto già piano piano imparavo anche a scolpire. La chitarra non sapevo neanche come era fatta.

Ma con caparbietà e la ?capa tosta? Cilentana tra tanti tentativi e errori riuscivo sempre da solo a imparare e a realizzare questo sogno.

I primi ascolti alla radio poi alla televisione che o avuto solo negli anni 70 ascoltavo il suono di chitarre classiche e le prime elettriche dei Beatles, la passione si rafforzava per averne una sempre più professionale. Rubando qua e là da altre chitarre e poi più avanti aiutato da amici chitarristi di conservatorio negli anni 85 acquisivo sempre di più tecniche di costruzioni e perfezioni di forma e spessori.

Dalle feste di paese e dall?ascolto degli anziani di canti antichi ecco che nasce in me la voglia di saperne di più.

La chitarra battente Cilentana. Un strumento popolare che costruivano già nel lontano 1850 a Casigliano di Sessa Cilento. Abbandonata la costruzione perché i Liutai che si chiamavano De Luccia, emigrarono in america a fare fortuna perchè si sa il Cilento non dava futuro per gli ?artisti?Autodidatta anche i fratelli De Luccia, uno di essi andò anche a Napoli ad imparare il mestiere di liutaio. Lasciarono così una cosa per me preziosa che racconta tutta la storia del Cilento in quanto con la chitarra battente si cantava d?amore , di sdegno, di partenza, e di lotta.

Io, dopo circa 100 anni costruisco questo strumento che si differenzia da quello Calabro o Siciliano appunto è Cilentano. I legni usati erano: l?acero il ciliegio il pioppo l?abete per la tavola armonica,

io oggi uso gli stessi legni che nascono nel Cilento e come tavola armonica uso il gelso e il ciliegio dandomi una risposta acustica molto soddisfacente, e incredibilmente sonora.

Un artigiano ?menestrello? perchè io scrivo il racconto che mi dicono i vecchi del paese la loro vita triste del Cilento e ho musicato queste poesie- racconto, e le canto.

Autodidatta anche nel suonare la chitarra, usando la semplicità di chi senza applausi vuole essere ascoltato per raccontare la storia che mi è stata raccontata.

oggi mi dedico con molta cura e ricerca alla liuteria e alla scultura.

Questa è la mia microbiografia, un quadro di me e della mia passione per il Cilento e per il mestiere che ho voluto scegliere per la mia vita

Agosto di quest?anno cioè 2006 si sono fatte nel Cilento tante ma tante manifestazioni che non si sapeva più dove andare. Date che si accavallavano, idee che si ripetevano, insomma c?è stata una gara a chi la faceva più bella .Tra sagre e convegni se ne sono visti di tutti i colori. Eventi che sembravano culturali ricerche che sembravano vere, insomma chi più ne aveva ne ha fatte. Credo si mirasse a recuperare finanziamenti e consumare il più possibile . balli musiche teatri feste religiose notte bianche, una moda rilanciata all?ultimo momento, gli enti che si misuravano nei convegni e tante altre cose che si dovevano fare a tutti i costi.

Questa è stata la mia impressione vista dal mio piccolo palcoscenico. Non nego che è stato positivo se guardiamo l?afflusso di gente presente a sagre e manifestazioni ma?

Il Cilento è ancora sottoposto a grandi ma inutili iniziative senza il senso di pensare a continuare, a produrre, a diventare professionisti e fare mercato della cultura e tradizioni che tanto ne siamo ricchi, vendiamo solo per un giorno e basta, ripeto, non c?è il senso di continuare le produzioni di alcuni prodotti e renderli ..azienda. Non fanno fede le pochissime , ma pochissime, iniziative, che dicono,funzionano.

Non me ne voglia nessuno ma ad ogni paese del Cilento,che occasionalmente ho visitato per vari motivi, ho chiesto a gruppi di persone , genitori o persone qualificate: ma i giovani che fanno?

Hanno risposto tutti : niente, non fanno niente perché niente c?è, oppure: se ne vanno.

Questo ?se ne vanno? mi ha impressionato, ? emigrazione ? o fuga? Non lo so. La cosa che mi ha fatto male è stata di un ragazzo che ha travato lavoro al nord, a detto : mi piace il mio paese il Cilento ma credo che non tornerò più, se non, per le vacanze. Già molti non vengono neanche per le vacanze. E ancora un altro giovane è andato via,faceva il fabbro ma faceva anche la fame. Si scrive sui libri: il Cilento dei tristi?è ancora triste.. ahimé. Sotto alcuni aspetti i giovani che vanno via c?è ancora quella voglia di emergere forse è la stessa che i nostri padri emigravano per migliorare la loro posizione di povertà. Devo pensare che oggi c?è l?esigenza di povertà di confronto con altre realtà?

E ancora si dice: nei nostri paesi non c?è niente, e abbiamo tanto. Tutto questo si sente bisbigliare all?orecchio attento di chi vede le cose da vicino e ci vive.

Dimenticavo una cosa importante è: l?entroterra. Che paga conseguenze amare per la pochissima affluenza di turismo e la viabilità troppo, che cosa assurda, troppo lontana dal mare. Non lo nascondiamo, il mare è ancora la spugna che tiene il turismo.

I miei 51 anni sono forse gli anni della riflessione , tutto non ti sta bene e tutto è da modificare.

Sono un ragazzo di 51 anni che crede ancora di inventare il cammino della vita, che tutto si illumina a idee nuove e futuristiche, un ragazzo che vuole imporre il suo modo di fare per migliorare e pensare che dopo di lui vuole la continuazione della ?specie ?,l?artigiano. Questa pazza idea di ritrovare il senso della vita con il lavoro fatto con ricerca e passione , ma che poi si sfuma per non essere capiti e che serviamo solo come cimeli storici. Ma incominciamo a guardare le cose vere ,cioè da vicino, con i suoi problemi, la realtà di dove si vive è ben altro che convegni utili.

Non so che cosa sto dicendo, il mio pensiero va oltre una manifestazione ben riuscita. Si vede che io ragazzo di 51 anni ho dei problemi di azienda , con le mie poche soddisfazioni, ma questo ragazzo è in ritardo di 30 anni da quando aveva delle idee e non c?era chi consigliava o chi avesse usato l?idea, per sviluppare poi una azienda vera e funzionale . Ero quel bambino di 13 anni che appena presa la terza media, cresceva con la voglia di vedere le sue opere sparse per il mondo e che intorno a lui c?era una bottega d?artigianato con allievi e maestri. Che illusione. È questo il punto aver voluto diventare artigiano,per dare un valore d?arte e cultura di una ricerca di modelli, legni pregiati, scultura, intarsio, ma nel mio Cilento sto pagando le conseguenze, perché i clienti per ?l?artigiano?sono pochi, per il discorso che facevo prima, non c?è gente nel territorio dell?entroterra Cilentano. Quante volte mi sono dovuto sentir dire da amici che non vivono nel Cilento : se venissi su da noi, allora si che?.Questi vivono al Nord. Ma posso emigrare a 51 anni? Oggi?

Dai convegni si sente dire: Abbiamo valorosi artigiani , di un ?arte che scompare. E se ne vantano pure! Ma di che cosa si vantano , che siamo gli ultimi?

Non so neanche io perché sto scrivendo queste righe, sento che in qualche modo mi scaricano un po? di ricordi di errori di leggerezze dovute a momenti non maturi e mai capiti.

Dove è il problema: Siamo soli !

Corsi di formazione ,quei progetti che servono solo per consumare dei soldi e illudere quei pochi giovani a retribuirgli un baget temporaneo.

È questo che volevo capire 30 anni fa. Adesso che l?ho capito non ne ho più voglia , mi è passata, abituato a subire conseguenze di ?silenzio? e di sentir dire: non ti preoccupare che poi si vedrà. Sono passati solo tanti e tanti anni.

Nell?ultimo convegno che ho assistito a Gorga in occasione della festa del fagiolo regina, ho ascoltato per la millesima volta le informazioni che davano, incominciavano da tre .

Si spiegava la funzionalità di una azienda per poi arrivare al guadagno. (attenzione in questo momento lo sto scrivendo gridando di rabbia) ma come si fa a dimenticare chi li pianta, chi mette i pali, chi li raccoglie, quali mani lo debbono fare? Quali figli del Cilento abbiamo preparato?

O dobbiamo preparare? Spiegandogli anche che guadagno c?è ?

Come vedi caro amico, ho raggruppato un pò di pensieri. Ti voglio informare che finalmente

Nascerà a Stio un laboratorio che come tu sai sarà un bel laboratorio, di artigianato del legno, proiettato a guardare in avanti , se ci riuscirò, usando le mie poche risorse.

Si sente in queste ultime righe che non mollo e che sono pronto a ricominciare e continuare a vedere il mio Cilento che ci sono ancora quei famosi briganti che vogliono la libertà di essere capiti , allora,come oggi vogliono costruire il Cilento con la sua cultura,con la sua storia, con il suo territorio ricco e generoso pronto a dare tutto, come una madre ai suoi figli.

( non ridere le ultime parole mi sono uscite poetiche)

Ho imparato da solo il mestiere da falegname, liutaio, intagliatore, con una semplice terza media che non sia solo una storia da raccontare , io Cilentano amo questa terra e farò di tutto per propagandare a voler restare e riempire quel carretto che ho preparato e che serve a stimolare il darsi da fare per creare risorse, ma quelle vere senza chiacchiere, con fatti concreti . Non sono io certo quello giusto ma certamente sono quello che nel mio paese ha acceso la miccia .

Finisco : ho fatto un??azzavugliata? di parole con la coscienza di uno che ci crede nelle cose e nei vari stadi della vita, scanditi con le varie tappe delle età . Ora mi sento vecchio e stanco, ma se rileggo quello che ho scritto sopra, sono pronto a ricominciare, e sono stimolato a continuare a sognare a crearmi le gratitudini della vita, pensando al mio Cilento, alle cose belle vissute da piccolo e ora con saggezza le ricordo.

Un canto Cilentano dice:

E io me ne vengo passi passi

Nnanti a la porta toa a piglià possesso

Me metto tra l?antili e la porta

Sento lo iato re lo tuo dormire.

?Sento lo iato re lo tuo dormire? io lo interpreto come un sogno antico , povero ma che poi diventa realtà e si arricchisce con il gesto di prendere una chitarra battente e cantarlo oggi alla ragazza che ami.

Caro amico ti saluto e scusami se ho voluto raccontarti i miei sogni ti autorizzo ad usarli se vuoi trarne un articolo usando con saggezza il significato profondo cioè quello che mai più si dovrebbe ripetere che un giovane debba sentirsi solo un numero. C?è l?anima dietro tutto questo, facciamola contare . (è inutile che ti dico dei mega errori grammaticali)

p.s.

se poi questo non ti serve cestina pure ti ringrazio solo di averlo letto.

Il tuo amico

Domenico Campitiello da Stio Cilento

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08 Gen 2007

E’ arrivata l’ora di abolire il finanziamento pubblico ai giornali!

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di Andrea Gilli

L?Italia è un paese di profonde contraddizioni. La sua carta stampata non fa eccezione. I giornali italiani vengono letti da poche persone. E quelle poche, nel tempo, diminuiscono. Dunque, agli italiani i giornali piaciono poco, e, soprattutto, piacciono sempre meno: prova ne è il fatto che il numero di copie vendute sia in rapida discesa.

Ciò significa, in altri termini, che i privati cittadini sono sempre meno disposti a spendere i loro soldi per comprare un prodotto che, per varie ragioni, non è di loro gradimento. In un Paese normale, con una normale economia di mercato, si assisterebbe ad un processo di ristrutturazione interna del settore. Alcuni giornali chiuderebbero, altri si fonderebbero, altri ancora si trasformerebbero, con il risultato finale che agli italiani verrebbe offerto un prodotto di loro gradimento, e che quindi rinizierebbero a comprare.

Questo, appunto, in un Paese normale. Non nel nostro, dove, invece, nonostante la disaffezione verso la carta stampata, i quotidiani continuano a restare uguali a se stessi anche se la gente non li acquista. Infatti, proprio dove i consumatori (o gli introiti pubblicitari, che sono proporzionati alla diffusione dei giornali) si fermano, arrivano i sussidi statali. I quotidiani italiani sono infatti (tutti) sussidiati dallo Stato (caso probabilmente unico nel mondo civilizzato). In altre parole, i soldi che i giornali non riescono a raccogliere tramite la vendita delle singole edizioni o degli spazi pubblicitari, vengono loro offerti dalla classe politica.

Gli effetti di questo sistema sono, come appare ovvio di primo acchito, nefasti. Di qui, a nostro giudizio, la necessità di abolire i sussidi alla carta stampata italiana, senza alcuna eccezione. Il suo finanziamento pubblico permette infatti il mantenimento in vita di un prodotto che i lettori non apprezzano; la costruzione di un rapporto simbiotico tra stampa e politica; e, infine, lo sviluppo di ripercussioni negative sul dibattito politico culturale italiano e quindi più in generale, sulla politica italiana.

Un servizio che è considerato non all?altezza del suo prezzo.

Che la qualità media dei quotidiani italiani sia bassa, molto bassa, è cosa assai risaputa. Chiunque sfogli le maggiori testate (ma anche le minori) se ne rende facilmente conto. Le analisi proposte sono spesso di scarso livello, poco ingegnose e molto ideologiche. I resoconti sono scarni e soprattutto, unico caso al mondo, il giornalismo italiano sembra essere rivolto più ai giornalisti che al pubblico. Non si riesce altrimenti a spiegare (tanto per fare un esempio) la frequente propensione dei giornalisti a riportare i dibattiti che avvengono sugli altri fogli (qualcuno si immagina il New York Times riportare ripetutamente le diatribe che avvengono sul Washingon Post?).

Eppure, come detto, malgrado il trend decrescente delle vendite, i quotidiani italiani non cambiano: essi rimangono passivi di fronte a questo trend (salvo l?introduzione del formato ?a colori? da parte di alcuni di loro; e l?aumento sproporzionato di allegati, libri, enciclopedie, santini). E addirittura qualcuno va fiero dell?attuale sistema (Giuliano Ferrara – ma non è il solo, purtroppo – alcuni mesi fa giustificò i contributi pubblici al suo quotidiano con il fatto che quest?ultimo alimenterebbe il dibattito pubblico italiano. Nessuno ha mai informato Ferrara che il compito dello Stato non e? quello di alimentare un dibattito pubblico – quello spetta ai privati cittadini – ma più semplicemente quello di fornire beni pubblici?).

Il ruolo della politica

Il giornalismo italiano non è solo rivolto a se stesso, ma è anche fortemente legato al mondo della politica. Come è evidente, se la politica sussidia i quotidiani, questi finiscono per avere tanti piccoli clienti senza voce (i lettori) e un lettore importante che nei loro confronti gode quasi di un potere monopsonico (la politica, appunto).

Le conseguenze sono evidenti: in primo luogo vi è una certa timidezza della carta stampata verso la classe politica. Ma ancora più importante è il rapporto simbiotico che si sviluppa con quest?ultima, tant?è che, mentre negli Stati Uniti si passa per la Columbia School of Journalism per andare al Washington Post, in Italia si passa dalle stanze del Parlamento per finire nelle redazioni dei giornali (anche per via dell?esistenza di testate politiche che di fatto, grazie ai sussidi pubblici, rappresentano primari canali di informazione: anche questo è un caso abbastanza anomalo se si eccettua la Cina).

Non è un caso, d?altronde, che una quota rilevante dei nostri giornalisti abbia un passato da politico, e che una quota altrettanto rilevante dei nostri politici abbia un passato da giornalista.

Tra i molteplici dubbi che possono sorgere da questo sistema, vogliamo rivolgere la nostra attenzione verso quello che a noi pare chiaramente un mercimonio tra politica e quotidiani: da una parte, la politica inonda le casse della carta stampata italiana, dall?altra pretende un?influenza nella loro conduzione. Alcune volte in modo palese (si ricorderà l?ambigua e ancora oscura uscita di scena di Ferruccio De Bortoli da Direttore del Corriere della Sera), ma molto più spesso (e in maniera più subdola) in modo meno palese, infiltrando alcuni dei suoi adepti nel mondo del giornalismo – obiettivo facilitato dall?esistenza dei giornali di partito di cui sopra. Da ciò risulta dunque una classe giornalistica molto spesso ideologizzata e attenta più agli interessi dei propri sponsor che ai fatti – con un conseguente abbassamento generale della qualità della carta stampata.

La politica guadagna così un giornalismo meno aggressivo, e soprattutto degli ottimi insider nel mondo dell?informazione che lavorano più per aiutare i loro sponsor che per acquisire notizie e compiere analisi. Si pensi per esempio al famigerato ?buco di bilancio? che il governo di centro-sinistra avrebbe lasciato nel 2001. A sei anni di distanza, un cittadino qualunque che legge i giornali non è ancora in grado di dire chi avesse ragione tra Dini e Tremonti. Il motivo è che la verità non esiste, almeno per il nostro giornalismo: leggendo alcuni giornali aveva ragione Dini, leggendone altri aveva ragione Tremonti. Il singolo lettore è lasciato a se stesso.

A proposito viene solo da chiedersi a cosa serva l?Ordine del giornalisti e soprattutto quali sarebbero le garanzie di professionalità e serietà che esso dovrebbe assicurare.

Senza entrare nel contesto delle drammatiche inefficienze economiche che questo sistema di sussidi produce sul sistema economico italiano (quello stesso sistema economico italiano che i quotidiani italiani vogliono contribuire, con i loro editoriali, a rinnovare), possiamo facilmente affermare che da questa situazione deriva un abbassamento della qualità del dibattito politico italiano. In primo luogo, come detto, si ha un giornalismo chiuso e autoreferenziale e che scrive per se stesso. Questo stesso giornalismo, inoltre, è in buona parte composto di gente impreparata o comunque non rintracciabile tra i ?migliori? (vedi quanto si diceva prima sulla Columbia School of Journalism). Infine, si ha una politica che sa di avere un certo controllo sulla carta stampata, una sorta di potere di deterrenza nei suoi confronti, e che quindi si sente molto più legittimata ad agire come ha sempre agito (male) piuttosto che obbligata ad essere responsabile e lungimirante (una stampa seria dovrebbe costringerla, invece, ad agire in questa maniera).

Insomma, i sussidi ai quotidiani hanno delle conseguenze nefaste sull?economia del Paese, sulla qualità del dibattito politico italiano e su quella della politica.

I sussidi, secondo noi, andrebbero dunque eliminati, in modo che sia il mercato a determinare la qualità e i volumi dell?offerta giornalistica. Avremmo in questa maniera un mercato meritocratico del lavoro giornalistico: mercato che attualmente non esiste. Avremmo un significativo risparmio di risorse, e, soprattutto avremmo un dibattito politico degno di un Paese del G8 e non di un Paese appena uscito da una guerra etnica.

Poichè è la politica che decide l?elargizione di questi sussidi, e poichè è essa che trae i principali benefici da questo sistema di prebende, dubitiamo che questa abolizione possa realmente avvenire, almeno in tempi rapidi.

Non per questo motivo, però, il tema non è meritorio di attenzione, soprattutto in ragione dei continui richiami al taglio agli ?sprechi? che però, puntualmente, non arrivano.

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03 Gen 2007

Serre, contro la discarica una lettera al presidente del Parlamento Europeo

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On.le Presidente del
Parlamento Europeo
Josep Borrell Fontelles
Rue-Wiertz

B-1047 BRUXELLES

Istanti : Comitato Cittadino ?Serre per la Vita? in pers. del Presidente p.t e Comitato Cittadino ?Campagna Nostra? in pers. del Presidente p.t.,assistiti nella redazione della presente dalla
Dott.ssa Monica Sepe e presso la stessa elett.te dom.ti in Battipaglia (SA) ? ITALIA – al Viale della Liberta? 2/A

PREMESSO

Che in data 15 dicembre 2006 il Sindaco del Comune di Serre (SA) Dott. Palmiro Cornetta,a seguito di notizie ricevute in via informale,chiedeva al Commissario Straordinario per la Emergenza Rifiuti in Campania Dott. Guido Bertolaso,di essere ricevuto con urgenza al fine di avere chiarimenti in merito alle stesse.

Che durante l?incontro,avuto presso la Prefettura di Salerno,alla presenza del Prefetto, del Vice Prefetto e di una delegazione di cittadini del Comune di Serre , il Commissario Straordinario Dott. Guido Bertolaso comunicava verbalmente al Sindaco ed ai presenti le sue intenzioni relative alla creazione di una DISCARICA DI RIFIUTI SOLIDI URBANI nel territorio del Comune di Serre.

Che, secondo quanto detto dal dott. Bertolaso nella qualita?, l?individuazione del sito risultava addirittura dalla redazione, per la creazione dello stesso, di un Progetto Esecutivo e precisamente interessava il luogo denominato ?Valle della Masseria? (individuato con Decreto del 29/11/1993 del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali a firma del Ministro Ronchey come ricadente nell?area oggetto di dichiarazione di notevole interesse pubblico; si alliga copia del Decreto e cartina con ipotesi di perimetrazione di vincolo.) ALLEGATO 01

Che tale luogo si trova :

A) alla distanza di circa 3 km dalla ex discarica ?Macchia Soprana?, inserita nel Piano Regionale di Bonifica dei Siti Inquinati della Regione Campania approvato con DGR n° 711 del 13.06.05 a seguito della Decisione CEE (2000) n° 2050 del 1 agosto 2000 con la quale la Commissione Europea programmava il Quadro Comunitario di Sostegno (2000-2006) misura 1.8 POR Campania 2000-2006, predisposto dall?Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania, sulla base delle ?Linee Guida? redatte dal Gruppo Tecnico nominato con le Ordinanze Commissariali n° 248/03 ? n° 328/03 – n° 226/04 ? n°006/05 ed inserito nell?elenco del suddetto Piano al Numero Ordine Regionale 1506- 51400002 con indice di rischio pari al 56,40. ALLEGATO 02

B) alla distanza di circa 2 km dalla ex discarica di ?Basso dell?Olmo – Serralonga? sita nel vicino Comune di Campagna, per la cui realizzazione non veniva dato il giusto credito scientifico all?analisi relativa all’idoneità idrogeologica ed ambientale dell’Area Basso dell? Olmo – Serralonga condotta dal Consulente Scientifico, ordinario di Geologia presso il Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio Università di Napoli Federico II, professor Franco Ortolani che risultava essere particolarmente negativa in quanto la zona individuata non presentava le caratteristiche di idoneità per la realizzazione di una discarica. Ignorando tale parere il Commissario Dott. Catenacci dava esecuzione al progetto emanando regolare Ordinanza n° 52/2005. Nella menzionata discarica, dovevano essere depositati rifiuti della specie F.O.S. e Sovvalli provenienti da C.D.R. regionali.

L?illegittimita? dell?individuazione del sito e la irregolarita? della gestione dello stesso sono gia? oggetto di Petizione al Presidente del Parlamento Europeo iscritta nel Ruolo Generale al n°683/2005.

C) alla distanza di circa 100 mt dall?Oasi Naturale del WWF di Persano, istituita con Decreto del Presidente della Giunta Regionale il 18 novembre del 1976 n° 4060 con decorrenza dal 1 aprile 1977 e compresa nella zona oggetto di ?Dichiarazione di notevole interesse pubblico? da parte del ?Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali? con Decreto 29 novembre del 1993 firmato dal Ministro Ronchey, inclusa nella Riserva Naturale Regionale Foce Sele Tanagro ( L.R. 1 settembre 1993 n° 33 e s.m.). L?estensione dell?Oasi e? di 3400 ettari, la Riserva Naturale comprende anche gli affluenti Calore e Tanagro. La zona di Protezione Speciale (ZPS) (IT 8050021) denominata ?Medio Corso del Fiume Sele/Persano (SIC) (IT 8050021) si estende invece su 1515 ettari e comprende anche l?Oasi del WWF. L?area di cui si tratta e? stata riconosciuta, nel maggio 2003, ?Zona Umida di Importanza Internazionale?,rientrante quindi in quelle elencate nella Convenzione di Ramsar, ratificata con DPR 13 marzo 1976 n° 448 e successive modifiche e integrazioni.

La presenza di un?importante bacino idrofilo costituito prevalentemente da salici,pioppi,ed ontani neri cinto da ampie fasce di canneto da? vita ad un habitat ideale per l?attrazione dell?avifauna, presente con numerose specie di interesse comunitario. Maggiore prestigio a questo habitat e? dato dall?arrivo in specifiche stagioni dell?anno della Lontra (lutra lutra),specie fortemente minacciata di estinzione in Italia.

Con decreto n° 93 del 19.02.2006,AGC 5 Settore 2 Servizio 3, della Giunta Regionale della Campania, avente ad oggetto P.O.R. Campania 2000/2006, approvato con decisione C (2004) 5188 del 15 dicembre 2004 dalla Commissione Europea, Misura 1.9 Progetti Monosettoriali, inerente la valorizzazione e promozione del patrimonio storico, culturale, archeologico, naturale, etnografico delle aeree naturali protette, intendendo, nel medesimo decreto, ?Aree Protette?,( per le quali la Corte di Giustizia delle Comunita? Europee con una MASSIMA del14/09/2006 sez. II nel procedimento C-244/05 sancisce che gli Stati Membri al fine di realizzare un regime di protezione appropriato relativo alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatica non autorizzino interventi che rischino di compromettere seriamente le caratteristiche ecologiche di queste aree),le Oasi,le Riserve,le zone SIC,le ZPS e finanziando interventi da realizzarsi per una spesa complessiva di Euro 40.000.000,00,

l?Oasi WWF di Persano, avendo formalmente e ritualmente presentato istanza di progetto esecutivo per la richiesta di finanziamento, veniva ammessa alla stesso ed inserita nell?allegato B del citato decreto per una somma pari ad Euro 534.630,61. (Decreto Dirigenziale che qui si ha per allegato).

Il citato Decreto dell?Area Generale di Coordinamento n°5,ossia quella relativa alla ecologia,tutela dell?ambiente,disinquinamento,protezione civile,andava ad includere il progetto presentato dall?Oasi WWF di Persano,tra quelli ritenuti finanziabili,in quanto in possesso dei requisiti per l?ammissione alla Misura 1.9.Si alliga copia della cartina presentata per il progetto con indicazione del sito individuato dal Dott. Guido Bertolaso,nella qualita?.

Si alliga a sostegno ti tali argomentazioni documentazione contenente cartine raffiguranti lo stato dei luoghi. ALLEGATO 03

D) alla distanza di circa 400 mt dal Fiume Sele, cui e? riconosciuta elevata naturalita? ed integrita?.

Tale fiume nasce dal Monte Paflagone,dotato di un bacino idrografico ricchissimo di sorgenti ed affluenti,con un?area di 3.235 kmq ed una portata media di 69,30 mc al secondo.Le sue acque,grazie a due acquedotti a monte ed ad uno sbarramento a valle, riforniscono tutti i Comuni del bacino idrografico del Fiume Sele, portando quindi all?intera Piana del Sele, ed oltre, quella che da secoli viene riconosciuta come la vita ossia l?acqua. All?interno della piana del Sele sono presenti circa 12.000 Aziende Agricole che basano l?intera sopravvivenza economica sull?apporto vitale dell?acqua del citato fiume. Il comparto Agricolo include non solo piccole realta? economiche,ma anche multinazionali. Dopo aver percorso 64 km il fiume Sele sfocia nel Golfo di Salerno,presso Paestum.

E) alla distanza di circa 800 mt. da una zona pari a 123 ettari di terreno messi a disposizione dal Comune di Serre per la realizzazione di due campi da Golf da 18 buche.

L?accordo per la realizzazione di una struttura turistica di notevoli dimensioni nel Comune

di Serre (SA) e? stato siglato tra la Regione Campania ed il ?Consorzio Persano Royal Golf ? ed e? denominato ?Contratto di Investimento?. A tal proposito occorre fare riferimento alla Misura 4.5 del P.O.R. 2000-2006 Regione Campania Azione A, la quale prevede le modalita? attuative a favore delle P.M.I. turistiche da realizzarsi mediante gli strumenti della programmazione negoziata

(Contratti d?Investimento) G.R. 578 del 16/04/2004.

La Giunta Regionale della Campania con deliberazione n° 5250 del 31/10/2002 e succ. mod., ha approvato il riparto delle risorse pubbliche destinate ai Progetti Integrati afferenti l?Asse V Settore Turismo del P.O.R. 2000-2006 assegnando alla Misua 4.5 Azione A la somma complessiva di

Euro 140.400.000,00.

Con successiva deliberazione n°3698 del 19/12/2003 la Giunta Regionale della Campania approvava il P.I.T. della Piana del Sele in uno con le relative schede afferenti i progetti,per un importo complessivo di risorse pubbliche a valere sulla Misura 4.5 del P.O.R. 2000-2006 di

Euro 15.300.000,00 tra le quali rientra la scheda P.O.R. (Campo da Golf) d?importo complessivo pari ad Euro 11.974.371,70, di cui Euro 5.987.185,85 quale quota massima prevista a carico della finanza pubblica concernente la realizzazione di un Campo da Golf e relative strutture di servizio.

Dall?esame finale sulla fattibilita? del Piano Progettuale Contratto d?Investimento ?Campi da Golf?

in localita? Serre,relativamente al punto 3 ?Sostenibilita? economiche e sociale?,i risultati attesi dalla realizzazione dell?intervento sono:

1. Creazione di nuova occupazione
2. Qualificazione professionale
3. Diversificazione e qualificazione dell?offerta turistica
4. Incremento dei flussi turistici
5. Sostegno e potenziamento dell?imprenditoria locale.

Il Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino in un comunicato dell?Ufficio Stampa della Regione Campania dichiara ?Il Contratto di Investimento firmato oggi e? uno dei primi in Italia ed il primo realizzato in Campania?.?Il Golf – aggiunge il Presidente- e? una importante opportunita? di sviluppo del nostro comparto Turistico. La struttura di Serre e? una ulteriore risposta all?esigenza di assicurare uno sviluppo sostenibile del Territorio,in line con il rispetto dell?ambiente? .ALLEGATO 04

E) alla distanza di circa 700 mt dalla Contrada Alimenta,luogo all?interno del quale risulta finanziato dalla Regione Campania un progetto con le caratteristiche previste dalla Misura 4.8 ?Ammodernamento strutturale delle Azienda Agricole?, presentanto dalla Societa? Agricola Sorgituro S.r.l. ,per l?Allevamento delle Fiocche ed approvato con DECRETO della GIUNTA REGIONALE n°400 bis il 10/10/2006 COD UE 111, per una somma complessiva pari ad

Euro 299.474.00, rientrante nel P.O.R. 2000-2006 attribuito come parte di un finanziamento ben piu? oneroso che sara? sostenuto dalla Societa? Agricola Sorgituro S.r.l..Tale attivita? riguarda anche il recupero della Real Razza di Persano,reputata fin dal XVIII secolo tra le piu? fini esistenti in Italia.Il Re Carlo III di Borbone da appassionato cacciatore quale era scelse Persano (Serre -SA-) come sede privilegiata del suo passatempo preferito; nel 1752 il Re di Napoli vi fece costruire la Real Casina di Caccia, un caratteristico edificio avente pianta quadrata e quattro torri ottagonali progettato dall?Ing. Militare spagnolo Juan Domingo Piana. L?anno dopo Luigi Vanvitelli vi opero? un intervento di ristrutturazione per rimediare a dissesti statici, facendo intervenire appositamente alcune maestranze del cantiere della Reggia di Caserta. Nel corso degli anni la Casina ospito? artisti e politici del Settecento Europeo: lo scrittore Goethe, lo Zar delle Russie, il Metternich ed il pittore Hackert, che ivi concluse il ciclo pittorico delle quattro stagioni ambientando l?inverno, un meraviglioso dipinto riproducente una scena di caccia nella tenuta reale.

F) alla distanza di 200 mt. circa da un comparto di Aziende Casearie e Allevamento Bufalino. La produzione di mozzarella di bufala rappresenta un notevole prestigio per la intera Regione Campania e a seguito di notevoli sforzi ed impiego di risorse umane selezionate il prodotto ha raggiunto il ricoscimento del marchio D.O.P. da parte dell?organo competente. Inutile, quindi, evidenziare l?importanza del citato comparto ai fini occupazionali. Si spera non inutili le ingenti risorse economiche impiegate dagli Imprenditori Agricoli del luogo al fine di un maggiore sviluppo.

G) alla distanza di circa 800 mt dall?area individuata per il ? Piano per gli Insediamenti Produttivi?, in Loc. Pagliarone di Serre. Il Ministero dei Lavori Pubblici con D.M. n° 1169 del 08/10/1998 ha promosso programmi innovativi in ambito urbano denominati ?Programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo del Territorio?. Nell?ambito delle iniziative, contenute in tale Documento numerosi Comuni della Provincia di Salerno, tra cui il Comune di Serre hanno promosso un programma di iniziative produttive e di interventi infrastruturali denominato

?Patto Territoriale ? Sele ? Picentino? approvato con Decreto del Ministero del Tesoro del Bilancio e della Programmazione Economica il 01/03/2001. Con Decreto Dirigenziale del Settore Sviluppo e Promozione Attivita? Industriali ? Fonti Energetiche n° 363 del 09/04/2002 venivano concessi finanziamenti pubblici come contributo regionale di Euro 154.937,06 ai sensi della Legge Regionale 19/96 ed in riferimento all?art.38 della Legge Regionale 10/2001 delle rate di ammortamento del mutuo annuo di Euro 1.890.576,56 finalizzato all?acquisizione ed all?infrastrutturazione del P.I.P..Per procedere all?adozione e all?approvazione del P.I.P. ed alla necessaria variante ,al fine di consentire una maggiore celerita? procedurale, e quindi uno snellimento dell?adozione amministrativa su iniziativa del Sindaco, veniva promosso l?Accordo di Programma tra il Comune di Serre nella qualita? del Sindaco Dott. Palmiro Cornetta, la Provincia di Salerno rappresentata dal Dott. Alfonso Andria in qualita? di Presidente e la Regione Campania rappresentata dall?Avv. Marco Di Lello, Assessore Regionale all?Urbanistica, giusto decreto di delega del Presidente della Giunta Regionale della Campania n° 877 del 31/12/2003, siglato il giorno 22/01/2004 presso la sede dell?Assessorato alla Gestione del Territorio, Tutela Beni Paesistci, Ambientali e Culturali in Napoli. All?art. 2 dell?Accordo di programma e? previsto ?che le parti (Sindaco ? Provincia ? Regione) si impegnano,nelle rispettive sedi istituzionali e nell?ambito delle proprie competenze a concorrere alla buona riuscita dell?iniziativa?. Con determinazione del responsabile del servizio lavori pubblici ed urbanistica n° 403 del Registro Generale del Comune di Serre datata 06/06/2005 ha seguito della delibera della Giunta regionale della Campania n° 2090 del 17/11/2004 pubblicata sul BURC n° 2/2005 avente ad oggetto ?Aree P.I.P. Comunali acquisiti ed urbanizzate con il concorso di contributi e/o di finanziamenti regionali? si procedeva ad indire gara ad evidenza pubblica per l?assegnazione di n° 20 lotti ricadenti nell?area P.I.P. comunale in loc. Pagliarone. ALLEGATO 05

TANTO PREMESSO

I Comitati Cittadini rivolgono rispettosa ISTANZA ed allarmante DENUNCIA alla S.V. per la Tutela dell?Ambiente. Come ben sa chi scrive il diritto ambientale si pone lo scopo di prevenire l?inquinamento delle acque,dell?aria e del suolo.

Per combattere l?inquinamento e salvaguardare quelle zone che con tanta ?fatica? possono ancora oggi essere chiamate ?Aree Protette? sia la legislazione europea che la legislazione italiana si affannano per la continua attivita? normativa.

Fin dal 1986 con l?Atto Unico Europeo firmato a Roma la questione ambientale e? salita d?importanza a causa di un inquinamento che a livello terrestre e marittimo minacciava la vita di tutti i popoli del mondo. Particolare considerazione meritano l?art. 110 (?armonizzazione? delle discipline nazionali) e l?art. 235 norma che fornisce poteri impliciti alla Commissione,accennando al fatto che la Comunita? e? autorizzata ad intervenire su particolari questioni in ambito ambientale e consumistico.

Il Sesto programma d?azione per l?ambiente, in corso di adozione,definisce le priorita? della Comunita? Europea fino al 2010. Quattro sono i settori messi in evidenza: cambiamento climatico,natura e biodiversita?, ambiente e salute,questione delle riserve naturali e dei rifiuti.

Da millenni l?uomo agisce sull?ambiente che lo circonda comportandosi come se le risorse naturali fossero inesauribili e continuando pertanto ad attingervi a piene mani fino ad un progressivo e sempre piu? spinto degrado del territorio. A questo atteggiamento irresponsabile si sta sostituendo ora una sensazione di paura. Esiste però una valida alternativa alla paura: il coraggio di reagire contro chi tenta di distruggere quelle zone protette patrimonio comune, tutelate in quanto caratterizzanti l?Ambiente, dalla nostra Carta Costituzionale, dalla Comunita? Europea, dagli Organismi Internazionali.

Tutelato da tutti, Onorevole Presidente, tranne dalla Regione Campania, che con tanta scelleratezza manca di preservare il territorio omettendo di vigilare sull?operato di un Commissario Straordinario al quale sono stati conferiti poteri tali da mettere in dubbio la democraticita? dello Stato Italiano e permettendo un?enorme spreco dei Fondi Comunitari vanificando l?enorme aiuto arrivato in un luogo che faticosamente tenta di decollare quantificato in di Euro 15.000.000,00 circa, con progetti sempre e comunque connessi alla tutela dell?ambiente in tutte le sue espressioni, con la creazione di una DISCARICA di RIFIUTI SOLIDI URBANI occupante un?area pari a 60.000 metri quadrati per 25 metri di profondita? con una capienza pari a 900.000 tonnellate di rifiuti.

Si permette di insistere, Onorevole Presidente, affinché i diritti dei cittadini Campani possano un giorno, che si spera non molto lontano, assurgere a diritti dei cittadini europei.

Distinti Saluti

Serre 02 gennaio 2007

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