Archive for Settembre 2005

28 Set 2005

Festa all’Oasis per Pasquale Quaglia

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Domani sera, alle 20.30, la deputazione eletta all’amministrazione del Consorzio di Bonifica Sinistra Sele, incontrerà amici e consorziati, presso il Villaggio “Oasis” di Laura di Paestum. Alla serata, guidata dal neo – presidente Pasquale Quaglia, che è anche consigliere comunale dell’Udeur, interverrà Clemente Mastella, segretario nazionale del partito del Campanile.

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27 Set 2005

Un giovane regista militante. Andrea D?Ambrosio, da Roccadaspide a Pontecagnano

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I protagonisti che riflettono e raccontano. Ed ecco il film ? documentario ?Mezzogiorno. Le ragioni di un fallimento?, opera di di Andrea D?Ambrosio, Italia, 52 minuti: è un percorso nella memoria che parte nel 1949 dalle lotte contadine nel Sud fino ai primi anni ?80; un?analisi del Mezzogiorno ed in particolare della Campania affidata alle parole di Abdon Alinovi già parlamentare del PCI e presidente della Commissione Antimafia. Ci sono, inoltre, gli interventi di Salvatore Paolino, sindaco di Capaccio-Paestum nel ?49, di Giuseppe Manzione, ex sindaco di Eboli, e di Tommaso Biamonte, parlamentare del PCI. Nei filmati d?epoca dedicati alle rivolte di Battipaglia (1969) ed Eboli (1974), sono presentate interviste ai giovanissimi Roberto Napoli (ex senatore ora all?Authority delle comunicazioni) e a Vincenzo Aita, ex sessore regionale all?agricoltura. Le lotte per l’emancipazione delle classi popolari sono al centro del film documentario. Così come scorrono le angherie ai danni dei contadini dell?Agro Nocerino che vedevano il pomodoro che coltivavano diventare ?oro? solo quando passava nelle mani dell?intermediario camorrista. Al centro del film di D?Ambrosio ci sono le giornate di Battipaglia, nel 1969, con la polizia che spara ed uccide Carmine Citro e Teresa Ricciardi. Roberto D?Ambrosio, nato nel 1975, ha vissuto i primi tre anni della sua vita a Roccadaspide dove suo padre Giovanni risiedeva per lavoro. Ha frequentato l?Accademia d?arte drammatica Pietro Sharoff di Roma. È stato assistente alla regia di Franco Zeffirelli, Amedeo Fago, Mario Monicelli, Andrea Zaccariello, Maria Antonia Avati. Attualmente collabora con l?Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico. ?Pesci combattenti?, dedicato ai maestri di strada di Napoli, è il suo film più conosciuto.

Oreste Mottola

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23 Set 2005

Affare da 1.233.000 euro per la vendita dei terreni di Cannito

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Un comitato d?affari gestiva l?affare dei suoli da destinare agli impianti dell?emergenza rifiuti in Campania. E? quanto sta emergendo da un?inchiesta condotta dalla Dda di Napoli affidata al pm Nunzio Fragliasso.
Embematico è il caso di Capaccio ? che come ha reso noto il quotidiano ?Corriere del Mezzogiorno? dove dietro l?area promessa alla Fibe per stoccare ecoballe di Cdr, c?erano due imprenditori locali indicati dalle forze dell?ordine con legami di frequentazione e conoscenza con un esponente della Nuova Camorra organizzata come Cosimo D?Andrea, il pentito che morì in carcere quattro anni fa e che con le sue affermazioni da collaboratore di giustizia coinvolse, tra l?altro, l?ex ministro Carmelo Conte tanto da determinare per questi il rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione camorristica (il processo a distanza di nove anni è ancora in corso). A darsi da fare per il buon esito di quell?operazione si attivò poi anche un consigliere regionale oggi non più in carica, ma ancora ben inserito nel sottogoverno regionale.


Enzo Sica: ?pagina molto brutta?. La reazione del sindaci di Capaccio

?E? una pagina molto brutta, non solo del capitolo dell?emergenza rifiuti in Campania, ma dell?economia perversa che è intorno al settore. Speriamo che la vicenda possa essere chiarita quanto prima e che chi ha sbagliato paghi. Ciò che dispiace è che quei fondi che potevano essere utilizzati per la raccolta differenziata, per la realizzazione di siti di smaltimento di alto livello tecnologico sono finite nelle tasche di pochi, purtroppo legati all?economia camorristica della Campania?.
Quanti soldi sono stati ?bruciati? nella follia di Cannito…
?Oltre un milione di euro. Quei soldi oggi ci sarebbero serviti, eccome. Potevano far partire la raccolta differenziata. Per farci risparmiare. Speriamo che la vicenda possa essere chiarita quanto prima e che chi ha sbagliato paghi?.
Qual è la situazione dell?ex discarica oggi? ?C?è un deposito sul quale abbiamo attivato una ?caratterizzazione?. E? un procedimento che serve a ?qualificare? l?immondizia che è lì. Seguirà la bonifica. Sono passaggi tecnici che porteranno alla bonifica del sito?.
La zona di Cannito di chi è di proprietà?
?E? di alcuni privati di Capaccio. La passata amministrazione aveva preso in locazione i terreni?.
E ora? ?Continueremo a tenerla fittata fino a quando non bonificheremo l?area. Noi invece vogliamo comprarla come Comune. La vogliamo far diventare un parco naturale. La questione sarà all?ordine del giorno del prossimo consiglio comunale?.

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20 Set 2005

Capaccio. Sica: "I miei programmi per la ripresa autunnale"

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Intervista a Enzo Sica, sindaco di Capaccio

?Non darò soddisfazioni allo sciacallo che ho sommerso il paese di lettere anonime. I miei assessori rimarranno al loro posto?, Enzo Sica, sindaco di Capaccio, smentisce con decisione le voci che lo vedevano intenzionato a liberarsi di alcuni dei suoi più stretti collaboratori. Ci sarà invece una redistribuzione di deleghe che investirà tutto il gruppo consiliare di maggioranza. ?Saranno carichi di lavoro e non incarichi?, precisa il primo cittadino. Intanto la giunta ha depositato una denuncia, per il momento contro ignoti, per la missiva firmata da un sedicente Antonio Franco, nome e cognome tra i più comuni a Capaccio. Vicenda resa nota con un manifesto pubblico sottoscritto da tutti gli assessori. ?Mi hanno rimesso i loro mandati. Li ho ringraziati e gli ho rinnovato in pieno la mia fiducia?, aggiunge. ?Stiamo stanando le aree di evasione sulle tasse comunali. Le accuse arrivano da lì?, dice ancora il sindaco. Sica smentisce anche la voce insistente che lo voleva prossimo a mettersi un?altra casacca politica: l?Udeur o la Margherita. ?Sono stato e resto un democristiano dentro Forza Italia. Voglio un partito unico dei cattolici. Questa ricerca m?interessa. Ma ci tornerò dopo le elezioni politiche?. Il primo cittadino nega che ci sia stato il crollo delle presenze turistiche. ?I dati sulla nettezza urbana raccolta dimostrano che c?è stata tenuta. Al botteghino sono stati staccati oltre 24 mila biglietti per gli spettacoli nei templi?. Corrado Martinangelo, dalla Provincia, ha appena spedito 250 mila euro per un programma organico a favore della pineta del litorale pestano.

Il testo completo nel prossimo numero di “Unico” – in edicola da SABATO …

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20 Set 2005

Aiutiamola a sbocciare, una fondazione per ricordare Rosa Gallo

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Una fondazione, un libro, ed una serata di gala a Verona. Sono le iniziative avviate per continuare il lungo e coraggioso cammino intrapreso da una ragazza di Altavilla Silentina, Rosa Gallo, morta prematuramente a 21 anni, dopo un trapianto multiorgano. La Fondazione ?Rosa GALLO? si propone di informare affinchè su una malattia rara la ?poliposi adenomatosi? ci sia l?informazione e la diagnosi precoce, il sostegno ai malati per tutta la vita, l?informazione ai medici, la ricerca scientifica e la terapia chirurgica. Di grande rilievo è il libro, edito dall?americana Springer, in 60 mila copie, dove contribuiranno tutti i maggiori specialisti mondiali della malattia. Il 20 e 21 aprile 2006, a Verona, ci sarà un congresso mondiale su Ipd e Paf con la presenza di 800 tra medici, infermieri e caposala ospedalieri. Durante il periodo natalizio è poi previsto un concerto al quale interverrà uno dei cori di Altavilla Silentina.

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20 Set 2005

Report sulla situazione politica di Roccadaspide

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?Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica di aeronautica, il calabrone non può volare, a causa della forma e del peso del proprio corpo in rapporto alla superficie alare. Ma il calabrone non lo sa e perciò continua a volare?. Igor Sikorsky

Scommettiamo? A Roccadaspide, per le prossime elezioni comunali, finirà ancora una volta a ?Girolamo contro il resto del mondo?. E ?Donato?, ovvero De Rosa, presidente della comunità montana, guiderà la resistenza di Capuano contro la macchina schiacciasassi che è oggi l’Armata di Auricchio. Gli altri? Pignataro? Gorga? Si adegueranno ad una delle due fazioni o spariranno dalla scena. Chi ha il polso delle segrete cose (ma manco tanto) della politica rocchese non ha dubbi. Questo è un paese conservatore che non ama, e soprattutto, non crea le sorprese. Ed in politica nulla s?improvvisa. Quella che si vede oggi è inutile pretattica. Preliminari. Spreco di energie.”Chi si vuole impegnare non ha i voti. Chi ha già il consenso perchè deve scoprire le sue carte?”, di prima mattina, di domenica, in uno qualsiasi dei bar di Roccadaspide, ecco la sintesi, a misura di Sms, dell’attuale situazione politica. L’anno prossimo si vota. Giuseppe Capuano è il sindaco uscente. Girolamo Auricchio, è noto, lo sfiderà, vuole fortissimamente soffiargli il posto . Capuano comincia a tirare fuori le unghie: con interviste pepate e lettere aperte. Auricchio sventola più o meno presunte ?leggerezze? commesse dall?amministrazione comunale. “Eccezion fatta per quel che muovono tre o quattro fissati”, aggiungono altri interlocutori, ?qui è tutto fermo?. Fissati? “Adesso fanno riunioni, fondano giornali e recuperano associazioni culturali e quant’altro uno si possa immaginare. Ma si deciderà tutto negli ultimi 15 giorni. Dove prevarranno i soliti noti. I pesi massimi”. E le due “stelle” di riferimento, lo dicevamo all?inizio, saranno le stesse di cinque anni fa. L?ultima novità è sui quotidiani della mattinata. Tonino Cuomo, da Forza Italia, si è spostato con la Margherita. Il ?fiorellino? è qui Girolamo Auricchio e Mario Miano. E Cuomo ha un po? di truppe a Fonte che stavano nella fanteria di Capuano. Continueranno a restarci ? “Giuseppe Capuano ha sciolto la riserva. Sarà lui a sfidare di nuovo Auricchio”, racconta Franco Mauro, medico di base, al quale più di uno ha chiesto di candidarsi a primo cittadino. “Ho ringraziato chi l’ha fatto. La mia vanità era indubbiamente solleticata. L’attuale sindaco mi ha aiutato a non rivoluzionare la mia vita. A togliere tempo ed attenzioni alla mia famiglia ed alla professione. Diamo la possibilità a Peppino – aggiunge Mauro – di continuare il buon lavoro amministrativo fatto finora”. Lontano dalla politica è l’ingegnere Giuseppe Antonio Ricco, che sindaco lo è già stato. Un ottimo primo cittadino, il migliore, riferiscono in molti. Glielo ripetiamo. Sorride amaro. “Ah, dicono così? Lasciate stare. C’è stata davvero gara? Oggi sono un estraneo alla lotta politica. Io vedo un centro cittadino sempre più imballato. Se una parte importante dei negozi e delle attività sono gestite da persone che vengono da altri paesi io mi chiedo dov’è finita l’intraprendenza commerciale e l’orgoglio dei rocchesi?. C’è un severo esame da farci tutti. Mica tutto il bene ed il male viene dalla politica? C’entra pochissimo con la vita quotidiana delle persone. E vedo che le nostre zone rurali vanno per conto loro e tutto sommato si salvano”. Torniamo allo stato delle cose presenti. Auricchio vuole fare il sindaco perchè non lo è mai stato perchè, nel passato, ha amato dirigere dalle postazioni di segretario della sezione Dc, assessore comunale, presidente dell’Usl. Adesso, col nuovo sistema, tutto il potere è nelle mani del primo cittadino. Lui lo sa, e mai come questa volta non può permettersi di perdere. Un’altra sconfitta equivarrà alla cancellazione dal proscenio politico. Per lui quella che si prepara è la madre di tutte le battaglie. Mentre i tre galli (c?è e pesa De Rosa) si preparano alla zuffa, vuole conservare l’anonimato chi mi propone di rispondere ad un’altra domanda. “Diciamo sempre che siamo la capitale della Valle del Calore, il centro direzionale di un intero comprensorio che vorrebbe attrarre a sè anche le zone degli Alburni. Ma Aquara e Castel San Lorenzo, effettivamente, quanto ci riconoscono effettivamente questa primazìa? La Banca è di Aquara, la Cantina Val Calore è di Castello. Rocca cosa ha prodotto? L’ospedale? Le scuole superiori? Mica sono cose solo nostre… Non eravano la “capitale?”. Torna poi il discorso sulle occasioni perse: la zona industriale voluta in alta montagna, l’area commerciale a S. Antonio e l’aver negato a Fonte la possibilità di uno sviluppo industriale ordinato e rispettoso degli equilibri ambientali e paesaggistici. “Le nostre campagne nell’immaginario di molti di noi politici ?paesani?restano il luogo dove andare a procurarsi il capicollo, le fave ed i voti?. Tempi belli di una volta. Ora è Fonte a guidare l?economia del paese. Così come torna il ?disagio? di questo paese a riappropriarsi ed au utilizzare i tanti talenti che ha sparso in tutta Italia: da Ennio Rega e Massimo Venturiello, da Andrea D?Ambrosio a Raffaele Mancoletti, da Liliana Urti a Mario Tiso. Roccadaspide rimane un paese di bottegai, si diceva tempo fa, ora che i negozi passano verso mani ?forestiere? come la mettiamo?
Oreste Mottola

IL REGISTA

Andrea D?Ambrosio è nato a Roccadaspide (Salerno) nel 1975. Ha frequentato l?Accademia d?arte drammatica Pietro Sharoff di Roma. È stato assistente alla regia di Franco Zeffirelli, Amedeo Fago, Mario Monicelli, Andrea Zaccariello, Maria Antonia Avati. Attualmente collabora con l?Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico.

L?INFORMATICO
Raffaele Mancoletti, Co-Redattore Corso Visual C++, nato a Roccadaspide (SA) nel 1973.Maturità scentifica conseguita presso il locale Liceo Scientifico. Ha eseguito lavori di programmazione gestionali presso enti privati e pubblici di Roccadaspide, docente di informatica di Base e pacchetti Office presso la Emme Informatica di Roccadaspide. Sistemista Linux, Windows, Unix ed assemblatore presso la Emme Informatica. Impegnato nella configurazione del provider People.
Ha realizzato il software gestionale per la “CATERPILLAR” presso la IBM S.p.a. Segrate (MI) realizzato in Visual C++ 6.0. Attualmente dipendente della D.P.E. srl, software house di Salerno, proprietaria del Software A.I.S. x automatizzazione e realizzazione di infissi in Alluminio e programmi di Ottimizzazione Piana e Lineare. E’ raggiunbibile all’indirizzo e-mail: rafman73@yahoo.it

Oreste Mottola
oreste@unicosettimanale.it

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20 Set 2005

Il sindaco di Altavilla lascia la casa delle libertà

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Di Feo: ?Me ne sto andando nella Margherita?
Il sindaco di Altavilla lascia la casa delle libertà

?E? semplice. Il 31 dicembre scorso mi è scaduta la tessera dell?Udc. Non l?ho rinnovata?. Da questo punto in poi Antonio Di Feo, sindaco di Altavilla Silentina, alla conclusione del primo mandato, ha iniziato una veloce marcia di avvicinamento verso la Margherita. Così lui la racconta. E ci aggiunge di essersi preso ?un anno sabbatico con la politica?. La verità è che dai vertici salernitani del partito di Casini e Follini Di Feo è ?scollato? da tempo. Ed è da quasi otto anni che Alfonso Andria lo tenta e lui resiste. Il suo imprinting politico è a destra. Ma c?è un momento in cui gli argini si rompono. Lo ha fatto il suo amico Fernando Zara e Di Feo lo segue. Non nell?Udeur, ?mal frequentata? ad Altavilla. Last but not least, tra l?Udc ed Andria ci sono state anche un paio di ?infedeltà?. Verso Alleanza Nazionale, con il sostegno assicurato al ministro Alemanno (ultime europee) ed il voto alle Regionali ?ufficialmente? assicurato a Donato De Rosa, presidente della comunità montana. ?Per la verità la mia apertura di credito odierna è verso Alfonso Andria, che stimo. Io non ho cambiato opinioni politiche. E che sto rivalutando i rapporti umani. Alla fine rimane solo quello?, commenta il primo cittadino altavillese. Di Feo come Cuomo, allora? ?No. Io non c?entro con le scelte dell?uomo politico ebolitano?, aggiunge Di Feo. Se ne va da Andria, con l?eurodeputato impegnato a ?frenare? gli entusiasmi di Villani e Valiante per la recente adesione di Cuomo al Fiorellino. Vedremo così l?ex consigliere provinciale altavillese andarsi a sedere al ?tavolo? del centrosinistra altavillese impegnato a scegliere proprio il suo sfidante? ?Perchè ci sarà una scelta politica??, chiede con l?aria di chi la sa lunga. ?Io rimango cattolico. Statalista. Cultore del senso delle istituzioni? . Chi seguirà Di Feo? Lo sapremo nei prossimi giorni.

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20 Set 2005

Ermanno Corsi questa sera da Miniaci

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Questa sera LUNEDI, alle ore 20.30, al Persano Country Club di Borgo S. Cesareo di Albanella (a 10 minuti da Eboli – Battipaglia), Ermanno Corsi, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, presenta il suo ultimo libro “Aspetti della Campania”.
Da Battipaglia, deviare per S. Cecilia, alla rotatoria girare a destra, alla seconda rotatoria (di fronte ingresso base militare Persano) prendere direzione sinistra. Da Eboli, direzione S. Cecilia, deviare alla rotatoria di Fiocche (di fronte ex tabacchificio

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16 Set 2005

Albanella e Paestum, due dibattiti su bufale e mozzarella

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18 SETTEMBRE. dibattito a Matinella di Albanella

Alle ore 18 di domenica 18 settembre 2005, alle ore 18. Presso la sala della scuola materna di Matinella (Albanella), si terrà un pubblico dibattito sul tema: ?L?allevamento bufalino nella Piana del Sele. Tra realtà e strategie di sviluppo?. Interventi di: Giuseppe Capezzuto, sindaco di Albanella; Domenico Ranesi, dirigente attività produttive della Provincia di Salerno; Michele Cerrato, docente di economia agraria all?università di Catanzaro; Paolo Piciocchi, docente di marketing all?università di Salerno; Maristella De Martino, giornalista de ?Il Mattino?; Donato De Rosa, presidente comunità montana Calore; Angelo Villani, presidente dell?amministrazione provinciale, Gaetano Fasolino, senatore; Antonio Valiante, vice presidente della giunta regionale; Alfonso Andria, europarlamentare. Conduce: Oreste Mottola ? giornalista ?Il Mattino?, ?Unico? e ?Bubalus Bubalis?

19 SETTEMBRE. I Georgofili a Paestum per parlare di ?Evoluzione dell?allevamento bufalino

Lunedì 19 settembre alle ore 9.30 i soci dell?Accademia dei Georgofili terranno, presso il museo agricolo dell?azienda Vannulo di Antonio Palmieri, un incontro di studio sul tema: ?Evoluzione dell?allevamento bufalino. Tra i relatori Francesco Giulio Crescimanno, presidente del sodalizio, Antonio Palmieri, concluderà il professor Donato Matassino, uno dei più noti genetisti animali italiani.

Mozzarella Dop, i grandi gruppi all’assalto dei produttori locali

di Oreste Mottola

oreste@unicosettimanale.it

Redazione: 0828 720114

Cellulare 338 4624615

?Mozzarella mon amour?, era il titolo dell?inserto a colori a corredo di un viaggio, entusiasta, tra allevamenti e caseifici campani. Ma il punto di eccellenza è la Piana del Sele, dove il fenomeno è uscito fuori dai tradizionali confini di Battipaglia e Paestum, dov?era facile vivere vendendo i latticini ai turisti che percorrevano la Statale 18 che porta nel Cilento. Adesso è l?entroterra a prendersi la rivincita. Con una famiglia di piccoli allevatori, che in poco più di quindici anni, s?inventa prima un piccolo caseificio, poi un?innovativa rete distributiva in tutta Italia e adesso (grazie all?ottimo fatturato) si fa pubblicità sulle reti Rai. E?. Sono i Di Masi, da Altavilla Silentina, quelli de ?La Contadina? che hanno trascinato quasi l?intero paese . Producendo posti di lavoro, negli allevamenti e nei caseifici, ma anche nell?indotto dei trasporti. Ma il loro non è un fatto isolato. E? il Mezzogiorno del lavoro, dello sviluppo e della valorizzazione intelligente delle risorse locali. Sì, se c?è una piccola, sapida, vittoria del Sud è arrivata con la mozzarella di bufala. Rappresenta, attualmente, il più importante successo internazionale della tavola italiana. All’estero, agli inizi, odorarla, addentarla, serviva a placare un po? la nostalgia degli immigrati, ma ora la succosa mozzarella è dilagata e ha conquistato le vetrine dei migliori negozi, da New York a Parigi, da Londra a Berlino. La ama la Regina dei londinesi, è sui piatti di Tony Blair e signora, la desiderano i presidenti Usa, la cercano Martin Scorsese, Caterina Zeta Jones e Michael Douglas volevano diventare proprietari di un un intero caseificio della Piana del Sele. Recentemente si è aperto un caseificio italiano a Pechino e a Tokyo sono pronti a pagarla oro. I migliori ristoranti europei e d’oltreoceano l’hanno messa in testa alla lista dei formaggi. In Italia poi, il latticino della bufala è diventato una moda: lo si consiglia dappertutto, spesso a sproposito, lo si divora senza neppure annusarlo, senza neanche quel piccolo raccoglimento che ai prodotti, insieme leggendari e carichi di storia, è dovuto.

I NUMERI. Il patrimonio zootecnico delle aziende bufaline in provincia di Salerno, è concentrato in non più di 10 Comuni, è cresciuto molto negli ultimi anni. L’Istat, con il censimento 2000 dell’agricoltura, parla chiaro: nella piana del Sele sono state individuate 365 aziende con allevamenti bufalini ( +65, 9 per cento rispetto al 1990 ), alle quali fanno da contraltare ben 34.757 capi di bestiame (+ 134,8 per cento sul 1990). E in Campania le aziende senza terreno agrario che allevano bufale sono aumentate del 150 per cento in 10 anni. A fronte di queste cifre Nicola Pietrafesa, presidente dell?associazione culturale di settore ?Galaxia Via Lattea?, vede un pericolo concreto: “Potrebbero esserci danni all’ambiente ed al turismo, veicolo di diffusione – quest’ultimo – del prodotto mozzarella ed elemento di sviluppo insostituibile per il territorio?. Il consorzio Talenti prevede, ad Altavilla Silentina, 24 miliardi di vecchie lire d?investimento, la costruzione di un centro per la raccolta e la trasformazione del siero di latte dei caseifici. Paestum, Matinella e dintorni, la piana di Altavilla. Il triangolo d’oro della mozzarella di bufala della Piana del Sele è quasi tutto qui. Con un robusto indotto economico da “filiera corta”, ovvero dal produttore al consumatore, fatto di braccianti agricoli, operai, casari, venditori, trasportatori e terziario avanzato. Il boom è stato massiccio, travolgente, soprattutto negli ultimi cinque anni.

L?ASSALTO. La mozzarella, bella e nostrana, fa molta gola ai grandi gruppi dell?agroalimentare italiano. Non è una novità: è già successo a Latina, sta ripetendosi a Caserta. Ad accompagnare l?offensivo c?è una campagna pubblicitaria incalzante fatta di accento napoletano e soprattutto facendo shopping tra alcuni medi produttori che ormai sfornano aversane e trecce su licenza. In prima fila ci sono le grandi corazzate dell’agroalimentare italiano. Un nome su tutti: Galbani. Seguono poi Alival, Yomo, Invernizzi. Galbani aveva messo gli occhi sulle bufale che pascolano nei terreni che guardano ai templi pestani. Aveva progettato di rilevare l’ex Cirio, ha poi preferito stringere accordi con alcuni grandi produttori campani che incartano mozzarella con il noto marchio. Il marchio Galbani è oggi, “il primo acquirente” di una grande fetta della produzione campana di mozzarella di bufala. I più grandi tra i produttori del casertano, ovvero Brandi e Garofalo, si sono consegnati mani e piedi alla grande industria.

Il settore è particolare, i saperi che governano l’allevamento delle bufale e poi la trasformazione del loro latte nelle deliziose mozzarelle hanno stratificazioni secolari ed è difficile da standardizzare nelle procedure industriali.

Ma non sempre è così: c’è un precedente, la Pettinicchio. Partendo dalla provincia di Latina, è poi approdata sul ricco mercato romano. Aveva raggiunto dimensioni ragguardevoli. Ma ha avuto problemi di gestione della crescita e così ha dovuto vendere alla grande Yomo. Oggi Pettinicchio è un azionista della Yomo, uno dei tanti, è solo un nome, è la grande azienda a governare il miracolo della Pettinicchio. Stesso copione per la Mandara. L’azienda ha una performance brillante, cresce a dismisura. Ma ha dovuto poi vendere all’Alival.

E nel salernitano? “Siamo ancora tutti piccoli e piccolissimi. Nessuno ha avuto exploit tali da risvegliare la cupidigia dei grandi”, dice un produttore.

Ma ad impensierire è il crescente successo di mercato della mozzarella pestana e del suo più immediato hinterland. Quando i fatturati crescono la logica del capitalismo porta inevitabilmente al pesce più grande che va a caccia del più piccolo per poterselo mangiare.

Due sono le teste di ponte per affondare il nostro miracolo della mozzarella. Il primo è nei buchi alla legge che aprì l’allora ministro dell’agricoltura Pinto. “La vedete la pubblicità dei formaggi che si chiamano mozzarella, quelli con lo scugnizzo napoletano, il Vesuvio, la signora Carmela? Ecco – aggiunge lo stesso produttore -, sono vere e proprie pistole puntate alla nostra testa. Penso con tristezza al fatto che ministri come Pinto e Pecoraro Scanio non seppero, o peggio, non vollero, difenderci?.

La dop, la denominazione di origine protetta, se c’è è merito dei nostri piccoli produttori. E’ una tipicità legata alla terra, agli uomini, alle bufale campane. Ed al rilievo qualitativo della mozzarella della Piana del Sele.

Secondo i produttori nel momento in cui il prodotto mozzarella di bufala è realizzato da poche grandi industrie i francesi, i tedeschi e via via gli altri chiedeanno di smantellare questa protezione di cui godono le aziende locali.

Poi ci sono le strategie promozionali, i prendi tre e paghi due e i punti premio. Non solo. ?La Invernizzi – aggiunge il produttore – quando ha dovuto lanciare la sua mozzarella ha messo subito sul piatto oltre 24 miliardi di vecchie lire di bombardamento pubblicitario. Ditemi cosa possiamo opporre noi?”.

Il resto lo ha fatto il mercato internazionale. Il consumo dei più grandi formaggi francesi e padani è in regresso. La mozzarella, no.

LA STORIA. BUFALE E BUFALARI. LA POVERTA’ E LA MISERIA. La loro è una storia di povertà e miseria. Fino a non molti anni fa vivevano in zone paludose, malariche di cattiv’aria, come si diceva, e a condividere questa vita c’erano gli allevatori, spesso ammalati, emarginati dai paesi. Ma con quel rito amoroso che li accomunava: all’alba il massaro intonava dei piccoli lamenti, era la chiama ad alta voce delle bufale, per prendere il latte. Ed ecco “Anema disperata”, “Core ‘ngrato’, loro che riconoscono il suono, vanno all’appello. Il grande poeta Rocco Scotellaro diceva che se si fossero messi insieme i nomi di tutte le bufale avremmo composto un poema della povertà . Ma oggi non è più così, le paludi sono state bonificate, il lavoro è meno duro e le nostre si chiamano “Principessa”, “Regina ‘o sole”, “Bella zinna”. Sì è tutto cambiato, per fortuna. Dalle poche migliaia di capi del dopoguerra, oggi è un allevamento ambito, anche se occorrono grandi spazi e poca stabulazione (vita coatta nella stalla), il mangime dev’essere naturale.

LA STORIA DI UNA ALLEVATRICE. Siamo a Paestum, nel salernitano, a un passo dal mare. Proprio di fronte ai templi greci, calcarei, che seguono la curva del sole, bianchi al mattino e dorati al tramonto, nella vallata del fiume Sele, esiste uno dei più antichi allevamenti di bufali. E’ quello della giovane nobildonna Evelina Salati Iannitti, discendente di un patriziato da sempre fedele alla terra. “Per carità , ma quale nobildonna, io sono agronomo e dall’alba al tramonto sto con loro, con le mie bufale”. Evelina vive nella sua azienda agricola con l’attivissima madre, il marito architetto, i figli, e 350 bufale, mentre il fratello Giovanni porta avanti il caseificio. Accanto alla villa padronale sopravvive a stento un piccolo borgo rurale del Settecento, con le case coloniche, la chiesetta, e due bufalare, antichissimi alloggi dei massari, dichiarati monumento nazionale e che si stanno tristemente sbriciolando nella colposa indifferenza generale.

Il Polo agroalimentare

Il rilancio del comparto bufalino campano parte da Eboli. Dall?azienda Improsta, dove sta per sorgere un vero e proprio campus per la ricerca applicata e la didattica. L?allevamento dell?Improsta, oltre duecento capi, è stato tra i primi ad essere risanato dalla brucellosi. “Vi costruiremo un centro all’avanguardia nell’aiutare il comparto bufalino sia verso i nuovi traguardi di mercato che lungo la strada della qualità e della tracciabilità delle sue produzioni”. Parla, Vincenzo Aita, assessore regionale all’agricoltura e foreste, di professione è un imprenditore agricolo della zona della Piana del Sele ad un tiro di schioppo dall?Improsta, ed il settore lo conosce bene. E? ben conscio delle potenzialità di mozzarelle, scamorze, ricotte e trecce (ovviamente di bufala) come “medium” per il territorio. La Piana del Sele, è la zona fra le più interessanti d’Europa per la ricchezza, la qualità delle risorse agricole e agroalimentari, nonchè per il dinamismo della classe imprenditoriale. Venticinquemila ettari di superficie agricola utilizzata dell’area, pari al 3,8% della superfice agricola utilizzata campana, ospitano circa 7.000 aziende agricole ed una produzione lorda vendibile di 400 miliardi di lire. Il comparto bufalino con 74 caseifici, ha un fatturato di oltre cento miliardi, con un’occupazione di circa 2000 addetti. Aita sa, come spiegano fior di esperti, che dietro ad ogni prodotto tipico che si afferma sul mercato c’è sempre una fitta rete di attività economicamente valide. E? questa la filiera. E quella degli annessi e connessi alla mozzarella è quasi tutta campana.

Oreste Mottola

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15 Set 2005

Ritrovate a Gragnano, Napoli, due motozappe rubate ad Altavilla Silentina

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GRAGNANO Ruba due macchine agricole Aveva nascosto nel suo garage due motocoltivatrici risultate rubate nel salernitano. Un pregiudicato è stato denunciato per ricettazione. I carabinieri, ieri mattina, hanno effettuato una perquisizione nel garage di Francesco Longobardi, pregiudicato di 33 anni, residente in via Croce e hanno rinvenuto due motocoltivatrici risultate rubate il 9 settembre ad un agricoltore a Altavilla Silentina in provincia di Salerno. L’uomo è stato denunciato in stato di libertà con l’accusa di ricettazione.

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