Archive for Novembre 2005

30 Nov 2005

CASTELLO.I dipendenti della Cantina "ValCalore" sfiduciano la dirigenza.

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Lettera aperta

Al Presidente della ?Val Calore S.C.R.L.?
e p.c. al Consiglio di Amministrazione
e p.c. alla FAI-CISL Battipaglia

Nel corso dell?assemblea dei soci tenutasi il 26.11.2005, in prosieguo dall?assemblea del 19.11.2005, i lavoratori della ?Val Calore S.C.R.L.? divenivano destinatari di invettiva ad opera del Presidente dell?Assemblea, Avv. Pasquale Mucciolo Presidente della Val Calore S.C.R.L., nonostante l?argomento trattato all?ordine del giorno riguardasse esclusivamente la <>.
Il Presidente dell?assemblea attribuiva gravi limiti professionali e produttivi alle maestranze aziendali.
Il senso di responsabilità e di affetto mostrato dai dipendenti della ?Val Calore S.C.R.L.? nei confronti dell?azienda datrice, nella consapevolezza dei grandi sacrifici consumati da ciascun socio nel sostenere la ?Val Calore S.C.R.L.? anche in tempo di difficoltà strutturale e congiunturale, a questo punto deve segnare il passo all?indignazione ed assumere i connotati della resistenza alla mortificazione.
Le maestranze della ?Val Calore S.C.R.L.?, dopo aver rinunziato a rivendicare la mancata corresponsione delle dovute spettanze e tentato di porre a disposizione del datore di lavoro il tesoro di esperienza professionale conseguito in decenni di proficua attività, si trovano nella necessità di costituire un comitato di agitazione attraverso il quale rappresentare all?amministrazione aziendale nonché ai soci lo sgomento e l?incredulità dei dipendenti nel ricevere immeritate offese in un contesto di massima diffusione.
Pertanto, in perfetta sintonia con la compagine dei dipendenti, il comitato di agitazione
C H I E D E
la rivalutazione, da parte dell?amministrazione aziendale, della validità, della professionalità e del contributo offerto dai dipendenti della ?Val Calore S.C.R.L.? – gravemente mortificata nel corso dell?assemblea del 26.11.2005 e non coinvolta nel percorso rivolto al pieno risanamento aziendale – auspicando un nuovo convincimento del datore nel rapporto con i lavoratori, da partecipare ai dipendenti con le medesime modalità impiegate per ledere la loro onorabilità. Con l?espresso avvertimento che in mancanza degli sperati riscontri la lotta dei lavoratori per la tutela della loro dignità e professionalità proseguirà senza escludere l?adozione di ogni necessaria azione giudiziaria.
Il Comitato di Agitazione stabilisce di estendere ai soci la decisione del deliberato attraverso la preventiva pubblica affissione della presente lettera nel territorio dei Comuni di competenza della Val Calore S.C.R.L., così come previsto dallo statuto della società per la convocazione dell?assemblea dei soci.

Castel San Lorenzo, 27 novembre 2005

Il Comitato di agitazione

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30 Nov 2005

Ieri sera ad Altavilla mi è accaduto…

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Ieri sera, nel corso di un’assemblea pubblica, il collega Raffaele Grimaldi, moderatore dell’iniziativa (VEDI ALLEGATO 2) , per punirmi di aver portato a conoscenza dell’opinione pubblica del mio paese, Altavilla Silentina, di una volontà del Consorzio Sa 2 relativa all’installazione di un impianto di compostaggio, (ARTICOLO sul settimanale UNICO) mi negava la possibilità di poter rivolgere delle domande ai relatori del convegno (vedi allegato 2). Quello che è ancora più grave è che, nel tentativo “di difendere il microfono” è arrivato ad “allontanarmi fisicamente” (leggi spintonare”) dall’area dello stesso. Questo è avvenuto davanti ad un centinaio di persone. Solo la maia reiterata “resistenza” ed il sostegno dei miei compaesani mi ha poi consentito di poter parlare. Tutto ciò mi ha provocato un grave stress psicofisico.
Ritengo gravissimo il suo comportamento. Tra l’altro il Grimaldi, ed il Sa2, nell’occasione, erano ospiti della cittadinanza.

Sottopongo ai colleghi giornalisti la questione e mi riservo di chiedere all’Ordine di avviare una procedura di censura nei confronti del suddetto Grimaldi.

La sua pur legittima “pagnotta” non lo autorizzava a mettere in atto queste condotte. Nell’occasione io ero un giornalista che aveva l’unica colpa di chiedere “luce” su di un avvenimento che mi interessava professionalmente e come cittadino.

ORESTE MOTTOLA
Redazione 0828 720114
Cellulare 338 4624615

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ALLEGATO 1 – “IL DENARO”
ALLEGATO 2 – Comunicato Stampa Consorzio

Salerno

Palo (Consorzio di Bacino Sa2): 7 mln per un nuovo impianto

Emergenza rifiuti, per Nicola Palo, direttore generale del Consorzio di Bacino Salerno 2, è fondamentale realizzare nuovi impianti. Il Consorzio di Bacino ha già pronto un progetto per realizzarne uno di compostaggio.
Il commissariato ha tanziato 7 milioni per realizzare l?impianto che potrebbe trattare dalle 28 alle 30 mila tonnellate di rifiuti organici, il 50 per cento di quelli catturabili in provincia che produce circa 120 mila tonnellate annue. L?impianto potrebbe sorgere ad Altavilla Silentina, nell?alta valle del Sele. Garantirebbe 15 assunzioni, più 8 nell?indotto.

“IL DENARO” 13-07-2005

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ALLEGATO 2

Il Consorzio Comuni Bacino Salerno 2, da sempre impegnato nel promuovere lo sviluppo della raccolta differenziata dei rifiuti, ritiene che la presenza sul territorio degli impianti di compostaggio sia indispensabile per una definitiva attuazione del ciclo integrato dei rifiuti anche in provincia di Salerno.

Un primo convegno tecnico-scientifico, per informare i cittadini del proprio bacino sul tema delle opportunità e dei benefici degli impianti di compostaggio è stato organizzato ad Altavilla Silentina, presso l?auditorium del convento S. Francesco.
Altri appuntamenti di informazione e di sensibilizzazione sul corretto recupero dei materiali e sulle necessità di avviare attività di compostaggio sono previsti nelle prossime settimane anche negli altri comuni ricadenti nel bacino territoriale del Consorzio Sa2, con la volontà di rendere informati, partecipi e protagonisti i cittadini nelle attività connesse alla raccolta differenziata.
L?incontro di Altavilla Silentina “IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO – benefici sociali, economici, ambientali” è fissato per la giornata di martedì 29 novembre alle ore 18.30 e sono previsti gli interventi di: Dario Barbirotti (Presidente Consorzio Comuni Sa2); Corrado Martinangelo (Assessore Provinciale Agricoltura); Francesco Alfieri (Assessore Provinciale Lavori Pubblici); Michele Buonomo (Presidente Legambiente Campania); Walter Iannotti (Vas Campania – Settore Rifiuti) Nicola Palo (Direttore Generale Consorzio Sa2); Vincenzo Chiera (Commissariato di Governo per l?emergenza rifiuti in Campania).

6 commenti

29 Nov 2005

ALTAVILLA. Sito di compostaggio: un affare per pochi, dicono i Ds

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Un volantino semiclandestino annuncia per martedì 29 novembre alle ore 18,30 presso il Convento S. Francesco una conferenza sull?impianto di compostaggio organizzata dal Consorzio comuni bacino Salerno 2. Due particolari hanno destato immediatamente la nostra attenzione: il primo è che alla manifestazione è stata data pochissima pubblicità, anzi si può dire che sia stata organizzata quasi alla chetichella; il secondo è l?assenza, tra gli interventi previsti, dell?Amministrazione comunale: né il sindaco, né un assessore, né un semplice consigliere. Come se la realizzazione di un sito di compostaggio nel nostro territorio, questo è il vero scopo della manifestazione, non fosse un affare che li riguarda. Noi riteniamo, invece, che interessi, eccome!, almeno qualche amministratore che, consapevole dell?impopolarità della realizzazione, si defila per mettere poi la cittadinanza di fronte al fatto compiuto. Per questo, noi che ci siamo battuti per la difesa dell?ambiente e del nostro territorio che, se preservato, è la vera fonte di sviluppo e di occupazione, noi che ci siamo impegnati per far entrare il nostro comune nel Parco del Cilento, impediremo che venga realizzato un tale scempio del territorio e un tale sfregio alla collettività. Per questo invitiamo tutti i cittadini a manifestare con la loro presenza la ferma opposizione alla realizzazione di un sito di compostaggio ad Altavilla Silentina.

Nessuno si illuda di garantirsi una rendita personale facendo passare un affare per pochi come una opportunità di sviluppo per la nostra collettività.


DEMOCRATICI DI SINISTRA ALTAVILLA SILENTINA
UNITA? DI BASE ?G. GIELLO?

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29 Nov 2005

CASA CARDUCCI: Petraglia precisa. Gli intellettuali attaccano.

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Oreste Mottola
?La casa di Carducci è all?ultimo piano. Io sto cercando di vendere il piano sottostante?. Questa è la difesa di Alessandro Petraglia, consigliere comunale ed immobiliarista. Mostra le carte, non ci sta a farsi crocifiggere. E? davvero difficile oggi, a distanza di 201 anni, ricostruire, in quel palazzotto della vecchia Capaccio, dov?è la camera esatta dove nacque il patriota dei moti cilentani del 1848 e poi trucidato nei pressi di Maratea.

“La storia non si vende. L’abitazione di Costabile Carducci appartiene alla comunità di Capaccio e, per estensione, al Cilento, al meridione e all’Italia?. Taglia corto l?editore Giuseppe Galzerano, storico cilentano e del movimento operaio e rivoluzionario. In parte si deve proprio a Galzerano la conoscenza dell?opera e dell’azione di Carducci, per aver pubblicato nel 1993 le ricerche di Matteo Mazziotti, uscite nel 1909 a Roma, ormai introvabili, sottraendo la figura di Carducci alla polvere degli archivi e all?inevitabile oblio degli uomini. Galzerano ha chiamato a raccolta gli intellettuali cilentani: Gennaro Mucciolo, vicepresidente del consiglio regionale; Antonio La Gloria, già deputato; Giuseppe Liuccio, poeta e giornalista; Angelo Capo, preside e storico; Giuseppe Tarallo, presidente del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Il prossimo 17 dicembre si vedranno presso il Museo del Grand Tour, a Capaccio, nel Convento di S. Antonio, gestito dalla Fondazione Vico. Per parlare di Carducci e della sua casa. ?Il comune due anni fa acquistò dei vani in quella casa. Vogliamo destinarli ad archivio di tutto ciò che è stato scritto, disegnato e filmato su Paestum. C?è però bisogno di soldi che non abbiamo ancora?, racconta Enzo Sica, sindaco di Capaccio. Gli risponde Vincenzo Pepe, presidente della Fondazione Vico: ?La cultura dell?effimero che sovente affascina i nostri amministratori rappresenta una risorsa sovrastrutturale, marginale rispetto alla cose fondamentali. Meno feste, canzonette e sagre di paese più socializzazione della cultura, formazione e recupero del nostro patrimonio storico?. Galzerano, ricorda anche che la famiglia di Carducci era. imparentata con la sua famiglia: ?E questo potrebbe essere un ulteriore motivo per oppormi alla vendita della casa di Carducci e del patrimonio storico del nostro Cilento sovversivo e ribelle. Trovo anche disdicevole che sia un consigliere comunale a stare in mezzo a questa contesa, perchè penso che un rappresentante del popolo dovrebbe naturalmente tutelare il patrimonio e le identità storiche, piuttosto che promuoverne la vendita a dei privati”, stigmatizza Galzerano.

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29 Nov 2005

Slow Food Revolution arriva nella Piana del Sele

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Intervista con Gigi Padovani

Uomo di collina, della Langa, del Sud del Piemonte. Scrive di politica, di cibo, di problemi degli enti locali. E ha avuto successo, l?anno scorso, con un libro dedicato alla Nutella come fenomeno di marketing e di comunicazione (ne è uscita pochi giorni fa una edizione tradotta in Francia): un interesse nato dalle sue radici. Gigi Padovani infatti è nato ad Alba, dove nel 1964 è stato prodotto il primo vasetto della crema da spalmare della Ferrero. La sua formazione giornalistica è stata compiuta nei giornali locali piemontesi. E? a Paestum, per l?annuale iniziativa di ?Galaxia Via Lattea?. Riflette, ricordando l?ultimo romanzo dello scrittore torinese Nico Orengo, sulla sua terra colpita da ?improvviso benessere? e con uno sviluppo caratterizzato da prezzi dei terreni e dei vini alle stelle, con troppi capannoni industriali a fondo valle.. Per qualche giorno Padovani è venuto nella Piana del Sele, ospite dell?Associazione Galaxia Via Lattea, a riflettere sul mondo intorno alla bufala, nel quale pure c?è un giro vorticoso di soldi ma che non sono distribuiti equamente fra tutti gli ?attori? della filiera. Dove c?è il luccicchio dei gioielli, delle auto di grossa cilindrata, e dell?usura e della malavita che cerca di controllare il mercato della materia prima (mais e paglia) e del commercio successivo della mozzarella trasformata. E poi gli incendi e quella ?strana? diffusione della brucellosi. Non c?è un Orengo e nemmeno un Padovani a raccontarci quello che avviene sugli usci di casa nostra. Padovani ha pubblicato sette libri, dal 1979 al 2005: il primo è stato “La liberazione di Torino”, l’ultimo “Slow Food Revolution” (Rizzoli, 17 euro), conversazione con Carlo Petrini sulla storia del movimento che ha cambiato la cultura del cibo in Italia e nel mondo e che è stato presentato nel corso della serata conviviale di Galaxia.

Come è avvenuto l? incontro con il territorio di Paestum e la bufala?

?Ho potuto scoprire e conoscere da vicino un territorio ed una realtà che conoscevo solo per averne letto e degustato i prodotti al Salone del Gusto. L?esperienza è stata molto positiva. Mi pare che la Valle del Sele sia un territorio dalle grandi potenzialità che può dare tanto di più se riesce a scegliere la strada della qualità, della sostenibilità ambientale. La bufala? Io credo che si deve andare nella direzione della riduzione delle quantità di latte prodotta e di un più puntuale rispetto dell?ambiente da parte degli allevamenti?.

Ha visitato delle aziende?

?Sì, quella di Nicola Pietrafesa, presidente di Galaxia. Vi ho trovato un alto rispetto della qualità. Ha imparato a diversificare la produzione, andando oltre la mozzarella. Ho carpito anche un vostro segreto: la mozzarella d?inverno è migliore perché il latte è buono, abbondante e fresco. Mi riprometto di scrivere degli articoli tra ?Stampa? e ?Specchio?. Bisogna convincere i consumatori, io mi impegnerò…

L?avranno portata a vedere degli allevamenti…

?Proprio qui a Capaccio. Sono quelli di Antonio e Stefano Ferro. Hanno 200 bufale, una bella realtà. Il giovane, 26 anni, vuol rimanere in azienda. Hanno investito una cifra consistente per dotarsi di una nuova sala di mungitura. Ma non sono riusciti a farsi dare un euro di finanziamento pubblico. E sa perchè? Le leggi di oggi non permettono di aiutare i giovani che vogliono investire nell?azienda di famiglia!. Il padre dovrebbe cederne la titolarità. E? una contraddizione?.

Avrà assaggiato le varie produzioni della bufala…

?Ho cominciato dalla carne. L?ho assaggiata da voi. Mi sembra migliore quando è cucinata con il sugo, tipo braciola E poi ho potuto apprezzare la ricotta: i dolci che la contengono e i gelati realizzati con i latte di bufala sono straordinari. Sono tra i più buoni che abbia mangiato. Io sono un appassionato di alta pasticceria e se ve lo dico io…?.

Quali sono le fragilità che intravede in questa nostra filiera produttiva?

?Dovete imparare ad andare oltre la mozzarella e evitare la monocoltura. Penso a cacioricotta e yogurt, per esempio. Si possono studiare nuovi prodotti e ricette di alta gastronomia per uscire dal problema dei cinque giorni che la mozzarella ha di shelf life, cioè di vita?.

Padovani, lei è un langarolo, piemontese della collina, ci spiega da dove è iniziata la vostra rincorsa che oggi vi porta ad essere uno dei territori più ricchi dal punto di vista agroalimentare. Oltre la Nutella dei Ferrero, avete i migliori vigneti e tra i vini più in d?Italia…

?All?inizio i nostri produttori, spinti anche dai primi soci di Arcigola Slow Food guidati da Petrini, hanno saputo trarre una buona lezione dall?esperienza francese della Borgogna. Il concetto di ?terroir?, il valore del territorio coniugato alle produzioni locali e di qualità, l?hanno inventato loro. Da qui parte l?esperienza di Slow Food, che comincia con un avventuroso viaggio di Petrini e compagni proprio in Borgogna?.

Langa, terra di grandi suggestioni letterarie: cominciamo da Pavese e Fenoglio…

?Le Langhe di oggi non appartengono più a questi due grandi scrittori che l?hanno raccontata. Oggi le Langhe rischiano di morire per due ragioni: ci sono troppi vigneti e una ricchezza che potrebbe degenerare in volgare ostentazione. Sulle mie colline ci sono troppi consulenti e sono pochi i giovani che accettano di lavorare nei campi. E poi il territorio oggi è assediato da capannoni e villette pretenzione…?.

Come da noi. Extracomunitari a lavorare nelle stalle e nei caseifici e campagne oggetto di speculazioni edilizie…

?Non scherziamo. Voi state messi peggio. La nostra campagna per fortuna non è ancora stata depredata come è successo in queste zone. Quanto alla letteratura, vorrei precisare che oggi a Torino e in Piemonte abbiamo nuovi autori, come Gianni Farinetti, Giuseppe Culicchia e Nico Orengo. Io consiglio di leggere l?ultimo libro di Orengo, si intitola ?Di viole e di liquirizia? e denuncia come le Langhe siano diventate eccessivamente modaiole, con vini di taglio internazionale maturati in barriques e con lieviti starter che creano profumi accattivanti ma non autoctoni. Ad esserne soddisfatti sono solo certi giapponesi o americani che girano per le nostre colline carichi di dollari?.

Il Padovani giornalista, come si racconta dal punto di vista professionale….

Sono diventato giornalista professionista nel 1984, lavoro alla redazione di Torino de “La Stampa” con la qualifica di caposervizio e seguo la politica interna nel Nord Italia come inviato e mi occupa di eventi legati allla cultura materiale. Finora ho pubblicato sette libri, dal 1979 al 2005: il primo è stato “La liberazione di Torino”, l’ultimo “Slow Food Revolution” che ho avuto la possibilità di presentare in una bella e ?calda? serata. Per molti anni mi sono dedicato ai temi dell?infanzia e della scuola e mi sono impegnato con l?Ordine dei giornalisti e la Fnsi per la tutela dei minori: con orgoglio considero un buon risultato professionale aver contribuito al varo, nel 1990, della Carta di Treviso. Ma negli ultimi anni ho dato maggiore spazio anche professionale alla mia antica passione per l?enogastronomia, che sta diventando un impegno molto serio??.

Oreste Mottola
oreste@unicosettimanale.it

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28 Nov 2005

Un motto che mi piace

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Thanks a Gigi Padovani

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26 Nov 2005

Udeur e Ds fuori dal comitato dei sindaci dell?Asl Sa 3

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Udeur e Ds fuori dal comitato dei sindaci dell?Asl Sa 3


Oreste Mottola

Fuori l?Udeur e i Ds. Con la Margherita a fare la parte del leone e Carmelo Conte gratificato con il posto dato al montesanese Manilia. Dopo due anni di richieste c?è stata la rielezione del comitato di rappresentanza dei sindaci dell?Asl Sa3. ?Ci aspettavamo dei programmi invece è prevalsa la lottizzazione politica. Comunque va bene e auguri ai colleghi. Erano due anni che aspettavamo di votare?, dice Armando Mazzei, sindaco di Roscigno. I risultati hanno visto ?passare? due sindaci della Margherita: Cristoforo Cobucci (Celle di Bulgheria) e Sergio Annunziata (Atena Lucana), uno per lo Sdi Massimo Loviso (Polla) e per i Riformisti di Conte Antonio Manilia (Montesano sulla Marcellana). Tra gli eletti, con molti voti dell?Unione, anche Enzo Sica, primo cittadino di Capaccio, fino ad ieri inquieto esponente cattolico di Forza Italia, ?al lavoro per ricreare una nuova Dc? ed oggetto di una corte ?asfissiante? della Margherita.

L?Udeur, rimasta fuori dagli accordi provinciali, ha costituito un proprio gruppo ed ha annunciato di considerarsi all?opposizione. Franco Pepe, di Bellosguardo, già presidente della conferenza dei sindaci, ha dovuto cedere il passo al riformista Antonio Manilia. Dimostrazione di buona volontà della Quercia per cominciare a rimettere insieme l?accordo tra Carmelo Conte e Vincenzo De Luca? L?altro elemento di sorpresa è stata l?elezione di Sica con un robusto concorso di voti della Margherita. ?La politica non c?entra. E? che i sindaci della zona del Calore e degli Alburni, al di là delle sigle di partito, hanno voluto investire sulla realtà più popolosa della zona. Con i voti del centrodestra non sarei passato. Il mio impegno sarà per salvare l?ospedale di Roccadaspide, valorizzarlo ulteriormente, e garantire gli standard della medicina sul territorio. Mercoledì 30 novembre, infatti, tra gli ordini del giorno del consiglio comunale di Capaccio, ci sarà la variante al piano regolatore per l?edificazione della nuova sede del distretto sanitario in via Magna Graecia, in prossimità di Capaccio Scalo. Verrà finanziato dalla Regione Campania con 5 milioni di euro con la realizzazione di due edifici: uno per la sede del distretto, l?altro per un reparto materno-infantile e un centro di riabilitazione?. ?Abbiamo votato per un grande conoscitore delle nostre necessità sanitarie ? dice Giuseppe Capezzuto, sindaco della Margherita ad Albanella – , gli andrò a chiedere di potenziare il mio poliambulatorio. Per il partito lui lo sa, la porta è aperta?. “Giallo” sulla mancata elezione del rappresentante della Quercia. Doveva essere Antonio Domini, sindaco di Agropoli, bassoliniano. Proprio per questa sua collocazione all’interno del partito la componente “deluchiana” ha scelto di non votarlo e di far confluire i consensi proprio sul “contiano” Manilia. Alla presidenza del comitato dei sindaci sembra destinato Cristoforo Cobucci, che di mestiere fa già il dirigente Asl. Una sovrapposizione di ruoli che sembra destinata a far alzare un altro polverone di polemiche.

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26 Nov 2005

Franco Arminio. Ritratto di Saverio Nivizia

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Ritratto di Saverio Sivizia

di Franco Arminio

(Venticinque anni fa, il 23 novembre 1980, due scosse di terremoto del settimo grado della scala Richter – l?equivalente del massimo livello in quella Mercalli – rasero al suolo una vasta zona dell?Appennino meridionale, tra l?Irpinia e la Basilicata, causando tremila morti e decine di migliaia di feriti: famiglie cancellate, 300mila senzatetto, 700 comuni colpiti, in molti dei quali non una pietra rimase in piedi. I governi che si sono succeduti negli anni hanno stanziato per gli aiuti una cifra pari a 58.200 miliardi di lire. Dal 1980 a oggi, 384 persone sono state arrestate e condannate per reati legati alla ricostruzione del dopo terremoto. Questo racconto di Franco Arminio – che ritrae un famoso amministratore locale, poi diventato senatore e ministro della Repubblica italiana – fu inserito da Gianni Celati nell?antologia Narratori delle riserve.
P.S.)

Questo è il ritratto di un uomo che si è realizzato sulle nostre rovine.
Dovessimo attenerci alla pratica dell?eccesso, verrebbe voglia di denigrarlo fino alla sconvenienza, fino a elevare questo testo al rango e alla dignità dello scandalo. Non è nostra intenzione ricondurre la sgomentevole e pestifera politica di Saverio Sivizia ad un malcostume cinico e premeditato. Non pensate ad un solitario profittatore della sciagura, ad un sciacallo in scrivania. Piuttosto, siamo di fronte ad uno spirito di second?ordine, un ruminante della politica, in cui solo la furbizia è ispirazione, regola di vita.
Senza il terremoto, che gli ha indicato la via dei grandi affari, sarebbe rimasto un oscuro senatore e il sindaco dei piccoli imbrogli e dei piccoli favori. Tutto quello che è accaduto in questi anni è un mirabile esempio di fruttificazione prolungata della tragedia. Se lucifero si degnasse di beatificare i suoi uomini migliori, Sivizia sarebbe uno di questi. Egli è riuscito a compiere il miracolo di distruggere una comunità facendo straripare in mille punti il cieco fiume dei contributi statali. Grazie a misteriose alchimie, riesce ad essere presente in ogni trama della vita locale pur dimorando altrove. Ulteriore impresa è l?aver reso, senza fare ricorso a purghe ed epurazioni, mugugnanti e indecisi i suoi oppositori, incapaci di esprimere il loro dissenso in maniera ardita e senza veli. Come è potuto accadere che tanti cittadini hanno mancato di mostrarsi refrattari alle scelte di Sivizia, disponendosi verso di esse infilati nelle forche dell?opportunismo o della rassegnazione? Non commetteremo l?errore di farci un?opinione a questo riguardo. Ciò che sappiamo è che d?ora in poi la vita in questo paese dovrà procedere da un?identità frantumata, da una lacerazione prolungata. Noi vorremmo renderci felici anche di questa afflizione. Per il resto, Sivizia e i suoi seguaci, faranno ciò che sanno fare.

9 Responses to ?Ritratto di Saverio Sivizia?
arminio Says:

November 22nd, 2005 at 22:01
questo piccolo testo mi è costato caro. la mia casa fu dichiarata inagibile dopo il terremoto e ancora non è stata ricostruita. ma forse se la letteratura non costa cara non serve a niente.

gianni biondillo Says:

November 22nd, 2005 at 23:12
Arminio se hai bisogno di un architetto fammelo sapere. ;-) G.B.

arminio Says:

November 23rd, 2005 at 05:39
ne ho bisogno. e qui è difficile trovarne uno che non sia intriso di avidità e patinata ignoranza.

roberto saviano Says:

November 23rd, 2005 at 13:02
Bel pezzo Franco. Bellissimo. Dalla ferita di quel terremoto l?inizio di ogni disastro politico e imprenditoriale?molto più letale delle scosse?

arminio Says:

November 23rd, 2005 at 16:44
caro roberto, questo racconto a suo tempo è servito solo a far danni alla mia famiglia. non so più che fare per smuovere le acque nella mia provincia. stamattina sono usciti due articoli, uno sul corriere del mezzogiorno, ma ho sempre la sensazione che non servano a niente. ci lasciano dire, ci lasciano scrivere perché tutto questo a loro non toglie un voto. penso che dobbiamo fare questa rinunione di cui ti parlavo, magari se parliamo insieme può essere più utile.

vincenzo corraro Says:

November 23rd, 2005 at 17:49
?Ulteriore impresa è l?aver reso, senza fare ricorso a purghe ed epurazioni, mugugnanti e indecisi i suoi oppositori, incapaci di esprimere il loro dissenso in maniera ardita e senza veli.? A volte penso di avere questi strazianti incubi: di non aver mai detto o fatto abbastanza nel mio piccolo contro deplorevoli forme di esercizio del comando. Però è utile scriverne, come fai tu, caro Franco. E come dio comanda, leggendo questo pezzo.

arminio Says:

November 23rd, 2005 at 17:58
caro vincenzo
come è possibile che c?è tanta rassegnazione in giro? a natale dovremmo vederci da qualche parte, io tu, roberto, piero e altri, dobbiamo guardarci in faccia.

roberto saviano Says:

November 23rd, 2005 at 19:09
Ci fisseremo tutti in volto Franco. Presto.

gianni biondillo Says:

November 24th, 2005 at 17:46
Ragazzi, quando passo per Maddaloni vi faccio un fischio, d?accordo?

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25 Nov 2005

Altavilla, torna l?impianto di compostaggio e… le polemiche

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Torna l?impianto di compostaggio e… le polemiche

Gira e gira e tra Altavilla ed Albanella si torna a parlare di rifiuti. E a volte, come nei film horror, certe idee più spaventano e più ritornano. Ci riferiamo all?idea di localizzarvi da questo parte il solito un impianto per lavorare i rifiuti. Progetto già affacciato per la località Tenimenti, la zona di Altavilla affacciata sugli Alburni, e poi ritirato sull?onda della reazione popolare dei residenti. ?Capitolo chiuso?, garantì allora Antonio Di Feo, sindaco di Altavilla. La notizia: ?Emergenza rifiuti, per Nicola Palo, direttore generale del Consorzio di Bacino Salerno 2, è fondamentale realizzare nuovi impianti. Il Consorzio di Bacino ha già pronto un progetto per realizzarne uno di compostaggio. Il commissariato ha stanziato 7 milioni per realizzare l?impianto che potrebbe trattare dalle 28 alle 30 mila tonnellate di rifiuti organici, il 50 % di quelli catturabili in provincia che produce circa 120 mila tonnellate annue. L?impianto potrebbe sorgere ad Altavilla Silentina, nell?alta valle del Sele. Garantirebbe 15 assunzioni, più otto nell?indotto?. Così in una nota uscita sul quotidiano ?Il Denaro? il 13 luglio del 2005 la faccenda è stata resa nota. In piena calura estiva la notizia è passata inosservata. Per poi essere rilanciata in questi ultimi giorni quando, per la necessità di effettuare le prime verifiche tecniche sul terreno, il proponimento è stato portato alla luce del sole. ?Troppi sapevano, era inutile continuare nella manfrina della riservatezza?, confida chi ogni giorno a che fare con la ?cabina di regia? dove vengono trattate le questioni più spinose.
Gerardo Di Verniere poi questa idea non l?aveva mai nascosta. Perfino nella sua famosa intervista dove annunciava il suo ritiro dalla politica poichè intenzionato a darsi all?imprenditoria per ?mettersi a fare i soldi? si era lasciato sfuggire quell?idea ?dell?avvio ad un sito di compostaggio per chi vive nel centro abitato? . A pochi mesi dalle elezioni comunali conviene imbarcarsi in una storia così? ?Storia chiusa. L?amministrazione è contraria. Qualora il Consorzio ci imporrà l?impianto promuoveremo un referendum popolare?. E poi? ?E poi se ci dimostrassero che non ci sono danni per la salute di chi ci vive vicino…?. Giochi del se e del ma. Poi c?è la realtà C?è che questa volta c?è una zona industriale e che il compostaggio dovrà essere realizzato lì. E c?è il cuore dell?industria della mozzarella altavillese che opera nei dintorni. Campi di mais e grandi stalle. Tutti disposti correre il rischio? Per una ventina di posti di lavoro da dare a tecnici specializzati? Di altavillesi quanti ce ne saranno? E? un prezzo che si può pagare? Poi ci sono da mettere le questioni ambientali ed il rapporto con i dirimpettai di Albanella. Accetteranno l?idea di prendersi una parte considerevole dei danni senza avere alcun ?ristoro? economico? Questa certa idea di rimpolpare costi quel che costi le casse comunali perchè c?è il terrore, da clima da post devolution, che può assottigliarsi il flusso di stipendi e gettoni di presenza per i politici. Meglio allora darsi da fare ?per mettere fieno in cascina?. Mica si può passare alla storia perchè l?unica idea di sviluppo partorita è stata quella della statua a Lady Diana benedetta da Enzo Giardullo in collaborazione con una nota stilista che, come faceva di cognome? Tiriamo ad indovinare?.

Oreste Mottola

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25 Nov 2005

Gabriele Iuliano. "Capuano gestisce il comune di Roccadaspide come una bottega"

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Al peggio non c?è mai fine.
L?argomento in discussione era quello ormai tristemente noto della realizzazione della rete distribuzione di gas .G.P.L., proposto dal Sindaco nel mese di agosto del 2004, poi ritirato perché la proposta non era convincente, nuovamente riproposto nel corso del consiglio comunale del 11/10/2005, nel corso del quale il gruppo di minoranza evidenziò una serie di questioni, di merito e di legittimità, che furono ampiamente condivise da quasi tutta la maggioranza, molti consiglieri della quale ebbero parole durissime nei confronti della proposta dalla società Co.Tel s.r.l., unico soggetto promotore, e del metodo usato dal Sindaco. Parole tanto critiche che poi si tradussero in un abbandono dell?aula al momento della votazione, decretando la frantumazione dell?intera maggioranza. Il risultato fu che la proposta, oscena, direi, per quanto prevedeva nei contenuti, passasse con soli 4 voti favorevoli, due contrari (i consiglieri di minoranza) e un astenuto.
Le ragioni di merito che portarono il Gruppo di minoranza ad esprimere un giudizio fortemente negativo e a votare contro, furono tutte esposte nel corso della discussione: si trattava, come si tratta di una proposta (quella della società Co.Tel, s.r.l.) svantaggiosa e non buona, che avvantaggiava unicamente la società proponente, ?. e, forse, qualche altro.
Tali motivi li abbiamo anche riportati in un volantino informativo che abbiamo diffuso nel Paese.
Per queste ragioni il gruppo di minoranza ha proposto immediatamente la revoca della delibera, con cui si la stringata maggioranza riconosceva, invece, l?interesse pubblico e la positività della proposta presentata.
Ne è scaturito uno scontro violento all?interno della maggioranza, con consiglieri e Sindaco che si sono accusati reciprocamente di fare gli interessi personali e non quelli generali, e poi un?incontro con la società proponete, al quale, all?ultimo momento, è stata invitata anche la minoranza. Dopo tale incontro, con operazione fortemente sospetta, l?argomento rete gas è stato ripresentato nuovamente dal Sindaco, affiancandolo a quello della revoca proposto dalla minoranza, sostenendo che alcuni punti della convenzione erano stati modificati.
In verità l?impianto è rimasto nella sostanza lo stesso, ma ciò che ha colpito e sconcertato è stato verificare come quegli stessi consiglieri di maggioranza che avevano usato parole durissime nei confronti della proposta, che avevano abbandonato l?aula, abbiano poi votato la proposta: uno spettacolo desolante.
Mi riferisco ad esempio all?assessore Antonio Miano, il quale addirittura aveva accusato la minoranza di essersi distratta perché aveva consentito che quella proposta passasse (verrei ricordargli che noi, coerentemente, abbiamo votato contro, sia prima che dopo), il quale dapprima si preoccupava del rischio della non realizzazione del tratto successivo a quella di primo impianto, definendo la Co.Tel. società ambigua, che sul punto era stata generica e incomprensibile, e poi ha abbandonato completamente tale questione, che non è stata oggetto di alcuna modifica, e votato a favore; all?ex assessore Franco D?Angelo, il quale ebbe a dichiarare che la proposta della Co.Tel., era, riferisco testuale: ?? palesemente anomala, infondata e incompleta ? che la proposta era pretestuosa, tende a prenderci per i fondelli?, e che poi, dopo l?incontro, ha elogiato pubblicamente tale società e votato a favore, arrivando addirittura a contestare le valutazioni espresse dall?Organismo regionale deputato alla verifica della serietà della proposta, che la definiva negativa e non vantaggiosa per gli utenti. Mi domando perché mai è stato richiesto dall?Ente a tale organismo un parere, se in maggioranza vi era una risorsa scientifica di così alto spessore intellettuale?! O ancora al Presidente del Consiglio, che manifestava più che un dubbio, aderendo alle ragioni esposte dal nostro Gruppo, sulla parte della rete da completare con risorse della società, e che per convenzione deve essere poi obbligatoriamente rilevata dall?Ente, che così deve caricarsi di un costo oggi preventivabile, e che potrebbe essere anche notevolissimo, stante la mancata individuazione del tratto da completare, che dapprima si asteneva, e poi ha votato a favore.
Tutti argomenti prima sostenuti e poi miserevolmente abbandonati.
Infine, non poteva mancare la ciliegina sulla torta: si è scoperto, infatti, che la proposta di questa società era pervenuta all?Ente già sei mesi prima della pubblicazione del bando pubblico, che la stessa era stata ritirata direttamente al protocollo dal Sindaco in persona (Sic!) il quale, addirittura, l?aveva mantenuta segreta e chiusa nel cassetto della sua scrivania, (fatto questo confermato da diversi consiglieri di maggioranza), proposta poi ritirata successivamente dalla società stessa.
Intanto tutti gli atti che la società ha presentato con l?offerta recapitata in busta chiusa a seguito dell bando non risultano, ancora oggi, né vistati, né vidimati da alcuno, men che mai dalla Commissione esaminatrice, e in tutto questo pò po? di cose, l?unica risposta che la maggioranza ha saputo dare, è che è tutto a posto. Come era tutto a posto con i progetti pagati e non realizzati, e che invece si è poi si è ammesso essere per niente a posto.
Credo che mai in passato questo Ente sia caduto così in basso nella gestione della cosa pubblica: dove si opera in assolta autonomia, arbitrariamente e completamente fuori dalle regole che governano la P.A.; in una parola: una bottega.
Gabriele Iuliano

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