Archive for Gennaio 2006

26 Gen 2006

Fasolino, il pianista che non ama le donne

Filed under Senza categoria

Su “La Stampa”
Il PERSONAGGIO. IL SENATORE CAMPANO CHE HA FATTO SALTARE I PROGETTI UFFICIALMENTE PROCLAMATI DAL PARTITO AZZURRO

di Mattia Feltri

ROMA. Il senatore di Forza Italia, Gaetano Fasolino, ha trascorso la tarda mattinata di ieri a sfuggire a Renato Schifani. «Ho tenuto il telefonino spento fino alle due del pomeriggio», dice nell?ufficio di Palazzo Madama, ancora semideserto, conservando un atteggiamento carbonaro. Si era alzato alle 5 di mattina e aveva preso il treno apposta per arrivare in aula per tempo, dalla Campania. E? nato a Roccapiemonte, in provincia di Salerno, sessantanove anni fa, e vive a Capaccio Paestum, dov?è stato sindaco tre volte, sempre per il Psi, «il partito di Turati e Craxi», dice dopo essersi un po? scocciato con un usciere, che a fine legislatura ancora non ha imparato a riconoscerlo.

Insomma, si era alzato alle cinque di mattina, era arrivato in perfetto orario, e quando s?è trattato di votare il disegno di legge caro a Stefania Prestigiacomo, quello sulle quote rosa, la coscienza gli ha imposto di proporre la restituzione del testo alla Commissione. Roba tecnica. In pratica, un agguato. La Prestigiamo, livida, gli ha ricordato quale fosse la posizione ufficiale del governo. Ma la coscienza è coscienza. Con 41 sì e 34 no, la richiesta di Fasolino è stata accolta. Così, secondo la ricostruzione di qualche ora dopo, Fasolino ha immediatamente oscurato il cellulare e si è imboscato in un convegno. Ritornato il segnale, e contattato dal cronista, Fasolino ha risposto cercando di contraffare la voce.

«Io tengo moglie e ho due figlie che studiano all?università. E mi saranno grate, ne sono certo», dice Fasolino. E? dell?opinione che la legge voluta dal ministro delle Pari opportunità sia sbagliata tecnicamente, perché tutela soltanto le donne dei grandi partiti, e nel merito, perché relega le signore nelle riserve protette della politica. E lui spera si trovino altri sistemi per esaltare «il protagonismo dell?elemento femminile». La legge, inoltre, non piaceva a nessuno «altrimenti mi si dovrebbe spiegare per quale motivo, con 245 assenti, non è stata chiesta la verifica del numero legale». Detto tutto questo, e prendendo per buono il terrore di Fasolino all?idea di incappare nel capogruppo Schifani, non si può tacere il sospetto.

Il sospetto nasce guardando una vecchia foto di Fasolino. E? dell?ottobre 2002. Al Senato si sta votando la leggendaria Cerami, e Fasolino a braccia larghe fa il pianista, e cioè vota per conto degli assenti, e ha la posa e lo slancio mistico di un Glenn Gould alle prese con le Variazioni Goldberg. E si rafforza, il sospetto, ricordando della volta in cui la riforma dell?ordinamento giudiziario subì il millesimo rinvio perché Fasolino propose la chiusura della seduta: voleva celebrare il 4 novembre, «una data storica a ricordo dei caduti di tutte le guerre». Il vicepresidente Domenico Fisichella gliela accordò, e il ministro Roberto Castelli lasciò i lavori senza commentare, ma con l?espressione di un austriaco sul Piave.

«Ho capito, adesso tutti pensano che è un gioco delle parti, e che io sono il sicario. Ma non è vero, per niente. Io qui al massimo sono il sicario di me stesso, perché in omaggio ai miei convincimenti rischio di passare per il nemico delle donne e per il nemico del governo». Giura di aver fatto tutto di sua iniziativa, «e senza paracadute». Racconta che all?alba, nel treno immerso nell?oscurità, mentre saliva verso la capitale, ancora non sapeva bene che avrebbe fatto, e come sarebbero andate le cose. Ma sapeva di dover bloccare quella legge sbagliata, «e non lo dico soltanto io, lo dicono tante donne, amiche mie, disgustate dalla prospettiva di dover entrare in lista per imposizione legislativa. Io spero che questo Schifani lo capisca. Lo spero proprio…».

Poi il pomeriggio è scivolato via. Schifani è intervenuto. La Commissione s?è messa al lavoro duro per correggere le imperfezioni. La maggioranza conta di portare il nuovo testo al voto già giovedì. Riemerso indenne dalla sua giornata più lunga, il senatore Fasolino si è dichiarato soddisfatto: «E? andato tutto per il meglio. Tutto benissimo. Siamo tutti contenti. Ora vediamo che fa la Commissione, ma siamo sicuri che farà quel che deve fare. Poi, naturalmente, sarà l?aula a decidere nella sua sovranità. E chiaro?». Chiaro. Cioè, non c?è da stupirsi se il disegno verrà nuovamente respinto? «L?aula nella sua sovranità…».

Ultima annotazione. Fasolino infine è stato intercettato da Schifani. Non si sa che cosa si siano detti. «Mah, sulla tirata d?orecchie io lascerei perdere. Del resto Schifani è un capogruppo tanto amabile…».

La Stampa 25-1-06

Commenti disabilitati

24 Gen 2006

CASTEL SAN LORENZO. PASQUALE MASI NUOVO PRESIDENTE DELLA CANTINA

Filed under Senza categoria

Pasquale Masi, veterinario, è il nuovo presidente della Cantina Sociale Val Calore di Castel San Lorenzo.

Ci sono 44mila ettolitri di vino di qualità eccezionale ancora nelle botti e da vendere, 965 soci conferitori, un indebitamento ancora tutto da quantificare così come calo nelle vendite. “La situazione della Cantina Valcalore è preoccupante ma non disastrosa”. Parole di Pasquale Masi, veterinario all’Asl Sa3, appena chiamato dalla maggioranza dei soci della cooperativa Val Calore alla guida del gigante produttivo della zona. Le pronuncia davanti ai nuovi consiglieri d’amministrazione, i sindaci, il presidente della comunità montana e i direttori delle banche locali ed il cronista di “Unico”. Il neopresidente sintetizza così la situazione dell’azienda che con i suoi quasi mille “proprietari” è fra le più grandi cooperative dell’Italia meridionale. “Resistere! Resistere! Resistere!”, come il giudice Borrelli, Masi urla la volontà degli eredi dei probi pionieri guidati da Donato Riccio di non vedere cancellata quasi mezzo secolo di storia di un sogno. Nell’ingresso degli uffici il suo busto e nomi e foto dei fondatori funzionano da monito. C’è da salvare una casa ancora senza fiamme ma dalla quale esce già tanto fumo. “Me li ricordo bene i nostri padri che a dorso di un asino portavano l’uva a valle”, racconta Giuseppe Tosi. “Io sono solo un veterinario. Una figura simbolica. Dobbiamo costituire una task force – propone Pasquale Masi – con dentro tutti coloro che vogliono il bene della Cantina. Dietro di me ci sono almeno 400 soci, forti e cocciuti, pronti a qualsiasi sacrificio, pur di far vivere quest’azienda. Più delle loro parole parlano i loro visi cotti dal sole. E’ a nome loro che chiedo alle Banche di aiutarci”. Maurizio Caronna, oggi è il sindaco di Felitto, ma nella Cantina ci ha lavorato a lungo e conosce la situazione: “Mettiamola così , la Cantina oggi non attraversa un momento brillante dal punto di vista finanziario”. Dal Banco di Napoli sarebbe arrivato un mutuo capace di rimettere in salute i conti, lo si è detto durante quest’infuocata campagna elettorale. “Meglio non parlarne”, chiude tranchant Caronna sull’argomento e passa a temi più generali. “La Cantina deve uscire dai confini di Castel San Lorenzo ed investire tutta la Valle del Calore. Poi vanno valorizzati i dipendenti, sono la prima corazza di questa società “. Michele Lavecchia, sindaco di Castel San Lorenzo c’è nonostante un serio taglio al cristallino dell’occhio:”Colpa di una ginestra dispettosa”, scherza. Poi si fa serio, quasi cupo. “Non vi manca il giudizio per trovare il giusto equilibrio con quell’altra metà dei soci che non vi ha votato. L’ultima volta che ho visto un vostro bilancio ho notato la grossa sproporzione tra le immobilizzazioni per investimenti ed il conto economico. Questo vuol dire che ci sono i margini per un serio piano industriale di rilancio. Fatelo e, al massimo tra un mese, recapitatelo a casa dei soci. Vedrete che metteranno mano alla tasca e vi sosterranno”. Disponibilità anche da parte di Enzo Voza, direttore di filiale della Bccc di Capaccio: “Vedo una grande serietà d’intenti. Avete i presupposti per uscire dalla crisi. Il gruppo dirigente della mia banca è pronto ad esaminare il piano di rilancio che appronterete”. Più complesso l’intervento di Tonino Marino, direttore generale della Bccc di Aquara: “In questi anni contro di noi sono state buttate carrettate di bugie. Non abbiamo mai risposto. Con i risultati dei vostri ex amministratori io mi sarei dimesso prima, non avrei aspettato le elezioni. E mi è sembrata assai strana la considerazione della quale essi hanno potuto godere fino all’ultimo. Non pagavano l’uva da tre anni, ed il “cavalier Ferrigno” ha persino lasciato cadere la nostra pubblica offerta di pagare il fitto di un locale a Salerno dove vendere il vino e l’olio della Val Calore. Ora Masi, prima ancora del piano industriale di rilancio, deve fare chiarezza. Poi vanno allargati gli orizzonti. A Castello dovete smettere di pensare che la Cantina sia il vostro pollaio. Noi l’abbiamo fatto e siamo quello che siamo. Sappiate che per competere sui mercati di oggi ci vogliono competenze. Scrivete un serio piano di rilancio e noi, come abbiamo sempre fatto, saremo al vostro fianco”. Poi la parola passa al commercialista Angelo Barboni. Masi comunica che lo assisterà in questa scommessa molto difficile. In zona il professionista, che ha uno studio a Capaccio, è conosciuto per aver gestito l’ultima fase di attività della società mista Helenia Paestum. I sindacati dei lavoratori, l’opposizione di Paolino e Desimone, lo ha accusato di aver premuto troppo l’acceleratore sulla direzione che portava alla fine dell’azienda. Ma questa di Castel San Lorenzo è tutta un’altra storia: “Non vi prometto i miracoli. Il mio impegno – dice Barboni – è per la redazione di check up completo della situazione a cui far seguire un piano industriale di ristrutturazione. Solo così le banche ci accorderanno la loro fiducia. Dobbiamo fare squadra, comprimere il più possibile le spese e riportare il punto vendita aziendale ai livelli di quando incassava oltre un miliardo delle vecchie lire”. Le conclusioni, mancando Mucciolo, sono state affidate a Donato De Rosa, presidente della comunità montana del Calore. “Ci doveva essere Gennaro Mucciolo, è ancora a letto per l’influenza”, comunica Masi. Parola a De Rosa: “Alle comunità montane hanno tolto ormai tutto. Dal mio ruolo istituzionale aspettatevi poco – premette De Rosa – ma a livello personale farò di tutto per dare una mano a quella che è l’orgoglio di questo territorio. Sarò parte attiva nel tavolo tecnico – istituzionale che verrà formato e che dovrà prendere la situazione in mano. Alle nostre banche dico di recuperare il loro dna associazionistico e di fare la parte che gli compete. Sappiate che questa è una terra sana e laboriosa. Qui i debitori onorano sempre i loro debiti. Insieme dobbiamo esaltare il tanto che qui c’è di buono”. Scendendo le scale captiamo un emblematico “Io speriamo che me la cavo”, con vistosa sottolineatura su “io”, pronunciato da uno degli ospiti di riguardo della serata. Gli “esterni” vanno via, con loro il cronista, ed il consiglio rimane per parlare dei contenziosi e della situazione delle società controllate.
Oreste Mottola

1 commento

17 Gen 2006

Altavilla non investe in cultura. Il caso Di Venuta

Filed under Senza categoria

Diomira Cennamo
Siamo tutti al corrente delle proteste che ha recentemente scatenato la decisione dei politici che si sono occupati della Finanziaria in Italia di tagliare i fondi da destinare alla cultura. Ma a livello locale qual è la situazione? Altavilla, in particolare, sembra a questo riguardo un?altra Italia, in cui poco ci si rende conto del fatto che le spese che vengono investite nel settore culturale sono scarsissime. E, rispetto a un passato abbastanza ricco di iniziative da parte soprattutto delle associazioni culturali del posto, sembra di essere oggi caduti in un torpore piuttosto pesante.

A proposito, non posso non citare un esempio ? e non è l?unico ? di gravissimo disinteresse da parte dell?attuale amministrazione comunale altavillese nei confronti della cultura. Mi riferisco a un lavoro pregevole che un nostro compaesano ora residente a Roma, Bruno Di Venuta, si è sforzato di realizzare. Di professione informatico, ha scritto un libro dedicato all?emigrazione dei nostri antenati altavillesi, frutto di un paziente lavoro di raccolta di informazioni, attinte da vecchie lettere dei familiari e persino da archivi americani, come quelli che custodiscono i fogli di sbarco delle navi che, tra la fine dell?Ottocento e l?inizio del Novecento, traghettarono, in veri e propri ?viaggi della speranza?, i nostri concittadini e i nostri connazionali verso le lontane sponde della ?Merica?, sogno di una vita migliore.

Il libro ? dal titolo, appunto, ?La Merica altavillese? ? parla anche delle storie di questi altavillesi (spesso forzatamente) intraprendenti, delle loro fortune e dei loro rapporti con la madrepatria Altavilla. Un lavoro che ha indubitabilmente un posto di riguardo tra le opere che raccontano la storia di Altavilla e di noi altavillesi, originale e documentato.

Ne hanno compreso benissimo il valore enti pubblici come l’Università
di Salerno, l’ANFE (Associazione Nazionale Familiari degli Emigrati) della
Provincia di Salerno, nonché l’Archivio di Stato di Salerno e la Regione
Campania, che hanno manifestato un forte interessamento al lavoro di Bruno
Di Venuta; la Provincia di Salerno ha inoltre deliberato lo stanziamento di
fondi per la pubblicazione del libro. Finanziamenti al libro sono giunti anche dal Credito Cooperativo di Altavilla e dalla Comunità Montana del Calore Salernitano. L?ANFE di Salerno gli ha finanche chiesto di collaborare alla realizzazione del Museo Provinciale dell?Emigrazione. Per non parlare dell?interessamento e delle proposte di collaborazioni da parte dell?associazione ?Salernitani nel mondo? e di associazioni culturali, pro-loco e personalità di paesi circostanti, tra cui Auletta, Roscigno e Padula.

E il Comune di Altavilla Silentina, vi chiederete, come ha collaborato? Ecco come: con un tira-e-molla sul prezzo della pubblicazione, che si è concluso con un?unica offerta: la concessione della pubblicazione dello stemma del paese sulla copertina del libro. Costi: zero, naturalmente, uniti però a un ovvio ritorno in termini di immagine.

Ma, cari altavillesi, vi sembra questo il modo di contribuire alla realizzazione di un?opera a cui hanno guardato con attenzione e gratificazione i principali rappresentanti dello Stato a livello locale?

Tranne, è evidente, quelli del Comune?direttamente interessato dal fenomeno descritto!

Diomira Cennamo

Commenti disabilitati

09 Gen 2006

Iniziativa di Luciano Pignataro a Terranova

Filed under Senza categoria


a Giffoni Valle Piana

Giffoni Valle Piana, 20 gennaio: un vino, una storia

Palazzo Federico II ore 20,30
L’Associazione Borgo di Terravecchia presenta

Romanico 2003 Canosa doc

dell’Azienda Agricola Cefalicchio

con

Vittoria Cisonno, presidente Movimento Turismo del Vino Puglia- Edizioni del Tirso

Enzo Ricciardi, Vicepresidente nazionale Associazione Italiana Sommelier

L?Azienda Agricola Cefalicchio è una società a carattere familiare impegnata nella produzione, trasformazione, commercializzazione di prodotti agricoli biodinamici di qualità. La società è amministrata da Fabrizio Rossi, agronomo da tempo impegnato nell?applicazione del metodo biodinamico in agricoltura e nelle relative procedure di controllo di qualità. L?attività dell?azienda è concentrata nella tenuta di Cefalicchio, di proprietà della famiglia Rossi dalla metà dell?Ottocento, a tre chilometri da Canosa di Puglia. Una seconda unità produttiva è nella tenuta di Lama Marangi, vicino Minervino Murge. Oggi le colture si estendono, complessivamente, su circa 90 ettari e sono inserite in un panorama collinare, tipicamente mediterraneo, da godere in tutte le stagioni. La conversione al metodo biodinamico è iniziata nel 1992 e da allora l?obiettivo è stato quello di realizzare una struttura produttiva armonicamente inserita nell?ambiente. Applicare il metodo biodinamico significa rendere viva e operante una via della conoscenza che può condurre ad una più profonda comprensione della natura, nei suoi aspetti più impalpabili, quegli aspetti che sfuggono alla scienza della materia.

www.borgoterravecchia.it

www.cefalicchio.com

Commenti disabilitati

09 Gen 2006

CAPACCIO. L’ingegnere Granato scrive al sindaco Enzo Sica

Filed under Senza categoria

Già altre volte, di recente, ho espresso, al Sindaco di Capaccio, la mia stima e simpatia per la passione e l?impegno con cui egli assolve il gravosissimo compito di amministrare un Comune così vasto e complesso come quello di Capaccio. Ed è anche vero che i problemi che egli si trova ad affrontare, oltre che gravosi, sono problemi antichi che nessuna delle Amministrazioni che si sono succedute in questo paese, negli ultimi anni, ha saputo risolvere o almeno avviare a soluzione. Sono i problemi di sempre, dunque, che riguardano le infrastrutture e i servizi di base, come le strade di comunicazione interne ed esterne al Comune, i sottopassi urgenti, come ad esempio, quello, importantissimo, della ferrovia a Paestum, mai realizzati, la fornitura di acqua ancora oggi del tutto precaria nel Capoluogo, durante tutta la stagione estiva, il ritiro dei rifiuti solidi urbani del tutto inadeguato agli standard di un Comune come quello nostro, a forte vocazione turistica, gli edifici scolastici ancora da realizzare dopo anni ed anni di attese, il recupero del centro storico, ancora tutto da affrontare, ecc. ecc.
Noi capaccesi siamo più adusi alle critiche che all?elogio, e spesso propensi anche a critiche infondate e premature: così da cittadino che vive, ormai prevalentemente in questo paese, ho potuto notare che gli stessi elettori che consegnarono nella primavera del 2003 un successo brillantissimo al dottore Vincenzo Sica, hanno già da tempo cominciato a criticarlo anche aspramente.
Ora io credo che il Sindaco stesso sia il primo a rendersi conto che quest?anno, appena iniziato, sarà un anno cruciale, per la sua Amministrazione, anche perché è in agenda, proprio nei prossimi mesi, l?approvazione delle modifiche al Piano Regolatore Generale, di cui la massima importanza non può certo sfuggire a nessuno.
E purtroppo, proprio recentemente, il dott. Italo Voza, che rappresentava il più autorevole e prestigioso collaboratore del Sindaco, sia per il ruolo che rivestiva nella compagine Amministrativa, sia per le sue indiscusse e riconosciute capacità personali, ha dovuto dimettersi per motivi di salute.
Noi, nell?augurargli di superare presto, felicemente, questo momento critico, non sappiamo, peraltro, se ci siano stati anche altri motivi a spingere il dott. Voza ad una decisione così importante, come pure qualcuno ha ipotizzato. Se così fosse, io riterrei, da un lato, di dovergli tributare un grande encomio per la sobrietà e la grande dignità del suo comportamento, e dall?altro lato, vorrei però sollecitare il dottore Sica ad una soluzione tempestiva e coraggiosa della situazione venutasi a creare con queste dimissioni. Non mancano, nel nostro Comune, personalità di grande spessore culturale ed umano, che potrebbero, se opportunamente sollecitate ridare nuovo slancio e prestigio alla nostra Amministrazione, senza alterarne la connotazione politica, proprio perché non impegnate direttamente nell?agone elettorale: penso al prof. Mario Mello, ad esempio; penso al Maestro Bruno Bamabacaro, o al prof. Sergio Vecchio; penso anche, perché no, al dott. Domenico Tanza, che, in virtù della sua cultura, e della sua competenza specifica, potrebbe essere un ottimo assessore al turismo, spettacolo e sport.
Io, e con me, ne sono certo, tutti coloro che hanno un forte legame affettivo con questo paese, ci attendiamo proprio una scelta coraggiosa e innovativa di questo genere.
Coraggio, Sindaco, e buon anno!

Antonio Granato

Capaccio 7 gennaio 2006

Commenti disabilitati

04 Gen 2006

Piero Cavallo a Nese: "Scuse a Sica? Mai. Le chieda lui ai capaccesi!"

Filed under Senza categoria

Bella difesa Assessore:?ma non regge?.
Egregio Dottore Nese le confido, con tutta sincerità, di sentirmi onorato e lusingato, in quanto persona della sua caratura e del suo spessore politico, abbia sentito il bisogno e la necessità di replicare ad un mio precedente, pubblicato su questo periodico, mentre lei pensava ad altro . Ma, purtroppo questo la smentisce a priori sulla veridicità della citazione di Aristotele da lei riportata e recuperata chissà, in quale confezione di baci Perugina atta a difendere la tesi opposta.
Entrando poi, nel merito degli argomenti, pregherei piuttosto lei gentile servitore del popolo di non mistificare, modificare e quindi strumentalizzare a suo piacimento le mie affermazioni espresse su Unico n° 47.
E ribadisco:
-Sarebbe il caso caro Assessore controllare in che modo e con quali criteri procedono le fasi di realizzazione dei lavori idrici del capoluogo?
- Vogliamo essere sinceri e dire ai cittadini che la commissione sull?area P.I.P., sul quale verbale lei cerca vanamente di intimorirmi, ( e mi permetto di scoraggiarla a tal proposito ) si è tenuta solo dopo varie ed insistenti richieste (documentate) da parte del sottoscritto atte a fare chiarezza su determinate procedure?
- Vogliamo forse dare un?occhiatina ed analizzare come realmente sono stati gestiti ed utilizzati i tantissimi euro destinati agli edifici scolastici. Alla luce dei tanti disagi a cui quotidianamente sono sottoposti studenti, insegnanti e genitori?
- Non ho mai dubitato della professionalità del Dott. Spagnuolo e non mi sono mai permesso di dargli un valore, come lei dichiara falsamente e strumentalmente, mi sono soltanto limitato a riportare dati certi, reali e incontestabili, circa il compenso spettante al Direttore ( ?. 160.000,00 annui ). Ma, documenti alla mano sarebbe il caso di analizzare i risultati ottenuti dal nostro Manager dal giorno del suo incarico ad oggi ? E a riguardo le ricordo Dottore che il sottoscritto in data 28.11.2005 ha richiesto relazione conoscitiva circa l?operato del Direttore, richiesta puntualmente caduta nel vuoto.
Non credo che le convenga Dottore Nese, accertato che l?interessato è una sua creatura.
Per quanto riguarda le altre faraoniche opere da lei pubblicate non voglio farla stare qui a perdere tempo alla luce del notevole carico di lavoro presso gli uffici comunali a cui è sottoposto, ma, ricorre il dovere di precisarle che l?opposizione fin dalla notte dei tempi ha avuto il compito di vigilare sull?operato della maggioranza, quindi, a limite, dovrebbe essere lei ed il suo Sindaco a darci prove concrete e reali su quanto sventolato spesso su vari periodici e quotidiani locali, ed in tal caso invito lei, ed i suoi colleghi di Giunta, Sindaco compreso ad un confronto pubblico, se ne avete il coraggio, con dati e documenti alla mano, affinché si accerti una volta per tutte se è il sottoscritto oppure voi a riempire di bugie ed illusioni le pagine dei giornali e le coscienze dei cittadini. Quando e dove volete ma pubblicamente !!!
Le mie aspirazioni a diventare consigliere di maggioranza?
Le dirò di più amatissimo Dottore Nese, io non voglio diventare consigliere di maggioranza, io aspiro ad essere eletto Sindaco di questo paese. Ma a riguardo comunque ci tengo a tranquillizzarla (anche per non distrarla dal suo titanico impegno istituzionale ) fino a quando l?attuale squadra di governo sarà rappresentata da tali personaggi, io sono fiero, orgoglioso e mi vanto di essere e di voler restare un semplice ma determinato consigliere di opposizione e se la mia lingua la infastidisce mi dispiace per lei, cerchi di farsene una ragione. (potere e gloria dovranno pur avere un prezzo )
E per cortesia, si esprima con un vocabolario proprio, se ne è in possesso, eviti di scomodare filosofi e soprattutto santi perché è inutile : ? nemmeno questi ultimi basteranno per salvarvi?.
Con immensa stima.

Piero Cavallo
Capogruppo Consiliare Italia dei Valori

Commenti disabilitati

04 Gen 2006

Paolino: "Sica azzera tutto oppure dimettiti"

Filed under Senza categoria

Lettera di Paolo Paolino ad Enzo Sica, sindaco di Capaccio

Caro Sica, se mi trovassi nelle tue condizioni farei una di queste scelte dopo avere seriamente considerato
- l’insoddisfazione ed il malcontento dei cittadini
-l’alto livello di impopolarità raggiunto e gli effetti destabilizzanti delle ricorrenti voci di cambiamenti politici
Come sai non ho interessi personali e tantomeno quello di ambire di fare il Vice Sindaco. Onorero’, secondo i miei principi di coerenza e moralità, il ruolo di Consigliere di opposizione che solo un nuovo responso elettorale potrebbe modificare. A parere mio, l’attuale situazione, anche alla luce delle dimissioni del Vice Sindaco, risente della inadeguatezza della Giunta (tutte persone stimabili) scelta secondo il rigido metro dei voti -e non in base a considerazioni di competenza, esperienza e di professionalità. Per questi ed altri motivi ne consiglio l’azzeramento con l’adozione di un nuovo programma più realistico e confacente alle esigenze di sviluppo del nostro Comune.
.
Dopo un anno e mezzo di opposizione costruttiva e non preconcetta esprimo oggi le mie prime valutazioni sui fatti positivi e quelli negativi della tua amministrazione.
FATTI POSITIVI
- Prevalente discontinuità , soprattutto per i fatti istituzionali, con il tuo predecessore; – rispetto del ruolo del Consiglio Comunale, delle Commissioni e dei gruppi consiliari; – creazione di commissioni di indagine e della commissione di garanzia e di controllo; – miglioramento della funzionalità degli organi comunali e della trasparenza.
FATTI NEGATIVI
1) Do atto che taluni di questi fatti traggono origine anche dalla situazione ereditata dal tuo predecessore, in particolare l’esposizione debitoria, il notevole contenzioso, l’incertezza dei residui attivi e tanti problemi di ordine urbanistico, come la variante al P.R.G.
2) Poco tempo a disposizione, considerato l’impegno di bravo medico, per governare il nostro grande Comune – grandi difficoltà dei cittadini a poterti parlare.
3) Aumento tasse cimiteriali, ICI, tassa rifiuti, Tiket trasporto e mensa scolastica. Furono derise le proposte alternative della minoranza che avrebbero evitato tali aumenti.
4) Chiusura passaggio a livello di Paestum , prima che venisse realizzata la viabilità alternativa, creando cosi’ molti disagi alla popolazione. Discutibile e’ l’ubicazione del sottopassaggio che diverrà un doppione di quello del Cafasso. L’avere poi assunto l’impegno di costruirlo porrà , in perpetuo, oneri e responsabilità a carico del Comune.
5) Reincarico per il PRG, ora PUC con un onere aggiuntivo di 70.000 euro. E’ rimasta inevasa la nota con la quale fornivo indicazioni che avrebbero consentito di :
a) bloccare le attuali spinte speculative volte all’accaparramento di terreni agricoli, in particolare a S. Venere Linora,
Laura, Capaccio Scalo e aree collinari;
b) calmierare i prezzi degli appartamenti, oramai arrivati alle stelle, puntando ad un nuovo piano di edilizia economica e popolare, destinandovi il 75% della volumetria residenziale disponibile. Poichè si sussurrano già chiacchiericci sulle aree che potrebbero, o dovrebbero, diventare edificabili, mi asterrò dal partecipare ad ogni riunione della Commissione Consiliare per il PUC.
6) Errata scelta del Presidente della Helenia Paestum SPA e considerati i negativi risultati ottenuti appare inspiegabile la designazione della stessa persona come liquidatore.
7) Affidamento diretto del servizio raccolta rifiuti, con ordinanza n. 131/2005, ad un privato per il periodo 20 luglio 2005 – 31 dicembre 2005, per circa 2 miliardi vecchie lire, in carenza, a mio parere, di legittimi, presupposti che consentissero la deroga alle norme sugli appalti pubblici, come illustrato nella mozione dei consiglieri di opposizione allegata alla delibera del Consiglio n. 77 del 30/092005, e alla quale faccio espresso riferimento. 8) Proroga dell’affidamento del servizio raccolta rifiuti per altri quattro mesi al medesimo privato del servizio rifiuti con oneri per circa 600 milioni di vecchie lire. Tale atto appare, a mio parere, non solo illegittimo ma temerario e pericoloso per le eventuali responsabilità che potrebbero scaturime, vista non solo la mozione precitata ma anche la delibera di C.C. n. 103 del 25/10/2005. Mi riservo di assumere le piu’ opportune iniziative al riguardo.

Avrei tanto altro da dire ma…
Per una buona meditazione
Paolo Paolino Capogruppo di opposizione

Commenti disabilitati

03 Gen 2006

CAPACCIO. Nese, D’Angelo e Liuccio: ecco le scelte di Sica

Filed under Senza categoria

?Le nomine già prima della befana?, ha promesso il sindaco Enzo Sica. Il dimissionario Italo Voza, vicesindaco ed assessore al turismo, va sostituito. Per il numero due dell?amministrazione comunale è data per scontata l?investitura di Mimmo Nese, già responsabile dell?urbanistica, veterinario ed esponente di Forza Italia, un fedelissimo del senatore Gaetano Fasolino. Resta però libero un posto in giunta. Sarà Gerardo D?Angelo, consigliere comunale di Gromola, il più votato di Forza Italia, dopo gli assessori in carica? Lo vogliono i suoi colleghi consiglieri, recalcitrerebbe un po? il sindaco, che non nasconde la necessità di dare ?più competitività? alla squadra di governo. Nasce così l?ipotesi di coinvolgere Angelo Quaglia, direttore del mercato ortofrutticolo di Pagani, e a Capaccio, esponente dell?Udc, nome gradito a Paolo Paolino, attuale oppositore di Sica. Quaglia no, dicono ancora nella maggioranza consiliare. Sica è tentato dal chiamare in campo una figura di alto profilo culturale. Due i nomi in lizza: Mario Mello e Giuseppe Liuccio. Il docente universitario è politicamente molto vicino a Sica ma appare assai restio ad assumere impegni di carattere politico ? amministrativo. Liuccio, vecchio amico di Fasolino, è invece amareggiato dallo schiaffo avuto dall?estromissione dalle ultime nomine regionali e tornerebbe volentieri in pista per dare il suo pirotecnico impegno per il rilancio di quella Paestum che è ad un tiro di schioppo dalla natia Trentinara. Nei giorni scorsi sono stati contattati anche Angelo Alessio ed Enzo Romano, ex calciatori di origine capaccese, che hanno declinato l’invito. L?ipotesi più probabile è che al consigliere Gerardo D?Angelo vengano affiancate le consulenze ?illustri? di Liuccio e Mello.

Oreste Mottola

Commenti disabilitati