08 Feb 2016

Con Giorgio Mottola sono tra i finalisti del premio Primula d’Oro – ecco come votarci

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CLICCA IL LINK DA QUI E VOTACI

http://www.infocilento.it/2016/02/08/premio-cilento-primula-doro-ecco-chi-accede-alle-nomination/

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05 Feb 2016

Partito Socialista di Salerno. Mucciolo lascia

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Al Compagno Silvano Del Duca
Segretario Provinciale di Salerno PSI

e.p.c. Al Compagno Riccardo Nencini
Segretario Nazionale PSI

Alla Compagna Maria Cammarano
Vice Segretario Provinciale di Salerno PSI

Al Compagno Marco Riccio
Segretario Regionale della Campania PSI

Ti vorrei ricordare che il Direttivo Provinciale l’ultima volta è stato convocato dopo le elezioni regionali per prendere atto soprattutto del significativo risultato elettorale che il Partito aveva ottenuto in Provincia di Salerno, grazie anche all’impegno diretto in campagna elettorale di nove persone, compreso il sottoscritto.
Da allora non solo non è stato convocato il Direttivo per discutere di questioni politiche importanti, come lo è l’organizzazione della conferenza programmatica provinciale del 6 Febbraio, ma nemmeno la Segreteria Provinciale. Forse mi sarò distratto, ma non mi risulta che il Partito a Salerno sia stato commissariato.
A questo punto per salvaguardare la mia dignità di socialista e di uomo, mi dimetto irrevocabilmente da Presidente Provinciale del Partito.
Tanto ti dovevo. Buon lavoro.

Pasquale Mucciolo

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03 Feb 2016

Cambio in corsa dell’addetto stampa del sindaco. Caramante sostituisce Desiderio CAPACCIO. Passa da Paola Desiderio a Carmine Caramante il ruolo di addetto stampa del Comune

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La corrispondente del Mattino torna alla sua attività di giornalista sul campo che ha sempre praticato ed ha approfittato della lunga giornata della manifestazione contro la prevista centrale a biomasse per ufficializzare la sua nuova collocazione. Ecco i loro commenti.
CARAMANTE. Il Portavoce Ufficio Comunicazione Istituzionale, Carmine Caramante, risponde su FB, chiarendo i motivi per cui ha accettato questo nuovo ruolo, conferitogli dal Sindaco Voza: “Visto che ritengo molti di voi miei amici ma soprattutto persone che stimo, ci tengo a dirvi questo: perché´ parlate di incoerenza. Perché´ essere stato consigliere comunale e portavoce con marino mi impedirebbe di farlo attualmente per il sindaco Voza? Non sono mai stati avversari, il mio passato non mi è da ostacolo per nuovi incarichi anzi è un’esperienza in più´. Io sono un uomo libero, svolgo attività nel campo della comunicazione da tempo, iscritto all´ordine dei giornalisti. Questo è il mio paese. Il sindaco Voza mi ha chiesto, e me lo ha chiesto da tempo, di svolgere il ruolo di portavoce. Ho deciso di accettare solo adesso perché´ lo ritengo professionalmente positivo e perché´ ritengo che negli ultimi mesi sono cambiate molte cose che di fatto hanno portato al varo di una nuova giunta e di un nuovo corso amministrativo. Quanto al mio ruolo nel direttivo del pd sono stato chiaro con i colleghi comunicandolo nell´ultimo direttivo. Io resto nel pd, poiché´ essere un democratico riformista prescinde da queste cose. Sul piano locale ovviamente, essendo note le posizioni del gruppo consiliare, per ovvi motivi di opportunità mi asterrò´ dal partecipare alle riunioni di direttivo. Questo è quanto. Non è una minaccia e nemmeno un avvertimento, chi mi conosce lo sa, ma vi invito umilmente al rispetto. Qualora dovessi mio malgrado leggere cose che lederanno ingiustificatamente la mia immagine e la mia integrità morale, saro´ purtroppo costretto a tutelarla.”.
PAOLA DESIDERIO: “Ieri è stata una giornata molto intensa. Sono tornata alle origini, al lavoro in “trincea” e devo ammettere che è stata un bel ritorno. Ho la fortuna di lavorare per un grande quotidiano, Il Mattino, e un giornale on line, Infocilento.it, che forse anche grazie al mio piccolo contributo, sta raggiungendo importanti risultati. Ho la possibilità, con il mio lavoro, di contribuire attivamente a una causa importante come quella per cui abbiamo manifestato ieri. Ho l’opportunità di scrivere della bellissima terra in cui viviamo e che dobbiamo difendere ad ogni costo. E poi voglio ringraziare le tante persone che in questi giorni hanno manifestato attestati di stima nei miei riguardi: un’iniezione di fiducia fa sempre bene”.

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24 Nov 2015

AMARA FONDOVALLE. Tutte le firme che ci sono sotto al disastro

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CHI PAGHERA’ PER L’AMARA FONDOVALLEhttps://mail.google.com/mail/u/0/images/cleardot.gif

“Caso mai la Fondovalle Calore dovesse inaugurarsi, fatelo di notte e in silenzio, stendete un solo striscione: “scusate il ritardo”. A chiederlo fu Franco Latempa, già presidente della comunità più drammaticamente interessata, quella del Calore Salernitano. Già, ma chi rema contro l’opera che è perennemente annunciata per togliere dal buio di una sorta di Medio Evo le comunità incastonate in quella sorta di enclave tra l’Alto Cilento e il Vallo di Diano? I soliti ambientalisti, ovvero i talebani del vincolo, dicono dalle parti dei fratelcamerati che dovrebbero amministrare la provincia di Salerno . E già, e perché non i perché dimenticare i vitivinicoltori o i produttori di fagioli o ancora i temibilissimi pipistrelli da sempre residenti nelle Grotte di Castelcivita? I lavori della Fondovalle Calore si fermano e e vanno avanti a singhiozzo. Movimento terra? Oggettivamente c’è, pure tanto. Cemento? Anche qui ottimo e abbondante. Finanche una galleria. Pezzi e sezioni di lavori pubblici che a “contabilità” rendono. Così come, politicamente, i tagli di nastro e le prime pietre con alla testa i politici di tutti i colori. Quante cerimonie? Almeno tre. L’unico processo della Tangentopoli salernitana concluso? Quello, a cavallo degli anni Novanta, … per la Fondovalle Calore. Brillanti campagne di stampa e carriere sprint nei media? Quelle costruite a partire dalla Fondovalle. Stop, per carità di Dio.

I PRIMI UNDICI INUTILI CHILOMETRI

La strada? O meglio i primi dieci quasi undici inutili chilometri, vabbè quella la si può solo immaginare. Sotto allora con i “nemici miei, talebani del vincolo immaginari”, a voler parafrasare un celebre pamphlet degli anni Settanta scritto da Vittoria Ronchey. Un nemico ci vuole, al quale addossare i ritardi. Ora a chi tocca? Si discute sempre a slogan e a partito preso. La destra dà la colpa alla sinistra. Quando la sinistra tornerà al potere a Salerno proverà a prendersela con la destra. Come e perché è evaporato una porzione importante dello stanziamento originario del Cipe, oltre 80 miliardi, che prima del crollo del muro di Berlino rappresentava una bella montagna di soldi? Un ripasso veloce: i lavori avviati nell’88 furono sospesi nel ’92 a causa di un’inchiesta giudiziaria. Solo nel 2007 sono ripresi. «I fatti del 1992 sono uno scandalo che hanno fatto iniziare l’opera con metà del finanziamento di allora», è la tesi di Antonio Valiante, quand’era vicepresidente della giunta regionale campana.

VALIANTE: LO SCANDALO DEL 1992 SI E’ PRESO META’ DEI SOLDI

Proprio quella montagna di soldi poteva essere recuperata se nel 2008 non fosse stata chiusa velocemente un’azione per il risarcimento dei danni. “Abbiamo chiuso tutta la vicenda a costo zero” dissero allora alla comunità montana degli Alburni. L’ente montano degli Alburni, allora con sede a Postiglione, più o meno nel 1988, aveva richiesto un indennizzo di 110 miliardi di lire, diretto soprattutto alla Società Italiana per Condotte d’Acqua S.p.A. ed alla Todini, originariamente vincitrici della gara d’appalto per la realizzazione della Fondovalle Calore. La Procura di Salerno, anche sviluppando le informazioni contenute negli esposti denuncia di un coraggioso avvocato di Aquara, Giuseppe Serrelli, aveva svelato un intreccio di tangenti. Scattano gli arresti e poi i relativi processi. Da qui la domanda di risarcimento alla comunità. Anche perché la costruzione della strada è sospesa e potrà essere riavviata solo nel 2007. “L’indennizzo è dovuto sia per la mancata realizzazione dell’opera che per il danno morale subito dalla popolazione degli Alburni”, si scrisse allora nell’atto di citazione. Tutto finisce in una bolla di sapone con “l’autoaffondamento” dell’azione civile verso le imprese coinvolte, gli amministratori politici del tempo ed alcuni dipendenti. Il presidente che “firma” è Ezio Russo, bancario di Sicignano degli Alburni, con un passato politico tra Ds e Udeur. Nessuno pagherà e i soldi per la strada cominceranno a essere drammaticamente pochi per realizzare ciò che si proclama pubblicamente, ovvero collegare la zona di Piaggine e Sacco con lo svincolo di Campagna dell’autostrada Altri soldi vanno via con il passaggio di cantiere tra la prima e la seconda vincitrice dell’ultima gara d’appalto.

IL CONTO PIU’ SALATO E’ STATO FATTO PAGARE ALLA GENTE DI MAINARDI

Un conto salato è subito presentato a questa campagna splendida di Mainardi fatta di un profluvio di fiume, boschi ripariali e di terreno ferace, con l’orizzonte stagliato direttamente sui monti Alburni. Da qui vengono i fuori i vini che piacciono a due target difficilissimi: i tedeschi e le donne. Semi sconosciuti in patria, sono infatti particolarmente corteggiati da hotel ed enoteche di Lombardia e Piemonte, oltre che dal circuito tedesco Horeca, hotel e ristoranti. Il blend tra Aglianico, Barbera e Merlot, conquista subito i palati, in particolare quelli femminili. «E’ un vino di struttura – spiega Marco – ma allo stesso tempo morbido. La sua particolarità è che le uve affrontano un’unica vinificazione dove la tannicità dell’Aglianico viene stemperata dall’acidità del Barbera a cui il Merlot dà la ciliegina finale. Piace soprattutto alle donne, perché ha sentori di vaniglia e frutti rossi». Miracoli di Mainardi.

I TALEBANI DEL VINCOLI E GLI INUTILI IDIOTI CHE NON VEDONO, SENTONO E PARLANO

“Le imprese ed i lavoratori non restino vittime dei “talebani” del vincolo”è l’unica risposta dei funzionari della Provincia. Diventa difficile non paragonarli al comandante Schettino che pensa di limitare le sue irreparabili responsabilità nel disastro del Giglio della Costa Concordia gettando la colpa sul suo timoniere indiano che avrebbe esitato nel virare a sinistra forse non comprendendo la lingua o il dialetto nel quale era impartito l’ordine. Qui non è nemmeno la solita storia del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Lo stato di avanzamento dei lavori per la costruzione dei primi e ripetiamolo sempre inutili 10 km della Fondovalle Calore appare in allarmante stallo, che l’impatto ambientale è pesante anche all’occhio del profano. Lo vedi senza essere sindaco e nemmeno geometra e figurare sul libro paga come ispettore generale. E ci si ritrarrebbe doverosamente davanti al roboante appello del fratelcamerata :“Oggi non siamo qui per festeggiare una sentenza, ma per lanciare un appello, affinchè la Fondovalle Calore, opera viaria strategica di collegamento tra le aree interne del Cilento e della Valle del Sele, possa arrivare alla sua definitiva realizzazione”. Campa cavallo che manco l’erba ci cresce più!

L’EX SINDACO: ISPETTORE GENERALE DEL CANTIERE

Dettaglio: non si conosce la cifra che è mantenuta segreta più del segreto di fabbricazione della Coca Coca di chi, il geometra ex sindaco di Aquara, militante del partito di governo a Salerno, ha “sovrinteso” ai lavori. Alta sorveglianza, scrivono. La realtà vera del fatto, giratela come volete, da Iannone a Feola, da Cirielli a Martino, può essere così sintetizzata: la Fondovalle Calore non è affatto in procinto di essere terminata. Anzi, essendo stato appaltato un solo lotto (quello centrale, che non porta da nessuna parte e che servirebbe ad unire, inutilmente, il comune di Aquara con quello di Castelcivita, rectius, le rispettive fondovalli), sono stati soltanto alzati alcuni piloni, fatto qualche sbancamento, e deturpato il paesaggio e la campagna circostanti. E’ la nuda verità. Come quella dello sblocco del cantiere determinato dal Tar fin dal 22 novembre del 2012 e che, a essere buoni, appare essere ad oggi in stand by. Si chiude con un consiglio. Vale per tutti. Evitate altri suoni di trombe, indignati comunicati stampa e accogliete il consiglio di Franco Latempa: fatevi vedere solo di notte e sotto uno striscione, il più possibile grande, che chieda scusa alle popolazioni locali.

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08 Nov 2015

Cosa fare in caso di furto di identità di GERARDO BONFRISCO

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Il furto d’identità di Gerardo Bonfrisco.

Quali sono i furti di identità e le frodi di identità?

“Ma lui che trafuga da me il mio buon nome / mi ruba ciò che non lo arricchisce / E mi fa scarsa.”
– Shakespeare, Otello, atto III. Sc. 3.

La risposta breve è che il furto di identità è un crimine. Il furto di identità e le frodi di identità sono termini usati per riferirsi a tutti i tipi di reati in cui qualcuno ottiene abusivamente ed utilizza i dati personali di un’altra persona in un modo da coinvolgerlo in una frode od inganno, di solito per un guadagno economico. Lo scopo di questo articolo è di spiegare perché è necessario prendere precauzioni per proteggersi dal furto di identità. Diversamente dalle impronte digitali, che sono riservate e non possono essere date a qualcun altro per il loro uso, i dati personali in particolare il conto bancario o la carta di credito, la sim del telefono ed altri dati identificativi di valore, possono essere usati, se cadono nelle mani sbagliate, personalmente per trarre un profitto a nostre spese. Molte persone hanno riferito che persone non autorizzate hanno preso fondi dalla loro banca o di conti finanziari, o, nei casi peggiori, ripreso le loro identità del tutto. In molti casi, le perdite per una vittima, possono includere non solo delle perdite finanziarie, ma ulteriori costi finanziari aggiuntivi rilevanti legati al tentativo di ristabilire la propria reputazione nella comunità e correggere le informazioni errate per cui il criminale è responsabile.
Quali sono i modi più comuni per commettere i furti di identità o le frodi?
Molte persone non capiscono quanto facilmente i criminali possono ottenere i nostri dati personali, senza dover entrare nelle nostre case. Alcune società di carte di credito, per l’invio delle stesse, hanno adottato misure di sicurezza che consentono al destinatario della carta di attivare la stessa solo dal suo telefono di casa, ma questa non è ancora una pratica universale. Inoltre, se la posta viene recapitata in un luogo dove altri hanno facile accesso ad essa, i criminali possono semplicemente intercettare e reindirizzare la posta in un’altra posizione a loro comoda.
Negli ultimi anni Internet è diventato un luogo attraente per i criminali per ottenere dati identificativi, come le password o le informazioni di tipo bancarie. Nella fretta di esplorare le caratteristiche emozionanti di Internet, molte persone rispondono a loro insaputa ai cosiddetti “spam” ( posta spazzatura ) senza rendersi conto.
In alcuni casi, i criminali utilizzano tecnologie informatiche per ottenere grandi quantità di dati personali.
Con abbastanza informazioni di identificazione su un individuo, un criminale può assumere l’identità di quella persona è condurre una vasta gamma di reati: per esempio:
1. false domande di prestiti e di carte di credito;
2. prelievi fraudolenti da conti bancari;
3. uso fraudolento delle schede telefoniche
4. ottenere altri beni o privilegi che al criminale potrebbero essere negati se dovesse usare il suo vero nome, perché già reticente.
Il criminale si adopera per garantire che le fatture delle carte di credito falsamente ottenute, o gli estratti conto bancari che mostrano i prelievi non autorizzati, vengono indirizzati ad un diverso indirizzo da quello della vittima; la vittima in questo caso non può venire a conoscenza di ciò che sta accadendo fino a quando il criminale ha già inflitto danni rilevanti sul patrimonio della vittima.

Cosa bisogna fare per evitare di diventare vittima di furto di identità e prevenire le frodi?

Per ridurre o minimizzare il rischio di diventare una vittima del furto di identità o la frode, ci sono alcuni passaggi di base da adottare in modo precauzionale. Per cominciare, basta ricordare la parola “truffa”:

a) non fornire le vostre informazioni personali a terzi se non avete un motivo di fiducia in loro, indipendentemente da dove sono;

b) Una persona che ti chiama e dice di essere della tua banca, non ha bisogno di sapere le informazioni della propria carta di credito se è le stesse risultano già nell’ archivio della vostra banca; l’unico scopo di una tale chiamata è quello di acquisire informazioni sensibili utilizzabili in modo fraudolento verso di Voi.

c) Se qualcuno che non conosci ti chiama al telefono e ti offre la possibilità di ricevere una carta di credito, un premio, o un altro elemento di valore, ma ti chiede per prima cosa i dati personali, il numero di carta di credito o la data di scadenza, o il nome da nubile della madre, tenta solo di scoprire dei dati utili per attivare una truffa. È bene informarsi prima di effettuare una tale operazione.

d) Se si è in viaggio, richiedere all’ufficio postale della vostra città il cosiddetto fermo posta. In questo modo, la vostra posta sarà mantenuta dall’ufficio postale fino al vostro rientro, dietro un piccolo rimborso spese.

e) Mai fornire informazioni personali a persone sconosciute.

Per tutelarsi esistono delle agenzie riconosciute dal Crif ( centrale rischi informazioni finanziarie ) che vi tutelano sia durante la navigazione internet che su qualsiasi movimento finanziario a voi intestato.
In caso di furto d’identità o per qualsiasi altra informazione in merito è bene rivolgersi:
a) polizia delle comunicazioni: www.commissariatodips.it
b) carabinieri: https://extranet.carabinieri.it/DenunciaViaWeb/
c) guardia di finanza: www.gdf.gov.it/GdF

Gerardo Bonfrisco
gerbonfrisco@gmail.com

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17 Ott 2015

Il cybercrime: Il furto diventa High Tech di Gerardo Bonfrisco

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Le nuove carte di credito sono destinate a rendere più facile lo shopping ma anche a rendere più facile per i ladri rubare i dati della carta. Fortunatamente, è possibile proteggersi con pochi semplici passi. Il RFID o Radio Frequency Identification, è un termine generico per le tecnologie che utilizzano le onde radio per identificare automaticamente le persone o gli oggetti. Il microchip è collegato ad un’antenna ( chip e antenna insieme sono chiamati transponder RFID o tag RFID ). L’antenna permette al chip di trasmettere le informazioni di identificazione ad un apposito lettore. Il lettore converte le onde radio del tag RFID in informazioni digitali. Le attuali carte di credito RFID vengono emesse dai più importanti istituti del mondo tipo: Visa, MasterCard, American Express, destinate a sostituire i vecchi modelli. Invece di strisciare la carta ed attendere la ricevuta, gli utilizzatori di carte RFID possono semplicemente avvicinare la carta da un lettore designato se disponibile, ed attivare in questo il relativo pagamento. Anche se questi lettori non sono ancora in ampia distribuzione, stanno diventando sempre più di uso comune. Purtroppo, questa comodità ha un costo, è facile rubare per i cosiddetti ladri elettronici i dati dalle carte. Un lettore di carta di credito a buon mercato ( scanner RFID ) può funzionare a poca distanza, anche se la carta è in una borsa o in un portafoglio. Ci sono anche applicazioni che consentono di farlo utilizzando nient’altro che uno smartphone o un tablet di ultima generazione. Tutto questo avviene nell’arco di pochi secondi. Il ladro si avvicina al malcapitato con una qualsiasi scusa, tenendo fra le mani lo smartphone pronto a scannerizzare i dati. Emittenti di carte di credito hanno preso misure cautelative per combattere questo nuovo tipo di furto cosiddetto elettronico in un certo numero di modi. Tra questi esistono codici di sicurezza che cambiano dopo ogni uso è che limita i danni ad una transazione fraudolenta. Alcuni usano anche codici di sicurezza aggiuntive. C’è da dire che gli hacker sono molto più interessati a rubare i dati sul commercio all’ingrosso che non a livello individuale, ma è sempre meglio prevenire ch’essere truffato in mal modo. Un certo numero di aziende vendono portafogli che hanno bloccanti RFID incorporati, ma anche apposite cover per carte di credito fabbricate con un materiale costituito da fibre di polietilene ad alta densità efficaci contro queste nuove attività truffaldine.
Gerardo Bonfrisco

gerbonfrisco@gmail.com>

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23 Set 2015

CILENTO. Testo integrale della risposta dell’Avv. Franco Chirico all’Avv. Riccardo Ruocco

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Apprendo con piacere e soddisfazione che l’Avv. Riccardo Ruocco, segretario del PD di Vallo della Lucania, riconosce che in Cilento esiste un importante patrimonio di opere pubbliche (sei invasi, quattro impianti irrigui, sei minicentrali idroelettriche, due impianti di potabilizzazione, una rete scolante, viabilità rurale, ecc.) realizzate dal Consorzio Irriguo di Vallo della Lucania e dal Consorzio di Bonifica Velia nell’ultimo mezzo secolo.
L’Avv. Ruocco ha pure rilevato che, oltre a tale patrimonio, esiste anche una realtà imprenditoriale, costruita negli anni per iniziativa degli stessi soggetti, che opera in una logica gestionale ed organizzativa a rete, e che produce ricchezza, posti di lavoro, nuove iniziative, ecc., constatando anche che il territorio oggi dispone:
di un piano di sviluppo sostenibile del bacino dell’Alento, denominato “Parkway Alento”, frutto di un Accordo di Programma sottoscritto il 09/03/2010 presso la Sala della Giunta Regionale della Campania da 19 Comuni e nel contempo del fatto che questi ultimi, in occasione del Convegno Internazionale sui Geoparchi svoltosi presso la Fondazione Alario nel 2013, hanno delegato il Consorzio Velia di integrare la proposta elaborata, nel rispetto delle indicazioni della nuova programmazione europea 2014-2020 per le aree interne, per promuovere lo sviluppo economico integrato e sostenibile dei loro territori comunali;
di un piano di rilancio dell’agricoltura, fondato su azioni dirette soprattutto a far nascere, accompagnare e consolidare una nuova generazione di agricoltori, stabilendo un collegamento diretto tra produzione e consumo.
Questa presa d’atto fa comprendere che, finalmente, nella classe dirigente locale, vi è chi ha maturato un nuovo tipo di sensibilità che fa ben sperare, perché non si ferma alle chiacchiere, alle promesse, ma accetta di mettersi in gioco rispetto ai vecchi metodi autoreferenziali di gestione del potere, per sperimentare i principi della collaborazione, concertazione e cooperazione.
Non posso non sottolineare che l’Avv. Ruocco ha riconosciuto che il Consorzio Velia, forte dell’esperienza fatta in questi anni alla guida di tanti progetti, ha maturato un approccio pragmatico, un know-how che gli consente di gestire il peso e le difficoltà di materie tecnicamente complesse e delicate che meritano di essere trasferite e conosciute a livello delle istituzioni locali; un patrimonio immateriale importante da utilizzare e valorizzare per ragionare intorno a problemi reali, cercare soluzioni efficaci e poi raggiungere risultati concreti.
Reputo che sia molto lusinghiero il riconoscimento del segretario del PD di ciò che è stato realizzato dai due Consorzi con enormi sacrifici, in 40 anni, in favore della popolazione locale, per cui grazie alle tante cose fatte, il territorio non parte da zero.
Infine, ho appreso con gioia che il documento programmatico proposto ai consorziati per il prossimo rinnovo del Consiglio dei Delegati sia stato valutato positivamente e che dia spunto a proporre un’intesa con le forze politiche su degli interventi concreti, come il progetto Parkway Alento, da realizzare per rafforzare, diversificare e potenziare il debole e fragile sistema economico ed occupazionale locale.
Pertanto apprezzo con convinzione la proposta di aprire un serio e costruttivo confronto avanzata dall’Avv. Ruocco che da un lato cancella decenni di ostilità e noncuranza e dall’altro testimonia la ricerca di un nuovo modo di fare politica nell’attuale classe dirigente locale.
Apprezzo che un dirigente di un partito politico importante proponga di fare un tratto di strada insieme per valorizzare ciò che il Consorzio Velia e il Consorzio Irriguo hanno realizzato nel corso dell’ultimo mezzo secolo.
Mi auguro di tutto cuore che la politica accetti di mettere in archivio le ostilità del passato, aprendo una nuova stagione caratterizzata dal riconoscimento e dal dialogo con coloro che lavorano con passione, continuità ed impegno per far uscire il Cilento dall’immobilismo con l’obiettivo di promuovere e creare benessere per il territorio.

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23 Set 2015

Parkway Cilento: Dal Consorzio Velia arriva l’ok a Ruocco

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VALLO DELLA LUCANIA. In relazione alla questione del progetto della Parkway del Cilento – da ambienti vicini all’avvocato Franco Chirico, presidente del Consorzio di Bonifica del Velia –si esprime vivo apprezzamento e disponibilità a percorrere le indicazioni contenute ll’articolo redatto dall’avvocato Riccardo Ruocco, segretario del Pd di Vallo della Lucania. In particolare ci si è soffermati sui due punti che chiudono l’opinione di Ruocco. In particolare si fa proprio e ci si mette a disposizione per favorire il concretizzarsi di a) “invito il mio partito – il Partito Democratico insieme al Governatore Vincenzo De Luca – di non perdere questa enorme occasione di metodo, di cambiamento e di futuro e di accettare, dunque, il ruolo di guida politica di un modello di sviluppo territoriale straordinario qual è il progetto Parkway Alento”. Parole che – sempre da ambienti particolarmente vicini all’avvocato Chirico – vengono integralmente raccolti. Si valuta molto positivamente anche l’assunto successivo di Ruocco :”E’ giunta l’ora di aprire – intorno a questi temi – un dibattito serio e costruttivo ed immaginare sin da ora che dopo Expo’ la prossima scommessa italiana nel panorama internazionale potrebbe giocarsi in Cilento” .

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07 Set 2015

Valva: natura, cultura e fantasie dei marchesi d’Ayala oggi offerti al turista più esigente

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ORESTE MOTTOLA

Volete stupire dei vostri amici che hanno visto di tutto? Che magari lavorano a Francoforte e il mondo l’hanno girato per davvero? Rosetta, giornalista della tv Swr, e i suoi due figli sono stati i miei primi severi collaudatori di un “format” che mi appresto a inaugurare. Via Disneyland e Gardaland, l’ultima domenica di agosto li ho condotti a Valva, poco oltre la zona termale di Contursi. Mezz’ora d’auto da Paestum e via a passare dalla riproduzione in scala reale della grotta di Lourdes a oltre diverse centinaia di statue che nel teatrino del Parco del Duca guardano ognuna in una direzione diversa creando un effetto straniamento che colpì perfino il più che scafato Vittorio Sgarbi. L’area da visitare è vasta, oltre diciotto ettari, e gli sforzi per stupire sono stati fatti tutti. Si accede con un biglietto da 5 euro se siete in meno di dieci, tre se si supera la decina. Consentite e auspicate anche le combinazioni casuali. Si comincia da lezioni di geografia e storia economica sulla via del grano che dalle Puglie conduceva a Valva e da qui – via fiume – a Foce Sele dove i carichi, imbarcati poi sulle navi – giungevano a Napoli, città ricca sia di pastifici che di grandi mangia maccheroni. Nella villa – parco è un susseguirsi di effetti speciali e di un mondo classico che mai si potrebbe pensare che abbia eletto il proprio regno in questo spicchio di territorio che con un braccio tocca l’Irpinia mentre l’anca è già nella Basilicata. Nel fitto bosco un’ingegnosa opera di regimazione delle acque non serviva solo a creare un sistema di vezzosi laghetti ma anche a far crescere rigogliose piante pescate nei quattro pizzi del mondo – siamo alla fine del Settecento – nelle Americhe o in Indonesia, nel Madagascar o in Cina. Oggi a Valva c’è un giardino botanico con esemplari di cedri, magnolie e laurocerasi che in grandezza e vetustà non è possibile trovare nemmeno nelle zone d’origine. Che sono diventate il regno della musica classica poiché le grandi chiome creano l’effetto “cappella” rendendo inutile l’uso dell’amplificazione durante i concerti, così da super esaltare la purezza dei suoni. Andateci a Valva, qui fantasia e natura, cultura e suggestioni, sono state esaltate da marchesi ricchi e capaci.
Comune di Valva Tel. e Fax: 0828-796001

-Sabato, domenica e festivi sempre aperti per le visite guidate dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30. Nei giorni feriali possibilità di visite guidate previa prenotazione.
° Possibilità di effettuare servizi fotografici e video.

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27 Apr 2015

“Briganti del Parco” riuniti a Roscigno. Pronta un’altra raccolta di firme contro i dirigenti dell’area protetta.

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Roscigno, quasi disertato il raduno dei “Briganti del Parco del Cilento”

“I briganti” discutono di cosa farsene un Parco, quello che, secondo loro, sta “facendo morire” l’intero Cilento. Lo fanno a Roscigno, in piazza, una domenica mattina con i primi tepori primaverili che invitano a andare altrove. Trenta, quaranta persone raccolgono l’invito. Il comprensorio di 81 comuni che vive più o meno le ambasce delle aree interne meridionali. L’associazione da poco formata tenta di contrapporsi a un ente che si sta sempre più chiudendo in se stesso e che questo gruppo sta chiamando a un nuovo protagonismo. In bene o in male non c’è che questione che oggi sorga tra Paestum e Sapri che non ci si chieda “dove sono e cosa facciano” Amilcare Troiano e Angelo De Vita, commissario e direttore dell’area protetta. C’è chi storce il naso ma tra il nulla o meglio il solito di faccendieri e affaristi e i “Briganti”, le simpatie sono tutte a favore dei secondi. Di una recente fallita riunione di sindaci ieri non sarebbe importato a nessuno ora è reperibile sul web e viene analizzata peggio di una partita di cartello della squadra di calcio del cuore. Tra gli “antipatizzanti” c’è anche Domenico Cavallo, già operatore culturale e, seppure in fieri, anche turistico. Cavallo la prende alla lontana: ”I briganti nella storia Italiana? Fu vera ribellione? Roscigno sotto la bandiera dei Briganti, un sindaco e il centesimo comitato pseudo popolare …affronta temi di estrema serietà con lo strumento sbagliato”. Sulla sponda opposta è Pino Palmieri, sì il sindaco; “Incontro costruttivo. Sono intervenuti amministratori dei territori di tutto il Parco. Tante cose dette, ma tantissime da fare. Inizieremo, come proposto dal consigliere comunale di Polla avv. Fortunato D’Arista, alla raccolta firme in tutte le piazze dei comuni del Parco. Speriamo che a differenza dei tanti sindaci assenti all’incontro, i cittadini aderiscano in massa”. Prima di andare a cena arriva Antonio Radano, il sindaco di Stella, si era perso tra un crinale e una vallata del Parco. Poco prima di andare a pranzo c’è un battibecco che coinvolge Bartolo Scandizzo, direttore di “Unico”, notorio ultras del trio Troiano – De Vita – Matera.

IL DIBATTITO. “Avevo fatto pulire un po’ l’argine di un mio vigneto a S. Angelo a Fasanella quando vidi arrivare la Forestale. Accusarono me e chi aveva materialmente fatto il lavoro di aver anche rimosso una rara specie di roverella. Subito acchiappai due verbali e migliaia di euro di multa! Passano i cinghiali nello stesso vigneto e mangiano l’uva quasi matura. Gli stessi forestali vanno a contare i chicchi d’uva sopravvissuti per farmi assegnare l’indennizzo che mai supera i cinquanta euro…”. Francesco Ricco, è un avvocato attempato ritrova la sua gioventù quando può tornare all’antico mestiere dei suoi avi. Che è impedito dalla voracità dei cinghiali, e dall’ottusità della burocrazia arrivata a seguito dell’istituzione del parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Ed eccolo a fondare il comitato delle “Vittime” dell’area protetta ed essere qui, qui a Roscigno, all’ombra del monumento ai Caduti, a testimoniare l’adesione alla giornata di lotta indetta dai “Briganti del Parco”, l’associazione guidata dall’avvocato Marcello Di Manna, che vorrebbe restringere il Parco Nazionale alle sole aree demaniali, liberando quindi i terreni dei privati da ogni forma di tutela di tipo naturalistico. Gli organizzatori della giornata non nascondono la loro delusione di fronte ai pochi convenuti. Pochi i sindaci, insensibile la popolazione. Lo stesso risultato realizzato da Legambiente che all’inizio di aprile chiamò a radunarsi per l’obiettivo opposto, a favore della dirigenza del Parco. Pino Palmieri, primo cittadino di Roscigno: “I sindaci vanno a Vallo della Lucania e ognuno di loro vuol mungere un po’ la mammella dell’Ente. Incassato il loro risultato si ritirano in buon ordine. E difendono il bidone vuoto e bucato…”. D’Alessandro, di Magliano Vetere: “L’idea di protezione della natura è sacrosanta, la gestione è scandalosa”. A Roscigno si entra con una strada inaugurata il 24 febbraio del 2012, rifacimento dell’unica strada che unisce a Bellosguardo. Non ancora completata. La terra continua a muoversi. L’impresa c.v.r. , sovrintesa dagli ingegneri Di Feo e Scaramella, no. Un bel po’ di attività economiche non sanno a quale santo votarsi. La collina di S. Andrea, sbriciolatasi nel 2010, non è stata messa in sicurezza. Lo sbocco verso il vallo di Diano o il vicino paese di Sacco è sempre a rischio dell’ennesima caduta massi. Questo è ciò che avviene in una realtà piccola. C’era una volta e, per la verità, ancora c’è il parco nazionale del Cilento, Diano e Alburni. C’è scritto sui rari cartelli che si affacciano sulle strade, spesso interrotte da una frana. C’è con 80 paesi e 181 mila ettari di natura dove sorgono ancora uliveti e vigneti di agricoltori anziani ma che non ci stanno a regalare ai cinghiali i frutti del loro lavoro.

Oreste Mottola

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